Rosso che è il rosso viscerale
nella gola secca del gallo
tragico, lì
che canta che canta che canta lì, sull’aia sterminata e deserta
sotto le mappe celesti.
Lui non è uccello ma è il rosso terrestre,
la prima sentinella,
dritta dalle sue zampe alla cresta,
cresta che spartisce il vento il vento il vento.
A Gerusalemme, vicino alla Porta delle Pecore, c’era una piscina con cinque portici, chiamata Betzatà, sul bordo della quale, da trentotto anni, un uomo aspettava che qualcuno lo immergesse, quando l’acqua si agitava. Chi scendeva nell’acqua, infatti, guariva. Così dobbiamo attendere il passaggio, in noi, dello Spirito Santo: quel “fuoco di luce intima”, quel “fuoco di bontà dolce”, come il Cristo dice alla Bossis. Bisogna raccogliersi per riceverlo nel momento giusto, che nessuno conosce. Ma vale la pena: il desiderio intenso non è già beatitudine?
Gesù ha sete di noi, ci vuole come Lui, perché è l’unico modo per essere felici. Per questo ci invita a seguire le sue orme, ad agire e tacere, per il bene, come facevano Lui e la sua famiglia, nei trent’anni della vita nascosta. Che influenza sul loro vicinato! Seminare bontà, seminare amore, soprattutto sui malvagi, raccomanda il Cristo alla Bossis: specchiarsi nel desiderio infinito di un Dio che ama solamente.
Farsi portare per mano da Maria: questo è il segreto. Lei ci ricorda che amare, pregare, perdonare è far rivivere il Figlio, e dunque è la vita. Dove c’è amore c’è Dio, non serve sapere molto altro.
Quando, nell’agosto scorso, La meccanica del delitto è uscito nelle edicole vercellesi, dopo pochissimi giorni era già esaurito. Il motivo c’è: il n° 28 della serie Oro è scritto da un vercellese doc, ovvero Alberto Odone, che tutti conoscono quale trascinatore dei corsi di scrittura creativa all’Università Popolare e come autore di numerosi racconti insigniti di prestigiosi premi letterari. Ora, con La meccanica del delitto, l’attenzione verso Odone si sposta sul terreno del genere noir, benché il libro vada anche oltre le categorie o gli incasellamenti, come ci spiega lo stesso Autore in quest’intervista inedita.
Carl Gustav Jung diceva che tutto converge verso il centro del non-io. È qualcosa che ci supera e dà senso, la forza centripeta che attira, che trascina, il nucleo incandescente cui bisogna volgere lo sguardo. Noi sappiamo che il Centro è Gesù. Dobbiamo considerarci inesistenti, senza Lui. È Maria che ci guida verso il Centro, che ci invita a sentire che la compagnia del Figlio e sua è molto più reale del mondo.
Con Il giro dell’oca (Feltrinelli, 13 euro) Erri De Luca, dopo alcune incertezze palesate recentemente, ritrova il passo sicuro del narratore, oserei dire dell’affabulatore, per la straordinaria fascinazione che esercita sui suoi lettori – se le sue storie, come egli stesso confessa, non provenissero dalla realtà di cui è stato, a seconda dei casi, protagonista o testimone. In questo libro, confrontandosi con la sua realtà più intima e ripescando da quel crepaccio che è la sua memoria alcuni ricordi familiari, parla della sua mancata paternità. Continua a leggere→
La nostra vita è piena di soprannaturale, ma non ce ne accorgiamo. Basterebbe così poco: un pensiero, un sentimento che Gesù sia lì, che ci sia Maria, che il Padre vegli, con amore infinito. Per questo il miracolo dei ciechi guariti è così importante, nel Vangelo: quel “Signore, che io veda!“ è sempre, in realtà, un” Signore, che io ti veda! “.
Da Change.org.
Alex Zanotelli, missionario comboniano da oltre mezzo secolo in prima linea contro le diseguaglianze sociali tra Nord e Sud del mondo, afferma con forza che il Decreto Sicurezza recentemente approvato dal Parlamento italiano è anticostituzionale verso il diritto d’asilo (diritto sancito dalla Costituzione), e repressivo nei confronti degli italiani stessi, in quanto rende reato il blocco delle strade e proibisce l’assembramento di persone. Continua a leggere→
Cosa succederebbe se una sera, tornando a casa, si trovasse qualche mobile spostato, ma spostato bene, come se fosse entrato a tradimento un architetto e avesse messo tutto a posto? Una sensazione simile a quella che potrebbe essere l’ho avuta leggendo La bambina ovunque di Stefano Sgambati. Avevo letto e amato Gli eroi imperfetti, che risale ai tempi in cui Minimum fax era ancora a Ponte Milvio e Nicola Lagioia era “solo” uno dei migliori editor in circolazione, e ho aspettato questo libro come si aspetta di tornare a casa dopo un trasferimento temporaneo. Ho ritrovato al loro posto alcune cose che mi avevano reso l’autore riconoscibile fra mille, e più di tutte il suo sguardo verso la vita, verso le cose, dal particolare all’universale, come ci insegnava la prof di filosofia al liceo.
Il libro si apre con un “padre in attesa”; mica è solo la mamma che “aspetta un bambino” poi, no? Dovrebbe essere scontato il concetto, ma ancora siamo al padre pressoché invisibile o al padre eroe. Non so quando si arriverà alla normalità sacrosanta di un uomo che ha un rapporto d’amore, un progetto, con una donna e insieme stanno per mettere al mondo un figlio, ma Sgambati ha dato una bella sterzata verso questo percorso felice. Continua a leggere→
Gesù ci dice che ci ama, ci ama tanto. Come facciamo a non sentirlo? Perché prevalgono altre voci, un altro ascolto: magari della rabbia, di forze che il male scatena per avere la meglio, per convincerci che vivere è vincere sull’altro, ferire, farla franca. Ma Gesù non desiste, è sempre lì; anche in questo momento ci ripete: ti amo tanto.
Chi guarda Vizio di forma (2014) si trova di fronte ad un’ennesima, allucinata questa, versione di Raymond Chandler. Se vado indietro fino al Grande sonno e quindi proseguo fino a questo film di Paul Thomas Anderson, credo che questa storia noir sia la narrazione più citata dal cinema americano. Un vero e proprio stilema, un archetipo, un mito moderno. The Big Sleep è del 1946 per la regia Howard Hawks, con Humphrey Bogart e Lauren Bacall come interpreti. Al centro della storia c’è il detective Philip Marlowe, ingaggiato per liberare la ricca Carmen Sternwood dalla minaccia di una band di delinquenti che la ricattano per i suoi debiti di gioco. In realtà, questo film ha un sorto di prologo in un film di qualche anno prima, Il mistero del falco (1941) prima regia di John Huston. Il detective è un altro, ma l’interprete è lo stesso.
Oggi, certa teologia si sofferma molto sul presente, sui valori terreni, incorrendo prima o poi in un’aporia: dov’è la felicità data per certa, se si parla di Dio? Perché restano il dolore, il fallimento, elementi che, del resto, hanno segnato non poco la vita di Gesù? Proprio questo dimostra che la dinamica profonda non può non essere pasquale. Non siamo ancora nati – dice il Cristo alla Bossis – finché non approdiamo all’altra vita. E adduce un esempio ordinario: quello del bruco che striscia, della crisalide nascosta e della farfalla dai colori cangianti. Ecco perché ho amato sempre le farfalle, e non posso non fermarmi ad ammirarle.
Regala o regalati un libro a Natale: credo che potrebbe essere uno slogan vincente per questa imminente festività, anche se forse l’idea – abbastanza evangelica – di donare agi altri e a se stessi oggi viene purtroppo svilita dall’eccessivo mercantilismo che si produce da novembre a gennaio, tra panettoni, gingilli e pacchi sorpresa tra i più variegati, strani, inverosimili. Ecco quindi, secondo me, la necessità di tornare a un qualcosa di utile e dilettevole, come direbbe Alessandro Manzoni; e un libro, sia per la modica spesa sia per i valori in esso contenuti, assolve perfettamente al compito di celebrare e trascorrere le feste natalizie, dalla Vigilia alla Befana, in modo intelligente, dando il giusto spazio a ciò che io personalmente chiamo cultura, sia essa una poesia, un romanzo, un quadro, una musica, un film, un fumetto o altro ancora. Propongo quindi dodici titoli, raccolti tra quelli da me letti lungo l’intero 2018, che consiglierei volentieri al lettore attento, curioso, interessato. Non c’è un ordine preferenziale, ragion per cui li commento brevemente in ordine alfabetico per autori.
Gli uccelli cantano, al mattino. Lo facessimo anche noi! La natura ci ricorda di Dio, il suo Creatore. E, piena di gioia, si rivolge a Lui, per pura gratitudine di essere. Quante cose ci insegna questa Voce!
Andando in edicola con meno di tre euro si può fare scorta di immagini fermamente luminose, accompagnate da testi nutrienti. Per ristorare occhi e spirito dalle luci intermittenti e i jingles che li bersagliano a ogni strada e da ogni schermo del luna park globale di dicembre, il Merry Christmas di anno in anno più pervasivo e coatto.
Il numero 234 di “Luoghi dell’infinito”, mensile di itinerari, arte e cultura di “Avvenire”, è dedicato al tema della nascita e all’iconografia della natività, con rappresentazioni pittoriche che vanno da Giotto al Pordenone, dal Sol Invictus alle icone russe a Rubens, de la Tour, Bosch, le sculture di Ugo Riva, i semi e le uova fotografati da Paul Starosta e altro ancora. Continua a leggere→
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