Archivi categoria: Letture

«L’UOMO È BUONO» (2)

L'uomo è buonoLeonhard Frank, L’uomo è buono, Del Vecchio Editore (traduzione e cura di Paola Del Zoppo)

Nel ciclo di cinque novelle L’uomo è buono, Frank mette in scena una lenta e inesorabile presa di coscienza del popolo della necessità della pace. Nel primo racconto, Il padre, un cameriere d’albergo con una avviata carriera si annichilisce nella disperazione per la morte dell’unico amato figlio finché non trova la forza di reagire e di trascinare con sé, a manifestare per strada, donne e vecchi rimasti a casa a vivere la difficoltà della solitudine e dell’abbandono derivanti dalle molte morti sul fronte. Di racconto in racconto – in ognuno una figura centrale che focalizza il dolore e la forza di chiedere la pace – frotte di persone si riversano in strada Continua a leggere

“PROGETTO SANTIAGO”, UNA NUOVA INIZIATIVA EDITORIALE

NASCE “PROGETTO SANTIAGO”, LA PRIMA REALTÀ EDITORIALE

GESTITA AL 100% DAGLI SCRITTORI

20 professionisti tra scrittori, editor e artisti si uniscono per dare vita ad un nuovo soggetto editoriale con un obiettivo chiaro: «Decidiamo noi cosa pubblicare, non il mercato». Subito online l’invito aperto ai lettori: tutti possono aderire al progetto cliccando su www.progettosantiago.it

Genova, 23 ottobre 2014 – Tutti fuori dall’editoria aziendale, per fare spazio ai lettori e agli autori. Sono queste le basi del nuovo progetto culturale ideato da Antonio Paolacci, scrittore ed editor di lungo corso, e forte di un collettivo di 20 scrittori affermati, pronti a far rivivere in chiave contemporanea la figura dell’editore puro, a caccia di talenti piuttosto che di boom commerciali. Pensando prima di tutto ai lettori, chiamati a riprendersi il loro ruolo di protagonisti. Continua a leggere

LEONHARD FRANK, “L’UOMO È BUONO” (1)

Leonhard Frank, L’uomo è buono, Del Vecchio Editore (traduzione e cura di Paola Del Zoppo)

L'uomo è buonoNel ciclo di cinque novelle L’uomo è buono, Frank mette in scena una lenta e inesorabile presa di coscienza del popolo della necessità della pace. Nel primo racconto, Il padre, un cameriere d’albergo con una avviata carriera si annichilisce nella disperazione per la morte dell’unico amato figlio, finché non trova la forza di reagire e di trascinare con sé, a manifestare per strada, donne e vecchi rimasti a casa a vivere la difficoltà della solitudine e dell’abbandono derivanti dalle molte morti sul fronte. Di racconto in racconto – in ognuno una figura centrale che focalizza il dolore e la forza di chiedere la pace – frotte di persone si riversano in strada fino a formare un enorme corteo che comprende idealmente tutti coloro che ritengono di dover gridare a gran voce che la guerra è utile solo a conservare lo stato delle cose e ad aumentare la disperazione. La sciagura e il dolore, mascherati da onore e sacrificio, vengono qui svelati in tutta la loro indigesta oggettività. La narrazione scoperchia il vaso di Pandora per affrontare la realtà dei mali uno a uno, in un energico slancio verso la reazione, verso l’ottimismo e la presa di coscienza della forza del singolo, perché “l’uomo potrà essere e sarà umano quando non sarà più costretto all’inumanità”. Continua a leggere

Poesia Carnosa, il 7 novembre a Roma

Sara Davidovic di Max Ponte

Va in onda il 7 novembre a Roma il mini-festival Poesia Carnosa. L’innovativo evento è nato nel 2010 al quartiere Pigneto grazie alla poetessa di origine albanese Jonida Prifti e il musicista Stefano Di Trapani, il duo di poesia sonora è noto come Acchiappashpirt. Spazio ai rumori, come rumoristi furono i futuristi. E le esperienze di avanguardie e neovanguardie si ritrovano in un’occasione che vuole mettere assieme suggestioni poetiche e musicali inconsuete. Ho partecipato a questo festival come poeta nel 2011 e ne serbo un ricordo intenso fra le vie di una Roma pasoliniana che ha lasciato spazio ai volti dei bangladesi e a locali in cui gli artisti possono trovar casa. Appuntamento quindi per POESIA CARNOSA il 7 novembre alle ore 21 presso 30 FORMICHE in via Del Mandrione 3 a Roma. A seguire la presentazione da parte dei curatori. Continua a leggere

Fantasia è tra noi…

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C’è qualcosa di più di un semplice interagire tra uomo e macchine (oltre che di un affascinante spettacolo visivo) nel cortometraggio Sparked: a live interaction between humans and autonomous flying machine realizzato poche settimane fa dal Cirque du Soleil in collaborazione col Politecnico Federale di Zurigo.
Lo spettacolo, al momento solo in video ma destinato a entrare presto nel repertorio del celebre circo di Montreal, vede dieci droni, ognuno dotato di una sorta di ‘personalità’ differente, dare vita a una coreografia interattiva nella quale uomo e macchine si muovono in sincronia.
L’inevitabile presenza sempre più invadente dei droni nella nostra quotidianità è cosa risaputa. Numerose compagnie (una su tutte Amazon) hanno già da tempo iniziato, per ora solo in via sperimentale, un servizio di consegna porta a porta che si avvale dell’utilizzo di droni, mentre in molti sport, uno su tutti il surf da onda, la possibilità di effettuare riprese in movimento dall’alto, a distanza ravvicinata e a basso prezzo, sembra aver rivoluzionato una volta per tutte la maniera di realizzare video. Quando l’utilizzo dei droni diverrà anche parte del gigantesco mondo della Fifa saranno in milioni ad assistere a una partita di calcio come in precedenza non avrebbero mai neppure saputo immaginare. L’utilizzo militare dei droni (come spesso accade si tratta di una tecnologia sviluppata inizialmente per fini bellici) ha nel giro di pochi anni reso concreto lo scenario fino a non molto tempo fa solo ipotizzabile di uno scontro tra robot ed esseri umani. Che ci piaccia o meno, un futuro considerato ‘fantascientifico’ è oggi Continua a leggere

Avrei ricordato tutto quello che avevo visto

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Sono passati quasi venticinque anni dal giorno in cui la moglie di Jerzy Kosinski lo trovò nella vasca da bagno del loro appartamento di Manhattan col capo chiuso in un sacchetto di plastica.
Lo scrittore polacco naturalizzato statunitense era saltato agli onori della cronaca letteraria nel 1966 con The Painted Bird (L’uccello dipinto, 1967) il libro che lo avrebbe reso famoso nel mondo fino a fargli valere il National Book Award nel 1969.
Da quel momento in poi Kosinski fu indicato come uno dei più promettenti scrittori americani del dopoguerra e due dei suoi libri successivi, Steps (Passi, 1969) e Being There (Presenze 1973) divennero dei veri e propri classici (da Being There venne anche tratto un film di grande successo con Peter Sellers): l’autore comparve spesso in televisione, partecipando anche a The Tonight Show di Johnny Carson, recitò nel film Reds di Warren Beatty, presentò un Oscar per la miglior sceneggiatura e venne più volte messo sulla copertina del New York Times Magazine.
Ma la sua reputazione di grande Continua a leggere

RETE PADRONA, di Federico Rampini

di Massimo Maugeri

L’abbiamo scritto altre volte. Ogni rivoluzione ha i suoi pro e i suoi contro: anche quella digitale. Federico Rampini lo sa benissimo, avendo grande consapevolezza di tutto ciò che riguarda gli aspetti meno nobili dell’evoluzione tecnologica. Ne parla abilmente nel suo nuovo libro: “Rete padrona. Amazon, Apple, Google & co. Il volto oscuro della rivoluzione digitale” (Feltrinelli, p. 278, € 18): «tutti promettono, all’inizio, di inventare un capitalismo nuovo. Disdegnano il profitto. Finché scopri che stanno creando una società diseguale quanto il vecchio capitalismo newyorchese. Perseguono gli stessi disegni egemonici, monopolistici».
Non è un saggio incentrato sul tecno-scetticismo, questo di Rampini (il quale peraltro tiene a precisare che, anche a suo giudizio, gli aspetti positivi della rivoluzione digitale superano comunque quelli negativi). Al tempo stesso, però, occorre puntare il dito su alcune distorsioni che sono profonde, in alcuni casi perfino inquietanti. Continua a leggere

“BUONA LETTURA” 6. “RICETTE PER OGNI STAGIONE.CON LE ERBE E I FIORI DELLE ALPI DEL MARE”

Buona lettura è una rubrica curata da Mara Pardini. Uno spazio per “assaggiare” libri buoni, ovvero utili, piacevoli, intelligenti, capaci di lasciare un segno nell’immaginazione di chi li sfoglia.
Un taccuino per catturare le impressioni, i messaggi e le parole che escono di pagina in pagina ma anche per incontrare scritture nuove e legate all’attualità.
Un angolo per parlare di libri e condividere il gusto di una buona lettura.

copertina ricette per ogni stagioneRicette per ogni stagione di Libereso Guglielmi (Edizioni Zem) è un vero e proprio libro “da assaggiare”, perché rimanda i sapori e gli odori della zona compresa fra la Riviera dei Fiori e le Alpi del Mare. Una zona che offre una grandissima varietà di specie botaniche e che rappresenta un crocevia sulla strada delle migrazioni vegetali.

Dopo aver raccontato della sua scelta vegetariana, in Ricette per ogni stagione il giardiniere di Calvino ci presenta la “sua” cucina, quella “povera”, che utilizza i fiori, gli scarti dell’orto, le foglie e il fusto delle erbe spontanee, e che rispetta la stagionalità dei prodotti. Continua a leggere

Nella Culla della Civiltà

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Due notizie, uscite negli ultimi giorni, che sembrano restituire meglio di tante statistiche la distanza che ancora ci separa dal Paese che vorremmo e che potremmo essere.
Da una parte l’orsa Daniza, uccisa per via di un dosaggio eccessivo di anestesia dovuto al tentativo di catturarla (per farne che?) dopo che aveva aggredito un cercatore di funghi diverse settimane fa: l’orsa in questione, adottando un comportamento perfettamente in linea con la natura che la contraddistingue, aveva inseguito e ferito il fungaiolo che si era avvicinato troppo (involontariamente, va detto) ai suoi due cuccioli.
L’altra notizia ha a che vedere con l’attacco mortale da parte di uno squalo bianco ai danni di un surfista di circa 50 anni a Byron Bay, nella Sunshine Coast australiana. La vittima si trovava a pochi metri di distanza dalla popolare spiaggia a nord di Sydney e malgrado l’intervento di un coraggioso bagnante (che rischiando la propria vita ha raggiunto il surfista a nuoto e l’ha trascinato fuori dall’acqua) è deceduta prima di raggiungere la riva. Una volta individuato dai bagnini e dalla guardia costiera, lo squalo è stato spinto nuovamente verso il largo con l’utilizzo di un elicottero e di alcuni jet ski: il grande squalo bianco è una specie protetta e la sua uccisione non è autorizzata.
Il resto è realtà. Legge della natura.
Le due notizie, messe l’una di fianco all’altra, si commentano da sole. Lo strascico di polemiche seguito al ferimento del cercatore di funghi, con conseguente campagna da una parte a interrompere il ripopolamento dei nostri boschi e dall’altra a sostenerne le ragioni (insieme alla difesa della vita di Daniza che, inspiegabilmente, è apparsa fin da subito in pericolo) ha avuto il tragico e inspiegabile epilogo che tutti temevano: l’orsa è stata uccisa, del futuro dei suoi due cuccioli poco o nulla si sa, il fungaiolo si sta rimettendo e nessuno si è preoccupato di avvertire gli altri orsi presenti nei nostri boschi che venire reintrodotti nel proprio territorio è una cosa, comportarsi secondo la propria natura è un’altra. In fin dei conti, diciamo o no d’essere la culla della Civiltà?

Fucine Letterarie presenta Scuola Pound

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Fucine Letterarie, in collaborazione con LietoColle Libri e Lupo Editore, è fiera di presentare Scuola Pound.

Scuola Pound è un master di scrittura poetica. È la migliore scuola di poesia italiana, poiché se non è possibile insegnare a scrivere poesia, è possibile riconoscere i massimi attori che la incarnano, conoscerli di persona, dialogare con loro e capire come crescere in un mondo che, oltre al talento, richiede conoscenza e competenze specifiche.
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GIACOMO REVELLI, “NEL TEMPO DEI LUPI”

Giacomo Revelli, Nel tempo dei lupi, ed. Pentàgora 

Estratto dal capitolo 28

RevelliEbbe ancora molto tempo per pensare. La notte era cominciata molto prima di quel che aveva creduto e gli aveva lasciato tutti i pensieri del giorno passato che si sommarono alle attese del giorno che doveva ancora nascere. Cercò di immaginare la lupa in quel momento. La sentiva là fuori, respirare l’aria fredda e buia che a lui faceva paura. Sapeva che non stava nascondendosi da qualche parte, non si sentiva braccata e terrorizzata. Eppure, oltre a lui, c’erano quei tre, decisi a farle la pelle. Si muoveva libera tra i larici come nella radura, nel buio come nella nebbia. Lasciava tracce, orme, segni di sé nella più completa tranquillità. Come se sapesse, come se avesse la piena consapevolezza della propria superiorità. In quell’ambiente, nella conca di Abenìn e sulla Route dell’Amitiè, fino al promontorio del Barëghë dër bola, era lei, la lupa, la vera padrona. Continua a leggere

I nuovi romanzi di James Salter e Donna Tartt

di Massimo Maugeri

Tutto quel che è la vitaGli appassionati di letteratura americana avranno già avuto modo di gustarsi due tra i più importanti romanzi di caratura internazionale pubblicati nei mesi scorsi (viceversa, avranno modo di colmare tale lacuna nel corso di questo scorcio d’estate). Mi riferisco a “Tutto quel che è la vita” di James Salter (Guanda, traduzione di Katia Bagnoli) e “Il cardellino” di Donna Tartt (Rizzoli, traduzione di Mirco Zilahi De’ Gyurgyokai). Due libri accomunati dalla matrice poetica statunitense e dall’enorme successo di critica che hanno ricevuto sia in patria sia nel nostro Paese, ma del tutto diversi per quanto concerne l’approccio narrativo e la classe biografica degli autori: James Salter, nato a New York il 10 giugno 1925, ha la veneranda età di ottantanove anni; Donna Tartt, nata a Greenwood il 23 dicembre 1963, deve compierne cinquantuno.
Entrambi i romanzi si incardinano su vicende bellicose. Continua a leggere

Dinosauri scrittori & squali editori. La letteratura e l’editoria spiegate ai, ehm, giovani

 

di: Guido Tedoldi

Dopo la lettura di «La città dei libri sognanti» – di: Walter Moers – Salani, 2006, pp. 510, € 16,60 – 1ª edizione: Germania, 2004

Il succo di questo romanzo è la letteratura (amata, dileggiata, descritta, spiegata, incompresa, ecc.) e qualche suo rapporto, perlopiù conflittuale, con l’editoria. Il pubblico cui si rivolge è quello generalista composto da tutti i lettori possibili. Poi però qualche genio del marketing ha guardato la carriera dell’autore, Walter Moers, scoprendo che in Germania è diventato famoso con i fumetti… e allora deve «per forza» essere pubblicato da una etichetta «per ragazzi»… e quindi in Italia i diritti sono stati acquisiti da Salani, la casa editrice di Harry Potter.

Moers medesimo, a quel punto, si è adeguato. Ha preso materiale potenzialmente boriosissimo e l’ha trasformato in una narrazione seriale, di quelle da ziliardi di volumi che fanno pensare agli editori di poter spremere ziliardi di monete dalle tasche dei lettori. E un’occasione si è perduta. Forse, però, non del tutto.

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La poesia di Rudy De Cadaval

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di Max Ponte

Rudy De Cadaval stupisce per la vita irrequieta e per gli incontri con personaggi del mondo dello spettacolo, fra cui numerosi flirt con dive degli anni ’60 e ’70. Una biografia dove non mancano colpi di scena, riconoscimenti e intuizioni anche di carattere tecnologico (mi racconta al telefono di aver lanciato l’uso del cd-rom per i contenuti enciclopedici).
La sua poesia non è estroversa come le vicende personali, si confronta spesso con questioni esistenziali e contiene passi di grande intensità in grado di sostenere la sua opera. Il confronto col dolore corrisponde, dal canto suo, ad una scrittura che si scontra con la gravità. E qui lo stile risente di più di un’insidia lessicale.
Mi pare nel suo complesso una poesia autentica, come il tono della voce dell’autore attraverso l’apparecchio, cioè De Cadaval non è un poeta che si nasconde dietro a costruzioni retoriche, e questa è la principale garanzia per chi legge. Forse anche per questo ha meritato l’attenzione di poeti illustri come Ungaretti che devono aver trovato in lui i segni di un vero talento. Ritengo sia necessario leggere tutta l’opera di De Cadaval per elaborare un’analisi critica esaustiva, mi stupisce che non sia ancora stato fatto visti tutti i riconoscimenti da lui ricevuti (meritatamente o meno, sono in ogni caso eventi che devono spingerci ad un’analisi). Fra le poesie che trovate sul suo sito la mia attenzione è caduta su questa.

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PIERRE RABHI, “PAROLE DI TERRA”

Pierre Rabhi, Parole di terra. Dal saccheggio della terra al ritorno della comunità, ed. Pentàgora (trad. di  M. P. Corpaci e P. Lemoussu)

Parole di terraQuando sono trattati dalla penna dello studioso, del politico, dell’economista, del sociologo, del critico… gli argomenti che riguardano la vita e la morte e la rinascita delle comunità non arrivano a tutti e spesso non arrivano proprio a quelli – i contadini, chi abita nei paesi, la gente di popolo – che ne sono diretti destinatari e protagonisti e, a volte, vittime. Perché da quelle penne escono saggi e analisi qualche volte tanto approfondite quanto astratte, senza sangue, e che alla terza pagina o alla terza nota fanno sbadigliare di sonno o d’impotenza chi non ama o non sa accastellare concetti su concetti, parole astratte su parole astratte. Rabhi, in Parole di terra, scrive proprio di quegli argomenti e parla delle comunità che, dopo l’incontro con il nostro Occidente e quell’industria estrattiva chiamata impropriamente agricoltura, diventano periferia e baraccopoli, della terra che diventa deserto, di povertà convertita in miseria, di uomini integri che diventano squali su autovetture potenti o stracci alcolizzati. Ma lo fa con penna leggera, con parole di passione, con tocco narrativo, con la partecipazione e la compassione e la solidarietà di chi quegli argomenti non li ha studiati o pensati, ma conosciuti con gli occhi e con la pelle. E, facendo così, Rabhi parla a tutti e va dritto al cuore.

(nota di Massimo Angelini)  Continua a leggere

Da somministrare con cautela. Osservazioni su La vita in tempo di pace di Francesco Pecoraro

di Roberto Plevano

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Sul romanzo di Francesco Pecoraro si è concentrata una certa attenzione critica che non ha lesinato accostamenti con esperienze letterarie definitive. A titolo di esempio, A. Bajani (la Repubblica) mette in fila una discendenza “di grandi ulcerati, di Céline e del Volponi di Corporale, del Pasolini di Petrolio, di Luigi Di Ruscio, di Malcolm Lowry, del DeLillo di Rumore bianco e in qualche modo persino del Max Frisch de L’uomo nell’Olocene. In mezzo ci siamo noi, in questa guerra totale di tutti contro tutti, in quello che Michel Houllebecq (letterariamente parente, a suo modo, come lo è evidentemente Walter Siti) chiamava «l’estensione del dominio della lotta»” e risale a una matrice del canone letterario del Novecento occidentale come T.S. Eliot.
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