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Archivi categoria: Letture
Mare fuso: la natura secondo Mimmo Jodice
Si è appena conclusa al Palazzo delle Esposizioni di Roma una mostra monografica su Mimmo Jodice, doveroso tributo a uno dei maggiori fotografi italiani di tutti i tempi. Un percorso soprattutto cronologico e implicitamente tematico che mette in contatto con la storia e lo stile di questo artista partenopeo che pur avendo viaggiato in tutto il mondo ha probabilmente espresso il meglio raccontando la sua Napoli.
Dagli esordi sperimentali degli anni ’60 con foto strappate e sovrapposte (“Paesaggio interrotto”, “Frattura” o immagini di “Taglio” alla Fontana), passa presto a rappresentare il proletariato, non solo quello urbano con le fortissimi immagini di una “Ercolano” pasoliniana, o la serie dell’ “ospedale psichiatrico”, ma pure quelle della fabbrica, con alcuni scatti presi anche nelle acciaierie di Terni. La sua scelta totale del bianco e nero storicizza le figure, le congela in modo statico ed eterno come lava su Pompei, fino a che inizia a ribaltarsi: non sembra essere più l’umanità della figura ciò che interessa, ma l’essenza archetipa che incarna. Comincia così la sere di immagini dove la presenza carnale-umana sparisce, sostituita da simulacri: sono le statue il soggetto rappresentato, statue o immagini andriformi spesso mutile, corrose, sfigurate, alle quali Jodice dona a volte cinetica usando un effetto di zoom, in modo forse un po’ ripetitivo e pleonastico. Continua a leggere
Il Capitano Mario (IX)
di
Maria Frasson
(puntate precedenti: I, II, III, IV, V, VI, VII, VIII)
LE BATTAGLIE CRUCIALI
Alla battaglia dell’Amba Aradam ne seguirono altre, mentre le nostre truppe avanzavano verso nuove conquiste.
Io seguivo ansiosa ogni spostamento sulla carta geografica, nel ricordo della mia attenzione infantile per una grande carta della guerra del 15-18 inchiodata ad una grande porta di legno sulla quale mio zio spostava ogni giorno, all’arrivo dei giornali, delle bandierine tricolori di carta infilate su uno spillo, e questo a me pareva allora un gioco.
Ma la guerra non è un gioco, eppure le guerre – sempre insensate – si combattono ancora in questo nostro povero mondo: “atomo opaco del male”, (come lo chiamò il Pascoli) sperduto nell’immenso universo, eppure creato dall’amore di Dio.
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Pro/vocazioni. Dieci domande a scrittori e poeti italiani. 2 #GIANLUCA MOROZZI
a cura di Franz Krauspenhaar
Dieci domande secche (o delle 100 pistole) a scrittori e poeti italiani. Sempre le stesse domande per tutti, non si scappa. Scrittori e poeti giovani e meno giovani, famosi e poco conosciuti. Domande provocatorie (forse) sulla vocazione letteraria. Uno spaccato, un ritratto, un modo di vederci più chiaro, uno spunto per approfondire una conoscenza. Uomini e donne che fanno della loro vita un romanzo non solo da continuare a vivere ma anche da continuare a scrivere. O sotto altre forme della scrittura, come la poesia. Un modo per essere al mondo ed esprimere non solo se stessi ma proprio questo mondo che noi siamo e allo stesso tempo ci contiene.
Sei uno scrittore. Chi te lo fa fare?
Intanto: non so fare altro. L’unica cosa che so fare bene è scrivere. Per una bizzarra coincidenza, è anche l’unica cosa che ho sempre voluto fare da quando ho capito che non avrei mai giocato nel Bologna in serie A (e l’ho capito a quindici anni). E’ anche la cosa che mi dà da mangiare, mi consente di pagare l’affitto, di svegliarmi quando mi pare, e di divertirmi immensamente. Non mi sembra poco. Continua a leggere
Quando la testa è in vacanza [2]. “Il circo delle anime”: l’anima europea di George Pelecanos
Una delle strip-recensioni riportate in quarta di copertina scomoda addirittura Zola. Un po’ azzardato, l’accostamento, tuttavia è indubbio che Pelecanos emerga tra i c.d. maestri americani del thriller (escluso l’hors categorie S. King) per il sovrapporre a ritmi e plot tipicamente yankee una visione e una sensibilità più “europee”.
Che ciò sia dovuto alle origini, di famiglia greca, o alla bio che lo vede partente dal basso (ha lavorato come cuoco, lavapiatti, barista, venditore di scarpe e muratore prima di pubblicare il suo primo romanzo nel 1992), o più semplicemente al talento naturale, poco importa. Comunque esco dalla lettura di Pelecanos senza il retrogusto da preparato chimico che ti lascia la gran parte della contemporanea produzione giallistica/thrilleristica/noiristica. Continua a leggere
Parresia
Parresia
di Anna Maria Curci
Il DOP, dizionario italiano multimediale e multilingue d’ortografia e di pronunzia, riporta questa definizione di ‘parresia’: grecismo per “franchezza”.
Nelle lezioni che tenne all’Università di Berkeley nel 1983, poi raccolte nel volume Discorso e verità nella Grecia antica, Michel Foucault si soffermò sul concetto di parresia. Euripide la menziona per primo; Foucault individua in Socrate un esempio illuminante nonché coraggioso di parresiasta. Continua a leggere
Il Capitano Mario (VIII)
di
Maria Frasson
(puntate precedenti: I, II, III, IV, V, VI, VII)
LA GUERRA IN A.O.I.
Il sottotenente Mario Pezzini: 6o Alpini, divisione Pusteria, ai primi di gennaio del ’36 arrivò a Massaua, dove incontrò il primo disagio nella temperatura – che superava i 40 gradi – dopo aver fatto la traversata in cuccetta perché non stava bene. Aveva tosse e febbre. Per fortuna fu subito trasferito sull’altipiano dell’Asmara, sui mille metri d’altezza: si potè coricare forse su un pagliericcio, o comunque per terra, dormì per 10 ore e si svegliò perfettamente guarito. La montagna evidentemente può giovare più del mare.
Il capitano Loffredo, che era un gran brav’uomo ma – secondo me – anche un po’ fanatico, forse anche troppo presto volle sottoporre i suoi alpini a quello che era chiamato il battesimo del fuoco. Allora non c’era la censura e dalle lettere che ricevevo – sempre angosciosamente attese – trasparivano, oltre alle impressioni provate, anche tutti gli avvenimenti generalmente vissuti laggiù.
Alla nostra generazione, che è stata la più tormentata di questo secolo, è stato concesso tuttavia di ricordare, oltre alle prove più dure, anche l’ingenuo entusiasmo dei giovani di allora (che fu solo di allora, e non più) per gli avvenimenti della guerra dell’AOI (Africa Orientale Italiana) oltre alla fierezza di avervi partecipato. Ingenuità che oggi può stupire, ma non più di quanto non stupiscano ai nostri giorni la passione per i cantanti preferiti o il tifo sportivo.
Poesia fotodigitale #3 [dittico] di Franz Krauspenhaar
[Una delle ultime frontiere della poesia. La poesia fotodigitale è senza parole, ma si avvale soltanto di un’immagine. La poesia fotodigitale parla per interposto mezzo comunicativo. Le parole sono talmente in libertà dall’essere facoltative, e non devono mai essere scritte, bensì, a scelta del lettore, pensate. Nessun titolo, che potrebbe condizionare il pensiero del lettore. Ripeto:nessun titolo. Grazie a nome della Pentax, nostro sponsor ufficiale.]
HALT!
Seconda del dittico.
Poesia fotodigitale #2 – di Franz Krauspenhaar
[Una delle ultime frontiere della poesia. La poesia fotodigitale è senza parole, ma si avvale soltanto di un’immagine. La poesia fotodigitale parla per interposto mezzo comunicativo. Le parole sono talmente in libertà dall’essere facoltative, e non devono mai essere scritte, bensì, a scelta del lettore, pensate. Nessun titolo, che potrebbe condizionare il pensiero del lettore. Ripeto:nessun titolo. Grazie a nome della Pentax, nostro sponsor ufficiale.]
Quando la testa è in vacanza [1]. “Utente sconosciuto”: frappè a colazione e sesso con ritegno in Michael Connelly
Frappè a colazione e sesso ritenuto sono le due cose che mi restano in mente dopo aver letto Utente sconosciuto, un tascabile dalla copertina sgualcita e le pagine umidicce per dimenticanza in un angolino buio della mia libreria. Insomma, fa tenerezza che il protagonista, in un momento di alta tensione, si abbuffi a colazione con il frappè (sì che di queste temperature sarebbe una buona idea) e bordeggi con ritegno assai anglosassone la faccenda del sesso a pagamento, il filo conduttore in questo giallo-thriller di Michael Connelly proposto nel 2006 da Piemme in formato mini-pocket.
Il libretto in realtà finì in quell’angolino buio della libreria per il tramite della mia dolce metà, che peraltro nega di averlo mai acquistato, avanzando l’ipotesi che le sia stato prestato da una zia, casualmente smemorata nel richiederlo indietro. Manco fosse una cosa vergognosa spendere 4,15 euro per Michael Connelly. Un onestissimo lavorante del genere giallo, devo riconoscere. La tristezza semmai viene quando vedi certi italici tentare di copiare questi megaseller. Continua a leggere
“Sushi sotto la mole”, di Fabio Beccacini
Recensione di Giovanni Agnoloni
Fabio Beccaccini, Sushi sotto la mole – Giorgio Paludi indaga, Fratelli Frilli Editori, 2010, € 11,80
Nei gialli amo molto una cosa. Quando la storia è una specie di collage di diversi percorsi narrativi indipendenti, che si intrecciano e arrivano a formare un quadro coerente.
Forse è questa la qualità principale di Sushi sotto la mole, di Fabio Beccaccini. Secondo noir della serie che ha per protagonista il commissario Giorgio Paludi, dopo 44 anni il giorno dei Santi (sempre edito dai Fratelli Frilli, nel 2008), è ambientato a Torino, città che viene resa molto bene nella sua algida (perché invernale) realtà, che imbalsama respiro e sentimenti. E ci sono due ingredienti che funzionano in modo efficace: il suddetto collage, appunto, e un sorprendente gioco di flash-back e flash-forward. Sul secondo aspetto dirò meno, e comunque lo dirò dopo (sennò svelo troppo della storia). Continua a leggere
Il Capitano Mario (VII)
di
Maria Frasson
(puntate precedenti: I, II, III, IV, V, VI)
Percorso di riflessione
Mentre passavano i giorni meditavo sulla mia avventurosa vicenda nuziale.
Era la più importante svolta nel corso della mia vita, accettata come una grande grazia, con l’umiltà di chi si affida e ne riceve in cambio tutta la forza di chi confida.
Tornavano a proposito le parole di una recente lettera della mia santa madre Galli, che era sempre al corrente di ogni mia vicenda, che diceva: “Il Signore l’ha veramente benedetta, cara Maria, facendole incontrare un giovane di tanto merito”. Pensavo spesso a quei lunghi quattro anni trascorsi nella gioia e nella sofferenza, conclusi in un matrimonio che ci eravamo abituati – a causa delle circostanze – a considerare tanto lontano, ed era avvenuto così inatteso da sembrare un sogno: felice e doloroso insieme. Come era sempre stata la mia vita. Cercavo di ricostruire lo stato d’animo di Mario che negli ultimi tempi viveva serenamente nell’attesa di ritornare – avendo il congedo già firmato – ai suoi amati studi di Pavia, mentre stava per prendere la decisione, indubbiamente sofferta, di partire volontario per la guerra in Africa Orientale, con i suoi alpini.
Ma non furono gli Alpini a determinare la sua scelta: fu quella invece di cogliere l’occasione, unica e irripetibile, per raggiungere il tanto sospirato matrimonio e formarsi quella famigliola che era il suo sogno, e che avrebbe anche potuto mantenere col suo stipendio di ufficiale. Decisione sofferta, ripeto, all’idea di lasciarmi: “ma so che sei forte” mi disse.
Occasione alternativa per il poeta
di Grace Paley
Stavo per scrivere una poesia
invece ho fatto una torta
ci ho messo
quasi la stessa quantità di tempo
certamente la torta è conclusiva
come azione Continua a leggere
Essere tra le lingue #3: Annalisa Teodorani
Paróli
A campémm sparagnénd.
I dói che al tartaréughi
a l chèmpa una màsa perché li n zcòr.
Paróli nóvi, paróli antóighi
ch’a gli à fat la rózzna
m’al grèdi di cunsinèri.
(Parole. Viviamo risparmiando./ Dicono che le tartarughe/ campano molto perché non parlano./ Parole nuove, parole antiche/ che hanno fatto la ruggine/ alle grate dei confessionali.) Continua a leggere
Adagio cantabile per Cairano
Piccolo omaggio a Cairano 7x – paesi/paesaggi/paesologia
Adelelmo Ruggieri
Mercoledì 23 giugno. Sono sulla corriera per Foggia da Lacedonia.
Sto tornando da Cairano 7x. La strada fila via tranquilla. Sto pensando a questa cosa: mettiamo che accada la stessa cosa nello stesso tempo in due posti diversi e qualcuno ti chiede, Dov’è accaduto? E allora tu prendi una cartina e rispondi, È accaduto qui e qui, oppure, È accaduto qui e qua. Che differenza c’è fra le due risposte? Continua a leggere
sotto una piccola stella
sotto una piccola stella
chiedo scusa al caso se lo chiamo necessità.
chiedo scusa alla necessità se tuttavia mi sbaglio.
non si arrabbi la felicità se la prendo per mia.
mi perdonino i morti se ardono appena nella mia memoria.
chiedo scusa al tempo per tutto il mondo che mi sfugge a ogni istante.
chiedo scusa al vecchio amore se do la precedenza al nuovo.
perdonatemi, guerre lontane, se porto fiori a casa.
perdonatemi, ferite aperte, se mi pungo un dito.
chiedo scusa a chi grida dagli abissi per il disco col minuetto.
chiedo scusa alla gente nelle stazioni se dormo alle cinque del mattino.
perdonami, speranza braccata, se a volte rido.
perdonatemi deserti, se non corro con un cucchiaio d’acqua.
e tu, falcone, da anni lo stesso, nella stessa gabbia,
immobile, con lo sguardo fisso sempre nello stesso punto,
assolvimi, anche se tu fossi un uccello impagliato.
chiedo scusa all’albero abbattuto per le quattro gambe del tavolo.
chiedo scusa alle grandi domande per le piccole risposte.
verità, non prestarmi troppa attenzione.
serietà, sii magnanima con me.
sopporta, mistero dell’esistenza, se tiro via fili dal tuo strascico.
non accusarmi, anima, se ti possiedo di rado.
chiedo scusa al tutto se non posso essere ovunque.
chiedo scusa a tutti se non posso essere ognuno e ognuna.
so che finché vivo niente mi giustifica,
perché io stessa mi sono d’ostacolo.
non avermene, lingua, se prendo in prestito parole patetiche,
e poi fatico per farle sembrare leggere
(wislawa szymborska)
Il Capitano Mario (VI)
di
Maria Frasson
(puntate precedenti: I, II, III, IV, V)
VITA NUOVA
Eravamo sposi
II giorno seguente arrivammo senza indugio a Trento per raggiungere il battaglione e scendemmo ad un albergo che sorgeva davanti alla stazione, dove erano alloggiati gli ufficiali in partenza, non per la Tripolitania (come avevo ben capito subito: pietosa bugia, del resto insostenibile), ma per l’Africa Orientale: zona di guerra.
La partenza era fissata per il 2 gennaio: avevamo perciò quasi una settimana per la così detta luna di miele. Ma non ci fu in quei pochi giorni nemmeno il tempo di stare un po’ tra noi se non brevemente a tavola e al momento di ritirarci la sera in camera. Gli ufficiali stavano tutto il giorno in caserma, impegnati a radunare gli alpini e a completare gli ultimi – molto laboriosi – preparativi per la guerra.
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Davide Sapienza: il podcast di Senigallia
La riflessione di Davide Sapienza, autore di La strada era l’acqua (ed. Galaad), come emersa nel corso della recente presentazione curata da Valeria Bellagamba a Senigallia, è adesso disponibile in un podcast audio su Librisenzacarta.it
“Arabeschi di Luce”, di Maria Grazia Maramotti
Recensione di Giovanni Agnoloni
Maria Grazia Maramotti, Arabeschi di luce (Campanotto Editore, 2009)
L’opera di un poeta racchiude in sé significati spesso criptici, che risuonano con le profondità dello spirito, dov’è difficile arrivare per tramiti razionali. Serve un approccio intuitivo, emotivo e spirituale.
Questo è profondamente vero per una poesia d’impostazione ermetico-archetipica, qual è quella di Maria Grazia Maramotti. Continua a leggere
Il pescatore di scorfani calcistici
di Franz Krauspenhaar
Non assisto alla disfatta di Lippi contro la Slovacchia. Ho capito da tempo che la squadra azzurra non avrebbe fatto strada, e provo per la Nazionale, da tempo, una sorta di sorda inimicizia, di digrignante antipatia. Il presuntuoso “Paul Newman” del caciucco-sport dice di non aver lasciato fenomeni a casa; di certo ha lasciato in Italia i migliori, come Cassano. Su Facebook, la seconda casa di parecchi – me compreso – lancio frasi a effetto sull’argomento, come “Lippi lippi bau bau”, “Credo che un Lippi così non ritornerà più”, “Finalmente Lippi è pronto per la sua nuova carriera di Capitan Findus”, ecc. Sono frasi tristi, in fondo, che fanno comunque risaltare, nella parte del cattivo dello spaghetti western, un personaggio di infinito squallore, l’epitome dell’italiano medio, dell’ex bagnino della Versilia -posto che ho sempre trovato abbastanza triste e freddo, nonostante le attrezzature balneari – che fa fortuna fuori, l’ex bel ragazzo dal piglio deciso – che lo sappiamo, in ogni italiano veramente medio si nasconde un Mussolini magari d’altra taglia, come l’allenatore biancocrinuto – che sfonda con la furbizia e un certo rigore nell’impegno. Continua a leggere












