Archivi categoria: Poesia

“L’aura / incantata delle origini”, il mio sguardo sulla poesia di Francesco Marotta – di Natàlia Castaldi

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Fino all’ultima sillaba dei giorni – dalla raccolta “L’arte dimentica di morire” di Francesco Marotta 

scrivere è un destino covato dall’ombra delle ore
la spina amorosa di chi non lascia niente alle sue spalle
perché essere cenere, sostanza di vento
è inciso da sempre a lettere di fuoco
nelle pupille dei segni che trascina – un canzoniere
infimo, un breviario di passi senza orma
tracima sillabe d’innocenza e memoriali di sabbia
dalla brocca silente che disseta il labbro,
quando parole malate d’aria si staccano dalle mani
precipitano nell’impercettibile abisso
di una pagina –
scrivere è un’ora covata dal destino
la spina che costringe il corpo in reticoli d’albe in piena notte
e punge fruga ricuce orli slabbrati lacera la carne
fino a che sanguinano anche i sogni,
fino a che l’immagine fiorisce in echi di sorgente
gli alfabeti rappresi dentro un grido

(sono queste le voci che mancano a una pietra
per sentirsi un arco lanciato verso il cielo,
sono questi gli accenti
che scortano il seme alla sua tomba di luce – al precipizio ardente
dove la morte è presagio di stagioni,
oracolo dei frutti e del ricordo)

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mattinale

Il tuo caos è bello
L’oceano azzurro ascolta il canto di balene in viaggio
Il libro dei tuoi sogni è ancora sconosciuto
Hai deciso di tornare a te sulla sponda colorata del mare
Nascosta alla luce come Diocleziano dopo il ritiro

In nome delle idee è stato commesso di tutto, impunemente
Il silenzio dei morti è un respiro profondo
Vivere sembra quasi un caso, se guardiamo indietro
Dimentichiamo
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PROGRAMMA DEL MORTO, in “Il commento definitivo” di Jean-Jacques Viton.

il commento definitivo

Vi raccomando caldamente la prima antologia italiana del poeta Jean-Jacques Viton, Il commento definitivo (1984-2008), cura e traduzione di Andrea Inglese (Metauro Edizioni 2009). 

 

Ringrazio qui Andrea Inglese per la gentile concessione dei testi. (f.s)

 

 

 

Da Decollo (Décollage, 1986)

PROGRAMMA DEL MORTO

 

un’enfasi     un naufragio in trompe-l’œil

il posto dell’orlo in un dettaglio di tempesta

il lenzuolo bianco     è l’acqua     la terra     è una schiuma

di relitti     un grande pianoro di cadaveri

un ritorno di storia cucita sopra le palpebre non sotto gli occhi

appena prima degli occhi

ciò che filtra     immancabile     facciata malata dello sguardo

lo sbieco    tra il nervo ottico e l’apparecchiatura della visione

proprio prima della combinazione delle fasce di colore

un nascondiglio iniziale     deformante     protettore

una stazione provvisoria     nell’officina del brain

formula detta del     << è giallo è un’arancia >>

benda sciolta     l’ultravioletto il più lontano

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“Ritorno al passato? sottotitolo: lettera aperta alla nuova poesia siciliana in coma profondo” di Flora RESTIVO

Carissima poesia siciliana, spero che tu riesca a sentirmi, distesa in quel lettino bianco, magra, emaciata, piena di tubi e tubicini e con tanti farmaci che ti vengono iniettati da pochi, ma volenterosi infermieri, motivati dal detto “spes ultima dea”. Ti parlo e cerco di presentarmi; è educato farlo anche con un malato grave, che sembra non sentire. Continua a leggere→

Enrico De Lea, Ruderi del Tauro

da acque reali

(acque reali)

I lavoranti oscurano il pensiero
al sole, tengono l’ombra in tasca
coi fazzoletti marci di sudore.
La strada nuova aprono i picconi,
alla valle normanna già dirupi
fioriscono terrazze, acque reali.
Muovono i carri verso la marina,
i bordonari si levano nell’alba.
Il folle zio Domenico è veggente,
urla gli incendi le miserie il secco. Continua a leggere→

“Vetro” – Bianca Madeccia

[youtube=http://www.youtube.com/watch?v=0_kwTRXi364]

VETRO

Madre
Dove son finite le tue parole di ieri?
Le ho lasciate entrare dentro di me
– grata –
acqua nella terra secca
Nulla
a parte quei pezzi di vetro
che stanno lì piantati da una vita.
Lo porto scritto in faccia
-Assolvimi Madre
perché non ti somiglio –
E tu l’hai fatto Madre
Tu hai fatto piovere
le parole giuste
– Chi è sano va via –

(VETRO, testo e video: Bianca Madeccia. Voce recitante: Rossana Carturan.)

Cerchiamo la cernia, amica mia!

di Mauro Pesce

Sigamos o cherne, minha Amiga

Desçamos ao fundo do desejo

(Alexandre 0‘Neill)

Se un giorno verso l’una

lungo la strada

la mia pistola silenziosa

tump tum tump

ti colpisse la tempia

o nello studio, al chiuso

ti perforassi il petto

guardando nei tuoi occhi finalmente

oltre la supplica

la verità di te stesso:

la tua stupidità. Continua a leggere→

Due poesie [mie].

donnanegativa[È la prima volta che pubblico su “La poesia e lo spirito” due poesie scritte da me.
Mi accosto a quest’arte con la massima umiltà. E confido nella generosità dei miei amici, poeti veri.
Grazie per l’attenzione.
Gaja Cenciarelli]

Sono un angolo

Sono un angolo
un limite, una rientranza.
Sono la polvere Continua a leggere→

Lara Lucaccioni, E i seni azzurri

 figura de convite varejao

 

Si stringe la schiera delle domande
che non ti faccio che muoiono dentro
non sapere è la risposta più adatta
per sopravviverci e trasfigurare

Solo la meraviglia ci consola
della sospensione cieca di noi
lo stare di un respiro solo nostro
la mano che mi sfiora e si ritrae

me ne resto discreta a sorvegliarti
gli occhi a proteggerti senza pregare
tra la terra che pesa e ci sprofonda

noi galleggiamo lo stesso nell’aria
vinciamo i sorteggi col tempo ingordo
superstiti che contano le ore.

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Nadia Agustoni, “Taccuino nero”

TACCUINO NERO COPERTINA

Taccuino Nero di Nadia Agustoni
di Francesco Tomada

Sono pochi, e spesso arrivano da piccole ma validissime case editrici, i lavori in poesia che riescono a scavarsi uno spazio nella vasta produzione odierna grazie alla loro unicità ed alla loro pienezza, e uno fra questi è il Taccuino Nero di Nadia Agustoni (Le Voci della Luna, 2009), una raccolta densa, costruita su una scrittura matura e potente. Continua a leggere→

Programmone di novembre

Rassegna “I GIOVEDI’ DI SUD”
(a cura di Francesca Genti e Anna Lamberti-Bocconi)
Ogni giovedì alle ore 20.45 al Circolo Culturale SUD, via Corsico 5, Milano

Novembre 2009 – “Ti RINGRAZIO, CUORE MIO: NON CIONDOLI, TI DAI DA FARE” (Wislawa Szymborska)

5 novembre: festa e slam poetry

Inauguriamo alla grande la nuova stagione e il nuovo locale con uno slam poetry e mille brindisi. Stasera mi butto! Con tutti noi e gli amici di tutti noi. Divertimento assicurato e molte sorprese. Per iscriversi allo slam, scrivere a [email protected] entro e non oltre mercoledì 4 novembre. Continua a leggere→

Lechà dodì

di Mauro Pesce

Lechà dodì, I shall wait

every day – for his coming.

alle tempie M’è sceso

nei lombi Dal cielo

tappeto rotondo

lenzuolo

quattro-lati-del-mondo

cresciuto m’è, immenso,

bianco petalo a rosa.

E’ il messia che rischiara

corpo d’oggi, è il profumo

che brucia d’incenso,

fumigante profumo

rosa carne

sciroppo di sangue.

Viedellapovertà 6

Noi che tendiamo le orecchie e sgraniamo gli occhi
ogni giorno non al mondo com’è ma a parole
e immagini strappate come foglie da un paesaggio
per farne poi altra cosa per noi,
solo per noi, continuando a chiamarla il “paesaggio”,
invece che puzzle ingannevole;
noi che sediamo fiduciosi davanti
a un trompe l’oeil brulicante di pulci
senza domandarci cosa non va
oltre le pareti in cui viviamo,
se si può fare di meglio e come, a iniziare da noi,
come comportarci se chi governa
lo fa per suo interesse e di chi lo sostiene
senza guardare regole e saggezza
costate sangue e fatiche di millenni. Continua a leggere→

da “L’invadenza del relitto” di Marina Pizzi, 2009

42.

un rullio di tempie e sembra morire

questo antefatto lungo una stirpe

rantolando rantolante cent’anni.

nei venti che blasfemi staccano le rondini

tu il collo lungo di Modigliani inventi

per disperdere le fiaccole crocefisse.

le pene che sbocciano dentro il calendario

benesseri nel bilico di davanzali

zonzo d’angeli che non sanno chi proteggere.

le malattie congenite del tetto

narrano nidi patrioti

eremi che imperlano le nuche.

oggi è colmo il male asperrimo

di chiudere le spalle all’avvenire.

43.
—————-
Now playing: Bruce Springsteen – Tougher Than The Rest
via FoxyTunes

Un’altra voce di Thomas Bernard

thomas bernhard

Thomas Bernhard

Psalm

Was ich tue, ist schlecht getan,
was ich singe, ist schlecht gesungen,
darum hast Du ein Recht
auf meine Hände
und auf meine Stimme.
Ich werde arbeiten nach meinen Kräften.
Ich verspreche Dir die Ernte.
Ich werde singen den Gesang der untergegangenen Völker.
Ich werde mein Volk singen.
Ich werde lieben.
Auch die Verbrecher!
Mit den Verbrechern und mit den Unbeschützten
werde ich eine neue Heimat gründen –
Trotzdem ist, was ich tue, schlecht getan,
was ich singe, schlecht gesungen.
Darum hast du ein Recht
auf meine Hände
und auf meine Stimme. Continua a leggere→