Archivio mensile:Novembre 2008

Il tempo materiale, di Giorgio Vasta

Giorgio Vasta, Il tempo materiale
pp. 320, Minimum Fax, euro 13

È una Palermo deforme e allucinata lo scenario in cui si incrociano le lucide inquietudini dei tre ragazzini – Nimbo, Raggio e Volo – che guadano con tormentata disinvoltura il cupo horribilis millenovecentosettantotto italiano, riesumato per l’occasione dal primo benvenutissimo libro solista di Giorgio Vasta. Una Palermo (dis)animata da esseri inetti e arresi, da gatti storpi, cani randagi bruciati vivi, piccioni sbranati in mezzo alle strade, un mondo marginale che assiste inerme alle circonvoluzioni della Storia attraverso tubi catodici in bianco e nero senza rendersi conto di niente, senza porsi interrogativi, limitando il proprio raggio d’azione al ruolo di spettatore immobile e indifeso. Continua a leggere→

PROVOCAZIONE IN FORMA D’APOLOGO 85

Con le mani che gli tremano Erre invecchiato di colpo sta leggendo il giornale. Un litigio familiare con i dispetti e i bronci che ne sono seguiti ha fatto precipitare le borse, Londra –8,6, Tokio –12,4. Ma niente paura: il prossimo asteroide non ha una possibilità su 12 di centrare l’Europa, ma solo una su 15. Del resto le massime autorità mondiali dei 3 monoteismi sono sul punto di proclamare congiuntamente che Dio non è unico ma (soltanto) prevalente.
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Con Obama un’America che potremo tornare ad amare

di Martina Testa

Non fanno politica in prima persona, non scrivono editoriali criticando il governo o appoggiando la guerra, non vengono quasi mai invitati (se non dai giornalisti europei) a manifestare un’opinione sulle condizioni del proprio paese, e quindi, di norma, si astengono dal farlo;
sostengono che manchi una tradizione in questo senso; fanno notare che, rispetto a quella di un divo del cinema o di una rockstar, la popolarità di uno scrittore è talmente limitata che a nessuno importa ciò che pensa della politica estera o dell’ambiente. Non si capisce bene se per
modestia, pigrizia o rassegnazione, di rado si avventurano in iniziative e prese di posizione che esulino dall’ambito strettamente letterario. Ma negli ultimi anni, qualcosa sta cambiando. Sembra comparso, sulla scena della narrativa americana, un manipolo di narratori particolarmente capaci di alzare gli occhi dalla pagina per analizzare e criticare certe dinamiche
politiche, di intervenire per cambiarle o di spostarsi in un altro continente per capirle meglio o per sfuggirvi. Continua a leggere→

Goodbye Mr. President

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Il Presidente

– Donald Barthelme

[…]

Sono, come dicevo, non del tutto convinto. Alcune cose riguardo il Presidente non mi sono chiare. Non riesco a capire cosa pensi. Quando finisce di parlare, non riesco mai a ricordare cosa ha detto. Rimane solo un’impressione di peculiarità, di oscurità… In televisione il suo volto si rabbuia quando viene pronunciato il suo nome. Come se sentire il proprio nome lo spaventasse. Poi guarda dritto nella telecamera (lo sguardo accattivante di un attore) e inizia a parlare. Ma si sente solo l’inflessione. Continua a leggere→

Il sogno

di Giovanni Agnoloni

IL SOGNO

La sera del 23 settembre 2001 Brendan andò a letto presto. Era stato un giorno normale, almeno apparentemente.
Viveva in una casa in Griffith Avenue, ed era abbastanza soddisfatto della sua vita. Era un rappresentante del settore vendite di un’importante ditta di Dublino e, all’età di trentacinque anni, era sposato con una bella donna di nome Carol. Continua a leggere→

Curriculum scolastico

Chi leggerà questo post avrà l’impressione di sentirsi raccontare una sceneggiatura per l’ennesimo remake del libro Cuore. Invece è tutto vero.
Ho fatto le scuole elementari negli anni ’50 a Busto Arsizio, in provincia di Varese. Si portava il grembiule nero, si scriveva usando penna, pennini e calamaio (ogni tanto veniva il bidello a riempirlo d’inchiostro: i calamai erano incassati nei banchi), c’era il voto di condotta, si studiavano a memoria le poesie, la disciplina non arrivava al punto da essere militaresca ma era una cosa piuttosto seria. In classe eravamo più di quaranta e la maestra era una sola. Non posso dire di ricordarla con particolare simpatia, ma in fin dei conti neanche con astio. Tutto sommato, faceva il suo mestiere.
Il preside si vedeva solo in rare occasioni ed era un tizio pieno di sussiego, neanche fosse stato un generale dei carabinieri. In classe c’erano i figli degli industriali e degli operai, del farmacista e del fruttivendolo. C’erano esami anche in seconda elementare. L’analisi logica faceva la sua prima comparsa in quarta, e in quinta era pane quotidiano. Maestri e preside mostravano di considerare gli esami di quinta come una tappa fondamentale nella vita di un essere umano. Continua a leggere→

Segnalazione

Ho il piacere di segnalarvi l’uscita su Nazione Indiana del mio Canto di una ragazza fascista dei miei tempi, rimaneggiato musicalmente con grande maestria da Orsola Puecher. Per chi volesse sentirlo, lo trovate colà. Ciao.

Buio (Parole e ore della nuova morte) – di Adriano PADUA

Adriano Padua – Buio (Parole e ore della nuova morte), 2008, inedito.
                           (Qui altri testi tratti dalla stessa opera.)

                            Allora sarà bello quando noi
                            che qui abbiamo abitato
(amato)
                            saremo tutti nomi morti
                            saremo tutti dai nostri stessi
                            semi – gli ultimi esiti pieni –
                            perfettamente finiti, senza resti
                            in nessuno che abbia
                            – sia pure irriflessa – parola

                            (Marco Giovenale, La casa esposta, 2008)

1

la nostra cerimonia è cominciata
sediamo su un altare
di macabre parole

noi siamo le banali
vittime designate
corpi sacrificali
a cui spetta la gioia

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Non ci sono parole per la vita della gente del secolo scorso

Barbara Romagnoli
Vincitrice nel 1989 del premio letterario internazionale Malaparte, già candidata al Nobel per la letteratura, Zhang Jie è tornata in Italia per presentare il suo ultimo romanzo ( Senza Parole , Salani editore, 316 pagine, 16,80 euro) che nella traduzione italiana è uscito in un solo volume, mentre la versione cinese è di oltre 800mila caratteri. Continua a leggere→

Viva la scuola. I mali dell’università…

… i danni del dl 133 e possibili soluzioni, in una lettera di eccezionale chiarezza del Rettore del Politecnico di Milano; Michele Corsi ci dice perché siamo solo all’inizio; inoltre confronti, segnalazioni, informazioni, appelli.

Il decreto Gelmini è stato approvato (qui un’esposizione dettagliata), la ricetta di Cossiga è stata messa in pratica (qui una testimonianza), mentre il ministro Maroni ha una nuova ricetta. Il 30 ottobre la scuola ha scioperato e più di un milione di disinformati facinorosi sono scesi in piazza. Il Presidente si scandalizza e dice che bisogna aumentare i fondi alla scuola privata, si scandalizzano anche gli insegnanti, che guadagnano un aumento contrattuale di 61 euro lordi. Intanto alcuni pensano a un referendum abrogativo, l’università si prepara a scioperare il 14 novembre e in tanti dicono che il bello viene adesso. Anche il ministro Gelmini, che annuncia prossima una riforma dell’università. E sarebbe il caso di cominciare a dare un’occhiata alla proposta di legge Aprea n. 953… Ultima ora: il Presidente ci ha ripensato: slitta l’approdo in Parlamento di riforma universitaria e legge Aprea… comunque un’occhiata alla legge Aprea è assolutamente il caso di darla. Continua a leggere→

A bocca aperta

Quello che più mi colpiva del cinema parrocchiale ai Pallottini erano i cartelloni enormi e colorati: sembravano esaurire da soli tutto il desiderio. Compresi, allora, l’arte della presentazione, la magia del trailer, che sulla base di due o tre chiavi d’ingresso ti ha già inchiodato alla curiosità di sapere come andrà a finire. La vita, in fondo, è un cartellone che promette meraviglie: tu sei ancora il bambino che guarda a bocca aperta, incurante degli sberleffi dei ragazzini più disincantati. Qual è il gene che decide su questi opposti sguardi? E’ possibile passare da un modo all’altro senza perdere qualcosa di essenziale? Il tempo corre e ti ritrovi mano nella mano con la ragazza dell’arena all’aperto, nell’isola d’Ischia. Il cartellone è diventato vita, i colori e gli odori sono quelli che vedi e senti nel sedile accanto, senza immaginare nulla: qualcosa hai perso, ma non torneresti indietro a nessun costo, è questo, forse, il sogno che inseguivi. No, c’è qualcos’altro: il dolore dell’età adulta, capace di apprezzare ogni dettaglio, perfino le immagini improbabili del Barone di Munchausen, col tuo amico prete che improvvisamente perde i sensi per chissà quale malore sconosciuto. Rimani ancora a bocca aperta di fronte alle sorprese della vita, sai che dall’enorme cartellone colorato l’eroe verrà in tuo aiuto un’altra volta, per esaudire qualsiasi desiderio al prezzo modico di millecinquecento lire, mentre la maschera passa e ripassa con il secchiello pieno di popcorn.

versione audio

Wolf Wondratschek(Germania, 1943): La solitudine degli uomini

Gehängte noch singen
Die Spanier lie?en nur die Steine stehen.
Was Gold war, wurde ausgeraubt und weggeschafft.
Es wehen noch die Winde mit der Kraft
von Göttern, deren Reiche untergehen.

Was helfen Messer gegen Kugeln und Kanonen?
Liebe ist Blut. Gehängte noch singen die Lieder
der Hoffnung, Balladen erzählen von Heldentaten
und kommenden Revolutionen.

Dann kehren, mit dem Mut vom Leben schon Erlöster,
auch die Toten wieder und lassen die Erde erbeben
in Kriegen, die eine neue Schöpfung gebären –

denn einer lügt bei jedem Abendmahl.
Aber Verlierer wissen: auch siegen
ist nur der Anfang einer anderen Qual. Continua a leggere→

Anni Sessanta, come eravamo

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di Mauro Baldrati

Alcuni di noi (io in prima fila) erano innamorati di questa donna: Grace Slick, la cantante dei Jefferson Airplane. Per me era una delle voci femminili più meravigliose del Novecento, e una delle donne più fantastiche del mondo. A quei tempi avrei affrontato un leone a mani nude per lei. Mi sarei buttato nel fuoco per lei.

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Alberto Paleari – Ci sfiorava il soffio delle valanghe

Alberto Paleari, Ci sfiorava il soffio delle valanghe, Cda & Vivalda Editori 2003 – pagg. 165 – Euro 10,50.

** * **

di Alberto Pezzini

Penso sempre di più che i libri non abbiano scadenza. Non vanno mai a male. Stanno lì alcuni anni, accoccolati sotto la tua coscienza vigile, e poi te li ritrovi addosso per qualche strana malia. E’ come se una voce sotterranea, silenziosa come un fiume carsico, ti mangi piano piano all’orecchio e ti sussurri di riprendere in mano quel certo volume. Continua a leggere→

La miseria dei malvagi impuniti (II)

di
Anicio Manlio Torquato Severino Boezio

La prima parte di questo testo si trova qui.

Libro IV Prosa 4 (seconda parte)

Risposi che era chiaro. E poi aggiunsi: «Queste conseguenze derivano dalle nostre conclusioni di poco fa. Ma dimmi, ti prego: ammetti tu che dopo la morte del corpo non ci siano castighi per l’anima?» Continua a leggere→

Università: ecco tutti gli importi dei tagli ai fondi degli atenei di Nicoletta Cottone

Articolo di Nicoletta Cottone, tabella dei tagli all’università e videointervista a Dario Fo

Università colpita dai tagli. Documenti alla mano i tagli più consistenti li subisce il Fondo per il finanziamento ordinario delle università, per il funzionamento degli atenei, le spese di professori, ricercatori e personale non docente e per l’ordinaria manutenzione delle strutture universitarie e della ricerca scientifica.

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AMBIENTE. Biodiversità, Desertificazione, Acqua, Cibo e Diritti Umani. “La carta di Sassari”

“Biodiversità, Desertificazione, Acqua, Cibo e Diritti Umani.” Incontro internazionale. Sassari 18-19-20 settembre 2008

La Carta di Sassari, il documento – appello lanciato dalla studiosa indiana Vandana Shiva insieme a ricercatori ed esperti provenienti dalle università e accademie di tutto il mondo riuniti a Sassari lo scorso settembre, è stata pubblicata nella sua stesura definitiva. Nata dalle giornate di studio e discussione su Biodiversità, Desertificazione, Acqua, Cibo e Diritti Umani, promosse dalla Regione Sardegna in preparazione al Summit del G8 a La Maddalena, la Carta rappresenta l’appello ai governanti di tutto il mondo per una soluzione condivisa: “Dalla Sardegna, al centro del bacino Mediterraneo noi, come cittadini, studiosi e responsabili a livello decisionale, convenuti in Sassari per l’incontro internazionale su Biodiversità, Desertificazione, Acqua, Cibo e Diritti Umani, presentiamo questo appello al G-8, al G-15 ed ai cittadini consapevoli di tutto il mondo”.
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Feaci poesia

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Per ogni voce che dentro l’ombra grida
(A Fabrizio Centofanti,
scritture in margine di Francesco Marotta)

1.
Parli dell’ombra. Della nostalgia di luce che dentro l’ombra grida. E racconti al silenzio tutte le parole del cammino. Come chi chiama accanto, ad ogni passo, l’assenza che non lascia impronte sul sentiero. E offri ali. Strappate al giorno in regole di pianto. Non per spiccare il volo oltre gli sguardi, ma perché siano un lascito d’amore, una memoria che dà riparo al cielo, alle sue acque.

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