
I camei sono nel cinema delle perle, talvolta. Dei vezzi, talaltra. Per esempio, quelli del regista nei propri film. Ma se si tratta di Alfred Hitchcock, allora, diventano un cult. Non è stato l’unico. Martin Scorsese appare in Taxi driver (1976), Francis Ford Coppola in Apocalypse Now (1979), e Roman Polanski in Chinatown (1974). Non poteva certo sottrarsi Quentin Tarantino. Ed anche alcuni registi italiani non hanno resistito alla tentazione di comparire. Federico Fellini interpreta se stesso in C’eravamo tanto amati (1974) di Ettore Scola. Lucio Fulci, il progenitore dello splatter, spesso appare nelle sue inquadrature visionarie. Un discorso a parte va fatto per le comparse di personaggi famosi che con il cinema non c’entrano niente; oppure per gli esordi anonimi delle future star. In questo caso, si tratta di qualcosa in più di un cameo; ovvero di qualcosa in meno. In ogni caso, sono la conferma della grande potenza ludica del cinema, contagiosa e interattiva, in quanto diverte chi agisce davanti alla telecamera, ed allo stesso tempo chi guarda di fronte allo schermo.
















