Poesia religiosa di tutti i tempi, a cura di Rita Pacilio. Antonio Spagnuolo

“La Croce”
*
Che i miei miseri versi diventino preghiera
verso di Te trafitto sulla Croce,
tra la luce che propone spine
ed il sangue che tinge il fiume in rosso.
Sul legno alto nel cielo le stelle
tentano un ponte per tutto il creato,
ed io povero artista ho mani vuote,
sogni spezzati, livide illusioni.
Vorrei porti il segreto con verghe d’oro
e con le pietre, e con versi
che non spariranno in fretta,
ma le mie sillabe tremano di fede,
mimando voce del ladrone smarrito.
Tu accogli il mio muto oscillare,
il desiderio di riuscire a credere,
allontanando il dubbio che corrode
e le parole del mio fragile canto.
Lama di folgori la tua passione terrena
è ferita per il mio eterno rincorrere.
*

POESIA E POLITICA.27. Luigi DI RUSCIO

Da poesie operaie, Casa editrice Ediesse 2007.

 

 

Hanno scioperato perché non potevano più vendere pesce inquinato

sciopereranno perché sopravviva la fabbrica delle armi

certi andavano dietro alle bandiere rosse

altri correvano dietro i crocifissi

il tutto è tanto scemo che è penoso anche raccontarlo Continua a leggere

E se rileggessimo… di Enrico Grandesso. Nostalgia, di Ermanno Rea

Ogni compleanno va festeggiato… e certo compiere 2.500 anni, come succede alla citta di Napoli dalla sua fondazione, è qualcosa di grandioso ed unico!
Tra celebrazioni ed eventi in una metropoli dai molteplici volti – ricca di maschere e sonorità, gentilezza, entusiasmi e dolore – colgo occasione per accennare a un bel libro di una partenopea doc. È Il mondo del vicolo. Identità e rappresentazione di Monica Florio (Guida editrice), che esplora uno dei luoghi più vitali e intimi della città, tra storia e antropologia, geografia urbana, letteratura e arti.
Moltissimi romanzi e testi narrativi sono stati ambientati o hanno attraversato i tanti vicoli di Napoli. Tra tutti – di altri parlerò in puntate seguenti della mia rubrica – voglio oggi soffermarmi su Nostalgia (Feltrinelli) di Ermanno Rea, uscito nel 2016 a pochi giorni dalla morte dello scrittore e tradotto in film nel 2022, con esiti eccellenti, da Mario Martone. L’opera tratta della tragica e simbolica vicenda di Felice Lasco, un giovane delinquente che a quindici anni – prima di scivolare senza ritorno nel buio della realtà criminale – viene portato via dallo zio. Vivrà nei paesi arabi e in Africa, dove nel tempo diventerà un importante uomo d’affari.
Quarant’anni dopo Felice ritorna a Napoli, nel Rione Sanità della sua infanzia (nostalgia deriva dal greco nostos, ritorno) per rivedere sua madre negli ultimi momenti di vita e per l’esigenza del confronto con il proprio passato più lontano, per salvarne un nucleo essenziale di significato. Incontrerà due figure opposte: Don Luigi Rega, un sacerdote coraggioso ispirato dalla figura di Don Antonio Loffredo, che ha lottato per anni per offrire ai ragazzi poveri ed emarginati possibilità di risarcimento con lo sport, il teatro e la musica. E il criminale Oreste Spasiano, O Malomm, con cui Felice proverà invano a ricucire un rapporto (non svelo il finale). Un romanzo ricco e con acute descrizioni di un dramma e della sua malinconica bellezza.

Notizie dalla poesia, di Alberto Fraccacreta

Gabriele Amadori, Il giro più corto (con una nota di Salvatore Ritrovato, Raffaelli, 2021)

L’obolo non sulla bocca gelida
per il transito di Acheronte
né al barcaiolo del Bou Regreg
nel tragitto tra derelitti sull’esile barca.

Basta il confine in fiore delle ginestre
nell’acceso meriggio
a pagare il battito d’ali
degli angeli traghettatori.

I versi di Gabriele Amadori sono legati all’idea del poeta-viator che, come scrive Salvatore Ritrovato nell’interessante prefazione al testo, «raccoglie e interpreta ogni segnale che l’angolo di mondo che lo ospita». Una lirica cognitiva, dunque, levigata e granitica, capace di annotare e osservare l’angelo necessario della realtà.

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Jorge Luis Borges

di Giorgio Stella

Le cose

Le monete, il bastone, il portachiavi,
l’agile serratura, le tardive
note che i pochi giorni che mi restano
non leggeranno, gli scacchi e le carte,
un libro e tra le pagine appassita
la viola, monumento di una sera
da non scordare mai e già scordata,
il rosso specchio occidentale che arde
di un’illusoria aurora. Quante cose,
atlanti, soglie, lime, coppe, chiodi,
ci servono in silenzio come schiavi,
cieche e misteriosamente segrete!
Dureranno ben oltre il nostro oblio;
non sapranno mai che ce ne siamo andati.

Lucerne nella luce, di Lucio Brandodoro

Guariti e salvati

(Xu Bing, Square Word Calligraphy: si legge Mouton Rothschild nella grafia degli ideogrammi, riportati in basso a destra)

«Lungo il cammino verso Gerusalemme, Gesù attraversava la Samarìa e la Galilea.
Entrando in un villaggio, gli vennero incontro dieci lebbrosi, che si fermarono a distanza e dissero ad alta voce: “Gesù, maestro, abbi pietà di noi!”. Appena li vide, Gesù disse loro: “Andate a presentarvi ai sacerdoti”. E mentre essi andavano, furono purificati.
Uno di loro, vedendosi guarito, tornò indietro lodando Dio a gran voce, e si prostrò davanti a Gesù, ai suoi piedi, per ringraziarlo. Era un Samaritano.
Ma Gesù osservò: “Non ne sono stati purificati dieci? E gli altri nove dove sono? Non si è trovato nessuno che tornasse indietro a rendere gloria a Dio, all’infuori di questo straniero?”. E gli disse: “Àlzati e va’; la tua fede ti ha salvato!”» [Lc 17,11-19] Continua a leggere

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Maurizio Soldini, Ammennicoli

di Massimo Seriacopi

Maurizio Soldini, Ammennicoli, Il Convivio, 2025

Una complessa prova di maturità artistica, densa di significati espressi attraverso una ricerca attenta dal punto di vista lessicale e stilistico, tale da riuscire a comunicare una realtà profonda pur partendo da ciò che potrebbe apparire semplice quotidianità.
Lo “straniamento” attuato costringe a un cambiamento continuo di punto di vista, deforma, dà nuova vita, rivelatrice, a ciò che si osserva e si vive; è nella trasparenza fonica e di significanti veicolati dalle parole strutturate secondo precisi codici espositivi che si può intravvedere quanto l’autore offre dopo meditazione e rielaborazione alla lettura/visura di chi legge o ascolta, come si vede in componimenti che mettono in rilievo, anzi in primo piano gli ammennicoli/ natura morta per sopravvivenza/ al corpo che suona la campana/ resurrezione nella scena madre/ la comprensione nuda al senso/ a scanso dei significati inerti, davvero proiettandosi verso una ricerca poetica, creativa e costitutiva di una realtà “altra”, scandagliata in profondità nella comprensione di certi suoi meccanismi costitutivi, per nulla facilmente visibili, ancora più duramente interpretabili. Continua a leggere

Luca Pizzolitto. Getsemani

di Rosa Salvia

Luca Pizzolitto, Getsemani, (peQuod, Ancona 2023)

Getsemani è un’avvincente opera poetica di Luca Pizzolitto che si apre con una dolcissima dedica in memoria dell’amico Ugo Fama e si chiude con tre componimenti teneri e commoventi che ne suggellano il perenne respiro: “Il tuo cuore è cieli quieti e lontananza”. 
Nella forma di un diario ininterrotto, vario e irregolare, l’opera sviluppa il disorientamento emblematico di un discorso impossibile fra Dio (nel silenzio che lo avvolge) e l’uomo nella sua imperfetta sofferta corporeità. Continua a leggere

Intervista a Le rose e il deserto

di Luca Pizzolitto

1) Se dovessi riassumere in poche frasi come è nata e perché è nata questa tua raccolta poetica, come lo faresti?

Nodo antico è una raccolta di poesie dedicata a mia mamma: alcuni testi sono stati scritti durante la sua breve malattia ma la maggior parte di essi risale ai mesi successivi alla sua morte. Mi rendo conto però solo ora, a distanza di quasi tre anni da quegli eventi, che scrivere queste poesie è stato non solo un atto di ricordo, di memoria, ma anche e forse soprattutto, di auto-cura: un lento, istintivo riemergere dagli strati del dolore sordo in cui ero sprofondato senza accorgermene. Una riemersione che grazie alla scrittura è stata a occhi aperti, in cui ogni metro di questo enorme vuoto è stato osservato, non tentativo di disinnescarne la carica dolorosa. Continua a leggere

Salva L’Anima

Salva L’Anima è un libro spartiacque: segna il passaggio da una fase all’altra della vita, un passaggio che accade all’interno stesso del libro. C’è la mia anima nel momento del massimo pericolo e della massima salvezza. Ancora oggi, quando lo rileggo, piango. È un libro difficile, che richiede attenzione, o forse cuore, perché solo il cuore è veramente attento.

Poesia religiosa di tutti i tempi, a cura di Rita Pacilio. Vincenzo Crosio

‘Koan, la parola che ci interroga’

 Breve introduzione-saggio sulla parola come linguaggio del divino

In genere i saggi sulla fenomenologia della religione e del sacro, anche i più consapevoli e scientificamente avanzati, si fermano alle soglie della domanda: cos’è il sacro e quale sia la sua lingua. In realtà già questo ci dice molto sul rito e sui linguaggi semiogenetici che ‘il sacro’ (categoria recentemente riaffrontata dalla scuola di santa Giustina in Padova e in particolare da Roberto Tagliaferri) attiva. In qualsiasi tempo e luogo si comprende proprio come la ritualità, a volte il linguaggio magico rituale, disegni una vera e propria mappa di Thom, ovverossia il teatro/luogo dell’umano che ‘recita’ l’omelia del sacro a volte ritualmente silente, a volte parlando ai più una lingua estranea,nel senso di misteriosa. Ma a veder bene non è così. Dai canti sciamanici siberiani, a quelli indo vedici, ai sutra, alle preghiere recitate in ebraico con la loro struttura musicale. Bellissimo ad esempio il canto musicato de ‘Il cantico dei cantici’ attribuito a seconda della tradizione a re Salomone o a suo padre, Davide, che essendo anche citaredo e guaritore col canto quale novello Apollo, probabilmente è il vero autore. Il canto poetico e ‘mieloso’(pieno di miele sono le tue labbra o mia gazzella dei monti…) è connesso ad una pratica della semiogenesi espressiva che non ha eguali al mondo. Tranne che ad osservare bene come i mantrajari indù siano esattamente questo, poemi in versi, ritmati, battuti sui metri di nove, dieci e dodici misure. Come acutamente osservarono Mauss e Granet, il metro di Anna virai fa degli inni vedici, dei poemi in canto e musica di una strana forza e persuasione poetica. Ricollegabili questa tradizione ai poemi omerici e alla successiva riscrittura sintattica e metrica dei poemi latini come l’Eneide e persino del De Rerum Natura di Lucrezio.’ Continua a leggere

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POESIA E POLITICA.26. Gianmario LUCINI

Da: SAPIENZIALI (puntoacapo  Editrice  2010)

  

Visione

 

Si curvano davanti all’opera delle loro menti
davanti a ciò che fabbricano con le loro dita
Is 2,8
perirà la sapienza dei suoi sapienti
e scomparirà l’intelligenza degli intelligenti
Is 29,13-14

Perché sei sapiente se sei ancora in vita?

Guardati intorno, pullulano piaghe

da ogni direzione i disperati assalgono

ed hanno fame – da secoli non mangiano – Continua a leggere