[youtube=http://www.youtube.com/watch?v=QU5aX9YNcuw&feature=related]
da qui
Dove stiamo andando
con le mani
ci tocchiamo il viso
e vediamo le dita
e sentiamo il calore
e chiediamo perdono
al Signore.
Dove stiamo andando
lo dice una timida intrusione
come di voce socchiusa
come di abbraccio disteso
e circolare
come di vento che stira
le giornate
e ci ritroviamo già al domani.
Maestoso cammina chi vive il presente
dice questo è niente
poi guarda
il volo degli uccelli
vorticoso e chiassoso
come un’ira del selvaggio.

Parte un’inchiesta sulla situazione nelle classi delle scuole superiori del milanese. Per contatti: [email protected]. Inviate dati, osservazioni, problemi… Il 18 marzo: sciopero di tutti i settori della conoscenza. E il 21 marzo la primavera della scuola.
Se venticinque vi sembran pochi…
di Gianluca Santangelo
Padri, uomini d’ordine e facitori d’opinione, voi che applaudite al 5 in condotta e gridate al bullo e al vandalo a ogni occasione, sempre più indignati dei comportamenti della nostra gioventù, Continua a leggere

THE FK EXPERIENCE
in reading
Organizzatore::
B ART music_art_gallery
Tipo:
Musica/arte – Listening Party
l
Data:
lunedì 16 marzo 2009
Ora:
21.00 – 23.00
Luogo:
B ART
Indirizzo:
via casale 6
Città/Paese:
Milano, Italy
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di Martina Calluso
“Il ruolo dei gatti” (di Felice Muolo; Azimut; pp110; Euro 10,00) è un romanzo piacevole. E’ una storia bizzarra, che coinvolge al suo interno personaggi altrettanto stravaganti. Il protagonista, Franco Narracci, un uomo di quarant’anni, racconta la sua vita, scava all’interno delle sue disillusioni ideologiche, dei suoi amori perduti, delle sue amicizie e del suo lavoro di (quasi) direttore d’albergo.

Io lo so che prima o poi arriveranno anche a me,
e non importa se prima di me saranno passati gli altri duemilaquattrocentoquattro che sono stati anche solo sfiorati dal Premio Grinzane Cavour,
non mi importa essere in numerosa e ultraqualificata compagnia,
perchè il duemilaquattrocentocinquesimo sarò io.
Sono un paio di notti che, come chiudo gli occhi, mi appare la triade che indaga sui presunti misfatti di Giuliano Soria, il patron del Premio Grinzane Cavour, indagato per malversazione, distrazione di fondi pubblici, nonché molestie sessuali a danno del proprio domestico. Continua a leggere

di Marino Magliani e Mario Bianco
Racconto con Mario
Una donna, ecco cosa mancava alla storia che stavo scrivendo. Stavo scrivendo una storia sul tradimento, una parola che si sente spesso in Liguria, ma che non é il solito tradimento tra un uomo e una donna, in Liguria il tradimento é una cosa che riguarda sostanze, i possedimenti, toccagli tutto a un ligure dell’interno ma non toccargli la roba. Per questo se gli tocchi la roba é tradimento.
Volevo scrivere la storia di una donna tradita dai suoi fratelli, una donna buona, e perché era buona derubata della sua parte di ereditá. Per farlo dovevo scrivere la storia di un testamento falsificato, storia di una donna che apparteneva alla piccola borghesia proletaria e che aveva faticato fino ai trent’anni nel suo con suo padre e sua madre, i fratelli e le sorelle. Continua a leggere
di Giorgio Israel
Occuparsi attivamente e intensamente delle questioni dell’istruzione nel nostro paese rischia di riportarti insistentemente alla mente la nota battuta di Mussolini secondo cui governare l’Italia non è difficile, è inutile. Ma non è ora né qui che voglio parlare dello sfinimento che provoca entrare nell’unica esperienza davvero realizzata di “democrazia dal basso” e confrontarsi con soggetti (gli “esperti” dell’istruzione) che non vivono e pensano nel mondo dei comuni mortali bensì nel mondo delle locuzioni a barre (conoscenze/abilità, abilità/competenze, conoscenze/competenze, documento/proposta, consolidare e/o riprogettare) e degli anglismi (literacy, framework, teaching for test). Continua a leggere
DALLE TERRE DEL NORD. UN NUOVO INCONTRO.
Sono appena sceso dall’abitacolo bluastro del volo 1507 USAir e mi ritrovo a Ft. Myers. E’ immenso questo cielo del Sud-est americano. Di luce intensa e calda che pervade tutto il paesaggio a strali discendenti. Forte è l’energia di questo benigno lampeggiare, dona un senso diffuso di benessere fisico, che in inglese chiamiamo well-being. Sono qui per un’occasione particolare, e gradita. Un incontro con l’amico Nunatak che da quasi due anni non vedo. Grazie al cielo, l’inverno anche per un angakkoq (sciamano) groenlandese è una buona scusa per viaggiare a latitudini più miti. Continua a leggere
“Da quando hai la donna fissa, il posto per gli amici non è più quello di prima. Il vostro è un rapporto privilegiato. Se non fosse privilegiato non sarebbe QUEL tipo di rapporto, no? Noi amici, da qui in avanti, ci si deve accontentare della seconda classe. Ma è giusto così, non te ne faccio una colpa.”
Diceva “è giusto così”, però il tono era dell’astio, del correre sotterraneo di un’accusa di alto tradimento. Nel fiato l’odore di uovo marcio della gelosia.
“Perché dovrebbe cambiare il posto dell’amico?”, ribatteva l’altro, stentando la voce come mai gli era successo, “Era nei patti del resto. Lo dicevi tu che trovare tutti e due la donna fissa nello stesso periodo sarebbe stato troppo bello, ma quasi impossibile.” Continua a leggere
Come la questione dei “fannulloni” (termine giornalistico ingiusto e orribile, ma ormai fatalmente riassuntivo in cui viene purtroppo racchiusa l’annosa “Questione Amministrativa”) scippata se non alla sinistra ad un uomo di sinistra come Pietro Ichino che per primo l’ha brandita, così la questione del ritorno della severità a scuola in qualche modo ha tolto il terreno sotto i piedi alla sinistra riformista che ne doveva fare, a mio avviso, un proprio terreno d’elezione. Che il fischio de “la ricreazione è finita” e che il particolare rappel à l’ordre venga poi da un Ministro che ha glissato sulla severità delle regole scegliendosi una sede di comodo per superare il suo concorso d’Avvocatura, aggiunge ancora più sale alle nostre ferite di riformisti impazienti e angosciati, ma non sposta purtroppo i termini della questione. Continua a leggere
“Lasciate voi allora
la dolente al suo lutto:
stiamo sempre annegando
– nel fiorire di un giardino azzurro-
e tutto sarà dimenticato
e a nulla si porrà riparo!”
Continua a leggere
di Francesco Sasso
Questo La Tana degli Alberibelli (Longanesi, Milano 2009), che esce proprio in questi giorni in libreria, è il sesto romanzo di Marino Magliani.
Vi si narra delle indagini di un giovane olandese, Jan Martin, inviato da un’agenzia europea antifrode in Italia. Siamo in Liguria, nelle terre di Ponente. A Bruxelles si sospetta che i fondi europei per costruire un porto turistico, il più grande del Mediterraneo, siano stati dirottati altrove.
di Domenico Lombardini
È come se quella che era stata in principio una fenditura o una piccola lacuna ci avesse infine svelato le quinte e il palco, squarciando: il proscenio sfondato, i posti a sedere divelti con violenza, le maschere sparse a terra; solo silenzio; il Re è nudo! I demiurghi dell’economia previdero male, e come potremmo credere ora alle loro analisi, alle loro previsioni?
Infondo, i pochi decenni di agiatezza per tutti, in Occidente, percepiti come ineluttabile prodotto di uno sviluppo economico senza fine, sono stati una parentesi alla normale precarietà dell’esistenza, alla violenta e naturale esposizione dell’umano. Ora, però, il sentire comune spinge alla paura; e la paura crea gregarismo, non solidarietà. Continua a leggere
a cura di Loris Pattuelli
Conosci Ain’t talkin’ di Bob Dylan? Credo sia la prima canzone del nuovo millennio. Due sono le versioni stampate su disco: una è un requiem e l’altra sembra una marcetta. Puoi trovarle su Modern times e su Tell tale signs. Ecco il ritornello finale: Non sto parlando, sto solo camminando, su per le strade, dietro la curva, il cuore brucia e ancora si strugge, nell’ultima retrovia alla fine del mondo. Questa canzone mi ricorda Le bateau ivre di Rimbaud, forse perché Dylan è riuscito a concentrare qui tutti i luoghi comuni della canzone esattamente come un secolo prima aveva fatto Rimbaud con la poesia. Il ragazzo di Charleville pensava di usarla per fare bella figura con i poeti parigini, il menestrello di Duluth credo l’abbia incisa soltanto per mettere in imbarazzo i cacciatori di Nobel. C’è anche da dire che queste due opere sono quasi intraducibili. Però ci proviamo lo stesso. Ecco due traduzioni, quella di Ivos Margoni, un grande rimbaldiano, è forse la migliore possibile del Bateau.
Il temporale infuria, stanotte. La rabbia repressa dell’universo si sfoga nel vento furioso e in rombi di tuoni vanagloriosi. La fine del mondo. Pioggia a secchi. Diluvio universale. Ma che importa? È tutto là fuori, in un altro mondo. Resta solo da vedere se i veri alieni stanno dentro o fuori le mura dell’ospedale.
Il mio pensiero è che tutto sommato mi trovo al sicuro qui in reparto. Lascia che piova, che infuri la bufera. Un tempo del genere concilia il sonno a chi può dormire. Tra queste quattro mura, tristi per convenzione, ci si può convincere perfino di essere inattaccabili dal maltempo. Sarà perché se ne ha già abbastanza di fare i conti con la propria salute, non può essere che uno stupido temporale possa disturbare il riposo. Continua a leggere
1609 Galileo punta il cannocchiale verso il Cielo
Seminario di studi
13 marzo 2009
Ore 15.00 – 19.00
Sala delle Leopoldine
Piazza Torquato Tasso – Firenze
PROGRAMMA:
Gianni Conti – Il declino italiano tra Cinque e Seicento
Teresa Paladin – Una Biografia di Galileo Galilei
Giuseppe Lorenzo – Galileo nel secolo della Scienza
Claudio Berti – Galileo: la Scienza come meraviglia?
Matteo Borri – Galileo e la prosa
Stefano Berni – Il neoplatonismo galileiano
Paolo Vannini – Galileo visto da Brecht
Giuseppe Panella – Bruno e Galileo al cinema.Tra topos letterario e icona della modernità trionfante
Moderatrice: Elisa Sergi
Segue dibattito