Archivi autore: fabrizio centofanti

Informazioni su fabrizio centofanti

https://gesuperatei.wordpress.com http://www.lapoesiaelospirito.it https://youtu.be/wnH1GlOPZk0

Ritratti salentini e gallipolini, di Augusto Benemeglio

di Luigi Scorrano

 

Intriga il titolo della raccolta: Ritratti salentini e gallipolini. Perché quella differenziazione? Salentini non bastava? A volte no. E perché? Perché anche Augusto Benemeglio è innamorato della salentinità, ma è ancor più innamorato di una salentinità specifica o particolare o di taglio anticonvenzionale quale poteva trovare nei gallipolini. Gioca così, all’interno di queste pagine, un’apparente opposizione, che è solo rilievo d’un più accentuato tratto in un carattere comune, di una sorta di impeto che solo alla ‘gallipolinità’ è concesso. Per spiegarmi dirò che nei gallipolini (in ispecie in quelli che il libro registra) c’è come una componente mitica che ad altri non è data: un di più di coraggio, di animosità, di voglia di confronto, di prontezza intellettuale. D’altro ancora. Continua a leggere→

Storia di Mario. Mario Rigoni Stern e il suo mondo.

Storia di Mario. Mario Rigoni Stern e il suo mondo. Conversazione a cura di Giulio Milani – Transeuropa Edizioni – Ottobre 2008 – solo 10,00 euro

 

di Alberto Pezzini

** * **

Una conversazione fatta nel giugno del 2002 con Mario Rigoni Stern. Più che un’intervista vera e propria. Una camminata nei boschi e nella neve di chi creò Il Sergente nella neve. Ogni capitolo è introdotto dalla descrizione fulminante di un albero, secondo le definizioni che da vivo ne diede Rigoni Stern in quel libro fremente come un albero al vento :Arboreto selvatico.

Una chiacchierata che dura lo spazio di una vita. Si concedono molti luoghi alla guerra. A ciò che ha fatto saltare fuori dalla coscienza di un uomo un libro divenuto ormai un classico. Il Sergente nella neve venne scritto praticamente l’anno dopo il ritorno a casa dell’autore, per non perderne il ricordo e mantenere dentro di sé certi sapori che rischiavano di dissolversi nella memoria. Continua a leggere→

L’assurda gioia

dolomiti2
L’immagine di noi tre bambini mi ha sempre affascinato: era prima che succedesse tutto, che dietro quei volti si manifestasse il caos, l’onore e l’orrore della vita. Le foto dei piccoli non mentono: è più tardi che ci si mette in posa, come ci fosse qualcosa da nascondere, anche solo un’ombra di tristezza; nelle istantanee della villeggiatura, per esempio, con quell’aria misteriosa che piaceva alle donne, e invece racchiudeva un disagio, una parola non detta, un urlo non gridato. Il maglione bianco era uno schermo su cui si proiettava il dolore del mondo, la mia incapacità a gestirlo senza segregarmi in un ritiro inaccessibile, dal quale vedevo gli altri passare, scalmanarsi, piangere. La più sincera era la foto in divisa da ufficiale, palesemente ingabbiata in un’istituzione, e il mezzo sorriso che s’intravedeva era una chiara concessione all’obiettivo del papà o della ragazza. Sullo sfondo un prato immenso, dove giurammo fedeltà a una patria di cui non sapevamo nulla. Quando imparai a non giurare ormai era tardi, il primo atto incongruo era stato consumato. Mi rendo conto solo adesso di non avere nessuna foto in coppia: con la ragazza, o addirittura la fidanzata in casa. Forse era già tutto previsto, come se il partner della vita sfuggisse a ogni tentativo di materializzarsi, perché c’era altro che attendeva, al di là degli abbracci e dei litigi, due mani diverse e già piene di rughe, le mani di Wojtyla che si posavano sulla mia testa ingombra di sogni, e mi lanciavano in un’avventura di cui la fotografia era l’inconsapevole blocco di partenza. Il resto fu amore e violenza feroci che lasciarono emergere, dietro la faccia del bambino, il caos imprevedibile, l’urlo non gridato, l’onore e l’orrore della vita, un’immagine moltiplicata all’infinito, come il dolore, come l’assurda gioia del sacrificio.

La foto è tratta da qui.

(versione audio)

Il riciclo domestico dell’organico domestico, di Mario Bertasa

il riciclo domestico dell’organico domestico

in giardino è nato da un’idea dell’assessorato

che fa sconto sull’imposta rifiuti a chi se lo

vuole permettere

io ho scattato il reportage sul nostro impianto

da consegnare all’ufficio ecologia per

gli accertamenti – ai complimenti è seguito

un reale sgravio

ora il processo del pulvis reverteris

lo posso monitorare ogni volta che

sollevo il coperchio

e col gusto delle tasse risparmiate mi

turo il naso e resisto all’avvento del

nugolo di Drosofile

che si solleva ad ogni sollevarsi

manifestanti per la temporanea

folata di gelo

ebbene sì in pieno inverno là sotto

si sta al caldo e anche noi sciameremo

fra i termoreattori dei natalizi commerciali

più divoriamo più ci scaldiamo e intanto

l’inverno passa

[da Sonetti ipercaudati di circostanza e d’occasione – Avvento 2008]

Casa Bianca: Ma non è una redenzione

di Judith Butler

Pochissimi di noi sono immuni dall’euforia di questo momento. I miei amici della sinistra mi scrivono che provano qualcosa che si avvicina alla «redenzione», oppure che «il paese ci è stato restituito» o che «finalmente abbiamo uno di noi alla Casa bianca». Naturalmente, come loro, anch’io mi scopro travolta dall’incredulità e dall’eccitazione, perché il pensiero che il regime di Gorge W. Bush sia finito è un enorme sollievo. L’idea di Obama, un candidato nero riflessivo e progressista, muta il quadro storico e sposta il terreno politico. Proviamo però a ragionare attentamente su questo terreno mutato, anche se adesso non possiamo conoscerne appieno i contorni. Continua a leggere→

Menzogna e creatività negli oggetti di consumo, di Andrea Sartori

E se un giorno le merci ci tradissero, noi continueremmo ad amarle?
Menzogna e creatività negli oggetti di consumo

«E se un giorno le merci ci tradissero, noi continueremmo ad amarle?» è il suggestivo titolo, proposto da Paolo Golinelli, di una conversazione spettacolo con lo scrittore Aldo Nove, svoltasi nel maggio 2007, nell’Atelier di via Melone a Milano.

In questo breve testo, ripercorro i tratti salienti del mio intervento.
Golinelli ha illustrato in quell’occasione, tramite una ricca rassegna d’immagini, come un certo ramo del design sia giunto ad elaborare dei concept che si sono via via allontanati dal loro rapporto con una funzione, con un qualsivoglia utilizzo dell’oggetto, divenendo in tutto simili a dei concetti senza riferimento, a dei significanti senza un significato. Continua a leggere→

Christiane Rochefort, I Bambini del secolo

CHRISTIANE ROCHEFORT, I BAMBINI DEL SECOLO, BARBES EDIZIONI 2008

di Nadia Agustoni

“Ma la rabbia era un’altra cosa, la rabbia mi parlava, mi faceva reagire, era l’unica cosa che mi avrebbe fatto uscire dal mio gelo e che mi avrebbe riscaldato, l’unica cosa che riusciva ancora a farmi male; e veniva da lontano; dalla notte dei tempi; se di mezzo c’era la rabbia, ecco che io rispondevo “presente”. (1)

Christiane Rochefort (1917 – 1998) è nota in Italia per il romanzo scandalo, Il riposo del guerriero, uscito nel 1958. Il libro venne trasposto per lo schermo da Roger Vadim e per questo ebbe una notorietà internazionale, ma la scrittrice non riconobbe come aderente al libro la tematica del film. (2) Le reazioni a una storia giudicata viziosa, tra una ragazza borghese e un alcolizzato, impedirono l’assegnazione del premio Fémina all’autrice, nonostante un primo orientamento in tal senso della giuria, ma le fu poi dato il Prix de la Nouvelle Vague. Christiane Rochefort non tradì però la sua vocazione anticonformista. Il suo secondo romanzo, I bambini del secolo (1961), tradotto di nuovo in italiano per le edizioni Barbès, racconta una vita difficile, in bilico tra scoperta di sé e rabbiosa solitudine. (3) Continua a leggere→

Bianca Stefania Fedi, Poesie


X.

Maria
Maria amara e forte sulla rotta di Ofiuco stella di mare
veleggia l’orizzonte alla nave, tre rose, Maria, nella bocca,
tre rose e un nocchiere allo specchio tutti i giorni riflessi,
il libro, Sepher, Maria, porgi la chiave, la porta è aperta
profuma l’aria di terra e di sole, lo spirito battezza l’anima
e l’acqua alla fonte là, tra i due fiumi, la culla, l’Amore,
Sophia, tre rose, un punto, un cerchio, la donna, la mia
collana di memorie furtiva prende la mano, Maria,
il gesto, maisì màio, un fiore fresco sospiro
il sogno stampato in controluce il dì di festa
negli occhi del Poeta Beatrice s’avanza
il sorriso, la morte fanciulla, l’orribile restare

ed io.

Io ho sete di fiore quando mi guardi.

 

*** Continua a leggere→

Il ritorno del figliol prodigo (?)

franz-k
Gaudium magnum nuntio vobis: Franz Krauspenhaar, o, più precisamente, Krospenorri, torna con noi a pieno titolo e a pieno regime. Oggi e domani ha il computer fuori servizio per cui non potrà rispondere a messaggi. Ma è stato sentito e, come regalo (suo) di compleanno a noi, riprende servizio permanente effettivo.

E’ difficile vivere senza poter sognare

 

di Paolo Persichetti e Paola Pittei

Ha 74 anni, è in carcere dal 1996, uscirà quando ne avrà 91. Luigi Germano, occhi vivaci, aspetto ancora giovanile, sale velocemente le scale della redazione di Liberazione . Ha potuto usufruire di una settimana di permesso, è venuto a trovarci e a portarci il suo libro Luci e ombre dal condominio Rebibbia (più ombre che luci) , Sinnos Editrice, 10,00 euro. Un libro che parla di sentimenti forti e delicati come le persone che abitano dentro quelle mura. Continua a leggere→

Le astuzie dello Spirito

Rebecca Solnit, in cerca di una nuova speranza

Una intervista con la studiosa statunitense che nel suo libro più famoso, «Hope in the Dark», ha provato a rispondere alla disperazione di una certa sinistra nostalgica e lamentosa, mettendo in luce le conseguenze positive e imprevedibili dei grandi momenti di crisi

di Marco d’Eramo

Dalla grande finestra entra la tersa luce autunnale di San Francisco. Sono a casa della saggista americana Rebecca Solnit che, come scrive nel suo libro più famoso, Hope in the Dark, è nata nel ’61, l’anno in cui fu costruito il muro di Berlino, lo stesso anno in cui è nato Barack Obama. Quel libro fu scritto nel 2003, dopo che i movimenti contro la guerra non erano riusciti a impedire l’invasione dell’Iraq, e divenne subito oggetto di accesa discussione in tutta la sinistra americana. Il suo è un vero e proprio «Elogio della speranza», non quella passiva di chi si siede in poltrona e aspetta di vincere alla lotteria, ma quella attiva, pugnace, che si batte per realizzare le proprie speranze. Un libro contro la depressione di sinistra, contro il militante nostalgico e un po’ piagnone. Continua a leggere→

Non faccio Travaglio, racconto solo l’ovvio ma voglio raccontarlo in modo non ovvio

di Valerio Venturi

Milano
Una iena scorrazza tra neomelodici napoletani, americani pimpati, nani e ballerine. E’ Piefrancesco Diliberto, in arte Pif. Palermitano, 1972, è autore e personaggio tv. E’ appena sbarcato su Mtv con Il Testimone , programma ironico d’approfondimento in cui opera da vero self-man: pensa, gira, monta. «Uso strumenti limitati: con 5mila euro hai il necessario. Come lavoro? Parto dalle mie curiosità. La cosa bella della tv è che ti permette di andare in un posto a fare tutte le domande che ti vengono: sei legittimato. Faccio così anche nel privato. D’altronde ne Il testimone metto un bel pò di me. In tv non si sa qual è il discrimine tra persona e personaggio; se si recita una parte è un conto, ma così… E la gente mi tratta come un amicone». Continua a leggere→

Io, il mercato, chiedo perdono, di Frei Betto

 

wall-street

Sono gravemente malato. Vorrei porgere pubblicamente le mie scuse a tutti coloro che hanno avuto cieca fiducia in me. Credevano nella mia presunta capacità di moltiplicare le ricchezze, e hanno depositato nelle mie mani il frutto di anni di lavoro, di risparmi familiari, il capitale dei loro investimenti/affari.

Chiedo scusa a chi vede i suoi risparmi svanire dai comignoli virtuali della borsa, e a chi si vede strangolato, incapace di pagare per gli interessi alti, per la mancanza di credito, per la recessione incalzante.
So che negli ultimi decenni ho superato i miei limiti. Come il re Mida, creai intorno a me una legione di devoti, come se avessi poteri divini. Continua a leggere→