Massimiliano Bardotti, A noi basti la gioia di cantare (peQuod, 2025)
“Appartiene alla consuetudine dei monaci riservare il meglio alla notte. Perché i sensi non sono distratti e attratti da ciò che ha poco valore. È il momento in cui si può scoprire qualcosa che il mondo della sollecitazione incessante – dalla luce del sole, al calore, all’incontro con le persone, le attività da fare – impedisce. Un poeta va letto di notte. Leggere i versi e le prose che compongono questo nuovo libro del poeta Bardotti è stata una delle mie recenti attività notturne. E pur conoscendo oramai da anni il poeta, pur avendogli celebrato le nozze, sono rimasto molto toccato dalla maturazione del suo messaggio e della capacità di renderlo in immagini. In un momento di crisi radicale come quello che sta vivendo la nostra civiltà non credo più alle prediche. Anche a quelle di noi preti. Ma non credo più alle prediche di nessuno, neanche a quelle dei rivoluzionari. Non mi convincerebbero nemmeno se parlassero di cose meravigliose, e quando questo parlare, questo predicare, tocca il sacro, allora sì che viene il peggio. Nessuno potrà dire qualcosa che conta se non saprà farlo con il linguaggio poetico. Il dono di questa raccolta ha al cuore della sua preziosità il modo in cui riesce a veicolare alcune delle idee più rivoluzionarie per l’epoca in cui viviamo (…)
Dalla prefazione di Padre Guidalberto Bormolini Continua a leggere





















