
Gesù non si fa sconti, si dona integralmente. Noi ci risparmiamo, siamo quelli dell’offerta parziale. Quando scopriremo che la felicità sta nell’intero?
Archivio mensile:Gennaio 2022
Poesia italiana del XXI secolo

Rosa Salvia è nata a Picerno (PZ) nel 1952, ma vive a Roma dal 1986. Insegnante di filosofia e storia nei licei, ha esordito con il romanzo breve La parabola di Elsa, Osanna Edizioni 1991). Tra le sue successive pubblicazioni in versi: Intermittenze, Aletti Editore 2003, Luce e polvere, Aletti Editore 2005; Le parole del mare, LietoColle 2007, Premio Cinque terre – Siro Guerrieri; Mi sta a cuore la trasparenza dell’aria, La Vita Felice 2012, finalista Premio Alda Merini – Brunate 2017; Dolore dei Sassi, puntoacapo 2015, menzioni speciali al Premio Lorenzo Montano e al Premio Thesaurus – Matera 2016); Il giardino dell’attesa, Samuele Editore 2017, Premio Massa San Domenichino 2018, terza classificata, menzione speciale Premio Lorenzo Montano 2018; Tempo innocente, LietoColle, dicembre 2019, menzione d’onore Premio Lorenzo Montano 2019, finalista inediti Premio Europa in versi 2019; Premio Luciana Notari 2020, terza classificata; Quella strana assenza di gravità, Giuliano Ladolfi Editore, maggio 2021, Premio Arti Letterarie Metropoli di Torino 2021. Sue poesie edite e inedite nonché racconti e recensioni a testi di poeti contemporanei sono stati pubblicati in diverse antologie e riviste letterarie on line quali “La poesia e lo spirito” o cartacee quali “L’immaginazione” e “Poesia”.
Risposte
Lucianna Argentino, La parola in ascolto
Lucianna Argentino, La parola in ascolto, Manni
di Alberto Fraccacreta
Il libro si configura come poesia in forma di prosa raccolta in stanze sul concetto di silenzio.
Ogni stanza racchiude una voce. Il significato del termine silenzio viene così declinato in sfumature che chiariscono, costruiscono, creano un dialogo anche di preghiera.
La parola poetica scandaglia il mistero e il potere creativo del silenzio attraverso riflessioni scaturite dagli studi, dalle letture, dalla musica, dall’arte e dalla vita stessa.
Lucianna Argentino intesse un intimo dialogo con autori che hanno arricchito il percorso umano e poetico tenendo sempre presente che, anzitutto, il silenzio è un intimo dialogo con sé stessi. (Dalla quarta di copertina) Continua a leggere
Come si cambia
Luigi Maria Corsanico legge Fernando Pessoa. 41
Il regno della pace
Le ragazze romane in apnea
Lo scandalo delle baby squillo del 2013
di Rebecca Giusti*
Inizia tutto nella capitale italiana circa otto anni fa. Piano piano, la storia viene fuori e diviene un fatto chiacchierato, discusso, su cui tutti riflettono, ma temo anche, terribilmente imitato da moltissime altre ragazze.
Lo scandalo dei Parioli è ancora oggi attualissimo, simboleggia una generazione cresciuta male, la gioventù bruciata del ventunesimo secolo. Sulla scia di “Bling Ring” e “I ragazzi dello zoo di Berlino”, queste due ragazze cresciute in un quartiere della Roma bene, che studiano rispettivamente al classico e ad un’altra scuola privata rinomata nella città, si spengono e decidono che la luce dell’infanzia ormai è da archiviare, non fa più per loro.
Prima della maggiore età, prima di sapere che cosa ne sarà della loro vita e del futuro che si prospetta davanti a loro, o di essere semplicemente anche solo più consce di sè stesse, cominciano a prostituirsi. Da marzo del 2013 (la più piccola delle due comincerà a svolgere lo stesso lavoro solo da maggio) fino all’inverno dello stesso anno, le due tirano su un impero basato su nomi fittizi e montagne di banconote, uno stipendio per un lavoro a tempo pieno.
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OSIP MANDEL’STAM. QUADERNI DI MOSCA

Osip MANDEL’STAM
Quaderni di Mosca
Giulio Einaudi editore 2021
A cura di Pina Napolitano e Raissa Raskina
*
Armenia
11
Mai più ti rivedrò,
miope cielo armeno,
non guarderò più a occhi stretti
la tenda da viaggio dell’Ararat,
e mai più aprirò
nella biblioteca di autori vasai
il libro cavo della terra stupenda
su cui studiarono le prime genti. Continua a leggere
Conferme
Lirico terapia. Fernanda Romagnoli
Sobillazione
Nei ghetti del mio corpo, certe notti,
i cinque sensi circolano cupi
sobillando lo Spirito: «A che vale
il tuo slancio di fiamma, sempre eluso,
i rossi rami che s’agitano e attorcono
tribolati in abbracci di se stessi
– mentre il buio si svincola illeso
e ripropone il dilemma -.
Far barriera ai lupi, che ti vale.
All’alba sarai fumo».
In quelle notti di congiura e d’odio
la fiamma geme, s’accuccia nel suo grumo
di braci: e invoca che su lei s’affretti
la pietà della cenere, l’assedio
d’occhi fermi in circoli
sempre più stretti.
Straordinaria questa descrizione della lotta fra la carne e lo spirito di Fernanda Romagnoli: interpella chi legge con una domanda tanto implicita quanto decisiva.
Presenza
Su Piergiorgio Viti, “Quando l’aria aveva paura di Nureyev”, Edizioni Terra d’ulivi, 2021.
di Carlangelo Mauro
Piergiorgio Viti è un poeta marchigiano che ha all’attivo cinque raccolte di poesie ed è animatore a Recanati di “Versus”, rassegna di confronti poetici. Nel 2021 ha pubblicato due libri per le Edizioni Terra d’Ulivi: “Ritratti senza andare a capo” (con illustrazioni di Peter Bartlett) e “Quando l’aria aveva paura di Nureyev”. In questa sede mi soffermerò su quest’ultima raccolta, sapientemente organizzata, divisa in 10 sezioni. La prima: “Un dovuto amore” e l’ultima, “Ti chiedo scusa”, insistono circolarmente sul tema principale del libro: l’amore. L’amore legato alla tenerezza, alla leggerezza, al rispetto, ai valori di chi vuole vivere «in punta di piedi», espressione che ricorre nella dedica del volume al celebre danzatore russo e ad un pubblico di lettori ‘concretamente ideali’. Gli fa da pendant nel libro l’espressione «in punta di cuore». In questo ambito di delicatesse, di attenzione continua all’altro, di parole sussurrate o scritte alla persona amata, viene riscattato in un senso più alto tutto un registro di ciò che è consueto, comune, come il semplice chiedere scusa: Continua a leggere
Se
Giancarlo Consonni, Pinoli
Il “lievitare del canto / che sale dalla terra” in Pinoli di Giancarlo Consonni
di Giorgio Morale
La nuova raccolta di Giancarlo Consonni, Pinoli (Einaudi 2021), comprende 74 poesie, per lo più brevi, suddivise in cinque sezioni i cui titoli alludono a un dialogo fra le arti caro all’autore, che oltre che poeta è architetto e studioso di urbanistica, pittore e fotografo. Continua a leggere
Poesia italiana del XXI secolo

Marco Giovenale è nato a Roma nel 1969. E’ tra i fondatori di gammm.org (sito nato nel 2006). Vive a Roma, dove svolge vari lavori, tra cui quello di docente per centroscritture.it. Cura la collana “SYN – scritture di ricerca” per le edizioni IkonaLíber. Tra i suoi libri di poesia: La casa esposta (Le Lettere, 2007), Criterio dei vetri, Oedipus, 2007, Shelter, Donzelli, 2010, Maniera nera, Aragno, 2015, Strettoie, Arcipelago Itaca, 2017, Delle osservazioni, Blonk, 2021. In prosa: Quasi tutti, Polìmata, 2010; Miraggi, 2018, Il paziente crede di essere, Gorilla Sapiens, 2016, Le carte della casa, Edizioni volatili, 2020, La gente non sa cosa si perde, TIC Edizioni, 2021. Con i redattori di gammm è nel libro collettivo Prosa in prosa, Le Lettere, 2009. Per Sossella nel 2008 ha curato una raccolta antologica di testi di Roberto Roversi. Ha tradotto Billy the Kid, di Jack Spicer, La camera verde, 2014. Il suo sito è slowforward.net (telegram: t.me/slowforward).
Vista
Silvia Pareschi e l’arte del tradurre: cinque domande che avrei voluto farle a suo tempo.

Sono passati oramai più di 6 anni dall’intervista che feci a Silvia Pareschi, traduttrice dall’inglese all’italiano di grandissimi autori – da Jonathan Frazen a Zadie Smith, da Junot Díaz a Julie Otsuka, da Nancy Mitford a Don DeLillo (e molti altri ancora), e autrice di una raccolta di racconti dal titolo I jeans di Bruce Springsteen e altri sogni americani, Giunti, 2016.
L’ho ricontattata di recente, per porle alcune domande che non le avevo fatto allora, oltre ad altre che avrei voluto farle adesso. Ne è venuta fuori una breve chiacchierata che spero vada a completare quella, più corposa, fatta nel 2015.
Dunque, Silvia, quello del traduttore è un viaggio nella mente e nella sensibilità di un altro scrittore, prima ancora che nelle sue storie, al punto che, forse, ci si potrebbe spingere a dire che chi traduce finisca per arrivare a conoscere aspetti di un autore che sfuggono all’autore stesso. Dal 1992 al 2021 hai tradotto cinque romanzi di Jonathan Franzen (l’ultimo, “Crossroads”, è uscito quest’anno per Einaudi). Cosa ci puoi dire di Franzen e del mondo che racconta?
Il mondo di Franzen, lo sappiamo, è la famiglia. La famiglia che viene analizzata, dissezionata, sviscerata, della quale vengono mostrati i meccanismi distorti, ma alla quale si ritorna sempre come nucleo fondante della società e delle storie. Dalla famiglia si partiva per un viaggio nei temi della contemporaneità: nelle Correzioni il passaggio della società americana da un’economia industriale a un’economia basata sul Continua a leggere













