Sotto la grande nuvola bianca #2 (Frank Sargeson)

Sotto la grande nuvola bianca.
(Un ciclo di brevi excursus su passato, presente e futuro della Nuova Zelanda e dei suoi abitanti)

20095

Un autore neozelandese: Frank Sargeson

Quasi sconosciuta in Italia, la storia della letteratura neozelandese annovera tra le sue fila molti autori interessanti, che in diverse maniere, e con stili ed approcci spesso contrapposti, hanno dato vita ad una produzione poliedrica e sotto molti punti di vista unica al mondo.
Da una parte personalità quali Janet Frame (autrice complessa dalla tribolata esistenza, a lungo rinchiusa in un ospedale psichiatrico, fu salvata dalla lobotomia grazie all’inaspettato successo della sua opera prima e venne poi candidata per ben due volte al Nobel per la letteratura), Patricia Grace (che con la raccolta di racconti Waiariki divenne la prima donna Maori a pubblicare in lingua inglese ed è ad oggi considerata una figura centrale della letteratura mondiale del secolo scorso), Keri Hulme (il cui romanzo The Bone People vinse nel 1985 il Continua a leggere→

Abitudini

Gesù raccomanda alla Bossis di mettersi alla sua presenza. Deve diventare un’abitudine. Non sono le parole a contare, ma il cuore: Lui prende ogni suo moto come un dono prezioso. Cosa c’è, le dice, di più bello che mettersi nelle sue braccia, le braccia di Uno tanto grande che si china con amore infinito sulla sua piccola creatura? Lasciamoci convincere, prendiamo anche noi quest’abitudine.

L’ambasciatore delle foreste





di Riccardo Ferrazzi

C’è sempre qualcosa di affascinante nelle biografie perché, a prescindere da quanto i protagonisti abbiano fatto di notevole, le loro biografie ci mettono sotto gli occhi una vita quotidiana sorprendentemente diversa dalla nostra, anche quando da allora a oggi non è passato poi troppo tempo.
Il personaggio che Paolo Ciampi sceglie di raccontarci è vissuto nell’Ottocento. Avrebbe potuto essere il nonno di mio nonno: se avesse fatto qualcosa di notevole sarebbe diventato una piccola gloria privata, un nume tutelare. Non l’avrei conosciuto di persona, ma ne avrei ascoltato le gesta nella tradizione di famiglia. Continua a leggere→

Prove

Andiamo da Dio solo se siamo bisognosi o tristi.
Per questo permette le difficoltà: per poterci avvicinare. Se gli offrissimo anche le gioie, i momenti di benessere, le prove sarebbero poche. Aveva ragione quel mio amico: il Vangelo è matematica, due più due fa quattro, una logica stringente. 

Momo di Yasmin Khadra (Italia, 2002)

Quando sono nata, Momo aveva 19 anni.
Momo era malato.
Momo mi odiava tanto.
Quando aveva i suoi attacchi di isteria, vedeva in me la vittima delle sue carneficine.
Momo soffriva tanto.
Quando usciva fuori di sé, niente poteva trattenerlo.
Momo ha combattuto una di quelle guerre che ti lasciano cicatrici profonde.
Quando apparivo alla sua vista, buttava giù ogni cosa avesse davanti.
Non mi sopportava.
Momo, però, aveva un cuore grande.

Anni dopo Momo guarì dai suoi attacchi nevrotici.
Riprese a sorridere, a vedere il mondo con mille occhi diversi.
Non mi odiava più. Anzi, mi viziava da morire.
“È per ripagarti di tutte le ingiustizie che ti ho fatto”, diceva lui.
Aveva un sorriso grande ma gli occhi segnati dalle vicissitudini.
Momo era cambiato, era diventato migliore ma dentro di lui il rimorso di aver vissuto una vita fuori dalle righe non lo lasciava in pace.
Nei momenti di vuoto, Momo piangeva.
Le lacrime di Momo erano lacrime dense, di un uomo che non accettava il suo passato.
Ma il passato non è che puoi decidere se accettarlo o no. Devi imparare a conviverci.
Momo non ci è riuscito. Continua a leggere→

Respiro

Tutto ciò che è fatto da Dio, ci ricorda di Lui e porta a Lui. Se vi mettessimo più cura, troveremmo un metodo infallibile di unione. Occorre essere uno, ogni momento. Respirare insieme, Lui e io, non separarci mai.

“Prima che te lo dicano altri”, di Marino Magliani

Recensione di Francesco Improta

Marino Magliani, Prima che te lo dicano altri, Chiarelettere 2018

In una recente intervista Marino Magliani ha affermato testualmente: “I miei viaggi sono stati in realtà un andare e un tornare, un cerchio. Mi sono chiesto se io sia mai davvero partito.” Tale dichiarazione non solo ribadisce l’importanza fondamentale delle radici per Magliani, uomo e scrittore, ma anche e soprattutto il carattere particolare della sua narrativa, dove personaggi, situazioni, paesaggi e persino nomi sono continuamente presenti a configurare un universo domestico e simbolico al contempo.

Prima che te lo dicano altri (Chiarelettere editore, 17,50 euro) conferma quanto enunciato sopra. Il romanzo piuttosto corposo si svolge in maniera non lineare, attraverso un continuo slittamento di tempi e di piani narrativi, nell’arco di un cinquan­tennio, dal 1974 al 2025 e si divide in due parti: la villa e la pozzanghera. Continua a leggere→

Oliver Langmead, “Dark Star”

Recensione di Giovanni Agnoloni

Oliver Langmead, Dark Star, Carbonio Editore, 2017

Un romanzo-poema spiazzante. Una versificazione prosastica radicata in un mondo buio. Un pianeta orbitante intorno a una stella oscura, alimentato e illuminato da fonti artificiali che sono ormai diventate più preziose di qualunque valuta. Un oceano sterminato di esseri umani ridotti a brancolare nel buio e privati di qualunque sostanza e identità – e, non a caso, chiamati “fantasmi”. Questa l’angosciante cornice dei fatti narrati dall’autore scozzese Oliver Langmead in Dark Star. Un’indagine sulla falsariga provocatoriamente rovesciata dell’Inferno dantesco, con un poliziotto, Virgil Yorke, accompagnato dall’amico Dante in un allucinato e allucinante itinerario attraverso i “gironi” dell’inferno distopico della città di Vox, e sospeso a metà tra due indagini: la morte sospetta di una ragazza andata in overdose di una particolarissima droga, la “luce liquida”, e il ben più inquietante furto di uno dei tre “Cuori”, essenziali fonti di energia per tutto il pianeta.

Il testo ha una forza di coinvolgimento vorticosa, che trascina in una spirale discendente, con un moto a precipizio che ancora una volta, sia pur in una distorsione sonora degna dei Radiohead (gruppo di “culto” dell’autore), ricorda la prima cantica della Divina commedia. Continua a leggere→

Guardami

Quante volte abbiamo parlato dello sguardo, di un “occhi negli occhi” con il Cristo, come criterio chiave della fede. È quello che Gesù ricorda alla Bossis, nell’Ottava del Corpus Domini, dall’ostensorio: “Guardami, guardati”, le dice. Solo se fissiamo in Lui la nostra vita, possiamo conoscere chi siamo.

Consigli di lettura

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In occasione delle feste, e non solo, alcune letture consigliate, di narrativa, poesia e saggistica.

  • Laura Salvai, “E anche più lontano”, Miraggi. Un’avvincente romanzo di formazione ambientato a Torino che vede due donne come protagoniste.
  • Pasquale Vitagliano, “Sodoma”, Castelvecchi. La storia di un ospedale si intreccia con quelle di una famiglia in Puglia, un romanzo civile.
  • Andrea Laiolo, “La neve blu”, Achille e La Tartaruga. Una raffinata sequenza poetica d’altri tempi.
  • Silvia Albertazzi, “Leonard Cohen. Manuale per vivere la sconfitta”, Paginauno. L’eccezionale saggio dedicato al poeta e cantautore Leonard Cohen.
  • Tiziana Barillà, “Mimì Capatosta. Mimmo Lucano e il modello Riace”, Fandango. Un libro-documentario, una scrittura giornalistica illuminante.
  • Michele De Virgilio, “Tutte le luci accese. Poesie 2011-2017”, Ladolfi. L’ottimo libro di un giovane e promettente poeta, perché i versi fan parte della vita.

Buone letture e buone feste!
Max Ponte

Immagini

Uno dei grandi equivoci, riguardo al Cristianesimo, è pensare che reprima i desideri. Dio, al contrario, vuole che desideriamo ardentemente. Lui stesso lo fa, e noi siamo a sua immagine. Agostino d’Ippona lo aveva compreso, quando affermava che la fede è desiderio. Quindi, basta con l’algido cipiglio di certi ceffi tristi: desideriamo la pace e la gioia del nostro Dio.

Onori

Gesù vuole che leggiamo ogni giorno qualcuna delle sue parole. Alla Bossis dice di fargli questo onore: glielo neghiamo? Viene voglia di centellinarle, quelle sue parole, gustando il piacere di far piacere a Lui. Leggere il Vangelo diventa un modo per essere felici.

Sergio Calzone. Tre inediti


Saint-Paul-de_Vence_1987

…al temperino il filo
ogni momento
arroto e rendo diaccio,
come un’intuizione.

*

Nel vascolo

Esco a erborare:
non più basso e radente
spicco il mio timo,
se, giovane zelante,
giocassi al contadino.

Son tagli d’apice:
al temperino il filo
ogni momento
arroto e rendo diaccio,
come un’intuizione. Continua a leggere→

Come Te

Gesù chiama Giuda “amico”, “amico mio”. È il segno del passaggio integrale alla dimensione dell’amore. Il Cristianesimo è questo: passare di là, immergersi totalmente nel mondo a venire, consapevoli che ciò che passa è breve. Il nostro motto potrebbe essere, allora, “come Te”. Lasciandosi portare, da Lui, nella Realtà.

Carolina Almerighi (Italia, 1996), Tre poesie

Si dorme scomodi in due

Si dorme scomodi in due
Si intrecciano i respiri,
le mani vibrano
si diventa una cosa sola.
Ci si mescola e l’ alchimia che si crea, produce un calore
in grado di assuefare pensieri negativi, paure nascoste.
Mi prendi e dai sollievo ai miei giorni stanchi.
Le mani grandi completano
il puzzle imperfetto del mio corpo, che sbadato si addormenta ancora. Continua a leggere→

Resta con Me

C’è un’espressione dei discepoli di Emmaus che rappresenta la premura che l’uomo può avere con Gesù: resta con noi, perché si fa sera. Ma dimentichiamo che il Cristo dice a ognuno di noi la stessa cosa: resta con Me, mio piccolo figlio, mia piccola figlia. Quasi ci supplica di lasciarci salvare, in questo modo.

Seduzioni

Gesù ama chi dona in allegria, per questo ci offre grazie speciali che aprono il cuore. Allora ci può chiedere di vederlo nel prossimo, in ogni avvenimento della vita. Se facciamo così, acquistiamo in delicatezza e attenzione, affascinando gli altri: il male seduce, ma il bene non dev’essere da meno.