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3 febbraio 2020, Convegno Simon Weil, Barchessa di Mirano -Appunti –

di Annalisa Busato

Un leone rosso nella neve guarda

tre altissimi pioppi al centro

del prato, oggi bianco e splendente,

nel Giardino Romantico di Mirano.

Dicono che tu, Simon, scrivevi messaggi

affettuosi alle tue studenti “Piccola cara…”

educandole all’attenzione, a cogliere

il punto, il centro di ogni giardino.

Tu, Simon, musa vaticinante, pasionaria

difficile e distante, superba,

sapevi insegnare, ispirare, spronare

senza perdere la tenerezza. Continua a leggere→

Stupore nel traffico – Daniele Mencarelli

“Stupore nel traffico”

Quando appare un buon libro di poesia di una persona giovane ci si vorrebbe inginocchiare per strada, baciare il selciato dove passano tutti e dire: qualcosa di grande, di umanissimo abita ancora questa terra dura, questa gente che siamo, vile e piena di ingombri idioti. C’è aria per la nostra fame di respiro.

Questo libro piccolo per dimensioni edito dalla semplice e raffinata Nottetempo lo ha scritto, anzi composto anche procedendo da vari precedenti lavori, un poeta che stimo fin dal suo apparire manoscritto in una mia notte di quindici anni fa. È Daniele Mencarelli. Il libro Bambino Gesù è così titolato perché la più cospicua sezione di testi viene da un libro scritto quando il poeta era operaio all’ospedale romano per bambini che porta quel nome. Continua a leggere→

Alfio Farbo

Da: Per chi rimangono accese le luci (Il primitivo editore, 2007)

Dalla sezione heidelberg

Ho contato il centesimo balcone non visto

e i fiori in bilico ai davanzali

di legno sporti senza un battito d’ali

dalla stanza con pareti di carta

stropicciate come i merli di tempera-

matite a colori.

A quelle finestre squadernate dal vento

si affidava ogni luce senza nome

prima che i lampioni abbaiassero alle strade

e le falene volassero addosso ai fanali

delle auto lanciate sopra il fiume.

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“Nel sole, nel mare, nel verbo” – Intervista a Giuseppe Conte

Dall’ultimo numero della rivista “Sincronie“, in una sezione coordinata dall’ottimo Fabio Pierangeli.


Irene Baccarini

Nel sole, nel mare, nel verbo.

Intervista a Giuseppe Conte

«Io sono animato dal più umile dei propositi:
salvare quello che c’è di umano nell’uomo,
quello che c’è di divino nell’universo intero,
e il linguaggio è l’unico strumento che ho per farlo.»

Pochi autori riescono, pur parlando di se stessi e della propria opera, a parlare agli altri. Quando questo accade, vuol dire che ci troviamo di fronte ad un grande poeta, dalle cui parole sentiamo emergere verità profonde eppure… familiari, che aspettavamo ci venissero rivelate. È il caso di Giuseppe Conte: nonostante egli abbia sperimentato generi diversi, creando con materie sempre nuove, possiamo continuare a pensarlo come il Ragazzo che «vuole avere una voce» e che, discendendo nelle profondità oceaniche, come narra la leggenda irlandese che egli recupera ne L’Oceano e il Ragazzo, riporta sulla terra «un Canto / nato appena, invincibile».
Di questo canto, della forza e dell’entusiasmo – nella sua accezione etimologica dell’essere presi dal divino – con cui Conte crede nella poesia, della naturalezza con cui riscopre i valori più profondi della letteratura, come testimoniano le risposte che seguono, non possiamo che essergli grati. Continua a leggere→

Mondo 3

di Sandro De Fazi

Emily non s’è mossa dalla stanza
mai e Virginia invocando,
follemente inseguendo la realtà
di Elisa che la pretendeva, affabulata
in un romanzo ormai introvabile nelle librerie,
tutta per sé prima che fosse Musa
delirante al telefono in clinica.
Passai la prima gioventù per Roma
o Baudelaire stando sempre a Parigi
viaggiando con sostanze allucinanti
come Fritz senza tregua a Sorrento
tra servitù e malinconie incamminato
ora che siamo in primavera,
per il ghiaccio bollente e l’inchiostro.   Continua a leggere→

Nelle mani

di Franz Krauspenhaar

Ti svegli con la rabbia e vorresti
una scure per amica, sei solo.
Unico rappresentante al mondo,
unico venditore di stracci, come
il padre di Kirk Douglas, per ghetti
rumorosi e sporchi, di polvere nuda.
Tu, uomo bianco appeso al filo rotto
di un’immensa, sconcertante, fissa
idea di successo, barcameni le ore
del giorno in spirali di parole zitte,
circolanti tra pensiero e azione
su corrente scrittura elettronica.         Continua a leggere→

(mutamenti nell’uomo del movimento terra)

1

Spera sempre in una minima
differenza tra il sopra ed il sotto
(gli inferi, ci dicevano, e il terzo giorno), dove
trova che i sassi sono teste levigate, simili
a patate fossili scordate da un repulisti dell’historia patria,
con uno scarto minimo, dal semialto dell’escavatrice
si limita a registrare l’austera contrarietà dell’arco alpino.

2

Invidia il collega ch’è riuscito a mozzare
perfettamente, a metà, il colle dell’infanzia,
come una mela renetta, solo
per un effetto altro, rispetto all’incarico
assunto, perché s’allarga il paesaggio
e l’alba è tutta sopra gli ulivi,
e non vi crescerà più il muschio,
poco male, persino l’orto
è assicurato per un solitario uguale.
Ma qui nel piano, salvarsi, forse
negli avvallamenti procurati, nelle vene d’acqua
giunte ai corsi celati come un ingombro
dopo la morte delle tessiture.

3

Non è mai riuscito a star così in alto, prima,
ed a volte gli sembra sulla palta scrivano
i denti del cingolo, scrivano un urlo
sull’argilla disvelata, una preghiera
ché non ingoi, tremenda terra
dello stupro razionale, uomo e macchina, un tutt’uno.
Non lontano annotazioni coglie,
oblìo del semicrescere dei pioppi.

C’è qualcosa di nuovo nell’etere anzi di antico: Radio 3 in versi

Domenica 21 marzo in occasione della Giornata mondiale della poesia, Radio3 sarà per un giorno interamente affidata ai poeti. Le trasmissioni rispetteranno il palinsesto, ma le voci che accompagneranno gli ascoltatori dalle sei dal mattino a notte inoltrata non saranno quelle familiari dei conduttori , ma quelle, forse radiofonicamente meno esperte, ma forti e intense di un gruppo di poeti, tra i più rappresentativi del panorama  contemporaneo. Se la sveglia alle 6.00 di Qui comincia avrà la voce di Maria Grazia Calandrone, la buonanotte di Radio3 suite sarà in compagnia di Silvia Bre e ospiterà al suo interno Andrea Zanzotto, Valerio Magrelli, Gianni D’Elia e Edoardo Sanguineti, mentre la rassegna stampa di Prima Pagina si trasferirà a Milano con Maurizio Cucchi, A3, la trasmissione d’arte, si arricchirà della partecipazione di Antonella Anedda e Radio3 mondo, Pagina3 e File urbani saranno condotte, rispettivamente, dalla poetessa greca Helene Paraskeva, da Lidia Riviello e da Sara Ventroni. Domenica in Concerto avrà come guida musicale d’eccezione Maria Luisa Spaziani e Zazà , il contenitore culturale in diretta da Napoli, ospiterà in studio Gabriele Frasca. Ma anche Uomini e Profeti di Gabriella Caramore, nella sua versione domenicale dedicata alla Bibbia,  Le musiche della vita, che per il mese di marzo ospita il grande direttore d’orchestra Antonio Pappano, e La Grande Radio avranno al loro centro riflessioni legate alla poesia e al fare poetico. Continua a leggere→

Inedito* – di Alda Merini

a cura di Adelio Valsecchi

Ragazzi

Ragazzi

vorrei essere

sempre con voi

o almeno qualche ora soltanto,

toccarvi con le mie dita

come ora fate con me

perché voi siete i fiori

del nostro vecchio domani.

Io quand’ero bambina

non capivo il valore degli occhi

ma adesso

mi sento cieca

perché non posso vedervi

e così

vi lascio un dono

di un doloroso sospiro.

Non vorrei mai morire

E perdere i miei ragazzi.

Breve storia della poesia inedita.

Scuola media statale di Milano. Concorso di poesia.. La prof. Merolla invita Alda Merini per premiare le poesie più significative. Il giorno stabilito la poetessa molto agitata telefona agli insegnanti dichiarando con disagio e disappunto di essere influenzata e debilitata. Di non essere in grado di partecipare all’incontro. Dopo qualche giorno invia una lettera di scuse alla prof. che aveva organizzato il concorso e ai ragazzi che l’attendevano con ansia.. Nella lettera vi era un foglio con questa poesia bellissima.

Porti nei tuoi occhi . . .

due sonetti di Matteo Ciucci [pubblico due sonetti di Matteo Ciucci che già avevamo con piacere letto qui, a.s.]

foto: Matteo Merlano

.

Porti nei tuoi occhi…

Porti nei tuoi occhi un fiore d’autunno.
Non già quello delle piogge di ottobre,
della bruma che avvolge la rugiada
adagiata in silenzio fra i fili d’erba.

E’ l’autunno delle foglie imbrunite,
dei mattini dai tepori gentili,
dai profumi di cuoio conciato,
dal sapore di terra feconda.

E questo tuo sguardo si schiude al mondo
come il fragore di una stagione:
raccoglie calore, offre passione.

Del ragazzo che indugia ad osservare,
non resta che una nuvola cullata
di sogni, o un’anima franta, nel cuore. Continua a leggere→

GIORNATA MONDIALE DELLA POESIA

vagabonda blu

di Irma Immacolata Palazzo

in coproduzione con Musica per Roma e la collaborazione di Fondazione Roma-Poesia

GIORNATA MONDIALE DELLA POESIA

con il Patrocinio della Commissione Nazionale Italiana per l’UNESCO

AUDITORIUM PARCO DELLA MUSICA – SALA PETRASSI

V.le P.De Coubertin, 30

Martedì, 23 marzo ore 21

COSIMO CINIERI

in

VIANDANDO QUI E ALTROVE

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Anche Carver ha scritto poesie – Daniele Gennaro

di Franz Krauspenhaar

Una raccolta comprendente 50 poesie abbastanza brevi, divise in sei sezioni. L’autore, Daniele Gennaro, classe 59, è uno psichiatra di quel Piemonte alessandrino che guarda a media distanza le selve e i mari della Liguria. Genova fa ben sentire la sua influenza, così che possiamo parlare di una terra lieve e mesticata. Gennaro scrive con la sua penna affilata versi veloci e fortemente impressionistici, poco attenti alla sonorità. E’ un rifarsi, il suo, a una poesia prosastica che appunto canta poco e solo per avventura, e che secerne immagini spesso impreviste accostando parole desuete con altre a noi molto vicine nel tempo; e anche, spesso usando verbi inventati traendoli da certi sostantivi. Il titolo richiama alla poesia in forma di prosa (o viceversa) del grande scrittore di racconti americano e forse è la cosa meno riuscita di questo buon esordio. Apre le danze una bella prefazione di Elio Grasso. Continua a leggere→

Festival Licenze Poetiche – Macerata

*
“se tutto sembra scritto, ancor prima di cominciare,
un bel giorno comincia davvero”
(B. Frabotta, Quartetto per masse e voce sola)
*

Dall’11 al 14 febbraio 2010

 con:  

Yitzhack Laor, Biancamaria Frabotta, Tiziano Fratus, Maria Grazia Calandrone, Chiara De Luca, Eleonora Pinzuti, Salvatore della Capa, Matteo Fantuzzi, Massimo Sannelli, Evelina De Signoribus e i poeti di Licenze Poetiche.

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Kafka

di Franz Krauspenhaar

Kafka, quanta disperazione in quell’insetto
che ronzava sopra la mia testa, una specie
di mosca viola, la metamorfosi di un sogno
all’apertura di un libro, giovinetto come
l’angoscia di chi non sa, di chi dietro
le curve dell’incanto spegne fuochi
polverizzati, senza un significato.
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Il Poeta

il poeta, se ce n’è mai stato uno,
non sa niente
non vuole niente
non dice niente
non capisce niente
non trova niente
non sente niente.
il poeta, se ce n’è mai stato uno,
non l’ha creato dio,
era qui prima di adamo e prima di eva,
era qui da solo
e così è rimasto,
anche se poi è arrivata tante gente
per lui non è cambiato niente.

I “Paesaggi inospiti” di Giampiero Neri

di Fabrizio Fantoni

” Di questi boschi in partibus infidelium / è abbastanza comune la poiana, / dove qualche spuntone di roccia / e mozziconi di sassi / che si alzano da terra qua e là / offrono asilo e protezione.”Con questo componimento Giampiero Neri ci introduce nei suoi “Paesaggi inospiti” ( Mondadori 2009 € 12,00 ). Paesaggi dominati da un ambiente naturale maestoso in cui è possibile scorgere il volo solitario della poiana, il rapido apparire del ghiro tra i rami o, ancora, ascoltare il silenzio delle foglie ingiallite. Una natura accogliente e al tempo stesso insidiosa, segnata da una oscura ed incombente minaccia che grava sulla vita delle creature che la popolano:”Volano in ampi cerchi/ di un volo silenzioso/ indisturbate dagli abitanti del luogo / che usano dividere le specie / in commestibili e non commestibili / e se commestibili / le perseguitano con ogni mezzo, / se no le ignorano completamente.” Una logica di meccanica dissoluzione regola l’economia della vita di questi boschi, arrivando a coinvolgere anche il rapporto tra l’uomo e l’ambiente: un legame questo che appare contrassegnato da quell’ingenua crudeltà che l’autore aveva già espresso al suo esordio poetico – avvenuto nel 1976 con la raccolta ” L’aspetto occidentale del vestito” – nella poesia ” rivederlo non era stato piacevole,” nei cui versi finali si legge: “Nelle pause del suo lavoro / curava in un campo quasi arido / un piccolo allevamento di lumache, / molluschi che hanno paura dell’acqua, / le metterai vive -. mi disse – / in un infuso di latte e segale / e quando sono ben nutrite, cuocile”. Continua a leggere→

La distruzione di Eva

di Mauro Pesce

E sempre là nella memoria torno

ad incontrar sulla fine del giorno

l’impronta della tua presenza, come

Adamo, la cui colpa è di strappare

dentro di sé la costola nel sonno

e poi volerla in Eva riabbracciare.

La distruzione di Eva era il peccato,

il criminoso parto dell’Adamo

fin dall’inizio solitario e vano.

Ora lo so, quell’estate di sogno

era l’Eden, da cui venni cacciato

prima di entrarvi e senza alcun peccato.

E a commettere questo, nulla è stato,

né il serpente, né Dio, neppure Adamo. Continua a leggere→