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GIUSEPPE PANELLA
La Sua

Gesù chiede a Gabrielle di aspettare, prima di parlare o agire, per consultarsi con Lui. Dice che molti lo dimenticano, e che farebbe tutto per l’anima che lo cerca, che lo chiama. Prendiamo l’abitudine di non essere troppo frettolosi. Aspettiamo quel momento che gli permette di dire la Sua, che è sempre la migliore.
Urlo grafico, i nuovi Commenti grafici
Vetro a pendolo

di Giorgio Stella
P o l [l] y dal diamante di grano
Con la frode dell’armatura in croce
Alla corda d’arpa latina
Annaffiata nell’ombra
Della miniera polare –
alla mercè della neve la fionda
Della cancellata sbattuta
Dai ponti in basso al fiocco cannocchiale…
[…]
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La poesia della settimana. Federico García Lorca

Meditazione prima e ultima
Il Tempo
ha il colore della notte.
Di una notte tranquilla.
Sopra lune enormi,
l’Eternità
è ferma sulle dodici.
E il tempo si è addormentato
per sempre nella sua torre.
Siamo ingannati
da tutti gli orologi.
Il Tempo ha già
orizzonti.
Da Suites, in Federico García Lorca, Poesie, Milano, Fabbri Editori, 1997, p. 117.
L’Unico

Gesù ha bisogno di noi più di ogni altro: è il desiderio più intenso, il desiderio di un Dio. Si è fatto Uomo, ha chiesto la compagnia di Pietro, Giacomo, Giovanni. Ci invita ogni giorno a desiderarlo, a cercarlo, a dirgli il nostro amore: è l’Unico veramente indispensabile, che resta per sempre. Che aspettiamo?
Tra le braccia

Gesù significa Dio salva: desidera salvare i peccatori, convincerli che Lui è perdono, e che solo standogli accanto troveranno la gioia, non nelle abitudini del male. Gabrielle dovrà annunciare tutto questo, insistere a spiegare che il Cristo è come un padre che tiene il bambino tra le braccia, perché non si faccia male.
La seconda porta, di Raul Montanari

di Riccardo Ferrazzi
Raul Montanari torna in libreria con questo romanzo che segna un cambio di passo sostanziale nella sua poetica. Raul è sempre lui, ma nel romanzo tutto è nuovo: la tematica, gli snodi narrativi, e anche lo stile, riposato, elegiaco, introspettivo.
Il protagonista non è più un uomo d’azione, senza scrupoli ma con una sua dirittura morale, come nei precedenti romanzi. Milo Molteni è uno come noi, che si mette nei guai per una specie di “buon cuore” naturale, normale, senza estremismi, e anche un po’ per curiosità, per incoscienza. Proprio come potrebbe capitare a noi.
Continua a leggereNello Spirito

Gesù dice a Gabrielle di scorgerlo negli avvenimenti quotidiani, perché Lui è il direttore. La esorta ad amare questa direzione, ad attendere con gioia il momento dell’incontro: finale, anzi, iniziale, con l’entusiasmo dell’agnello che saltella nella valle. Certo, perché è con noi, per noi; ma è percepibile solo nello Spirito.
Già lo vediamo
La prospettiva

di Sabrina Trane
La prospettiva lineare è un sistema basato su precise regole matematiche che, nel XV secolo, alcuni artisti italiani hanno individuato attraverso diligenti studi. Brunelleschi per primo comprese che, per dare una rappresentazione verosimile dello spazio, era necessario adottare un punto di vista fisso. E alla fine lo trovò.
Continua a leggereL’intenzione
Un nuovo ordine alle porte?

di Serena Fioris
Scorrendo i titoli dei quotidiani di questi ultimi giorni, colpisce la ricorrenza degli articoli sul Nuovo Ordine Mondiale. Il Sole 24 Ore titola: Nasce un nuovo ordine mondiale, sotto il segno dell’incertezza. Gli fa eco Avvenire (organo ufficiale dei vescovi italiani), che con fare esortativo scrive: È il momento di gettare le basi per un nuovo ordine mondiale.
Continua a leggereLuigi Maria Corsanico legge Fernando Pessoa. 27
Ci penso anch’io
La lotta
La poesia della settimana. Eugenio Montale

L’estate
L’estate crociata del gheppio pare ignota
ai giovinetti arbusti quando rade fugace.
E la nube che vede? Ha tante facce
la polla schiusa.
Forse nel guizzo argenteo della trota
controcorrente
torni anche tu al mio piede fanciulla morta
Aretusa.
Ecco l’omero acceso, la pepita
travolta dal sole,
la cavolaia folle, il filo teso
del ragno su la spuma che ribolle –
e qualcosa che va e tropp’altro che
non passerà la cruna…
Occorrono troppe vite per farne una.
Eugenio Montale, L’estate (Le occasioni), in Ossi di seppia, Le occasioni, Milano, Corriere della Sera, 2012, p. 199.
In direzione ostinata e contraria

Io sono lo stesso Cristo che è in cielo, cerca di essere la stessa che sarai più tardi, dice Gesù a Gabrielle. Qui ci sono segreti decisivi. Dobbiamo credere, anche se tutto dice contro. Dobbiamo pensare alle cose di lassù, alla beatitudine che attende. Dobbiamo, come Abramo, sperare contro ogni speranza. Viaggiare, insomma, sempre e comunque, in direzione ostinata e contraria.







