Pazzo di Vincent

di Ade Zeno

Hervé Guibert, Pazzo di Vincent, Playground, pp.80, € 8

Traduzione di Maria Grazia Ruspoli

Bello come un dio in bianco e nero ospitato nel corpo leggero e tagliente del ragazzo che in pochi anni – quelli che partono dall’esordio letterario per interrompersi all’improvviso con una morte ferocemente prematura – scriverà trenta libri, quasi tutti di narrativa, seducendo un pubblico vastissimo, Hervé Guibert è approdato in Italia tardi, tardissimo anzi, soltanto grazie ai testi ultimi, pressoché postumi, vale a dire quelli (pur splendidi, meravigliosi) ai quali aveva affidato il difficile compito di raccontare il proprio calvario, l’avventura definitiva, lo scontro selvaggio destinato al fallimento tra il suo corpo e una malattia orribile, il virus maledetto che nei primi anni Novanta fu battezzato “peste del secolo”. La trilogia dell’aids, composta da Lettera a un amico che non mi ha salvato la vita, L’uomo dal cappello rosso, e Le regole della pietà, arrivò dalle nostre parti solo in virtù della sua riconducibilità a un tema tutto sommato di moda in cui il morbosismo e le umane affezioni nei confronti della morte che rendono ciascuno di noi – consapevolmente o meno – spettatore necrofilo, trovarono terreno fertile per un successo editoriale tanto vigoroso quanto prevedibile, clamore comunque destinato a spegnersi in breve tempo, considerata la natura passeggera di ogni evento mediatico. Continua a leggere→

Uno poco diplomatico

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Cuneo, il piccolo Schindler che salvò gli ebrei di Anversa

di

Riccardo De Gennaro

L’abitazione della pittrice Gianna Paola Cuneo si trova nel cuore di Trastevere e assomiglia a un museo. Antichi ritratti di Garibaldi e di Napoleone sono appesi a quasi tutte le pareti, occupate anche da stampe della rivoluzione francese, un editto di re Vittorio Emanuele II, opere della stessa Cuneo. Nelle numerose vetrinette sono conservate carte e oggetti preziosi del periodo risorgimentale e tra le due guerre, mentre una stanza intera è adibita a magazzino e contiene altri quadri della padrona di casa, libri d’arte, giornali dell’Ottocento, serigrafie del Maggio francese, manifesti della rivoluzione russa. Continua a leggere→

TU NON DICI PAROLE di Simona Lo Iacono

tu-non-dici-paroleBronte, 1638. Periodo di malcontento popolare e di Santa Inquisizione. Francisca Spitalieri è un’esposta dotata di una peculiare caratteristica: ama le parole belle. Parole liturgiche e dell’offertorio, sentite in convento, che “ruba” e ripete di continuo pur non conoscendone il significato. Parole che re-interpreta, ammaliata dalla loro austerità e musicalità. Questo suo amore, però, viene considerato anormale. Per questo motivo, e per altre circostanze a esso legate, viene messa a giudizio dal Santo Uffizio. Francisca è la protagonista di “Tu non dici parole” (Perrone, 2008), romanzo d’esordio della siracusana Simona Lo Iacono, magistrato e dirigente del Tribunale di Avola. Una storia tragica, dolente; ispirata da personaggi realmente esistiti e caratterizzata da visionarietà artistica e grandissima teatralità; “messa in scena” con un riuscito impasto linguistico imperlato di espressioni in latino, in volgare e in dialetto siciliano.

“Tu non dici parole”. Un titolo molto evocativo. Da dove nasce?
– Da una poesia di Pavese, tratta da “La terra e la morte”. Non dire parole è più di un silenzio. È una privazione. Quando mancano le parole è perché la vita non si manifesta. Perché la bellezza cessa di stupire. Una fine. Chi scrive, invece, compie un atto vitale, scaglia continuamente parole contro la morte.
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Clément, il ’68 dello Spirito

Cresciuto in ambiente ateo e marxista, si convertì alla fede cristiana nella Chiesa ortodossa. Da allora è stato un vero protagonista del dialogo fra Oriente e Occidente. Originale la sua lettura della contestazione

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DI
Andrea Riccardi


O
livier Clément si è spento la sera del 15 gennaio. Erano anni che non usciva più dalla sua casa in un vivace quartiere popolare di Parigi. La malattia l’aveva provato, ma aveva ancora un grande interesse per la vita, i fatti del mondo, le vicende della Chiesa.
Quando l’ho salutato, poco prima che si spegnesse, ho guardato la grande finestra della sua camera, da cui si vede la città fino alla Tour
Eiffel, pensando ai suoi ultimi anni di ‘eremita’ alla finestra del mondo.
Il suo cenno di saluto esprimeva la simpatia e l’amicizia che hanno caratterizzato la sua vita. Qualche anno fa aveva scritto: «La vecchiaia favorisce un’altra conoscenza, quella che l’Oriente considera come l’unione dell’intelligenza e del cuore».
Scompare con Clément (nato nel 1921) una figura europea di spicco, unica e originale. Il suo pensiero è figlio di un innesto complesso e ben
riuscito. Le sue radici sono in ambiente laico e non credente. Ha vissuto a Parigi, in una città al plurale, ricca ma con tanti aspetti di deserto umano. Ha sentito l’angoscia degli orizzonti stretti dell’uomo contemporaneo; si è incamminato nei sentieri della ricerca spirituale. Ha incontrato la fede cristiana nella Chiesa ortodossa. La sua ricerca inquieta si è sviluppata nel clima della seconda guerra mondiale. La guerra è, per tanti grandi spiriti, un tempo fecondo di intuizioni. La generazione della guerra conta tanti ‘maestri spirituali’ che hanno detto molto all’Europa, tentata dal ripiegamento. Continua a leggere→

Il lavoro e i giorni.

COPERTINA STESA

[ E dall’antologia,  un racconto di Monica Mazzitelli]

Giovedì 29 gennaio, Roma
Ore 18.30 – Libreria Flexi, Via Clementina 9

Presentazione del libro a cura di Mario Desiati e Stefano Iucci
Il lavoro e i giorni
Venti racconti sui giovani, la precarietà, la disoccupazione

intervengono
Mario Desiati
Stefano Iucci
Raffaele Manica
Emanuele Trevi


Il lavoro e i giorni
Venti racconti sui giovani, la precarietà, la disoccupazione
a cura di Mario Desiati e Stefano Iucci Prefazione di Raffaele Manica
illustrazioni di Mario Ritarossi

Collana Arte e Lavoro, Pagine 160, Prezzo 14,00

Piero Sorrentino, Giancarlo D’Arcangelo Liviano, Chiara Valerio, Nicola Lagioia, Andrea Di Consoli, Monica Mazzitelli, Franz Krauspenhaar, Demetrio Paolin, Marco Missiroli, Elena Varvello, Giorgio Fontana, Barbara di Gregorio, Alessandro Leogrande, Tommaso Giagni, Angela Flori, Federica Manzon, Alberto Garlini, Carlo Carabba, Elisa Davoglio, Gaia Manzini.
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PROVOCAZIONE IN FORMA D’APOLOGO 95

L’uomo giunse davanti alla nuova bancarella di frutta e si fermò. Una mela isolata e diversa da tutte le altre aveva attirato la sua attenzione.
“Per favore, mi dia quella mela.”
“Che occhio, signore! Si vede che lei se ne intende. Ecco a lei, sono dieci euro.”
“Dieci euro? Lei è una ladra, se la tenga pure.”
E l’uomo indignato passò oltre.
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I GIOVEDI’ DI TURRO

Uno spazio per condividere ascolto e partecipazione, perché Milano ha bisogno urgente di opportunità reali di espressione per tutti. Ne siamo convinti: apriamo quindi le nostre porte per lanciare la sfida di un appuntamento fisso settimanale in cui incontrarci a fare poesia e non solo, all’insegna dello scambio e del contatto umano. Saremo protagonisti e saremo pubblico. Cresceremo mese dopo mese anche grazie alle vostre idee.
Spesso reading: poeti giovani e meno giovani, noti e meno noti si alterneranno con le loro letture-spettacolo nella sala underground che già si candida a cuore pulsante della poesia a Milano.
Altre volte letture aperte: dieci minuti ciascuno per ogni autore; per partecipare basterà presentarsi in sala mezz’ora prima dell’inizio della serata segnando il proprio nome sulla lista; una vera jam-session da club di lettura.
Ogni tanto presentazioni di libri: gli autori verranno a parlarci dei loro lavori. Continua a leggere→

Animali da radio

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di Mauro Baldrati

Ho sempre cercato di essere un ascoltatore della radio, impresa non facile, anzi, quasi disperata. Fin dal loro primo apparire, negli anni Settanta, l’Italia si è subito caratterizzata per l’invasione delle radio commerciali, con conduttori urlanti, gasati, che selezionavano musiche da hit parade, o da discoteca, pezzi passati per metà, o poco più, e subito tagliati per fare spazio alle loro urla, o agli spot pubblicitari. Quando andavo all’estero, in Olanda, in Inghilterra, in Francia, mi veniva il cosiddetto magone ascoltando le loro radio. Che meraviglia la BBC, con musiche di alta qualità, che spaziavano dal blues al punk al reggae al jazz alla classica. E che classe nella conduzione.

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Ryuichi Sakamoto – Arto Lindsay: War & Peace

[youtube=http://www.youtube.com/watch?v=HKkZL86ZaOw]

Dall’ultimo disco “ufficiale” di Ryuichi Sakamoto, Chasm (2005), War & Peace è il risultato di una collaborazione tra Sakamoto (musica) e Arto Lidsay (liriche). Mille voci che si rincorrono, mille accenti diversi. Non è più Inglese, è world language.

Is War as old as Gravity?

If I love Peace, do I have to love the trees?

Are there animals that like peace and animals that like war?

Is peace quiet?

Is making war an instinct that we inherit from our Hunting or Farming Ancestors?

Were Farmers the first Warriors?

Do we love without thinking?

Do we do the right thing without thinking?

When children fight with their brothers and sisters, are they learning how to make war?

How do we test the limits of our bodies without war?

Why do they compare war to a man, and peace to a woman?

Peace is unpredictable.

Why is war so exciting?

War is the best game and the worst fight.

Is peace the hardest work?

Is peace a time of tension?

What are the different kinds of victory in a war? In a race?

Is despair a solution?

Why is dangerous to say: never forget? Continua a leggere→

Viva la scuola. La scuola che verrà

Inizio d’anno nel caos per la scuola, e la circolare del ministro non migliora la situazione. Oltre a essere confusa e ad avere vizi formali. Anzi Mario Piemontese dimostra che la circolare è fuorilegge. Intanto si simula il caos che verrà, si riflette sul tempo pieno (qui) e sulla valutazione (qui, qui, qui). Si parla anche del ministro che verrà… mentre la scuola si riorganizza: a Milano, a Bologna, a Firenze, i precari…

Voglio fare la maestra
di Donata Glori

Passo spesso per un’ ottimista ai limiti dell’ottusità, questa volta non è così.

Complici malattia e vacanze a sprazzi ero riuscita a tenermi un po’ fuori dall’assillo dell’ orribile Controriforma Gelmini-Tremonti-Brunetta-Aprea-Cota e dagli scenari che si aprono per il nuovo anno per godermi Natale, famiglia e amici.

Sono rientrata molto sfiduciata, sento che ho consumato quasi tutte le energie di cui sono capace per contrastarla, per cercare forme di opposizione ma devo ammettere che sono stanca. Continua a leggere→

Dalle terre del nord. Alla ricerca dell’anima artica

Massimo Maggiari, Dalle terre del Nord. Alla ricerca dell’anima artica, Cda & Vivalda Editori, 2008, pag. 132, Euro 13,00.

di Alberto Pezzini

** * **

Belin che bello ragazzi !
Che libro per volare su di un disco di Enya ed in mezzo alla neve. Senza ciaspole ma con le ali di un gabbiano. Non me ne vorrà Maggiari per l’incipit. Si tratta però di un libro che salpa nell’anima come per caso. Uno di quei volumi che ti arrivano – anche se li hai richiesti per una curiosità fisiologica – e che poi ti metti a leggere alla sera, quando sei stanco. A volte i libri si valutano anche così. A seconda del momento o dell’occasione. A seconda della temperie spirituale in cui uno si trova buttato. E’ un volume new age. E’ una definizione stupida e riduttiva. E’ un volume all’antica, capace di seguire l’arco di un fiume interiore durato una vita.
Maggiari è genovese di nascita ma vive ormai da tempo nella Carolina del Sud, a Charleston, dove insegna lingua e letteratura italiana al College di Charleston. E’ un uomo dall’aspetto poderoso, sa di vichingo e guerriero che ha faticato. Nella fotografia che lo incornicia nel risguardo di copertina sembra guardare verso un mare lontano, con un tamburo sotto il braccio. I libri si valutano anche per le orecchiette che uno ci fa. Altri hanno l’abitudine di sottolineare i passi più significativi con un frego sottile della matita. Altri usano il libro in modo fisico segnalandosi le pagine più intense con delle piccole, minuscole orecchiette laterali. Continua a leggere→

Il disco dell’anno

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David Byrne & Brian Eno
Everything That Happens Will Happen Today

di Pierfrancesco Pacoda

Musica della liberazione, tappeti sonori incalzanti, elettronica ‘amorevole’, perché capace di riconciliarci con l’ambiente, ed una voce salmodiante, come se mantra urbani accompagnassero le nostre vite. Un capolavoro, quasi trent”anni dopo My Life in the Bush of Ghost, l’album che, per la prima volta, portò tutti i colori e le emozioni tribali dell’Africa nelle città, tra la giungla ed il cemento. Byrne e Eno, ballate che utilizzano la musica popolare come fosse una tavolozza pop, dove scegliere, e poi mischiare, le passioni necessarie. La produzione di Eno varca i confini del rock, ci fa entrare, con la voce di David Byrne, in un universo ancora meravigliosamente ricco di palpitanti sensazioni. Esplorazione, come pratica di esaltazione della creatività.

(Hot Contemporary Magazine)

DALLA PARTE – di Giulio Mozzi. Posfazione di Marino Magliani

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[Pubblico qui il racconto Dalla parte di Giulio Mozzi, bonus track dell’antologia Tutti giù all’inferno, curata da Monica Mazzitelli (Giulio Perrone editore, 2007). Qui è possibile scaricare il pdf dell’antologia. Una curiosità filologica: nel testo qui proposto, lo scrittore ha apportato varianti minime.  Infine, in coda al racconto, nota di lettura di Marino Magliani: Per Charlie. Domenica 25 gennaio pubblicheremo un secondo racconto di Mozzi. f.s. ]

 

di Giulio Mozzi

 

È il quindici marzo, mercoledì. Mercoledì è il giorno che mi fermo a Milano. Dormo all’Hotel Charly di via Settala, vicino alla Stazione Centrale. È un alberghetto pulito, tranquillo ed economico (ma il caffè è micidiale). Ora è notte, sono le undici e un quarto, e da piazza Missori scendo nella metropolitana. Quattro stazioni (Duomo, Montenapoleone, Turati, Repubblica), due passi a piedi, e sarò a casa. Per me a Milano il Charly è “casa”, perché sono cinque anni che ci dormo praticamente tutti i mercoledì sera. La stanza undici al secondo piano, senza bagno ma con lavandino e bidè (e il bagno sul pianerottolo: da condividere, certo, ma tanto la mattina mi sveglio presto, e sono sempre il primo).

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NEL CUORE CHE TI CERCA di Paolo Di Stefano

Storia di un sequestro. Storia di un dolore che non si placa, di una ferita che non si rimargina.
La protagonista si chiama Rita: una bambina che viene rapita da un maniaco e tenuta segregata per ben otto anni in condizioni spesso disumane.
L’altro protagonista si chiama Toni Scaglione. È un uomo obeso che fa il giornalista in un giornale scandalistico. Ed è anche il padre della piccola Rita.
Scaglione va alla ricerca della figlia. Non si rassegna al tempo che passa senza esiti, non si piega alla disperazione dei fallimenti; né alle beffe delle illusioni.
Infine la figlia viene ritrovata.
Ma è ancora Rita, la giovane sopravvissuta al pluriennale rapimento?
“Nel cuore che ti cerca” (Rizzoli, 2008, pag. 296, euro 19) è il nuovo romanzo di Paolo Di Stefano a cui è stato recentemente tributato il Premio Selezione Campiello: una storia struggente e coinvolgente; caratterizzata dalla presenza di più voci che si avvicendano alle due principali. Continua a leggere→

Cicisbei. Morale privata e identità nazionale in Italia

di Alfio Squillaci

Roberto Bizzocchi, Cicisbei. Morale privata e identità nazionale in Italia, Laterza, Bari, 2008

L’Età dei Lumi coincise in Italia con la diffusione della singolare pratica sociale presso la classe aristocratica dei cosiddetti “cicisbei”. Cicisbeo è un termine attestato in Italia fin dalla fine del ‘600 col quale si designa quel Cavalier servente pronto ad accompagnare in tutte le attività pubbliche la dama sposata con il consenso pacifico del di lei marito, e con la quale egli si intrattiene in fitti bisbigli, da dove forse trae origine onomatopeicamente il termine stesso. Dall’immagine posta in copertina del libro (un dipinto di Giandomenico Tiepolo) si evince icasticamente la consuetudine pubblicamente accettata di questo singolare ménage à trois, abbastanza bizzarro per i nostri costumi di oggi.
A dire il vero questo costume sociale fu indicato da osservatori arcigni, quali Sismonde de Sismondi, come il punto più basso del rammollimento di una nazione intera. Nel volume XVI della sua monumentale Histoire des Républiques italiennes Sismondi (con il quale polemizzò, com’è noto, il Manzoni delle Osservazioni sulla morale cattolica), indicò proprio nel cicisbeismo il punto di approdo di quel grande arco di civiltà italiana iniziatosi con i Comuni. Continua a leggere→

Tortuga

di Alberto Pezzini

Valerio Evangelisti ,Tortuga, Mondatori Strade Blu, 2008, pag. 330 – Euro 16,50
** * **
Finalmente c’è ogni tanto da divertirsi. Evangelisti deve molto a Salgari. Con un occhio capace però di solleticare la sessualità. In maniera sottile, quasi perfida. Questo è un romanzo d’appendice allo stato puro. E’ trasgressivo come certi romanzi psicologici ed ha in più la forza oscura ed inconscia del sesso a tenerti avvinto alle pagine. In Noi saremo tutto il sesso era più esplosivo, più manifesto. Non aveva paura alcuna di chiamare le cose con il loro nome. Forse era addirittura troppo accelerato in alcuni punti. Qui il sesso è un’attesa infinita sul mare. Con un exploit finale che non ti saresti aspettato per la crudeltà secca con cui si chiude. Continua a leggere→

Poesie inedite di Michele ORTORE

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(Ellen Burgin, Marking time)

 

                         E il motivo

                         E’ nella rigidità flessibile
                         della foglia di eucalipto,
                         è nella pesca a strascico del vento
                         sui rami

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Pensieri sull’amore davanti alla tele (III/III), di Andrea Sartori

III . Disperare delle cose, del mondo, della disperazione

Frammenti d’invarianti antropologiche, pezzi di psicologia della specie mimetizzata nella totalità falsa, sono le linee di tensione che ambiguamente, e a volte rovinosamente, attraversano l’amministrazione dei dispositivi della cultura, della produzione economica, della vita sociale. Da qui l’impressione che i veri centri propulsori della creatività, oggigiorno, non abbiano più sede nell’arte contemporanea, ma direttamente nelle dinamiche sociali che la commercializzano, la promuovono, la sponsorizzano: l’indecifrabile molteplicità dei servizi di telefonia mobile personalizzata; le disorientanti possibilità offerte dalla tecnologia tramite i sistemi d’orientamento satellitare per l’automobilista, il ciclista, il pedone; l’anarchia delle forme di comunicazione per e-mail, sms, mms, che de-alfabetizzano i parlanti-utenti, ed insieme li istruiscono a nuovi linguaggi…

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