La macchina responsabile di Maria Grazia Calandrone

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di Massimo Sannelli

1- Il mondo si è dato due metafore in cui riconoscersi: il TEATRO (il teatro del mondo, dove ogni vivente recita una parte, sotto l’occhio di un Re-Regista) e la MACCHINA, che corrisponde al corpo e a tutte le procedure regolari. La macchina «meravigliosa» del corpo, lo stupore – anche laico – di fronte all’organizzazione del corpo, ecc.; il giovane sposo che commenta il parto della moglie, e trema ricordando un urlo da bestia, che ha una funzione precisa. La vita non è improvvisata. Così non c’è macchina che non funzioni o che non sia stata fatta per funzionare: anche per gioco, come quelle di Tinguely. Infatti Tinguely
«matura verso l’infanzia», secondo l’aforisma di Bruno Schulz. Continua a leggere→

Tradotti dal silenzio I – Joë BOUSQUET (seconda parte)

Tradotti dal silenzio I – Joë Bousquet / seconda parte (di Francesco Marotta)

(La prima parte, pubblicata il 20 marzo 2007, si può (ri)leggere qui.)

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[I testi di Joë Bousquet qui presentati sono dati nella traduzione di Charles Debierre e Beppe Sebaste; il saggio “Un viaggiatore immobile” è di Beppe Sebaste. Testi e saggio sono tratti da: In forma di parole, Libro VII, Il Pomerio. Antologia poetica, Reggio Emilia, Elitropia Edizioni, 1983, pag. 334-342 e pag. 803-809]

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La Poesia dotta di Corselli

Fabrizio Corselli, poeta e saggista classe ’73, nato a Palermo. Ha pubblicato nel 2001 il libro di poesie sui miti greci I Giardini di Orfeo, Edizioni Laboratorio Giovanile. Diverse le pubblicazioni di poesie e critica letteraria su riviste del settore, in particolar modo, Apologia del pensiero impuro su Atelier (col titolo di Sublimis). Collaborazione con il Salone Internazionale di Parigi e con il Museo Beleyevo di Mosca.
Si occupa da tempo di iniziative volte a promuovere il mondo della poesia, con un occhio di riguardo nei confronti della cultura classica. Segnalato sul sito della Treccani dal Prof. Roberto Carnero per la positiva riscrittura dei classici greci in relazione all’epica sportiva antica di cui si occupa con assiduità e dedizione dal ’96, con l’inedito non integrale Olimpica – Il respiro dell’eternità, recensito da Lorenzo Flabbi.
Tra le sue ultime uscite: All’Ombra di una Guerra, rievocazione mitologica della Battaglia delle Termopili (E-Book) e il recente Satyros – Viaggio arcadico di un satiro danzante. Opera epico-mitologica in due volumi (E-Book), Edizioni Mondogreco 2007. Uscito recentemente su Lulu.com il libro Shams al Nahar e le dieci perle d’Oriente.

Per saperne di più ecco qui a seguire la prefazione di Veronesi e in fondo il link alla pagina dove poter scaricare l’opera sulle Termopili.

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Ne varietur # 1

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Il Tenco, cioè la Rassegna Tenco, non ha mai lucrato su Luigi Tenco, il cantautore più dissepolto nella storia della musica pop italiana. Questo volume (che è Milano, Rizzoli 24/7, pagg. 574, 12 euri) è un collettaneo curato dai geniali Enrico de Angelis e Sergio Secondiano Sacchi, con il contributo fattivo del giovane giornalista alessandrino Enrico Deregibus. Si tratta a tutti gli effetti di legge di un collettaneo che inserisce l’opera di Tenco (200 e più canzoni, qui commentate puntualmente da 200 e più cultori della materia) nella storia della musica leggera e del costume italiano. Continua a leggere→

BUON RIPOSO, ENZO

Enzo Biagi AGI NEWS – Enzo Biagi e’ morto alle 8.20 di questa mattina. Era ricoverato, dalla scorsa settimana, nella clinica Capitanio di Milano per problemi cardiaci, dopo che venerdi’ scorso si erano manifestati anche dei problemi renali e polmonari. Sabato le sue condizioni erano apparse migliori. Stamattina presto, il peggioramento. Accanto a lui le due figlie, Bice e Clara. Aperta alle 10 la camera ardente nella stessa clinica. I funerali saranno celebrati giovedi’ a Pianazzo in provincia di Bologna, dove era nato il 9 agosto del 1920.

Gliene abbiamo dette di tutti i colori negli anni Settanta, quando per noi insieme a Montanelli rappresentava l’ufficialità dell’informazione, e quindi lo Stato, ergo il gendarme dei padroni. Salvo poi scoprire che non era così governativo, e farne un icona quando è stato uno dei pochi a dire di no a quello di Arcore, cioè un padrone vero. Ma lui non s’è mai visto esaltarsi o deprimersi troppo. i padani sanno del fiume: prima o poi tutto arriva alla foce. Era uno che parlava piano, me lo ricordo in tv, quell’incedere che ritrovi sulla pagina delle sue cose migliori, sobrio eppure penetrante. E macinava lavoro e conoscenze, Dio quanto hai scritto Enzo. Se il paradiso lassù, come ha detto una volta Bachelard, è un’immensa biblioteca, tu avrai certamente una stanza, un po’ migliore di quelle d’albergo dove dormivi da giovane, quando eri corrispondente.
Buon riposo, Enzo.

La matita rossa e blu

Anni fa, sul suo blog che si chiamava Uffenwanken, apparve una recensione di Franz Krauspenhaar in cui si sosteneva – provocatoriamente – che un certo libro era stato “scritto per non essere letto”.
All’epoca non conoscevo quel libro e lo scrissi (in seguito, dopo aver letto il primo volume, mi sono rifiutato di sprecare tempo e soldi con il secondo); in compenso, colsi l’occasione per abbozzare un ragionamento. Non ne facevo un discorso di “fruibilità”, che pure non è cosa da trattare dall’alto in basso. No, ne facevo proprio un discorso di letteratura. Questo.
Ho una età sufficiente per aver accumulato un discreto numero di delusioni epocali. Non conto più i libri che ho lasciato a metà perché proprio non riuscivo a mandarli giù e quelli che mi sono costretto a leggere fino in fondo per poi accorgermi, in capo all’una e all’altra esperienza, che non potevo fare a meno di domandarmi: “Ma questo libro che ca… mi ha detto?”

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Il lungo cammino dei ragazzi perduti

di Mauro Baldrati

valentino.jpgDi Dave Eggers ricordavo il celebrato Opera struggente di un formidabile genio, romanzo autobiografico sorprendente e raffinato. Ora, con Erano solo ragazzi in cammino, si è cimentato in un’impresa ambiziosa per ogni scrittore: dare voce a un’altra persona, diventare il narratore del narratore utilizzando il proprio talento letterario per rendere la storia appassionante, intrigante, creare una personalità, delle emozioni; insomma, fare di una autobiografia (altrui) un romanzo.
La persona che racconta la storia è Valentino Achak Deng, profugo sudanese fuggito dai massacri di una guerra civile devastante, non risolta a tutt’oggi (è recente la notizia di un nuovo massacro nel Darfur), riparato in America dopo un viaggio durato più di dieci anni. L’arte, la professionalità di Eggers, si rivela da alcuni artifici narrativi coi quali imposta il racconto: Valentino è già in America, parla al tempo presente, viene rapinato da una coppia di afroamericani che lo chiamano sprezzantemente “Africa”; viene malmenato, legato, imbavagliato, gli svuotano la casa e lasciano un ragazzino, forse il figlio, di guardia.
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Parole con Leo Muscato – di Gessica Franco Carlevero

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Ho incontrato il regista Leo Muscato a Torino, in occasione di un workshop finalizzato alla ricerca degli attori per il suo prossimo spettacolo sul Gabbiano di C?echov. Il laboratorio, però, si è presto rivelato essere ben lontano da un classico provino o audizione. Il laboratorio è stato piuttosto l’occasione per un’approfondita analisi del testo, per una riflessione sul ruolo dell’attore, e sul significato del teatro oggi. Continua a leggere→

Lungo le sere – di Ruggero Solmi

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lungo le sere c’erano le cene, erano molti affranti momenti di solitudine attesa, si mischiava con api, e cera a pelle, dimenticanze e acini d’uva scoscesi, tratti, come di penna, assetata di fogli, come di sottesa paura d’amare, le scogliere, dove io vedevo andare le ombre tese, di gemelli di ciglia, le tue, appese al vento, come mare balzante tra spuma d’oro e linde fresche pareti, come di gesso atteso, come di spesso indaco miele di cielo, a paravento sopra noi mugghianti, al sole arso in mezzo al niente, amanti inseparati di momenti trascorsi, nello spingersi dei sensi cagliati, come nel farsi dono di noi, arresi.

(Immagine: Ennio Morlotti, Paesaggio, 1964)

Provocazione in forma d’apologo 39

Non offendetevi, non mi guardate così, non è per superbia che non voglio più scendere. Il fatto è che anche volendolo non potrei. Il fatto è che con tanta fatica ho imparato un mestiere tanto innaturale; e adesso la sua natura artificiosa, tanto lontana da quella di tutti, si è imposta, si è sovrapposta alla mia, che era un tempo come quella di uno di voi; e oramai mi riesce di fare soltanto ciò che ai più è impossibile, anzi, persino impensabile: le cose quotidiane, normali, mi sono precluse, per sempre. Continua a leggere→

UNA CORDATA PER MANITUANA – di Valter Binaghi

(Pubblicato nel numero 1 della rivista SATISFICTION, a cura di Gian Paolo Serino, gratuitamente nelle librerie dal 22 ottobre)

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Come quel tale Epimenide di cui raccontano le antiche leggende greche, mi sono addormentato in un’epoca per risvegliarmi in un’altra: sono passati quarant’anni, e sembrano millenni. Mi sono addormentato ai tempi della seconda media, in cantina dove mi nascondevo a leggere romanzi invece di studiare, sull’ultima pagina de “L’ultimo dei mohicani” di James Fenimore Cooper, quando il valoroso capo indiano pronuncia il discorso solenne sulla tomba del figlio: “Egli era buono, era ligio al dovere; era valoroso. Chi può negarlo? Manitu aveva bisogno di un guerriero come lui, e lo ha chiamato. Quanto a me, sono un pino folgorato, in una radura dei visi pallidi”. Ero un ragazzo, e avevo cuore, mi sono addormentato con le lacrime agli occhi.
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Cattura la luna

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di Roberto Tossani.

Forse non lo sai, ma catturare la luna è un metodo sicuro per non
dover più lavorare o, se va male, per perdere tutti i soldi che hai.

Cominciamo dall’inizio. “Come si fa a catturare la luna?” ti
chiederai. Ecco, per riuscirci non devi sapere come si fa. Se tu lo
sapessi e provassi a catturarla, la luna ti guarderebbe dritto negli
occhi e ti direbbe calmissima: “Cretino”. Quindi non posso insegnarti
come fare, ma darti soltanto delle idee su cui riflettere. Continua a leggere→

Bloc notes. Appunti di viaggio: in Grecia. 4

di Giorgio Morale

Si festeggia il centenario della fondazione di Nea Anchialos. Ecco cos’erano quelle prove di danze che vedevamo nei giorni scorsi. Centinaia di persone assistono alle celebrazioni nei giardini pubblici, sedute a semicerchio attorno a un palco come nel teatro antico. Prima parla un oratore, poi uno spettacolo ripercorre la storia, alternando proiezioni, scene e letture, canzoni e balli. Demetrio traduce e sintetizza per noi. Poi il sindaco invita a continuare la festa altrove e augura buon divertimento. Continua a leggere→

Leggero

Klabund ( * 4.11.1890) è il pseudonimo di Alfred Henschke, poeta espressionista , cantautore, drammaturgo, bohemien, pacifista.
Klabund fu tutto ciò ed il contrario di tutto ciò: amava le maschere, i travestimenti, gli pseudonimi. In ogni poesia, s’inventa di nuovo. Continua a leggere→

METROMORFOSI 2007novembreOTTO

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E’ uscito il numero 2007novembreOTTO di METROMORFOSI
rivista di infocritica a distribuzione gratuita

musica cinema teatro arte scrittura tic a Roma e dintorni

In questo numero di novembre:

La Otracina, Tuxedomoon, Al Kamandjati, Ken Loach, Romaeuropa, Ubusettete!, Anna Esposito, Artico, Personaggi Precari…

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