Il conte rincasa a fatica, trascinando la gamba, che gli fa sempre più male.
Questa notte è andata a meraviglia, quattro naufraghi impallinati proprio quando ormai si credevano in salvo, ma quella maledetta gamba gli impedisce di goderne.
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Per godersi lo spettacolo
“Emilio delle tigri” di Giulio Mozzi
[Sesto ed ultimo appuntamento domenicale con Giulio Mozzi su La poesia e lo spirito. Emilio delle tigri è andato in scena l’11 giugno 2007, a Padova, nell’ambito della manifestazione “Teatri alle Mura”. Inoltre uscì a puntate nel diario, e poi nella rivista “Ore piccole”. Ringrazio l’autore per aver accettato l’invito a pubblicare i suoi racconti su La poesia e lo spirito.. (f.s.)]
di Giulio Mozzi
Scena: uno studio. Una scrivania, attrezzatura per scrivere. Atlanti aperti sulla scrivania. Librerie alle pareti. Fasci di giornali e libri su un divano. Una sola finestra, in fondo, coperta da una tenda bianca.
Quando avvengono i vari “eventi sonori”, Emilio e la Voce li ignorano.
Entra Emilio Salgari. Si guarda intorno. Va a sedersi alla scrivania.
Emilio: Eccomi.
Voce: Bene. Allora… Emilio Salgari, nato a Verona nel 1862, residente a Torino, di professione… mi scusi… scrittore di romanzi d’avventura?
Emilio: Sono io.
Voce: Bene. Che cosa vuole fare?
Emilio: Voglio uccidermi.
Al via il Grande Romanzo Collettivo SIC
Un grande romanzo collettivo a 200 mani, il più grande della storia della narrativa mondiale, scritto da autori reclutati su Internet. È questa la sfida lanciata da SIC – Scrittura Industriale Collettiva, sigla che nasconde un innovativo metodo di scrittura di gruppo e la community che lo utilizza.
Un vero e proprio movimento, nato dalle menti di Vanni Santoni (romanziere anche “individuale”, recente la pubblicazione de Gli interessi in comune per Feltrinelli) e Gregorio Magini (scrittore e autore di uno studio accademico sul tema della scrittura collaborativa).
Presentato per la prima volta alla Fiera Internazionale del Libro di Torino, il movimento SIC ha già pubblicato vari racconti e un romanzo breve, ma oggi alza la posta, e lancia il progetto di un romanzo a 200 mani, che unirà il processo collettivo più antico che ci sia, quello della memoria, e quello, recentissimo, della scrittura collettiva via Internet. Il grande romanzo sarà infatti ambientato nell’Italia degli anni 1943-’45 e il soggetto di partenza verrà scritto basandosi sugli aneddoti raccolti e inviati dagli stessi partecipanti. Iscrizioni, aperte a tutti e gratuite, dal 20 febbraio al 2 aprile 2009.
Per informazioni e iscrizioni è possibile consultare il sito www.scritturacollettiva.org o scrivere a [email protected]
info sul romanzo: http://www.scritturacollettiva.org/blog/grande-romanzo-aperto-sic-considerazioni-preliminari
info sul metodo: http://www.scritturacollettiva.org/documentazione/metodo-sic
“Un dolore senza fissa dimora” di Adriana LIBRETTI. Recensione di Pasquale Vitagliano
Adriana Libretti, Un dolore senza fissa dimora, Atì Editore, Milano, euro 15,00
Ci sono persone che mettono le cose a posto, anche senza volerlo. Nella propria vita e in quella degli altri. Senza fare grandi cose, in modo talvolta neppure percettibile in apparenza. Angela Fiori è una di queste. Lo è così tanto da trasformare un terribile e rimosso amore molesto nella struggente storia di un padre perduto e ritrovato. Riscoperto, malgrado un dolore segreto e indicibile. Un dolore nato senza fissa dimora, che però Angela riporta a casa, dove placarlo nell’abbraccio caldo di uno strappo esistenziale ricucito, di una vita pacificata. Continua a leggere
Primo
Maria Masella, Primo , Fratelli Frilli Editori, 2008
di Alberto Pezzini
Le origini di Antonio Mariani, commissario, e di Francesca Lucas, ingegnere e moglie. Forse Maria Masella non ha scritto libro più bello di questa saga familiare andando a ritroso. E’ un meccanismo strano, questo. Forse la familiarità e la consuetudine con questi personaggi è divenuta talmente profonda da consentirle di scrivere un giallo perfetto. E’ un meccanismo a scatto. Maria Masella scrive come una matematica lucidissima. Le sue trame sono ragnatele spiate al millimetro. Chissà perché certi matematici possiedono un senso fascinoso e quasi selvatico della scrittura. Nel senso che il loro spirito geometrico ha una faccia diversa, complementare. Che li completa. Mi viene in mente Gadda, oppure Ludovico Geymonat. Uomini di scienza, tutto sommato. Ma con una percezione ultrasottile della scrittura. Ed una visione lucida delle parole così come delle trame. Masella sa di Genova. Quella di casa, domestica, senza tradimenti verso un’oleografia né un manierismo che la rovini. Ci offre ritratti senza trucco. La focaccia che si mangiano Mariani e la futura moglie, è buona davvero. Continua a leggere
Un manifesto della fede cristiana

La fede cristiana nasce da un’esperienza d’amore: l’incontro con Cristo. Nei vangeli è un dato chiaro. Ciò che non nasce dall’amore non è cristiano, perché “Dio è amore” (1Giovanni 4,8). Questa premessa è inevitabilmente critica nei confronti di espressioni religiose che lasciano intravedere altre motivazioni e altri fini. Una verifica continua in tal senso conviene anzitutto ai fedeli del cristianesimo: perdere credibilità significa non raggiungere più il cuore della gente e conseguentemente screditare i propri ideali. Il passaggio delicato è quello dal carisma all’istituzione: un percorso obbligato, che non può diventare un alibi per tradire le caratteristiche originali. Il fondatore si riconoscerebbe ancora nella religione o nel movimento da lui iniziati? Continua a leggere
Antonella Bukovaz, Al dissolversi di un paesaggio
Antonella Bukovaz, Al dissolversi di un paesaggio (parte 1)
[youtube=http://www.youtube.com/watch?v=QCKJiC0R1os&hl=nl&fs=1]
Antonella Bukovaz, Al dissolversi di un paesaggio (parte 2)
[youtube=http://www.youtube.com/watch?v=gywHP_fofr4&hl=nl&fs=1]
Lettura poetica dell’opera n.1: “Sottili come steli per propria natura” di Marinella Galletti
“Adamo ed Eva nel Paradiso terrestre” (1186)
Bonanno Pisano
bassorilievo in bronzo
portale del Duomo di Monreale
Sottili come steli per propria natura
“Lettura poetica” dell’opera n.1
di Marinella Galletti
Un uomo e una donna sottili come giunchi, alberi tra gli alberi, colonne nell’ architettura della natura. Armoniosamente aprono la scena, da posizioni simmetriche, alludono all’ incastro perfetto e aggraziato dei loro gesti che non si sfiorano né si avvicinano, dell’ impronta dei loro timidi corpi. Continua a leggere
La demolizione del mammut – di Giorgio Nisini
di Achille Maccapani
Una rivisitazione della Speculazione edilizia di Italo Calvino in salsa laziale con gli echi dei colpi di scena tipici delle Verità nascoste o di Arlington Road – L’inganno? Benché la formazione personale di Giorgio Nisini sia certamente debitrice delle forti influenze della produzione cinematografica degli ultimi decenni, e lo si nota attraverso una scrittura ampia e nel contempo carica di emozioni fissate attraverso immagini vivide, flashback che faticosamente riemergono dalla memoria dell’io narrante, La demolizione del mammut rappresenta davvero una felice sorpresa. Continua a leggere
I grandi tennisti

Poco fa, durante l’ennesima colica ispiratrice, pensavo a Cortellessa e il tennis. Non sapevo che fosse un appassionato. Le poche volte che ci siamo visti o scritti si è sempre parlato di libri, al massimo di arte. E’ stato bello scoprire che piace anche a lui, che abbiamo questa passione comune.
Quando iniziai a scrivere, cioè nel 99, perché fino ad allora mi limitavo a leggere, conobbi una persona speciale. La conobbi virtualmente, su un newsgroup letterario. Scriveva in un modo incredibile, ancora oggi non saprei definire bene il suo stile: uno strano miscuglio di Céline e Agamben, la chiarezza ed economia espressiva di quest’ultimo e l’umor nero del francese. Continua a leggere
Profezie
Una fitta alla testa
Invito alla lettura: Hans Raimund
di
Roberto Nassi
Hans Raimund, Fuggiasco… ma con amore, a cura di Luisa Varesano, MobyDick, 2008.
Hans Raimund, classe 1945, è uomo di poche parole. Schivo, ma non ruvido, timido ma affatto timoroso.
Raffinata cultura cittadina e silvana schiettezza in raro equilibrio. Instabile, direbbe forse lui. Instabile ma tenace.
Lo sguardo, dietro gli occhialetti ellittici, è come in agguato, vivido, immobile, ma di un’immobilità che è il contrario dell’inerzia. Tu, entrato nel suo cerchio d’attenzione, fai fatica a coglierne i pensieri, a studiarne le impressioni, ma percepisci un’intensità di presenza, cogli le orecchie tese (canine più che feline) del suo interesse. Continua a leggere
“Mediterraneo e Identità plurale” di Antonino Contiliano
[Pubblichiamo il quinto capitolo di un libro in fieri, che reca come sottotitolo ‘Il soggetto ornitorinco’ che sarebbe un soggetto semiotico molteplice e complesso sul modello dell’ibrido zoologico che è un mammifero oviparo, uccello e insieme pesce. Tutto ciò per delineare l’ipotesi di una processualità creativa, collettiva e connettiva di inter-extra-testualità in campo letterario analoga al campo del sapere scientifico-matematico, in cui i singoli agenti operano come se fossero un soggetto multiplo e non individuale. Questo richiama la ‘metafora narrante’ del paesaggio mediterraneo che è, infatti, una stratificata configurazione auto-etero-organizzantesi. Una pluralità identitaria chiusa e aperta di trasformazioni storicamente dinamiche e mai immutabili.]
di Antonino Contiliano
In questa sperimentazione del soggetto collettivo, protagonista e agente organizzatore del fare poesia con più testi interi o frammenti di poeti diversi (una la mano o di più singolarità poetiche), l’identità plurale o collettiva è la sua immagine “gleichnisworte” (parola che incarna la somiglianza con la cosa, parola figurata). Non è fuori luogo paragonare il farsi della sua identità a un paesaggio. Quasi come una “metafora narrativa” che racconta il configurarsi della nuova identità mentre viene percepita e ‘raccolta’ quale unità-molteplicità alla stregua dell’identità del paesaggio mediterraneo (il paesaggio mediterraneo descritto da F. Braudel). Continua a leggere
RASOTERRA (4). “I libri che vivono” di Davide SAPIENZA
C’è una cosa che succede a chi pubblica libri. È una cosa strisciante che ha drammaticamente cambiato l’editoria. Questa cosa si chiama mancanza di coraggio. Spesso capita che arrivi un autore debuttante o uno più navigato, e che si senta dire, “bello questo lavoro, però…” Non è una protesta contro gli editor, quella che state per leggere, ma solo un modo per riaffermare come un’opera, se a un editore piace, a volte può subire interventi strutturali minimi, per poter esprimere al meglio se stessa ma non può essere la regola “aggiustare” libri che così perdono la propria originalità. Continua a leggere
Il divino briccone
di Andrea Cortellessa
Fa uno strano effetto celebrare i cinquant’anni di John McEnroe. Non perché la sua figura appartenga a un reame distante da quelli che bazzico d’abitudine; non solo lo spazio mentale che riservo al tennis è in tutti i sensi commisurabile a quello dedicato a letteratura e dintorni, ma penso sul serio che spetti a McEnroe un posto non minore fra i massimi genî del secondo Novecento. Un genio non è altro che un uomo il quale sposi il suo talento a una disciplina, rivoluzionandone dall’interno la tradizione. Genio è chi fonda un paragone per i tempi a venire. Geniale Kubrick, per esempio, non in quanto egli sia stato superiore a Resnais, Antonioni o Tarkovskij: ma perché ogni suo film ha rivoluzionato un genere di narrazione per immagini, spostando i termini di quanto sia lecito attendersene. Continua a leggere
Politkvoskaia, tutti assolti
Di che cosa dovremmo aver paura
di Mihai Mircea Butcovan
Ancora una volta gli ultimi stupri di donne hanno riportato in primo piano, paradossalmente, invece del principio dell’inviolabilità del corpo e della mente delle donne, la questione della nazionalità dello stupratore. Di nuovo si pensa che la violenza sulle donne arrivi quasi esclusivamente con lo straniero, specialmente con il romeno, certamente meno «perbene» di quanto non sia lo stupratore italiano.
Ma urge una riflessione più ampia, prima di finire nelle solite semplificazioni che finora non hanno portato altro che dibattiti e provvedimenti emergenziali, raramente soluzioni concrete che possano invertire la tendenza a considerare la donna, quando non oggetto, comunque soggetto di diritti inferiori.
Perché il periodico «allarme stupri» è soltanto una parte di un più esteso «allarme sicurezza» a cui assistiamo da qualche anno nel Belpaese. Un «allarme sicurezza» che poi sembra giustificare spedizioni punitive e giustizia «fai da te» ma anche l’approvazione di misure restrittive della libertà delle persone in nome della libertà delle persone. Continua a leggere
Chiunque entrerà sarà riconosciuto con amore
di Demetrio Paolin
Se tu fossi in alto ora leggero come un grumo di polvere, saliresti nel cielo altissimo e vedresti una pianura sterminata sotto di te, ordinata in scacchiere di campi e boschi. Noteresti una cittadina nella nebbia e scenderesti come un proiettile verso una villetta appena fuori mano.
La vedresti disposta su due piani con un piccolo giardino delimitato da una cancellata bianca. La porta di ingresso, che si raggiunge percorrendo un piccolo vialetto in pietra, dà sul salone living, arredato con gusto moderno. Sempre al primo piano ci sono la cucina abitabile, grande e calda, e due studi, sopra il bagno e le camere da letto. In una di queste camere ci dormo io, che son Mercurio, e nell’altra i miei genitori, Alba e Paolo. Continua a leggere

