di Luigi Scorrano
Intriga il titolo della raccolta: Ritratti salentini e gallipolini. Perché quella differenziazione? Salentini non bastava? A volte no. E perché? Perché anche Augusto Benemeglio è innamorato della salentinità, ma è ancor più innamorato di una salentinità specifica o particolare o di taglio anticonvenzionale quale poteva trovare nei gallipolini. Gioca così, all’interno di queste pagine, un’apparente opposizione, che è solo rilievo d’un più accentuato tratto in un carattere comune, di una sorta di impeto che solo alla ‘gallipolinità’ è concesso. Per spiegarmi dirò che nei gallipolini (in ispecie in quelli che il libro registra) c’è come una componente mitica che ad altri non è data: un di più di coraggio, di animosità, di voglia di confronto, di prontezza intellettuale. D’altro ancora. Continua a leggere



