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Archivi categoria: Poesia
VOCI: “Pin” di Anna Salvini – inedito 2020
Voci, rubrica di poesia “partecipata” a cura di Francesco Sasso.
Leggere e condividere poesie in rete è molto bello. Questa nuova rubrica è aperta a tutti gli appassionati della poesia.
Cosa cerchiamo? In La metrica italiana, Beltrami scrive «versificazione è un concetto tecnico, che riguarda i tipi di discorso dotati di certe caratteristiche formali, mentre “poesia” è un concetto estetico, sentito come diverso da quello di versificazione fin dalle più antiche teorie estetiche che hanno avuto importanza nella cultura occidentale» (Beltrami, 2011, p.13).
Noi cerchiamo la poesia con la p minuscola. Potete quindi segnalare nei commenti il vostro spazio poetico in rete o copiare/incollare una vostra poesia. Noi scegliamo e rilanciamo la poesia su queste pagine. (f.s.)
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VIII Edizione del Premio Letterario “Paolo Prestigiacomo”
Il Comune di San Mauro Castelverde (PA) in collaborazione con il periodico culturale l’EstroVerso indice l’VIII Edizione del Premio Letterario “Paolo Prestigiacomo” per promuovere e riportare all’attenzione di studiosi e appassionati di poesia l’opera dello scrittore maurino Paolo Prestigiacomo (San Mauro Castelverde, 1947 – Roma, 1992).
Lirico terapia. Blaise Cendrars, Pasqua a New York
(vv.1-20)
ad Agnès
Flecte ramos, arbor alta, tensa laxa viscera
Et rigor lentescat ille quem dedit nativitas
Ut superni membra Regis miti tendas stipite…
Fortunato: Pange lingua
Oggi è il giorno del tuo Continua a leggere
CRESTOMAZIA: “la vita inizia con lacrime e cacca” di Gabriele Frasca
“la vita inizia con lacrime e cacca” di Gabriele Frasca
la vita inizia con lacrime e cacca
súbito segue nanna mamma e cocco
incalza poi morbillo bava e mocco
la trottola il tamburo e il rompi e spacca
poi crescendo l’amica e la baldracca
su cui si ficca l’appetito sciocco
e già disposto a divenir pitocco
al giovane ogni voglia pare fiacca
adulto poi diventa tutto un trucco
da scapolo lo attira ogni donnaccia
sposato si converte in mammalucco
da vecchio imbiacca e tutto si rinsecca
ma solo che la morte lo disfaccia
quello che lascia paga e ciò che pecca
(da Gabriele Frasca, Rimi, Einaudi 2013)
Luigi Maria Corsanico legge Jorge Luis Borges. 14
Lirico terapia. Adelaide Ann Procter, Invidia.
Invidia
Da sempre il primo:
la sorte luminosa sul suo volto.
Quando lottai per anni, inutilmente,
fu lui ad avere il premio.
Corremmo. Io coi piedi sanguinanti,
lui col trofeo.
Lirico terapia. Giovanni Giudici, Preliminare di accordo.
Preliminare di accordo
giugno 1968
Tuttavia un minimo d’impostura è necessario mi disse.
La verità non coincide con la saggezza.
Stanno contro il disordine alcune regole del gioco.
Sii grato al rituale. La verità ti divora.
Hai ragione si aspettava che rispondessi.
Recitiamola pure la farsa del ragionevole.
Anch’io ripeterò che tutto non si può avere
pronto a morire purché non crolli il letto dove muoio.
Ma anche per me era l’ultima occasione che restava.
E prima di sottoscrivere solo chiedevo se in cambio
dell’accettare quel molto di finzione che diceva
un minimo di verità sarebbe stato compatibile.
Giovanni Giudici tocca leve sensibili e, diremmo oggi, politicamente scorrette. Qui il tema è quello di una verità negata, al punto che è possibile sperare solo in un minimo residuo, un livello di semplice sopravvivenza. Al lettore cogliere lo spessore del dramma, che diventa universale.
Lirico terapia. Maria Luisa Spaziani, La via Crucis.
La via Crucis
La bronchite stanotte mi trasforma
in una quercia carica di neve.
Crocifissa alla terra con radici
di debolezza e brividi,
sento i rami che grevi si curvano
sotto il peso di mille cristalli.
Conobbi un giorno un ragazzetto, molto
piú malato di me. Continua a leggere
Lirico terapia. Anna Achmatova, Venezia
Colombaia dorata sull’acqua,
tenera e verde struggente,
e una brezza marina che spazza
la scia sottile delle barche nere.
Che dolci, strani volti tra la folla,
nelle botteghe lucenti balocchi:
un leone col libro su un cuscino a ricami,
un leone col libro su una colonna di marmo.
Come su di un’antica tela scolorita,
il cielo azzurro fioco si rapprende…
ma non si è stretti in quest’angustia,
e non opprimono l’umido e l’afa.
Come parlare di Venezia? Come definire l’indefinibile? La Achmatova lo fa da par suo, con risultati che ciascuno di noi può giudicare secondo i suoi parametri.
Poesia del XXI secolo

Lidia Riviello è nata a Roma, Autrice e conduttrice di programmi radio e tv (Radiotre, Radiodue, Rai Tre , Rai Uno, La7, Sky) collabora con quotidiani, riviste e blog . Idea, cura e organizza eventi e festival di poesia e arte in Italia e all’estero a partire dal 1994 collaborando con la redazione della rivista bilingue ‘Italian Poetry’ curata da Gian Carlo Ferretti e Carlo Bordini. Nel 1998 pubblica il suo primo libro, Aule di passaggio (NOUBS, 1998) a cui seguono L’infinito del verbo andare (2002, prefazione di Edith Bruck), Rum e acqua frizzante (2003, nota di Carla Vasio),Neon 80 (ZONA, 2008, nota di Edoardo Sanguineti – Premio A. Delfini 2007) Ritorno al video (2009), Sonnologie (ZONA, 2016, nota introduttiva di Emanuele Zinato.) Suoi testi sono tradotti in inglese, francese, giapponese, spagnolo, sloveno, tedesco, arabo e svedese. È presente nell’antologia Poeti degli anni zero (a cura di Vincenzo Ostuni, 2011) e in numerose altre antologie e riviste italiane e straniere. Citiamo, tra le riviste : Nuovi Argomenti, Alfabeta 2, Il Verri, Poesia, OR ( Los Angeles press, a cura di Paul Vangelisti), il sito della nuova poesia italiana ‘Un autre poésie italienne’ a cura di Ada Tosatti, Doppio Zero, Semicerchio. Tra gli altri, hanno scritto sulla poesia e presentato il suo lavoro: Edoardo Sanguineti, Andrea Cortellessa, Valerio Magrelli, Nanni Balestrini.
Lirico terapia. Giorgio Caproni.
Generalizzando
Tutti riceviamo un dono.
Poi, non ricordiamo piú
né da chi né che sia.
Soltanto, ne conserviamo –
pungente e senza condono –
la spina della nostalgia.
***
Senza parere, Caproni mette nero su bianco un dato d’importanza capitale: siamo dono. Solo qui si trova il senso della vita, che porta con sé la possibilità di essere felici. Al di fuori di questo, c’è solo nostalgia.
Luigi Maria Corsanico legge Jorge Luis Borges. 13
Lirico terapia. Georgy Adamovic. Ci sono senza dubbio strane parole

Ci sono senza dubbio strane parole
Ci sono senza dubbio strane parole,
Non sono invenzioni, né deliri.
Mi viene freddo appena
Odo la parola “ultimo”.
L’ultima ora. Quale immenso giardino!
L’ultima sera. O, quale fiamma!
Come i pioppi frusciano sinistri
Con rami neri trasparenti…
È vero che certe parole, in certi momenti, fanno nascere sensazioni vitali, apparentemente contraddittorie (mi viene freddo, quale fiamma!). L’unione degli opposti è una chiave imprescindibile per capire la vita.
Giudici poeta dell’eros. Nel decennale
Di Giovanna Menegùs. Pubblicato da Avamposto. Rivista di poesia, nella rubrica ‘Odiare la poesia’.

Un po’ per caso mi accorgo che questo 2021 secondo anno dell’era Covid è il decennale della morte, non solo di Zanzotto, ma – il 24 maggio – anche di Giovanni Giudici.
Noto poi questo: i due grandi del secondo Novecento, quasi esattamente coetanei, vengono presentati da critica e manuali di storia della letteratura in sequenza e come una sorta di coppia, coppia però dagli elementi ben distinti, paralleli più che tangenti: Raboni, collocandoli insieme sotto il segno di «Grande stile e ironia», li rappresenta come «due solitudini».
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Goldfische
di Stefanie Golisch
Was sie voneinander wollten. Er wollte, sie
sollte ihn retten. Sie wollte, er sollte sie vor
sich selbst retten. Sie wollte ein Heim, er wollte
einfach nur fort. Beide wollten Lebendiges,
Hund oder Katze, irgendein Tier, beide tranken
Tee am liebsten mit dunklem Honig. Sie wollte,
er sollte ihre Leidenschaft entdecken, er wollte,
sie sollte ihn niemals verlassen. Sie wollte erkannt
werden, er wollte sich selbst nicht kennen. Beide
mochten das Meer, doch was will das schon
heißen? In ihren Muttersprachen spielten sie gerne
mit Worten, in ihrer gemeinsamen Sprache gingen
sie lieber auf Nummer sicher. Sie würde sich lange
noch an ihre erste Begegnung erinnern, er an das
Ende ihrer Geschichte: wie er den Goldfisch in den
Teich geworfen hatte als gerade keiner guckte, wie
er weitergelaufen war, als sei nichts geschehen, sie
würden sich nicht wiedersehen. Continua a leggere
Poesia italiana del XXI secolo

Livio Borriello è nato ad Avellino nel 1961, dove vive. Ha collaborato a diverse riviste, cartacee e web di scrittura e critica letteraria. Nel 2008 ha pubblicato Mica me (Edizioni OXP).
Lirico terapia. Boris Pasternak, Essere rinomati non è bello.
Essere rinomati non è bello,
non è così che ci si leva in alto.
Non c’è bisogno di tenere archivi,
di trepidare per i manoscritti.
Scopo della creazione è il restituirsi,
non il clamore, non il gran successo.
È vergognoso, non contando nulla,
essere favola in bocca di tutti.
Ma occorre vivere senza impostura,
viver così da cattivarsi in fine
l’amore dello spazio, da sentire
il lontano richiamo del futuro.
Ed occorre lasciare le lacune
nel destino, non già fra le carte,
annotando sul margine i capitoli
e i luoghi di tutta una vita.
Ed occorre tuffarsi nell’ignoto
e nascondere in esso i propri passi,
come si nasconde nella nebbia
un luogo, quando vi discende il buio.
Altri, seguendo le tue vive tracce,
faranno la tua strada a palmo a palmo,
ma non sei tu che devi sceverare
dalla vittoria tutte le sconfitte.
E non devi recedere d’un solo
briciolo dalla tua persona umana,
ma essere vivo, nient’altro che vivo,
vivo e nient’altro sino alla fine.
***
Chiunque può trarre un frutto da questi versi di Pasternak, di una chiarezza disarmante.
“Scopo della creazione è il restituirsi”: come dire meglio il circolo virtuoso della vita? Come intravedere più nitidamente “il lontano richiamo del futuro”?
Il testo è pieno di perle, un invito efficacissimo a “essere vivo”.
Luigi Maria Corsanico legge Charles Bukowski. 6
Franco Battiato, di Giorgio Stella
FRANCOBATTIATO
– 1 – Mi mossi alla pietà
Soprattutto mi concentrai
Sulle linee delle finestre
Che all’alba organizzavano
Il can-can dei cani
Vigili ai vetri che le custodissero –
Fui quel che nessun gergo promuove
La lunga luce al sole come fiamma,
era l’alba il cane è alla finestra
che guarda la linea organizzata









