Venti secondi – Omaggio a Hank Jones (July 31, 1918 – May 16, 2010)

di Ade Zeno

Martedì  12 luglio 2005: non ho idea di quanti siano, qualcosa tipo mille o duemila, uno sfacelo di gente affondata sui seggiolini verdi di un’arena rimovibile in preda a zanzare grandi come caccia bombardieri, ma in ogni caso qui e qui soltanto per celebrare uno sparuto gruppo di anziani padri con la musica dentro il sangue e le ossa. In mezzo a questo carnaio di corpi innamorati ci sono anch’io, piazzato in ultima fila, sul punto più alto dell’arena, a due passi dalle nuvole e dall’incedere cieco dei  pipistrelli. Continua a leggere→

Dolci – di Franz Krauspenhaar

Sarò una crostata di scintille
dolci, e una Sacher che succhi;
sarò la mousse al fastoso gusto
del miele delle tue dita, il senso
poi salato, dentro il nudo tuo
di donna; e apriremo le bocche,
e ci daremo all’assalto, come
le mosche cieche, come fanti
nel formicaio, speranza zero;
non si sopravvive ma si vive,
nei tuoi capelli sfiorati da tutto
io troverò more, e albicocche,
e la farcia dei nostri discorsi.
Dentro, e fuori. Sarò goloso
fino all’ultimo, e tu pure; non
temere la bocca, fino ai denti.

[Immagine: Franz Krauspenhaar – The Painter.]

Il principe del mondo

Pare che esistesse una prima versione: Caravaggio l’avrebbe presa a rasoiate, a causa delle critiche rivoltegli. La prova sarebbe la parte alta del quadro, vuota e incompiuta per la fretta del rifacimento, a detta di qualcuno. Nell’opera che abbiamo, il gesto di Gesù è sovrano, ricorda da vicino quello della vocazione di Matteo: il Cristo chiama alla vita in un atto imperioso che non ammette repliche; l’uomo risponde uscendo dalla morte, esistenziale e fisica. L’invito è irresistibile, trascina il pubblicano e l’uomo defunto già da quattro giorni, non c’è ostacolo di fronte all’energia del terapeuta, all’autorità di chi possiede il segreto della vita. Lazzaro alza il braccio destro, sembra stirarsi o forse evocare la postura della croce, come prevedendo che il ritorno alla vita è reso possibile dal dinamismo potente di un dono totale. L’autore è sempre lì, dietro il braccio teso di Gesù, quasi a respirarne l’odore, ad assorbirne il vigore che comunica, per uscire come Lazzaro e Matteo dalle spire di Thanatos, il principe del mondo.

Fernando Pessoa. Da: Poemi di Alberto Caeiro


(Fernando Pessoa)

Fernando Pessoa.
Da: Poemi di Alberto Caeiro

[ Il pastore dei greggi]

XVIII

Magari io fossi la polvere della strada
E i piedi dei poveri mi calpestassero…

Magari io fossi i fiumi che scorrono
E le lavandaie stessero alla mia riva…

Magari io fossi i pioppi al bordo del fiume
E avessi solo il cielo sopra e l’acqua sotto…

Magari io fossi l’asino del mugnaio
Ed egli mi battesse e apprezzasse…

Questo piuttosto che essere chi attraversa la vita
Guardando dietro di sé con pena… Continua a leggere→

Voli ed altri voli nella valle*

***
VOLI

1.
Sorvolavo l’incendio sugli ulivi,
cercavo l’acqua, il mare
dove un poco – non troppo – annegare –
tu, a quell’ora, che facevi? morivi?

II.
Oggi, volo di nuovo, in sogno,
di quell’alta aria ho bisogno:
mi increspa la barba una festa
di sparvieri – la roccia che resta.

Continua a leggere→

2 giugno – La festa alla Repubblica

Art. 1
L’Italia è una Repubblica né totalmente democratica né fondata esclusivamente sul lavoro.
La sovranità appartiene al popolo giusto il tempo di apporre una croce sulla scheda elettorale. Non appartiene nemmeno ai candidati eletti, ma a chi li ha fatti eleggere e ne condiziona le scelte.

Art. 2
La Repubblica non sempre riconosce e garantisce i diritti inviolabili dell’uomo, sia come singolo sia nelle formazioni sociali ove si svolge la sua personalità, e sempre meno richiede l’adempimento dei doveri inderogabili di solidarietà politica, economica e sociale.
Continua a leggere→

La testa del serpente

Forse perché il bambino è già cresciuto troppo, rispetto alle immagini consuete (e il nudo diventa presumibilmente problematico); forse perché il modello per Maria – come accade spesso per il nostro – è una famosa prostituta, per di più scollata; forse perché sant’Anna, rappresentante della grazia, è separata dall’opera di salvezza adempiuta dal messia; fatto sta che il quadro ha una permanenza effimera nella collocazione originaria e approda nelle mani del Cardinal Borghese, della confraternita dei Palafrenieri, che se lo aggiudica per un prezzo miserabile. In mezzo allo scompiglio impallidisce il fulcro della scena, i due piedi che schiacciano la testa del serpente: un gesto che avrebbe dovuto troncare le polemiche sterili e i pettegolezzi, pronti a perdersi nei particolari secondari, nei labirinti inestricabili della mediocrità, trascurando l’essenziale.

La cricca dei sacrifici

Dopo che per tutto il 2008 e il 2009 i rappresentanti del governo hanno detto e ripetuto che andava tutto bene, benissimo, che la crisi era un’invenzione dei disfattisti che remavano contro, oggi, all’improvviso, si sono accorti che la crisi esiste. E, da governanti accorti quali sono, corrono ai ripari, con coraggio e senso di abnegazione. Continua a leggere→

L’infinita soglia. Le immagini e il tempo di Antonia Pozzi.

(ritorno serale)

L’infinita soglia. Le immagini e il tempo di Antonia Pozzi.
Di Nadia Agustoni

Un libro del 2007, trovato per caso e di cui voglio parlare, curato da Ludovica Pellegatta e Onorina Dino, Antonia Pozzi Nelle immagini l’anima, Ancora editrice 2007 pag. 111 euro 22, interessante sia sotto l’aspetto delle immagini che nella scelta dei testi che le accompagnano, ci consegna in un’antologia fotografica una scelta degli scatti che la poeta realizzò nell’arco della sua breve vita. Complessivamente l’opera fotografica di Pozzi consiste in 2.800 immagini quasi del tutto inedite. Il volume, quindi, colma almeno in parte una lacuna.
Le poche poesie riportate e alcuni commenti dell’autrice, permettono di scorgere quel senso segreto che sembrò guidarla e che forse infine le mancò. Le immagini di Antonia Pozzi sono il tempo che visse e il tempo interiore in cui concentrò la propria forza, ma nel consegnarci questo mondo sembra quasi “volesse trovare una giustificazione al vedere”(1). Continua a leggere→

AbsoluteVille

Absoluteville, come suggerisce il nome, non è semplicemente un blog, è innanzitutto un progetto, una città in continua evoluzione dove si fa e si ragiona di letterature, di poesie, di arti, nella speranza che questo ragionare e questo fare siano terreno di incontro per tanti scrittori, lettori, e chissà anche non lettori.

Absoluteville nasce come una speranza nel modo in cui la intende Ernst Bloch: non una disposizione spontanea, ma qualcosa che richiede esercizi di apprendimento, un continuo sforzo a partire dai ‘possibili’ e non dal ‘reale’. Ecco perché vogliamo che esordisca e si conservi nella forma mutante di progetto, la prefigurazione di una città in potenza, vitale, aperta, popolata da autori, lettori e non lettori che non temano il confronto, che anzi lo prediligano. Continua a leggere→

Tre poesie della raccolta “L’IDDIO RIDENTE” di Luigi DI RUSCIO

8
per un inverno intero una vespa
fu il nostro unico animale domestico
per nutrirla bastò
una goccia di acqua e zucchero alla settimana
con la primavera sparì per sempre
per abbeverarsi in uno zuccherificio infinito
ed oggi per passare dalla zona d’ombra
alla luce è bastato un passo solo

15
con la fine degli umani i grattacieli
si copriranno improvvisamente di licheni spumosi
gli asfalti inizieranno fioriture
che richiameranno gli insetti più luminosi
nessun gatto
rischierà di venire castrato
e nell’universo rimarrà lo spendente ricordo
di essersi visto con l’occhio umano

18
essendo il tutto scaturito
dal ventre d’Iddio
alla fine dei tempi
il tutto ritornerà nel suo ventre
niente andrà perduto
tutto sarà gioiosamente salvato

*

L’IDDIO RIDENTE
Luigi DI RUSCIO
Zona 2008
Prefazione di Stefano Verdino

LA VALIGIA

L’uomo trascina l’enorme valigia con evidente difficoltà. Dev’essere pesantissima, non riesce neppure a sollevarla da terra, la sospinge a fatica. La valigia ha le ruote, ma sobbalza sull’asfalto irregolare della stazione e sul marciapiede tenta di fare inciampare il suo proprietario. Nel salire e scendere dei sottopassaggi il percorso si complica. Lì le rotelle servono ancora meno. Si rischia la travolgente mutazione in una valanga che precipitando faccia marmellata della massa multietnica, multianonima, multifrettolosa, multipreoccupatadiperdereiltrenooprenderequellogiusto che popola, sia pure per il tempo di un’istantanea, ogni scalino. Ma il contenuto della valigia non merita di essere sparpagliato insieme a decine di mutande, abiti, stracci e souvenir qualsiasi. Perciò, l’uomo si sobbarca rassegnato la sfacchinata e in qualche modo trasporta la valigia: giù per i gradini, su per i gradini. Poi via, sulle rotelle, fino al binario giusto e al treno giusto. Sul quale può finalmente issare, con grande sforzo, quel gran bagaglio che è la sua vita. Continua a leggere→

STORIA CONTEMPORANEA n.43: La scrittura e il suo doppio etico. “Leggere la cenere. Saggi su letteratura e censura”, a cura di Roberto Francavilla

Negli anni tra il 1896 e il 1901 (rispettivamente nel 1896, 1897, 1899 e 1901), Anatole France scrisse quattro brevi volumi narrativi (ma dal taglio saggistico e spesso erudito) che intitolò alla fine Storia contemporanea. In essi, attraverso delle scene di vita privata e pubblica del suo tempo, ricostruì in maniera straordinariamente efficace le vicende politiche, culturali, sociali, religiose e di costume del tempo suo. In particolare, i due ultimi romanzi del ciclo presentano riflessioni importanti e provocatorie su quello che si convenne, fin da subito, definire l’affaire Dreyfus. Intitolando Storia contemporanea questa mia breve serie a seguire di recensioni di romanzi contemporanei, vorrei avere l’ambizione di fare lo stesso percorso e di realizzare lo stesso obiettivo di Anatole France utilizzando, però, l’arma a me più adatta della critica letteraria e verificando la qualità della scrittura di alcuni testi narrativi che mi sembrano più significativi, alla fine, per ricomporre un quadro complessivo (anche se, per necessità di cose, mai esaustivo) del presente italiano attraverso le pagine dei suoi scrittori contemporanei. (G.P)

______________________________

di Giuseppe Panella

 

La scrittura e il suo doppio etico. Leggere la cenere. Saggi su letteratura e censura, a cura di Roberto Francavilla, Roma, Artemide, 2009

Bisogna stare molto attenti quando si parla di censura. Scrivere è sempre un atto pericoloso per il Potere. Lo rileva anche Leo Strauss in uno dei suoi libri (Scrittura e persecuzione, trad. it. e cura di Giuliano Ferrara, Venezia, Marsilio, 1990) più trascurati dagli studiosi di filosofia politica quando analizza il modo tenuto da molti autori in odore di eresia o di critica al potere politico per evitare le ritorsioni o la vendetta (fisica e morale) di coloro i quali li considerano a ragione i propri più acerrimi nemici. Come salvare la vita e non finire sul rogo (come Giordano Bruno) o in carcere (come Ugo Grozio o Denis Diderot)? La strategia della scrittura trasgressiva in tempi di censura comporta una prudenza nell’argomentazione e una sorta di copertura nella finalità dimostrativa che la critica letteraria può individuare ma che la censura non sempre scopre e punisce.

Continua a leggere→

Mauro Baldrati, “La città nera”

Recensione e intervista di Giovanni Agnoloni

Mauro Baldrati
La città nera
PerdisaPop 2010
Euro 18,50

Una storia ambientata nel futuro. Una storia che sa di presente. O meglio, di ombre inquietanti che si allungano come bave di ragno dalla nostra epoca.
Siamo a Roma, nel 2106, in un mondo devastato da guerre e inquinamento. La Capitale è ormai il centro spettrale di una Repubblica Sociale del Centro-Sud in cui la civiltà è un pallido ricordo. Retta da un dittatoriale Sindaco e governata con la violenza dalla Guardia Pretoriana, è un covo di intrighi e assassinii, al centro di loschi traffici internazionali. Non restano praticamente più tracce della sua antica civiltà o della sua storia recente. Continua a leggere→

Lost – la Morte è attraversamento.

[youtube=http://www.youtube.com/watch?v=9YmcLChW3mk]

Per sei anni la serie televisiva Lost ha accompagnato milioni di telespettatori nel mondo, anche in Italia.  Ora che è andata in onda l’ultima puntata – in contemporanea in tutto il mondo – di questa monumentale opera, è possibile trarre sommessamente qualche considerazione.

Lost è un’opera importante perché è una profonda riflessione sulla morte.

Continua a leggere→

Emigranti

San Domenico ha in mano dei rosari: pare quasi un venditore ambulante, al quale Maria indica l’oggetto preferito. E’ bello pensare al santo come a un vu’ cumprà, un emigrante senza patria che sbarca il lunario con gli strumenti poveri della preghiera. Il bambino Gesù fissa l’osservatore con aria di saggezza e di compatimento per la sorte problematica dell’umanità. Lui è il Dio che contempla dal futuro con la certezza che il bene vincerà, la miseria sarà scongiurata, il rischio per guadagnarsi il pane si capovolgerà in godimento di una pace senza ombre. Ma ora bisogna chiedere e soffrire: ai piedi di Domenico c’è una folla di questuanti che vorrebbero entrare in possesso degli attrezzi del mestiere; sono rapiti dal desiderio di disporre di una fabbrica di grazie, una fucina di benedizioni, agognano al segreto del vita, qui rappresentato dal rosario, catena di suppliche calamitate dallo sguardo vigile della Madonna e da quello più rilassato del bambino dai capelli biondi, dispensatore di serenità arcane, di estasi ignote a noi emigranti.

“Tra disastri e desideri” di Marco Statzu. Recensione di Antonio Fiori

Marco Statzu, giovane sacerdote e teologo, nella poesia rivive e traduce la propria vita.
“ E’ poesia vissuta ”, ci dice in un verso: la chiamata, la riflessione teologica, l’amore per la natura, gli incontri emblematici, le forti amicizie. Il verso libero è pulito, diretto, spesso narrativo, come ogni autentico linguaggio amoroso: “ Non ho una storia alle spalle,/ ma dentro./ E questa intesso e disfo/ e racconto./ In infinite trame.” Molti testi recano la data (e a volte l’ora) della definitiva stesura, quasi che la traccia temporale li garantisca da ogni travisamento futuro: “ Mi sono rotto in mille tentativi di parlare./ Ma una è la Parola a cui mi debbo assimilare.” Una poesia d’esordio molto mobile, volenterosa e aurorale, ma che già reca la consapevolezza e l’umiltà della poesia matura: “ Con parole mie/ più non so scrivere./ Con quelle di altri/ – talvolta -/ m’incontro.” Massimo Sannelli, nella postfazione alla raccolta, legge nella poesia e nella vita del poeta un susseguirsi di scelte e le riconduce a quella fondamentale tra l’ubbidienza intelligente di Noè e l’intelligenza testarda di Ulisse. L’uomo di oggi, dopo la perdita della sua condizione originaria, è in precario equilibrio tra il disastro e il desiderio di Dio e solo camminando sulle orme di Noè, non a caso salvato dal diluvio, anch’egli potrà salvarsi.
Continua a leggere→

Il Capitano Mario (I)

di
Maria Frasson

Il memoriale è un genere letterario che esprime, nella sua (autentica o simulata) immediatezza, il carattere sociale della letteratura, nella sua genesi, nella destinazione, nel consumo. Nasce spesso da esigenze “spontanee”: un bilancio esistenziale, un bisogno di evocazione, il desiderio che il passato torni a essere per un istante presente, il bisogno di giustificazione o di dissimulazione, una ricapitolazione personale e collettiva, un contributo al senso di identità di una famiglia e di una comunità, la trasmissione di conoscenze e valori tra generazioni, e mille circostanze diverse. Ha per scopo principalmente la comunicazione tra il tempo passato del ricordo, il tempo presente della narrazione, e il tempo futuro di chi leggerà la pagina. Ha per funzione l’insegnare, l’ammonire, il tramandare: in breve, operare in qualche modo sulla coesione della comunità a cui principalmente si rivolge.

Continua a leggere→

Goliath

Non sai cosa ti aspetta. Immagini sempre di sfidare il gigante, che ha fatto un passo avanti rispetto alle file del nemico. E’ il più alto e forte, inevitabilmente, la barba nera e folta, sopracciglia marcate, labbra e naso pronunciati, spadone enorme brandito con disinvoltura preoccupante. Una serie di dettagli ti mette in allarme: a parte Antonio e qualche ospite pietoso – Luca, don Bruno, Loredana -, gli astanti sembrano freddi e diffidenti: forse è il carattere del nord, distante dalla mia tendenza facile all’abbraccio. Ma lo sguardo va affilato anche per cogliere i segnali positivi: la presenza di Roberto, compagno di traversie virtuali; Giorgio, sbarcato qui da Roma, mobilitando tre amici residenti in zona; Continua a leggere→