Archivi autore: fabrizio centofanti

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La prospettiva

La città ideale, di Anonimo (1470-1490)

di Sabrina Trane

La prospettiva lineare è un sistema basato su precise regole matematiche che, nel XV secolo, alcuni artisti italiani hanno individuato attraverso diligenti studi. Brunelleschi per primo comprese che, per dare una rappresentazione verosimile dello spazio, era necessario adottare un punto di vista fisso. E alla fine lo trovò.

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Un nuovo ordine alle porte?

di Serena Fioris

Scorrendo i titoli dei quotidiani di questi ultimi giorni, colpisce la ricorrenza degli articoli sul Nuovo Ordine Mondiale. Il Sole 24 Ore titola: Nasce un nuovo ordine mondiale, sotto il segno dell’incertezza. Gli fa eco Avvenire (organo ufficiale dei vescovi italiani), che con fare esortativo scrive: È il momento di gettare le basi per un nuovo ordine mondiale.

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La lotta

Fare tutto per piacere a Gesù: è questo che aiuta a cambiare, perché è un criterio personale. Lui fa tutto per noi, ma non ce ne accorgiamo. Basterebbe partire da qui: lottare in delicatezza, suggerisce il Cristo alla Bossis, come l’Angelo e Giacobbe. È Dio che fornisce le armi. 

La poesia della settimana. Eugenio Montale

L’estate

L’estate crociata del gheppio pare ignota
ai giovinetti arbusti quando rade fugace.
E la nube che vede? Ha tante facce
la polla schiusa.

Forse nel guizzo argenteo della trota
controcorrente
torni anche tu al mio piede fanciulla morta
Aretusa.

Ecco l’omero acceso, la pepita
travolta dal sole,
la cavolaia folle, il filo teso
del ragno su la spuma che ribolle –

e qualcosa che va e tropp’altro che
non passerà la cruna…

Occorrono troppe vite per farne una.

Eugenio Montale, L’estate (Le occasioni), in Ossi di seppia, Le occasioni, Milano, Corriere della Sera, 2012, p. 199.

In direzione ostinata e contraria

Io sono lo stesso Cristo che è in cielo, cerca di essere la stessa che sarai più tardi, dice Gesù a Gabrielle. Qui ci sono segreti decisivi. Dobbiamo credere, anche se tutto dice contro. Dobbiamo pensare alle cose di lassù, alla beatitudine che attende. Dobbiamo, come Abramo, sperare contro ogni speranza. Viaggiare, insomma, sempre e comunque, in direzione ostinata e contraria. 

L’effetto dell’incontro

Gesù sceglie. Si sceglie i Suoi. Come satana ha i suoi agenti, così anche Lui manda a diffondere il messaggio, un messaggio di gioia. Invita la Bossis a ricordare le reazioni dei guariti, sulle strade della Palestina. Questo è l’effetto dell’incontro, questo bisogna annunciare agli affaticati e agli oppressi della storia. 

“Tropaion” di Raffaela Fazio (puntoacapo Editrice, 2020) Nota di lettura di Stefania Di Lino

“Se il vinto è colui che muore e il vincitore chi uccide, con questo confessandomi vinto, mi istituisco vincitore” (Pessoa, L’educazione dello stoico, ed. Einaudi 2005, trad. di Luciana Stegagno Picchio, p.77).

“I vincitori non sanno quello che perdono” (Gesualdo Bufalino, Calende greche (1992), ed. Bompiani 2009, Milano, p. 178)

“Prenderai quel cuor di cinghiare e fa’ che tu ne facci una vivandetta la migliore e la più dilettevole a mangiar che tu sai; e quando a tavola sarò, me la manda in una scodella d’argento” (Giovanni Boccaccio, Decamerón, 1349/1353)

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Libri e librerie al tempo del corona virus

Stefan Cunha Ujvarinel

di Guido Michelone

Avrei voluto pubblicare queste mie riflessioni già a metà aprile con quella bella notizia – bella almeno per me e spero per tantissimi altri – che ha fatto il giro dell’Italia, dopo l’annuncio della riapertura delle librerie in tutt’Italia! Purtroppo so che alcune resteranno chiuse, come moltissime altre differenti attività, a causa dei risultati sulla pandemia, meno rosei del previsto, benché per alcuni versi incoraggianti. 

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Calma piatta

Gesù vuole che facciamo meglio: che dimostriamo l’amore che proviamo, con tante sfumature, come gli uccelli che cantano in modo diverso, a seconda di stagioni e situazioni. È la sfida dell’amore, che tutto tollera tranne la calma piatta. 

Nulla

Desiderare il cielo, sentirsi esiliati in questa terra, in attesa di ricongiungersi con Lui: questo chiede il Cristo alla Bossis, spronandola ad amarlo coi pensieri e coi gesti, cogliendo ogni occasione per manifestargli il cuore. La vita è amare Lui: tutto il resto, senza questo, è nulla. 

Insieme con il Cielo

Non dobbiamo contare su noi stessi. Gesù dice a Gabrielle di ritirarsi da sé, di far vivere Lui al posto suo, di essere un’anima spogliata e rivestita. Non è risorto per la Sua gloria, ma perché attendessimo la risurrezione anche per noi. Le raccomanda di gioire, insieme con il Cielo. 

La vita che verrà

di Raffaele Greco

Come sarà la vita dopo il covid-19? Cambieranno e in che modo le nostre precedenti abitudini?

Trascorso ormai molto tempo dall’inizio del “tutti a casa”, il desiderio di riacquistare la normalità di un tempo si associa a una diffusa sensazione che nulla potrà tornare a essere identico a prima.

Una percezione non necessariamente sfavorevole; anzi, sembra crescere l’idea di trovarsi di fronte a un’occasione da non sprecare, per provare a non ripristinare anche i non pochi aspetti negativi che caratterizzavano la nostra esistenza.

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La poesia della settimana. Ghiannis Ritsos

Fotografia a colori

La vecchia sciacqua i cesti della vendemmia sulla spiaggia –

fazzoletto nero, vestiti neri in bel risalto

sull’azzurro del mare. Più avanti il forno

profuma di pane caldo. I giardini traboccano

di fiori rossi, gialli, viola. Foglie e acque

si scambiano messaggi, s’intrecciano, compongono

una piccola musica quasi erotica. Strano

che tu senta ancora, che odori, che tu veda ancora

e non ti salga alle labbra nemmeno una parola.

Gianni Ritsos, Il funambolo e la luna, Milano, Corriere della Sera, 2012, p. 167.