
Da Monologhi per Rosa
Due costellazioni ha la vita:
la salute e l’amore. Il resto
è inutile rumore.
I
Stamattina ho pianto tanto.
Mi sono svegliata verso le tre.
Ho passeggiato nel corridoio come
un fantasma. Prima mi piacevano
questi risvegli notturni, queste
attese e preparazioni all’alba.
Adesso, invece, preferisco le ore
serali. Ieri notte mi sono addormentata
verso le dieci e mezza. Ero stanca.
No, non mi affaticano le visite.
Anzi, mi fanno molto piacere.
Mi tengono su e non mi fanno pensare.
E’ quando sono sola che mi sento
affranta. Con la signora a fianco
abbiamo riempito la camera di lacrime. Continua a leggere


Tu che leggi, anche tu lo sai che le cose sono molto cambiate. Non una catastrofe eclatante, uno tsunami o un undici settembre. E’ la realtà che è cambiata, lentissimamente, impercettibilmente, ci siamo svegliati un giorno e il mondo era senza futuro, senza suono, senza sogni. Solo una smania comune, di gridare (per sentirsi prima che farsi sentire), di essere pubblici (per vedersi prima che farsi vedere): “una civiltà morente che butta semi con furia, come per un mandato primordiale. E tutti a scoprirsi addosso dei talenti, tutti a voler lasciare un segno. Diari, confessioni, prove tecniche di fine del mondo: fioriture tardive, che l’inverno stava già per bruciare” (così scrive Silvia Tebaldi, e così può scrivere solo chi ha vero talento nelle vene).


Introduco brevemente questo racconto mitologico di Lucia Arsì. Si intitola Il Labirinto, con chiaro riferimento al mito che racconta l’uccisione del Minotauro da parte di Teseo. Qui però il Minotauro non muore. Chiedo il perché all’autrice. Mi risponde: “Perchè Teseo, l’uomo in viaggio, scopre che nel labirinto della vita l’uomo, come il Minotauro, é doppio, metà spirito e metà materia, metà bene e metà male, e in tale compresenza o meglio in tale coincidentia oppositorum scivola, quasi indifferente, il flusso dell’anima del mondo”.
Un giorno. Non mi sovviene la data. La mia memoria cancella i dettagli. Va oltre. E, nel superare quel limite, ravviso il mistero. È bene o è male varcare la soglia, bucare quel muro che immette nell’Ade?
