Il bene che facciamo lo fa Dio. È il Sangue di Cristo che purifica e opera miracoli. Noi normalizziamo, riteniamo scontato un successo imprevedibile. E l’amore resta là, in silenzio, in attesa del prossimo intervento.
Archivio mensile:Marzo 2022
Lo storiografo dei disguidi, recensione di Riccardo Ferrazzi
Finalmente un libro di racconti!
L’editore Arkadia, nella collana Senza Rotta, sfata un tabù che da troppo tempo grava sull’editoria italiana (“i racconti non vendono!”) e dà spazio a una raccolta di racconti. Lodevole iniziativa che merita di essere seguita anche da altri editori. In effetti non si capisce perché i lettori italiani debbano leggere soltanto racconti di autori stranieri (peraltro bellissimi, come quelli di Alice Munro, Jorge Luis Borges e altri) mentre gli autori italiani scrivono racconti solo per concorsi, blog e riviste. Continua a leggere
Porti
Luigi Maria Corsanico legge Cesare Pavese. 2
Il primo vento
Casa della Poesia di Milano
Cari lettori,
vi segnaliamo la ripresa delle serate alla Casa della Poesia di Milano nel mese di Marzo che alterneranno streaming e presenza.
Si ricorderanno e leggeranno Franco Loi, Giovanni Giudici e Yves Bonnefoy, e la poesia si farà setaccio del grigio presente nell’incontro dei #poetipost68.
Artemide, di Raffaela Fazio.
Ritratti femminili
di Kika Bohr
Ritratti femminili
Questa galleria di ritratti di ragazze e di donne che sono state assunte a servizio da mio nonno Paul a Ginevra, è il frutto di racconti che mi sono stati fatti da mia madre Chris. Per chiarezza vi dirò che la famiglia era così composta: Nonno Paul (separato, molto occupato col suo negozio, una parafarmacia), J.P. il figlio maggiore (fino alla maturità messo a studiare in collegio, poi diventato farmacista), mia zia Mo (poi diventata fisioterapista) e Chris. Mia nonna Al non era con loro perché separata, e in quegli anni le donne che avevano “abbandonato il tetto coniugale” non avevano pressoché nessun diritto. Ma torniamo a ricordare questa serie di persone che per quasi due decenni hanno svolto il ruolo di governanti, cuoche, donne-tutto-fare, a volte di sorelle maggiori. Come nella bella canzone di Stromae, Santé, in cui il famoso cantante belga brinda a tutte le persone che non possono farlo, io qui vorrei ringraziarle tutte e immaginarle con dei quadri che fanno parte del nostro immaginario collettivo. 
ÉMILIE era giovane e robusta. Quando, carponi, stendeva la cera sul pavimento, permetteva alle bambine di salirle in groppa. (La possiamo immaginare come una bellezza alla Renoir). Continua a leggere
Buona lettura 31: “La ragazza dei colori”, di Cristina Caboni
Buona lettura è una rubrica curata da Mara Pardini. Uno spazio per “assaggiare” libri buoni, ovvero utili, piacevoli, intelligenti, capaci di lasciare un segno nell’immaginazione di chi li sfoglia. Un taccuino per catturare le impressioni, i messaggi e le parole che escono di pagina in pagina ma anche per incontrare scritture nuove e legate all’attualità. Un angolo per parlare di libri e condividere il gusto di una buona lettura.
—
La storia di Stella è quella di una donna priva di sicurezze, incapace di trovare un aggancio concreto per spiegare assenze e rimpianti: licenziata ingiustamente, si rifugia dall’anziana prozia Letizia, nella cui villa trova una valigia piena di disegni dai tratti infantili ma dall’impatto visivo potente.
Dopo tanto tempo, i colori e la pittura da cui ha cercato di allontanarsi per non esserne travolta, tornano ad avere significato, come quadri pronti a raccontare una storia che affonda le radici nel periodo buio del fascismo. Continua a leggere
Allestimenti
Laura Guglielmi, “Lady Constance Lloyd”
Laura Guglielmi, “Lady Constance Lloyd – L’importanza di chiamarsi Wilde” (Morellini Editore, 2021)
Comunicato stampa e sinossi
Colta, ironica e attraente, Lady Constance Lloyd (Dublino, 1858 – Genova, 1898), scrittrice, giornalista e attivista, è una figura femminile che deve ancora trovare la sua giusta collocazione nella Storia. Oscurata dalla fama e dal processo del marito, dal quale ebbe due figli Cyril e Vyvyan, Constance è una donna che merita di essere riscoperta. Femminista e progressista, è stata paladina di una rivoluzione culturale che voleva migliori condizioni di vita e istruzione per tutte le fasce “deboli” della società inglese, a partire proprio dalle donne. Ai suoi tempi era conosciuta quasi quanto Wilde per il suo impegno nella rigida, e spesso ipocrita, società vittoriana. Erano la coppia più in vista della scena londinese. Continua a leggere
Coscienza
Intervista a Pietro Romano
di Luca Pizzolitto
- Quando e come (o da dove) nasce l’idea (e poi la stesura) di Feriti dall’acqua? Quanto tempo hai impiegato a scrivere questa silloge?
Ho iniziato a lavorare a questo libro durante le fasi di stesura di Case sepolte (I Quaderni del Bardo, 2020). Il titolo mi è sovvenuto dopo un periodo di riflessione attorno a L’eau et les rêves, di cui mi sono servito anche nel corso del mio lavoro di tesi su Nino De Vita. Alcuni componimenti inseriti nella raccolta risalgono a poco prima di Case sepolte e corrispondono a quelli che, secondo un progetto che poi ho accantonato, sarebbero dovuti confluire in un libro che avrebbe dovuto alternare prosa e versi. Altri sono stati o interamente riscritti o concepiti ex novo. Il fulcro tematico intorno a cui orbita Feriti dall’acqua è la ferita come motivo archetipico che accomuna ogni esistenza. L’uomo che parla la lingua della ferita è colui che ha fatto della necessità di ritornare all’altro la base su cui edificare una propria lingua del ricordo. È una distanza irredimibile quella che separa ognuno di noi da un’origine. L’acqua è un remoto che non sappiamo pronunciare. C’è stato un lungo periodo nel quale ho vissuto una forma di derealizzazione: mi sono percepito distante, oltre che da me, anche dal tempo che vivevo, come se guardassi alle cose da un treno in corsa o, peggio, attraverso il filtro di una cinepresa cui mi ero assuefatto. Solo dopo qualche tempo ho realizzato che in verità mi ero come addentrato nell’impermanenza di cose e persone. Ero nel pieno di una distanza nella quale ogni cosa riecheggiava nel suo flusso: anch’io scorrevo, senza mai appartenermi. Case sepolte e Feriti dall’acqua evocano, seppure in modo diverso, l’impossibilità di un luogo che faccia “casa”. Di una soglia nella quale la parola si inveri fissando ogni cosa in permanenza. Continua a leggere
Essere
Guerra in Ucraina e salto di paradigma.

Le richieste della Russia sono inaccettabili. Come può un Paese rinunciare alla propria libertà a favore di un altro Paese? Eppure nessun paese è realmente libero, nessuno è pienamente autonomo. Tutti i paesi dipendono almeno in parte da altri paesi. L’Italia, e non solo, dipendono proprio dalla Russia, dal punto di vista energetico.
Per non parlare delle persone, dipendenti anch’esse le une dalle altre in quasi tutto, in un rapporto di scambio basato sulla fiducia quotidiana e, spesso, anche sull’affetto. Continua a leggere
Intervista a Rosita Copioli
In una poesia intitolata “Commiato”, scrivi: “Sono della razza dei romantici”. Cosa significa esserlo? E fino a che punto questa definizione parla di te?
L’affermazione va letta nel contesto. Qui la «razza dei romantici» è quella che vive animata dalle «generose illusioni». Ha il sogno di realizzare non dico il paradiso in terra, ma di seguire quella sorta di “proclama” scritto nel 1796 (o tra il 1795 e il 1797) da Hölderlin, Schelling ed Hegel, firmato da quest’ultimo: «La Verità e il Bene si trovano fratelli solo nella Bellezza». Il cosiddetto Frammento di Stoccarda esprime la tensione infinita verso verità, bene e bellezza, che devono essere uniti, per essere, e valere veramente. È l’antico programma platonico che passa nella tradizione cristiana. Per Hölderlin vive nella figura tragica di Iperione, e va verso il Cristo. La sua “ragione” sta nella libertà, ma essa è molto diversa da quella che nei medesimi anni impone il terrore in Francia. È molto più vicina a quella dell’Umanità divina che anima la teologia di Ildegarda di Bingen. Diventerà lontanissima da quella di Hegel, che si avvia all’identificazione della libertà dell’io singolo con quella dell’io supremo, che è lo Stato: la ragione superiore all’individuo che ne richiede il sacrificio, quando occorra, in nome del Bene Collettivo: qualcosa che spingerà a immaginare le ideologie più diverse, e opposte. Continua a leggere
Lasciare

L’Eucaristia, a Gesù, è costata cara. Dare il Corpo, il Sangue: cosa c’è più di questo? Eppure è felice per il sacrificio. Dovremmo ricordarlo, nel momento in cui ci sembra troppo quello che offriamo. La gioia di Dio nel darsi ci sbilancia, ci spinge a fare un salto, a trovare il coraggio di lasciare.











