Archivio mensile:Aprile 2012

Njuz.net, quando il potere lo si prende in giro

Impostato come una vera e propria testata giornalistica online, di cui riproduce stile e linguaggio, il portale Njuz.net offre al lettore articoli di politica, di economia, di costume e sport. Se le notizie pubblicate chiamano in causa personaggi reali della vita pubblica serba, i contenuti sono invece sempre surreali e grotteschi. Un vero e proprio fenomeno che sta spopolando non solo in Serbia

La satira sta vivendo un periodo di grande rilancio anche grazie alle potenzialità del web 2.0, basti pensare a realtà come Spinoza.it, uno dei blog più seguiti e premiati in Italia negli ultimi anni. Si tratta di un fenomeno di scala mondiale che sta in qualche modo trasformando i rapporti tra la satira ed i diversi sistemi di potere, con la prima non più ridotta agli spazi offerti dai mezzi di comunicazione tradizionale, ma in grado di sfruttare canali propri e godere di livelli di libertà e di divulgazione impensabili fino a pochi anni fa. Continua a leggere→

26. Il disegno

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Dovresti descriverla sul letto sospeso, tra il sonno e la veglia, col viso d’angelo che non diresti mai capace di ammazzare; indovineresti i suoi pensieri, la lotta tra l’abbandono fiducioso e la resistenza orgogliosa all’impulso di parlarti, di baciarti. Continua a leggere→

Mia sorella Emanuela

Segnalo questo evento, dedicato alla presentazione del libro Mia sorella Emanuela di Pietro Orlandi e Fabrizio Peronaci (Edizioni Anordest), sulla triste e misteriosa vicenda di Emanuela Orlandi.

Mercoledì 11 aprile alle ore 17,30 a Palazzo Medici Riccardi, via Cavour 1, Firenze (Sala Luca Giordano).

Coordinerà il giornalista Mario Bonciani e saranno presenti i due autori.

Francesco MAROTTA – ESILIO DI VOCE

così la grazia delle immagini

rovesciate nel palmo venute via dall’ombra

che ora ricordi accampata da sempre

alla tua soglia ma

si trattava di attese esercizi

privi di simboli come adornare sbrinati

specchi col battito salino

di una pupilla naufragata

* Continua a leggere→

25. Come va a finire

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Hai deciso di fare ancora un giro sulla litoranea, prima di partire. I ricordi ti entrano dentro come sabbia negli occhi. Ogni centimetro di strada ti ricorda qualcosa, ogni cespuglio, ogni tratto di mare che appare all’improvviso tra un corbezzolo e un pino. Compi i gesti di allora, sbirci verso gli occhi di lei che regge sconsolata le birre acquistate chissà dove, eri già brillo prima di comprarle. Continua a leggere→

PASQUA DI RISURREZIONE

di Guglielmo Spirito

Il giovedì santo la chiesa aveva posto a suggello della celebrazione del triduo pasquale l’affermazione del vangelo di Giovanni: “Dopo aver amato i suoi che erano nel mondo, li amò sino alla fine” (Gv 13,1). Certamente non vuol significare solo che Gesù starà fedele al suo amore fino alla morte, ma più precisamente che va incontro alla morte perché si sveli in tutto il suo splendore l’amore che lo muove rispetto al Padre e a tutti noi. Nella stessa celebrazione, con l’istituzione dell’eucaristia e la lavanda dei piedi, l’amore era definito nel suo mistero di dono (“questo è il mio corpo, che è per voi”) e di servizio (“Se dunque io, il Signore e il Maestro, ho lavato i vostri piedi, anche voi dovete lavarvi i piedi gli uni gli altri”). La posta in gioco è ‘aver parte con lui’. Accogliere il servizio di Gesù e non praticarlo al fratello significa non riconoscere quel ‘corpo, che è per noi’, tanto il mistero dell’amore parla di Dio e dell’uomo insieme. Continua a leggere→

Luca BUONAGUIDI – I giorni del vino e delle rose

 

Come lava la scrittura di Luca Bonaguidi fissa un paesaggio emozionale e umorale nel tempo – il suo, anagrafico, interiore, e il nostro  – in cui tutto muta vorticosamente, e tutto, istante dopo istante, è già passato. La scrittura, con la vita che ingloba e rattiene, è presto concrezione; la sua lettura, anzitempo, archeologia.  Nell’“ostinata propensione” per dirla col prefatore “ a mantener viva la memoria.” Continua a leggere→

A non farlo cosa si rischia?

Ma chi è questa gente?
Questi intoccabili. Questi custodi di privilegi ancien regime, questi Luigi XIV del XXI secolo, questi proclamatori di sacrifici dalla busta paga assicurata che non hanno corrispettivi in nessun’altro Paese d’Europa e in pochi altri (soprattutto Regimi) del mondo?
C’è chi scrive, che a denigrare i partiti e la politica si rischiano svolte autoritare. Perché: non è già autoritaria la politica in Italia?
Adesso che grazie alla campagna ‘Parlamento WikiLeaks’ promossa dai Radicali sono stati resi disponibili i dati su quanto costa ai contribuenti l’assistenza sanitaria integrativa dei deputati Continua a leggere→

23. Ai confini del paradiso

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da qui

Vi state guardando: siete imbarazzati. Vi chiedete come sia possibile che i racconti nascano dal nulla, in un viaggio a Parigi dove pare di trovare una risposta, perché la vita è una domanda e a un certo punto s’intuisce un segno, un’indicazione misteriosa che viene nel sonno, cadute le difese che impediscono d’identificarti nelle storie altrui, come quando lo scrittore è davanti alla pagina e sente che le parole arrivano, da dove non si sa, le annota in fretta, perché se gli sfuggissero finirebbe tutto, e basta niente per distrarlo: un rumore, il chiacchiericcio delle donne che preparano il pranzo per la pasqua, mentre lui trasforma desideri e incubi nelle file uguali delle lettere, incompreso, perché nessuno può capire chi capisce tutti, chi è in attesa di uno sguardo, un gesto sottratto all’attenzione, un ti amo sussurrato nel buio galeotto di una sala; mentre gli altri si agitano sul palcoscenico, lui origlia alle porte, capta i segnali, coglie al volo gli oggetti che a un altro non direbbero nulla, ma a lui dicono tutto: Continua a leggere→

Per uno stile di militanza

Per uno stile di militanza

di COLLETTIVO UNINOMADE

La natura a suo modo costituente dell’azione del capitale finanziario si sta dispiegando completamente: in quanto sussume industria, servizi e lavoro sociale in generale, dà ormai prova di essere immediatamente politica. Perciò esso esercita una governance finanziaria sulla nuova composizione sociale del lavoro e trasforma quindi i governi in organi di esecuzione del suo comando diretto. L’attacco a quanto rimaneva, sul terreno del welfare, delle conquiste strappate dalle lotte dei decenni precedenti, è ora presentato esplicitamente, senza neppure più nascondersi dietro le retoriche del galateo costituzionale, come comando dei mercati finanziari, al quale non resta altro che adeguarsi. Continua a leggere→

“Bar Atlantic”, di Bruno Osimo

Da Postpopuli.it

Recensione e intervista di Giovanni Agnoloni

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Bruno Osimo

Bar Atlantic

(ed. Marcos y Marcos)

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Un’opera brillante ma dalla sostanza profondamente seria. Bar Atlantic di Bruno Osimo – studioso di lingua e cultura ebraica e traduttore – è un romanzo edito da Marcos y Marcos che ha per protagonista Adàm, un docente universitario parcellizzato fra tante sedi accademiche sparse per il Nord Italia. Tante quanti i sono i giorni lavorativi della settimana.

La sua vita è un mosaico di momenti vissuti al volo, tra carrozze ferroviarie, amanti diverse in città diverse e un beato stordimento, che lo porta a lasciarsi andare a questo flusso ininterrotto di esperienza con ironia e spirito giocoso. Lo stesso che l’autore mette nelle spassose note a pie’ di pagina, che costellano il libro con un tocco che mi viene spontaneo associare ad alcune delle uscite più felici di Woody Allen.

Ma i temi, dicevo, sono seri. Su tutti, il precariato; lo spaesamento che induce in chi lo vive e si ritrova spezzettato in una serie sfilacciata di momenti. Manca un baricentro. Per Adàm il surrogato di questo ancoraggio interiore è l’adorata moglie, che pur cornifica abbondantemente, e anche il bar del titolo dell’opera, dove si consuma una confortante ritualità di gesti. Continua a leggere→

22. Ferite

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da qui

Non riesci a vedere in lei una terrorista, eppure è così, ne sei sicuro.  Sei bloccato al primo capitolo del tuo romanzo: potresti dargli una svolta, una deviazione dal percorso; un pentimento per l’omicidio in banca, la clandestinità, la fuga perpetua da investigatori e polizia. Possibile che pensi solo alle azioni proletarie, alla battaglia contro i mulini a vento della finanza mondiale? Continua a leggere→

Ora rimane la sera. Una nota su Effekappa (Zona Editrice.)

di Fabio Franzin

Non conosco di persona Franz Krauspenhaar, ma mi sono emozionato, qualche anno fa, leggendo il suo romanzo Era mio padre, dove l’autore ricercava, dentro la sua scrittura, le radici di un amore profondo, pur nel passato scomodo del genitore.
Non lo conosco di persona Franz, dicevo, ma so, per via del web dove ogni tanto mi rifugio – rete che tutto imbriglia e tira su, che tutto pesca nei suoi mari ora calmi, ora burrascosi, e sempre più spesso così inquinati dall’invidia e dal rancore, da discussioni insulse –, che anch’esso è una personalità scomoda, capace di attirare a sé simpatie e antipatie, di essere persino frainteso, credo.
A me, a pelle, sta simpatico. Sarà quel suo nome che è già più di metà del mio cognome, sarà che alcuni amici, in tempi per me più felici, mi chiamavano proprio Franz. Sarà… quella sua aria da sborone nelle foto che lo ritraggono – che ho trovato sempre nella rete, fra cozze e perle –; ne ho incontrati tanti con quell’aria: prima mi stavano un po’ sulle palle, poi, conoscendoli meglio, siamo diventati sempre ottimi amici; perché dietro la maschera c’è sempre l’uomo, con le sue lacrime, le sue fragilità. È dietro le facce serie e per bene che spesso si cela il farabutto. Continua a leggere→

Antipasqua

di Cristina Bove

Scusami, don,
se non festeggio
se me ne sto aggrappata alle radici
d’un baratro affrescato__sembrebbe
d’azzurro
invece è più profondo del mistero
cui pertanto non credo

io so di luce amara
sporgersi dalle ciglia degli umani

quelli che a dirsi angeli non so
se appartengono ai cieli
o se viaggiano altrove travestiti
da comuni mortali
però vorrei che fossero tra noi
scarpe da tennis pattini e chitarre
e sapessero quanto costa agli uomini
vivere senza ali

E invece di campane__sulla terra
rintoccassero i battiti dei cuori
di tutte le creature del pianeta
condannate alla morte già nel nascere
immemori d’origini immortali.

“Il cameriere di Borges”, di Fabio Bussotti

Recensione di Marino Magliani

La copertina di questo libro è una chiave di lettura; non importa se in realtà è una copertina alla quale manca proprio la chiave. Anzi, è molto importante che la chiave non sia al suo posto. Perché nel romanzo di Fabio Bussotti (Il cameriere di Borges, Perdisa pop, 2012) le cose si vedono così, come dal buco di una serratura. Si vedono di rapina. Non siamo a teatro, malgrado l’autore sia un gran nome del palco. Ma stiamo passando per una strada e una scena all’interno di una casa (minima; un vecchio che si prepara il caffellatte) cattura la nostra attenzione e ci blocca. Allora guardiamo attraverso i vetri, con quel senso di colpevolezza e di complicità. Oppure quella che guardiamo è una scena nient’affatto minima, è piuttosto un pezzo di storia, e noi siamo lì, tanti anni fa, in una foresta andina e umida, assieme a un uomo che ascolta il rantolo di un altro uomo che è diventato un’icona del nostro tempo. Continua a leggere→

21. Comunque soffi il vento

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da qui

Perché ti piacciono i Queen? Non riesci a perdonartelo. Hai cercato di smarcarti dalle mode, di non confonderti col branco, eppure, quando senti Bohemian Rhapsody,  ti prende allo stomaco, non sapresti come dirlo; più cerchi di staccartene, più ti senti costretto a riascoltarla. Estrai una sigaretta dal pacchetto, dov’è finito l’accendino? Ecco, lo stacco: I see a little silhouette of a man. Scaramouch, scaramouch will you do the fandango. Forse è qui che non resisti. Finalmente trovi l’accidente di accendino, t’innervosisci per l’allitterazione, la cacofonia, o come cribbio si dice. Continua a leggere→

QUEL CHE RESTA DEL VERSO n.93: Cantico della solitudine. Francesco Bargellini, “Dresda”

Cantico della solitudine. Francesco Bargellini, Dresda, con una premessa di Fabio Flego, Viareggio (Lucca), Pezzini Editore, 2011

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di Giuseppe Panella*

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Sono il vuoto, la solitudine, l’abbandono le Muse che presiedono alle operazioni di scrittura del quinto volumetto di versi del giovane poeta di Pistoia. Anche se la disperazione sembrerebbe avvolgere la sua lirica di una sorta di funereo manto, il sentimento che la salva è, alla fine, un’ironia di grana fine che lo porta a privilegiare i momenti di riflessione amara e desolata ma sostanziale sulla sua vita e sul mondo che lo circonda. La stessa Solitudine presa come punto di partenza esistenziale viene, alla fine, personificata e trasformata in un personaggio in cerca d’autore:

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Cinema e televisione – Cinque film a confronto

Riporto qui la versione completa di un saggio di Caterina Pardi su cinque grandi film del recente passato imperniato sul tema della televisione e della comunicazione. I cinque film sono stati oggetto di separati post sul blog Postpopuli.it.

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Caterina Pardi

“Cinema e televisione — cinque film a confronto:

Quinto Potere, Oltre il giardino, Assassini nati, Da morire,

Good Night. And good luck.“

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La televisione senza etica: Quinto Potere di S. Lumet

Dopo essere stato licenziato dalla rete Ubs a causa del crollo di ascolti del suo editoriale, il presentatore televisivo Howard Beale (Peter Finch) dichiara davanti alle telecamere di volersi suicidare in diretta. Continua a leggere→