
Ci sono film tra loro molto diversi e lontani, eppure rappresentano in modo lineare come si è modificato il punto di vista dell’osservazione nel cinema, e non solo. L’osservatore è tradizionalmente fuori, distante e guarda dentro. E’ la posizione che occupa Jeff in La finestra sul cortile di Alfred Hitchcock, costretto su una sedia a rotelle a causa di una frattura, mentre osserva con il suo binocolo ciò che accade nelle case di fronte. In Dillinger è morto di Marco Ferreri l’osservazione entra dentro la stanza, nel suo tempo e nel suo spazio. Il tempo del cinema coincide con quello reale. E noi seguiamo Glauco dal suo rientro a casa, dopo il lavoro, fino all’assassinio della moglie e alla sua fuga su uno yacht, senza alcuna scissione, se non di senso e significato, con il suo percorso di alienazione. Se posso sostituire il senso dell’osservazione, l’udito con la vista, ne La conversazione di Francis Ford Coppola, Harry Caul finirà per distruggere la sua abitazione alla ricerca ossessiva della cimice che lo avrebbe mutato da spia in spiato. Continua a leggere→