Archivio mensile:Luglio 2008

Andrea Zanzotto

Sovrimpressioni

da Verso i palù*

” Sono i luoghi freddi, vergini che
allontanano
la mano dell’uomo” – dice un uomo
triste; eppure egli è assorto, assunto in essi.
Intrecci d’acque e desideri
d’arborescenze pure,
dòmino di misteri
cadenti consecutivamente in se stessi
attirati nel folto del finire
senza fine, senza fine avventure. Continua a leggere

Un blog francese dedicato alla poesia italiana contemporanea

[Ricevo e volentieri pubblico.  f.s.]

Cher(e)s ami(e)s, cari/e amici/che, colleghi, conoscenti, confrères… etc…

Con grande piacere (C’est vraiment un plaisir) vi annuncio l’apertura (de vous annoncer l’ouverture) del nostro BLOG (de notre blog) dedicato alla poesia italiana contemporanea (consacré à la poésie italienne contemporaine). Tout y est encore provisoire (Tutto vi è ancora provvisorio), et fort limité pour l’instant (e, al momento, piuttosto limitato), exprès (apposta), mais nous traduisons lentement (ma noi traduciamo lentamente), tout est discuté collectivement (ogni cosa viene discussa in modo collettivo), et vous verrez vite que nous nous situons à l’écart des fièvres médiatiques (e vi accorgerete presto che la nostra postura è opposta a quella febbrile dei media).

Grazie infinite per la vostra lettura (Grand merci pour votre bonne lecture), e ben vengano le vostre osservazioni critiche (et vos remarques critiques seront évidemment bienvenues).

http://uneautrepoesieitalienne.blogspot.com

Cordialità (et à bientôt),
J.Ch. Vegliante

[ In Italia Jean-Charles Vegliante ha pubblicato la raccolta Nel lutto della luce. Poesie 1982-1997 , traduzione di Giovanni Raboni, Einaudi, 2004]

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3 prose nuove [per alta voce] , di Massimo Sannelli

1

Questo è il tentativo dell’unisono.

La bambina dice *bicotti*, non biscotti. *bicotti*, la C marcata, parla la bambina ripete la parola, il padre sente ride, gioisce del petèl. Ma prima: contro i calci solo le parole, contro le parole altre parole e parti di silenzio – *riuscirò a farmi odiare* – e come? Non da lui. a lui dirà: in fondo tu non ami nessuno, sei giusto con tutti, fino all’estrema chiarezza. E dice (enfasi): tu esci in trionfo tu senza mestiere sei libero! E da quando. Perché. Perché. E da quando. E ancora. L’uomo, poco forte, si adegua al rumore. Così ascolta il petèl dei *bicotti* – come? se è per pietà che lo fai, che faccio, non è vero? Non è pietà. Questo è l’osso duro mirabile, esteso in anni. Vi è un ruolo che non odia. Continua a leggere

Provocazione in forma d’apologo 69

Due sono stati gli eventi cruciali di questa mia vita di viaggiatore. Avvennero dopo aver letto un piccolo libro che mi aveva prestato un altro viaggiatore come me, una sera, intorno al fuoco. Un libro del quale ho dimenticato il titolo e l’autore, e sulle cui affermazioni, al momento, alzai le spalle.
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Accettare il vivente, accettare il morente?

Di Andrea Ponso

Io considero inadeguato il modulo domanda-risposta secondo il quale l’uomo

Viene considerato come domanda alla quale il discorso su Dio deve rispondere.

Questo modulo di pensiero misconosce proprio il nucleo centrale della fede cristiana,

pur volendo dimostrare la sua necessità: esso misconosce il fatto che Dio ha parlato

in modo definitivo e che – ma che cosa significa qui risposta e che cosa domanda? –

Dio si è fatto uomo.

Eberhard Jüngel, Dio mistero del mondo.

***

Il segreto è forse qui: fare esistere, non giudicare. Se giudicare è così disgustoso,

non è perché tutto si equivale, ma al contrario perché tutto ciò che vale

non può farsi e distinguersi che sfidando il giudizio.

Gilles Deleuze, Critica e clinica Continua a leggere

L’aria che tira. Appunti in tema di energia.


La concentrazione di ricchezza e di potere nelle mani di pochi – con le manovre e i raggiri per conservarli – è da sempre la causa principale di guerre e sofferenze individuali, locali e planetarie. Molta ricchezza, com’è noto, s’è creata e si mantiene grazie ai combustibili fossili (petrolio e carbone) che fa girare macchine, spostare uomini e capitali; ed ora che se ne intravede l’esaurimento (tra il 2020 e il 2030, dicono gli esperti), e che è sempre più oneroso far fronte alle crescenti richieste del mercato, è difficile pensare a soluzioni che non siano, anche questa volta, condizionate prioritariamente dall’interesse di pochi.

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LA RAGIONE IN CONTUMACIA di Massimo Onofri

La critica letteraria è viva e vegeta. E pare che goda di buona salute, almeno a giudicare dalla quantità di testi di recentissima pubblicazione. Particolarmente attiva, in tal senso, la generazione dei critici quarantenni-cinquantenni: quella a cui appartengono Onofri, La Porta, Pischedda, Raffaeli, Manica, Belpoliti, Ficara, Leonelli. Giusto per fare qualche nome. La critica letteraria è viva, dunque. È questa è già una notizia. Ma andiamo oltre. Continua a leggere

Ruslana

Sono andato sotto casa sua, pronto a cogliere l’attimo in cui sguscerà fuori dal portone, con le gambe d’oro, il viso da regina dell’est, altero e dolce nelle sfilate più prestigiose del mondo. Sono qui con la mia Nikon, l’occhio aperto sul sogno di successo che visita le notti d’estate, quando la morsa del lavoro si attenua, lasciando spazio alle immagini amate che l’inconscio lavora  con pazienza certosina, lui così alieno dalle disordinate e nevrotiche pianificazioni diurne. Continua a leggere

André Rieu e la sopravvivenza del mito

Avete mai sentito nominare André Rieu? No? Be’, avete perso qualcosa. Ma ve ne parlo più avanti, perché il discorso va preso da lontano.
Forse avete visto in televisione il concerto di Capodanno della Filarmonica di Vienna. I professori della più famosa orchestra sinfonica del mondo si riuniscono tradizionalmente la mattina di Capodanno sotto la bacchetta di un grande direttore per suonare, non musica classica, ma i valzer di Strauss. Come mai?
Vienna è un posto tutto particolare. È vero che i viennesi parlano tedesco, ma per certi aspetti somigliano ai napoletani. Non c’è poi da meravigliarsene gran che. Vienna non è in Austria: è in Kakania (come Musil chiamava l’Impero Asburgico) e probabilmente non smetterà mai di starci. Tanto l’Austria è montanara e provinciale (e se non ci credete chiedetelo a Thomas Bernhard), tanto Vienna è cosmopolita. Un esempio: se ci andate in auto e uscite dall’autostrada a Schoenbrunn, scendendo verso il centro percorrerete la Mariahilfer (Maria dell’Aiuto), uno stradone pieno di negozi di tappeti. Sono tutti gestiti da ungheresi scappati a ovest ai tempi della cortina di ferro, e i viennesi hanno cambiato nome alla strada: la chiamano Magyarhilfer (Aiuto per i Magiari). Altro esempio: la chiesa più veneranda di Vienna è la cattedrale di Santo Stefano, ma quella che i viennesi sentono più propria è la chiesa di San Carlo (che è poi san Carlo Borromeo; proprio lui, il Sancarlone di Arona). Continua a leggere

Francesco Gori: un poeta che “vive la vida”

di Giovanni Agnoloni

Oggi voglio presentarvi un altro giovane poeta fiorentino, Francesco Gori. Qui di seguito inserisco tre sue poesie, due tra il musicale e il carnascialesco (“E musica” e “Di stagione in stagione”), e l’ultima in lingua spagnola, suggestiva e con venature meditative (“En el mediodía”), che traduco.

Segue anche una breve intervista con lui. Continua a leggere

RITORNO A PORTO BADISCO

Il mare è così simile a un lago, così calmo, così piatto. E al contempo è così profondamente diverso dal lago. Il movimento è impercettibile, ma c’è, è incessante, inarrestabile, e lo rende vivo.
Entro con i piedi nell’acqua. È fresca. Quasi fredda. È ancora l’acqua di maggio. Il sole invece è quello dell’estate piena. Caldissimo. Continua a leggere

Sergej Aksakov, Cronaca di famiglia

di Giorgio Morale

Al cuore del realismo

“Ah, i russi!…”. L’esclamazione fa sospirare tanti lettori italiani.
Ebbene, questa non è una recensione, è un appello: occorre salvare da un temporaneo oblio, liberare dal silenzio che l’ha avvolto, un grande scrittore, uno dei più grandi scrittori “russi”.

Si chiama Sergej Aksakov ed è vissuto dal 1791 al 1859. È nato a Ufa, nella Russia che guarda all’Asia, ma è stato gran tempo a Mosca, dove persone come Turgenev e Gogol, ammirati dei suoi racconti e dei suoi ricordi, l’hanno incoraggiato a scrivere: “scrittore per istigazione” l’ha definito infatti Serena Vitale. Continua a leggere

Renzo CAU “Una poesia metafisica. Saggio sulla poesia di Angelo Mundula”

Chi segue ed apprezza da anni, come me, la poesia di Angelo Mundula non può non compiacersi di questo saggio recente dedicatogli da Renzo Cau in cui si coglie, fin dalle prime pagine, la profondità e la cura di analisi che si riservano, solitamente, ad autori di prima grandezza. Uno studio in cui però, metodologicamente, tiene subito a precisare nella sua presentazione Carmelo Mezzasalma, richiamando Auerbach (Philologie der Weltliteratur. Filologia della letteratura mondiale, a cura di E. Salvaneschi e S. Endrighi, Book Editore, Bologna 2006), “il punto di partenza non deve essere rappresentato da una categoria generale applicata all’oggetto dall’esterno – deve crescere al suo interno, essere una sua parte. Le cose devono farsi linguaggio, e non si riuscirà mai nell’intento se già il punto di partenza non è concreto e ben circoscritto”. Continua a leggere

L’ossessione di Luigi XIV

di Alexander Stille

Che peso dare all’ultima tornata di scandali, un turbine di intercettazioni, voci, pettegolezzi piccanti? Sarebbe facile liquidarli come giornalismo scandalistico, sensazionalismo o una questione di stile e buon gusto: Sabina Guzzanti ha esagerato con quell’appellativo riferito alla Carfagna? Per Berlusconi non è che gossip e spazzatura. Però spulciando con attenzione il caos di rivelazioni e frammenti di informazioni e intercettazioni, si scopre tutta una serie di problematiche fondamentali, identificative dell’Italia di oggi, che riguardano lo stato di diritto, la responsabilità del potere. Ma anche gli infiniti conflitti di interesse creati dalla presenza di Berlusconi in politica, e il quadro della vita politica nazionale di un grande paese ridotta ad estensione del potere personale di un singolo individuo. In un editoriale stranamente rivelatore, Vittorio Feltri, direttore di Libero, ha scritto: «Silvio non aver paura, anche il duce ci dava con le donne, abbiamo bisogno di un premier, non di un frate». In realtà le troppo generose elargizioni in potere e in denaro alla famiglia di Claretta Petacci preoccuparono molti fascisti e non vennero rese pubbliche, esempio perfetto dell’arbitrarietà e della assenza di responsabilità vigenti sotto una dittatura personale.

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Notturno

Notturno. Alle due di mattina sei sobrio abbastanza per ricordarti dove hai lasciato i calzini ?

E, inoltre, credi che ti siano di una qualche utilità per proteggerti dal freddo che incontrerai nel tragitto verso la cucina ? Cosi, carponi, tenti di trovarli sul comodino, o magari sul pavimento, forse coperti dai fogli del giornale che leggi prima di addormentarti. Una ricerca vana. Tu non sei del tutto sveglio, mentre non ti dici certo di essere ancora addormentato. Stai in quella sottilissima parentesi che ti colloca, tuo malgrado, fra le due condizioni. E non l’avverti, questo e’ certo, come una regione amica, anche se a tutta vista potrebbe sembrarti simpatica. Non hai le certezze.

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Consommé de mélange posthume

Come di sdegno fornicanti, impure e di brama sfatte
la parola e l’altre, da scranne verse e già bell’e servite!
in frega l’ale pecca e boia, in mala stamberga di latte
s’offre ad Atridi e lolite sciacquaossa, Coribanti e re.

Come a riprova dei f’atti, in pura revoca Lete vintage
nel baratto de le Ceneri l’ergo in riga posa da redento,
com’un volete che fossi, brache sul ridotto di Morsa
a Rimessa mistica di rimpianti già versi, contraffatto Continua a leggere

I Mondiali Antirazzisti

Casalecchio di Reno è un grosso paese della cintura di Bologna, un importante centro della Città Metropolitana, con un grande parco fluviale particolarmente amato da Stendhal, che lo frequentava durante il suo soggiorno bolognese, il “Bois de Boulogne italiano”. Il 9 luglio sono iniziati i Mondiali Antirazzisti, una manifestazione internazionale sportiva-musicale giunta alla sua dodicesima edizione.

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da “Plettro di compieta”, 2008 #2 di Marina Pizzi

43.

artigli d’ebetudine l’abicì

del quadro. dove formammo

le ruberie del sale, la lentezza

afona del fondale di pozza.

dove le perle gironzolano

nei macelli delle bestie

stigmate da mangiare. già

si mozza la frottola dell’apice

da guardare. impugna di me

la vena antica, pugnalala con

un permesso di lasciapassare

altrove nelle fauci di una leonessa

sazia sapiente in pieno sonno breccia. Continua a leggere