Giorgio Vasta, Il tempo materiale
pp. 320, Minimum Fax, euro 13
È una Palermo deforme e allucinata lo scenario in cui si incrociano le lucide inquietudini dei tre ragazzini – Nimbo, Raggio e Volo – che guadano con tormentata disinvoltura il cupo horribilis millenovecentosettantotto italiano, riesumato per l’occasione dal primo benvenutissimo libro solista di Giorgio Vasta. Una Palermo (dis)animata da esseri inetti e arresi, da gatti storpi, cani randagi bruciati vivi, piccioni sbranati in mezzo alle strade, un mondo marginale che assiste inerme alle circonvoluzioni della Storia attraverso tubi catodici in bianco e nero senza rendersi conto di niente, senza porsi interrogativi, limitando il proprio raggio d’azione al ruolo di spettatore immobile e indifeso. Continua a leggere








