Archivio mensile:Marzo 2022

Franco Acquaviva, Cinque poesie inedite

Sono lieto di presentare cinque poesie inedite di Franco Acquaviva, attore, regista, drammaturgo, poeta. Come poeta ha pubblicato due libri: Teatro nelle fibre del corpo (Giuliano Ladolfi Editore 2016) e Strategia della sparizione (Giuliano Ladolfi Editore 2020). A seguire una mia nota sui testi e una nota biografica dell’autore.

Era la donna in nero tra le case
avvolta in un collo di nebbia crollava
su tutta la notte intorno, vaporava Continua a leggere→

Farlo


Desiderare Gesù, chiamarlo nella propria vita: è il punto cruciale della crescita. Controlliamo tutto, ma ci sfugge l’essenziale, lasciandoci un senso d’incompiuto. Da oggi, ricordiamoci di farlo.

Si vis pacem, para pacem. Che parli la politica

Propongo due articoli che ritengo vadano integrati. Un articolo, uscito oggi su il Foglio, è una testimonianza di Olesia Ostrovska-Liuta, direttrice dell’Arsenale dell’arte a Kyiv. L’articolo è coinvolgente e mostra i disastri che fa la guerra, ogni guerra, distruggendo  palazzi e beni personali ai quali sono legate le nostre radici. La mia considerazione è che esso suscita una forte reazione emotiva. Una risposta immediata può essere aiutare i civili che soffrono e fuggono dai luoghi di guerra. La risposta strategica può essere di due tipi: o far parlare le armi (con tutte le scelte intermedie che precedono questo passo) o intraprendere una lucida azione politica. Lo evidenzia il secondo articolo che propongo, di Lorenzo Guadagnucci, uscito anch’esso oggi su Volerelaluna. Come scrive Guadagnucci. “Pensiamoci. Forse oggi in Ucraina c’è bisogno proprio di questo: di intelligenza politica, di pensiero, di iniziativa diplomatica, di una regia internazionale che impedisca ciò che sta avvenendo sotto i nostri occhi: un imbarbarimento bellico che renderà sempre più difficile un’intesa diplomatica fra le parti; un’escalation militare senza ritorno”. Continua a leggere→

Ilma Rakusa: Poesia contro la paura


Gedicht gegen die Angst

Streichle das Blatt
küsse den Hund
tröste das Holz
hüte den Mund
zähme den Kamm
reime die Lust
schmücke den Schlaf
plätte den Frust
neige das Glas
wiege das Buch
liebe die Luft
rette das Tuch
schaue das Meer
rieche das Gras
kränke kein Kind
iss keinen Frass
lerne im Traum
schreibe was ist
nähre den Tag
forme die Frist
lenke die Hand
eile und steh
zögere nicht
weile wie Schnee
öffne die Tür
lade wen ein
schenke dich hin
mache dich fein
prüfe dein Herz
geh übers Feld
ruhe dich aus
rühr an die Welt Continua a leggere→

Intervista ad Annalisa Ciampalini

di Luca Pizzolitto

  1. Il tuo ultimo libro è stato pubblicato nel 2018 (“Le distrazioni del viaggio” Samuele editore) sono passati quasi 4 anni. Com’è stato il tuo rapporto con la poesia (sia letta che scritta) in questo arco di tempo?

 

In questo arco di tempo il mio rapporto con la poesia è stato molto intenso, e posso dire di essere soddisfatta. Non sono una persona metodica e può succedere che passino mesi senza che scriva una poesia compiuta. Scrivo, prendo appunti, annoto riflessioni, ma so che molti tentativi di scrittura resteranno tali: abbozzi di pensiero, accostamenti di parole. Se la scrittura si presenta in modo frammentario rivelandomi una verità che percepisco precaria, voglio assecondarla, anche perché non potrei fare altrimenti. Mi piace quando gli scritti si accumulano e sono indefiniti, incompatibili e non conclusi, è come stare accanto a una cosa viva, che cresce, e non sai quale direzione prenderà. Col tempo ho imparato ad amare questa fase transitoria, ad affidarmi alla lentezza che mi impone la poesia e alle varie contraddizioni, cerco di stare lontana dall’ansia di dover produrre e vicino a quanto mi dà gioia. Poi, a un certo punto, può accadere che gli appunti trovino una struttura con un senso, i versi crescano e le poesie assumano una forma definitiva, anche se tutta questa compiutezza, alla fine, non arriva mai. Continua a leggere→

Si vis pacem, para pacem. La Russia vista da B.Akunin

Propongo un articolo di Paolo Nori uscito oggi su il Foglio, che contiene un’intervista a Boris Akunin, il quale oltre che un bravo scrittore si rivela un brillante conversatore. Propongo questo articolo per vari motivi: quanto scrive Nori nella sua premessa sulla discriminazione della cultura russa in questi giorni è del tutto condivisibile; i versi del grande poeta russo Velimir Chlebnikov che Nori riporta sono splendidi; l’intervista ad Akunin presenta parecchi spunti di riflessione, anche se per me non è del tutto condivisibile. Akunin afferma che “non capisce il motivo per cui uno stato democratico non può entrare nelle alleanze nelle quali vuole entrare”. Certamente in linea di principio questo è vero, anche se come sappiamo ci sono stati accordi che questo non sarebbe successo e il fatto che succeda causa tensioni e guerre. Ma se vogliamo parlare in termini di principio, io auspico il superamento di qualsiasi alleanza militare, visto che le armi, se ci sono, prima o poi vengono usate.  Continua a leggere→

Lirico terapia. Renzo Paris

Tommaso

Poesia che sei rinata per il compleanno

D’un poeta, stattene un momento accucciata

Sotto la scrivania, gioca col gatto, intrattienilo,

Non aver fretta, dai,

Almeno per questa volta!

Vedi, un pizzico di distrazione è bastato

Perché quel bastardo mi graffiasse le dita.

La poesia entra anche nel quotidiano, non teme la banalità. Renzo Paris lo dimostra efficacemente in questi versi che odorano di casa, ma hanno un chiaro valore simbolico.

Sofferenza


Gesù è l’Uomo dei dolori, decisamente fuori moda in un tempo in cui la sofferenza si fugge al primo avvistamento. E se gioissimo di poter partecipare all’offerta stessa del Sofferente per antonomasia? Non è mai troppo tardi per capirci qualcosa, della vita.

Si vis pacem, para pacem. Legittimare un linguaggio di guerra è legittimare la guerra

Riccardo Luna sul giornale la Repubblica commenta la notizia che sia su Facebook sia su Instagram saranno permessi messaggi ostili nei confronti dell’esercito e dei leader russi. “A causa dell’invasione dell’Ucraina, siamo tolleranti verso forme di espressione politica che normalmente violerebbero le nostre regole sui discorsi violenti come ‘morte agli invasori russi'”, ha confermato Andy Stone, capo delle comunicazioni di Meta, casa madre delle due reti sociali. Riccardo Luna avverte: “Uno dei possibili effetti della violenza è di farci diventare violenti” e esorta a “Non smettere di provare a capire”. Legittimare un linguaggio di guerra è legittimare la guerra. Continua a leggere→

Lucio Dalla. Conversazione tra Guido Michelone e Jacopo Tomatis

A proposito del libro E ricomincia il canto

 

In occasione del decennale della morte di Lucio Dalla, giornali e televisioni stanno commemorando, talvolta sbrigativamente, l’uomo e l’artista, mentre fra i tanti libri in circolazione, E ricomincia il canto (Il Saggiatore Edizioni), uscito pochi mesi fa, appare il migliore, in quanto raccoglie tutte le interviste rilasciate dal protagoniste lungo un arco di tempo che ricopre quasi l’intera sua carriera. Ne parlano due storici della popular music, l’Autore, Jacopo Tomatis, (docente al Dams di Torino)  e Guido Michelone (professore al Conservatorio di Alessandria).

 

– Jacopo, perché un libro che antologizza le interviste a Lucio Dalla? Da dove nasce quest’esigenza?

La proposta, devo dire, mi è arrivata dal Saggiatore, e in particolare da Giuseppe Favi. L’idea era di inserire il libro in una serie di altri titoli simili (di recente sono uscite le interviste di Bob Dylan e di George Harrison). Ho accettato immediatamente. Mi sembrava il modo migliore per raccontare un personaggio complesso e ricco come è stato Lucio Dalla: lasciando la parola a lui, cercando di ricostruire le tracce e le cronologie di una carriera lunga e variegata, nelle modalità in cui si è raccontato nei vari momenti della sua vita. Non avevo fatto i conti con la quantità di interviste, però, e con il personaggio Dalla. Mi aspettavo di trovare interviste profonde, con interlocutori selezionati. Invece ho trovato, e ho dovuto mettere insieme, una moltitudine di frammenti, di dichiarazioni estemporanee, concesse a riviste lontanissime – da PlayMen all’Unità, dal Guerin Sportivo all’Avvenire. Continua a leggere→

Enrico Barbieri, Meno di una pietra di calcare, Delta3, 2021

Mi ricordo perfettamente il dialogo con Gianmario Lucini. E’ una poesia di confine. Voglio pubblicare la sua prima raccolta. Se ti piace, vuoi scriverne la prefazione? Accettai. Così conosco la poesia di Enrico Barbieri dall’esordio con Il tremore della terra. Era il 2014 e della poesia di Barbieri sottolineavo l’oralità e l’avvio di un duro cammino di “reductio ad unicum” della sua scrittura. Sono passati 8 anni e nella nuova raccolta trovo una poesia che si è fatta testo per intero e un percorso duraturo e sempre più proteso verso un’opera matura. L’approdo, tuttavia, non è, come mi aspettavo, un verso compatto e solido come una noce, come sembrava preannunciarsi, ma fluviale e magmatico allo stesso tempo, disomogeneo per statuto, dunque, comunque, coerente.  Lucini, pertanto, aveva visto giusto. La sua era e resta una poesia di confine. E questa connotazione, in una stagione stretta tra realismo tardivo, più che terminale, ed elegia da twitter, rende la sua poesia diversa e ne legittima la scrittura. Non ci sono strade o voli/ creati in linea retta/ Le falesie, le crepe/ di calcarenite si attorcigliano/ poi divergono, sputano/ un’orbita improvvisa (…).

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Si vis pacem, para pacem. Musica per la pace

La Stampa di oggi, 12 marzo 2022, ci informa di un bel gesto e nella sua edizione on line ce ne propone anche un video. Il titolo dell’articolo è: Le note di speranza: 94 violinisti suonano per la pace. Peccato che fra i 94 violinisti di 29 Paesi non ci sia nessun violinista russo, e che quindi manchi una tessera essenziale al puzzle della pace. Eppure ci sono violinisti russi che si sono dichiarati pubblicamente contro la guerra. Penso a Ilya Gringolts, ad esempio, a Ksenia Milas, a Yuri Zhislin e ad altri più o meno noti. Tanti artisti, intellettuali e persone comuni vengono incarcerati in Russia perché manifestano per la pace, e ciononostante i russi sono coinvolti in Europa e USA in una crescente discriminazione. 

Le note di speranza: 94 violinisti suonano per la pace

Suonano le note di un motivo popolare in una cantina di Kiev convertita a rifugio. A stringere il violino è Illia Bondarenko, ventenne e talentuoso musicista ucraino. Continua a leggere→

Giuseppe Cinà, A macchia e u jardinu

Poesie messaggeri ri un infinitu nustrali. Su A macchia e u jardinu di Giuseppe Cinà
di Giorgio Morale

A macchia e u jardinu, il libro di esordio di Giuseppe Cinà pubblicato da Manni nel 2020,
è diviso in due parti, che concorrono in modi diversi a delineare un quadro di vita che si connota nel passaggio da un mondo agreste, pre moderno, a uno che è già post-moderno, contrassegnato dall’invadente turismo della Riserva dello Zingaro (San Vito Lo Capo, TP). Continua a leggere→

Si vis pacem, para pacem. Un decalogo per la pace

In questi giorni siamo presi da una follia collettiva, secondo la quale diciamo di parlare di pace ma in realtà incitiamo alla guerra. Ovunque c’è una chiamata alle armi. Questo è un esempio su la Repubblica di oggi, 11 marzo 2022. Sotto il titolo Decalogo per la pace non trovo una parola di pace, nessuna proposta che prefiguri la mediazione e la facilitazione di un accordo. E’ questa la pace?

Un decalogo per la pace
di Bernard-Henri Lévy, Sean Penn, Salman Rushdie, Sting

1. La giustizia internazionale deve prendere in considerazione, ed esaminare, tutte le procedure che possano consentire di incolpare per crimini di guerra Putin e i suoi. Continua a leggere→

Poesia italiana del XXI secolo

Franz Krauspenhaar, è nato a Milano nel 1960, è uno scrittore, poeta e musicista. Ha pubblicato finora di vari romanzi, tra i quali Le cose come stanno, Baldini & Castoldi, Cattivo sangue, Baldini Castoldi Dalai, Era mio padre, Fazi, L’inquieto vivere segreto, Transeuropa,  Le monetine del Raphael, Gaffi, Grandi momenti, Neo., Brasilia, Castelvecchi, La presenza e l’assenza, Arkadia. e due saggi narrativi, su Francis Bacon e il calcio. Ha partecipato a varie antologie ed è stato, tra le altre cose, redattore dei blog letterari collettivi Nazione Indiana e di La poesia e lo spirito, del quale è stato uno dei fondatori. Collabora con la rivista letteraria cartacea Il Maradagal. In poesia ricordiamo la silloge Franzwolf, Manifattura Torino Poesia, Effekappa, Zona, il poema Le belle stagioni, il monologo poetico Biscotti selvaggi, la silloge Capelli struggenti, questi ultimi per Marco Saya Edizioni; e la silloge Nella foresta, Ensemble. Nel 2008 ha vinto il Premio Palmi Speciale per la narrativa con il romanzo Era mio padre. Ha partecipato a varie antologie con suoi racconti inediti ed è presente nel Dizionario della poesia italiana 1945-2020 a cura di Mario Fresa, Società Editrice Fiorentina. Opera anche in campo musicale con dischi digitali prettamente di musica elettronica con distribuzione Believe Music con lo pseudonimo di Nerolux.

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