23. Romero

[youtube=http://www.youtube.com/watch?v=aYl4Xb4cDQ8&feature=related]

da qui

La città è ingoiata dalla nebbia, si vede ancora la statua che allunga il braccio, all’apice del pathos, una coppia che procede lentamente, una mezza facciata di palazzo rassegnata a sparire in pochi istanti.
Pensavo di trovare una situazione più tranquilla, una città di sogno, la possibilità di tornare a generare nello spirito, di ritrovarmi con la gente. Continua a leggere→

QUEL CHE RESTA DEL VERSO n.80: “De profundis”, all’emergere della luce. Eugenio De Signoribus, “Trinità dell’esodo”

De profundis, all’emergere della luce. Eugenio De Signoribus, Trinità dell’esodo, Milano, Garzanti, 2011

_____________________________

di Giuseppe Panella*


“Ci piaccia o no, noi siamo qui per imparare non tanto ciò che il tempo fa all’uomo ma ciò che il linguaggio fa al tempo”

(Josif Brodskij, Fuga da Bisanzio)

«Ombre nel bosco. ombre nel bosco / restate lì, nel vostro folto / onniparvente. // ch’io segua il tenue verde / l’appena luce di mezzo / che fa il sentiero // il sottopresente» (p. 57)

Che cos’è il “sottopresente”? Il termine, parola-chiave per la comprensione del complesso e spesso oscuro e criptico percorso, lessicale e formale, di De Signoribus, individua la dimensione della poesia come aurora della Storia e strumento potenziale del suo attraversamento quotidiano.

Continua a leggere→

World Friends compie 10 anni

Un’Altra Africa:

10 anni di World Friends per la salute e lo sviluppo

Siena, 7 ottobre 2011

Santa Maria della Scala – Piazza del Duomo, 2

9.00 – 18.00

Evento patrocinato da Regione Toscana, Comune di Siena, Provincia di Siena e Università degli Studi di Siena.

A chiusura dei lavori Roberto Vecchioni e Silvio Muccino Continua a leggere→

Fernando Bandini, La ciupinara

Una poesia in dialetto vicentino, una cantilena che sgomenta e confonde. Siamo assai lontani dalla tradizione poetica di temi lirico-naturalistici o da quelle di ordinate metafore. La talpa è la sonda che penetra nelle terre dei morti e delle cose del mondo di sotto, il suo scavare fruga e scompiglia i campi del lavoro e degli amori dei viventi, lei stessa una bizzarria cieca e folle della natura.

La ciupinara

Xe quando el cincibín dal cao celeste
va in volta par le siése
in serca de pomèle de l’otuno passà,

o ’l beca i buti
de l’albaro drío casa dove i fiori
?a i se insogna de èssare sirese;

quando che liparéte
putèle se desmíssia
e piene de morbín le fa sitare
el basavéjo;
Continua a leggere→

22. Il bisogno disperato

[youtube=http://www.youtube.com/watch?v=ZmUHI2yTtVY&feature=related]

da qui

Mi sono interrogato a lungo sulla nostra civiltà, orgogliosa della sua tecnologia.
Gli edifici a due piani, con mattoni rossicci e finestrelle a schiera, hanno scale d’ingresso e garage che di giorno sono chiusi.
La bandiera sventola felice, dico la bandiera a stelle e strisce – ma può una bandiera essere felice? Continua a leggere→

21. Luce azzurra

[youtube=http://www.youtube.com/watch?v=GTyPD606GNM&feature=related]

da qui

Dicono che la Francia sia anticlericale.
I due pilastri fanno da guardia al viale che si sprofonda fino all’obelisco, inquadrato da due file di alberi giganti.
All’inizio, ammetto, era difficile, soprattutto per il caso dei vescovi seguaci di Pétain.
La gente passeggia, come se al mondo esistesse solo il parco, gli edifici in fondo, il leggero strato di nuvole che ombreggia i colori del tramonto. Continua a leggere→

“Il Serpente” di Luigi Malerba: una ipotesi surrealista

Il Serpente di Luigi Malerba: una ipotesi surrealista

___________________________

di Giovanni Inzerillo

In un articolo apparso su «Repubblica» l’8 ottobre 2009 intitolato La geniale arte della menzogna, Umberto Eco, pur creando una curiosa corrispondenza con la musica dei Beatles, in merito al Serpente utilizza la assai efficace metafora del «pesce che a poco a poco divora se stesso sino a svanire del tutto».

Siamo nel 1966, agli esordi della carriera letteraria di Malerba – di poco precedenti erano i bizzarri e secchi racconti della Scoperta dell’alfabeto pubblicati nel 1963 – e immediatamente dopo la Neoavanguardia che, come sostenuto dal compianto Alfredo Giuliani, già nell’anno della sua istituzionalizzazione palermitana in un cento senso si esaurì, sgretolando il suo consolidamento e decretando la sua fine.

Continua a leggere→

Vivalascuola. Educare informare fare rete

Voi dove eravate quando a poco a poco la scuola, e con essa il futuro di un intero paese, veniva scippata, derubata, quando a poco a poco tagliavano i bilanci, le ore, i professori, i banchi, la carta, le iniziative? Voi dove eravate mentre a poco a poco aumentavano le spese militari, le spese per la politica, le spese per le scuole private, per i privilegi, per le caste? Voi dove eravate quando si precarizzava il lavoro nel nome del libero mercato e della concorrenza, quando i vostri diplomati non sapevano dove sbattere la testa per trovare un lavoro? Voi dove eravate quando la cultura, che noi difendiamo, era calpestata, derisa, ridicolizzata da grandi fratelli e idiozie televisive, quando l’informazione si faceva sempre di più disinformazione di regime? (Collettivo studenti di Pontedera)

Informare, criticare, narrare: la scuola da rifare di Caliceti
di Alessandro Cartoni

Era forse venuto il momento che qualcuno assolvesse a un pubblico e necessario servizio: informare i genitori italiani su quello che sta accadendo alla scuola del paese. Lo fa con intensità di militante, con passione di maestro e grande forza narrativa Giuseppe Caliceti nel suo Una scuola da rifare. Lettera ai genitori. Continua a leggere→

Cose che succedono dall’aldiqua.

Che il signor Tenerani fosse rimasto per un giorno e una notte interi nascosto sotto tutti quei cadaveri me l’aveva raccontato suo nipote al mare, mentre leccavamo coni-gelato sotto l’ombrellone che ogni anno i suoi prendevano in affitto. La vaniglia ci colava tra le dita e a me pareva d’essere tornato ragazzino, con tutto quell’appiccicume sui contorni della bocca, ma senza che nessuno di noi avesse fazzolettini con cui potersi pulire, e niente voglia d’alzarsi e attraversare i quaranta gradi di sabbia e adiposità sonnolente per raggiungere la passerella che conduceva al bar.
Così leccavamo, cercando un ordine e un decoro nel farlo naturalmente, e intanto discutevamo come due veri adulti – due adulti come si deve – di sanità, di manovre finanziarie, di sistemi scolastici e di crisi internazionali.
I miei figli stavano in acqua da ore, erano praticamente Continua a leggere→

DOBBIAMO FERMARLI!

Sabato 1° ottobre si è svolta a Roma l’assemblea del movimento “Dobbiamo fermarli”, propedeutica alla manifestazione del 15 (sempre a Roma, partenza alle 14 da Piazza della Repubblica), una giornata di lotta europea indetta dalla Spagna dal Movimento 15M (i cosiddetti “Indignados”). Di seguito pubblichiamo l’intervento – pronunciato a braccio – di Giorgio Cremaschi, presidente del CC della FIOM. E’ un testo un po’ lungo ma leggetelo, si tratta di un’analisi importante di quanto sta accadendo in Europa, e soprattutto in Italia (mb).

In questo ultimo anno nel nostro paese c’è stato un vasto e articolato movimento di lotta. Più di un anno fa gli operai di Pomigliano hanno detto no in tanti al ricatto di Marchionne. Il loro rifiuto si è incontrato con una diffusa ribellione all’aggressione ai diritti, alle libertà, alla democrazia. Hanno lottato gli studenti e i giovani contro i tagli alla scuola e il precariato. Continua a leggere→

Roberto RAIELI – Poemi muti

ho contato tutte le foglie
di questo ramo di ulivo
che separa i miei occhi dal resto
la mia vista è sfocata da rivoli tossici
ossessionata dall’invidiare la luce
che buca questo tetto ai miei sogni
l’universo è di là dal mio corpo
sceglie i più adatti i pazzi i curiosi
i giganti hanno lo sguardo oltre il mondo
il sole tramonta aiutato da Dio
vende pace inattesa ai miei sforzi
tutto si arrende al nero uniforme
anche se tu non ci sei
riesco a sentire l’abbraccio
della nostra coperta di lana
ristretta e scucita
su cui sono sdraiato
23 nov 2008 Continua a leggere→

20. Sei sicuro?

[youtube=http://www.youtube.com/watch?v=qeL8oZAkDBA&feature=related]

da qui

Prima o poi, Marx si affaccia alla tua vita.
La bambina ha un viso spaventato, percorso da una smorfia, cammina veloce, la mano stretta a quella di suo padre.
Bisogna dire che è difficile capirlo veramente.
Le fiamme disegnano figure inverosimili: un orso seduto in poltrona, un lampadario sospeso nel vuoto, una donna inginocchiata, come se pregasse. Continua a leggere→

Scordarsi

[youtube=http://www.youtube.com/watch?v=i6YSThUaGnY]

da qui

Da quanto tempo non ti dico amore.
Mi chiedo se sia giusto regalare
vita senza il diritto a proferire
la parola che conta
e senza abbandonarsi
a quell’unico sguardo che riposa.
Mi chiedo se sia giusto, Dio, pensare
per un momento
di lasciarsi sfuggire una parola
e poter dire quello che mi sboccia
dentro, come un fiore.
Mi chiedo, Dio, se hai mai guardato in viso
una donna provando il desiderio
di confessarle che, per un momento,
hai perso il filo, hai dimenticato
di sollevare il mondo,
se sei stato tentato di mandare
tutto all’aria, un giorno, solo un attimo,
il tempo di baciarla sulla bocca,
di sentire il respiro nel respiro
e se ti sei ripreso appena in tempo
per convincermi a fermarmi, pensare
alla gente che aspetta di finire,
ai disperati, ai soli, a tutti quelli
cui basta una carezza per tornare
alla vita, scordarsi di morire.

19. Quella che muore

[youtube=http://www.youtube.com/watch?v=oarPobOc-js&feature=related]

da qui

Era il periodo in cui nacque il movimento.
Viviamo la nostra fede in maniera schizofrenica.
Si raccomandava di guardare al mondo, di uscire dai recinti delle sacrestie.
In chiesa diciamo il padrenostro, ma fuori viviamo l’opposto.
Di raggiungere le sacche più lontane, dimenticate o evitate, essere lievito nella pasta del mondo, anche nelle condizioni più difficili, anzi, soprattutto in quelle. Continua a leggere→

Il cantico dell’essere

(Il connubio fra la verità del soggetto e la verità dell’ essere)

di Adelio Valsecchi

Abitiamo un mondo e viviamo in una cultura dove si sono insinuati sentimenti di delusione verso la nostra intelligenza. Ci troviamo nelle condizioni di un segugio che non è più in grado di seguire la scia olfattiva della sua preda. E così l’uomo disorientato si abbandona all’inettitudine e vive il suo presente nell’inerzia del pensiero. In continua frenata. Come se avesse paura di vivere. Talvolta è confinato dalle consuetudini del tempo ai margini della vita, abbagliato dalla cultura dell’apparire, per incorrere poi in una sorta di regressione l’intellettiva. Negli anni ’60 era ammesso fra i precursori della civiltà Prometeo, autore del furto del fuoco agli dei, simbolo del primato del fare sull’essere. Il profeta degli anni ’70 era invece Sisifo condannato alla fatica inutile di spingere un masso fino alla vetta di una montagna per poi rotolare a valle. Egli era l’archetipo emblematico del pensiero negativo, del pensiero debole. Continua a leggere→

Svaniloquio.

di Franz Krauspenhaar

E questa strana tristezza che ti prende, e poi sei come un campione dietro la sua sconfitta. Lassù qualcuno mi ama o mi amerebbe, lo vedrebbe anche stecchito il mio occhio chiuso, con la benevolenza che si dà ai cani e ai cretini. E magari succede, ai vaniloqui alcolici, di dare pezza a moti bassi, lo stomaco che grida disimpegno fino a strazio, finchè si preme perchè questa giornata si sformi nel buio della cessione, della notte.

[Immagine: FK – Gold pedals gold medals.]

STORIA CONTEMPORANEA n.83: Storiella omosessuale. Franco Buffoni, “Zamel”

Storiella omosessuale. Franco Buffoni, Zamel, Milano, Marcos y Marcos, 2009

______________________________

di Giuseppe Panella*


Zamel è un insulto. Vuol dire omosessuale solo passivo (per usare una terminologia neutra e gentile al riguardo ma i termini in italiano sarebbero altri). Aldo, un gay maturo e trasferito da tempo in Tunisia, usa questo termine per interpellare Nabil, un giovane che frequenta ormai da tempo e con il quale ha avuto nutriti rapporti sessuali. Per tutta risposta, il giovane lo uccide e infierisce sul suo corpo, lasciandolo senza vita nella vasca da bagno della casa, poi simula una rapina e fugge. Catturato dopo poco tempo, sarà condannato a vent’anni di carcere per omicidio conseguente a un furto e non per aver ucciso perché è stato provocato. Il tunisino preferisce così perché aver commesso un furto non è disonorevole come aver compiuto atti contro natura con un uomo. Edo, più giovane e disinibito omosessuale militante “liberato”, abita nella casa di Aldo durante il processo a Nabil, ne scrutina i libri, ne commenta i gusti letterari. Il morto, infatti, appartiene a un’altra generazione di omosessuali – quelli che amano definirsi al femminile e rifiutano l’idea di rapporti con loro altri simili piuttosto che con “uomini veri”.

Continua a leggere→

In uscita “Le OroVie”, un libro da leggere, vedere e… cercare

LE OROVIE (Lubrina Editore, 2011)
ANDREA ASCHEDAMINI – DAVIDE SAPIENZA

In uscita da lunedì 3 ottobre

Da alcuni anni Aschedamini e Sapienza girano insieme le Prealpi Orobie e particolarmente la zona di appartenenza del loro immaginario: la Presolana e le zone di confine rivolte alle Alpi. E qui, si sono conosciuti. Un giorno, proprio su queste frontiere immaginate dagli uomini, durante una magica escursione nel parco Adamello, i due vedono l’OroVia. Continua a leggere→

18. L’aratro

[youtube=http://www.youtube.com/watch?v=JgWWAGzB6lQ&feature=related]

da qui

Quando arrivai, mi giocai la carta vincente, il cavallo di battaglia.
Non sai cosa significhi sedersi in fondo all’autobus, nascosti, separati dalla luce del consesso umano.
Parlai della lunghezza, della larghezza e dell’altezza.
Anche se tu, Martin, eri più in alto, il figlio del pastore, rispettato e amato dalla comunità, nel mondo alla rovescia della gente dalla pelle nera. Continua a leggere→