Archivi categoria: Poesia

Lirico terapia. Melissanthi (Eva Chougia)


La terra del silenzio

La terra del silenzio è di cristallo,

cristallo azzurro, quasi di ghiaccio.

Lí tutto danza senza far rumore

e ogni immagine si rifrange all’infinito.

Le lacrime e i lamenti dei bambini

lasciano il suono dolce della cetra.

Delle creature tacite i sorrisi

levano ai cieli un riflesso rosato

e gli sguardi profondi dell’amore

azzurre fiamme d’un incendio attizzano.

In questa terra del silenzio il vero

risuona come una campana a festa

che apre volte chiassose in mezzo al cielo.

Nella terra del silenzio spesso ho sentito

gli scampanii d’argento

che leva uno stormo di gru.

A nozze mistiche, a processioni,

a cerimonie celesti ho presenziato,

nella terra del silenzio che è di cristallo,

cristallo azzurro, quasi di ghiaccio.

***

La poesia greca ha la capacità unica di rendere un’atmosfera di mistero suggestiva e inquietante nello stesso tempo. Questi versi di Melissanthi ne forniscono una prova eloquente.

Poesia italiana del XXI secolo

SILVANA KÜHTZ è nata a Bari, ha il cognome del nonno tedesco (ha anche un nonno salentino!). È ricercatrice confermata all’Università della Basilicata a Matera al Dipartimento Culture Europee e del Mediterraneo, e docente di Estetica e di Ascolto, Comunicazione, Creatività, nel corso di laurea di Architettura ed Educazione, Ambiente e cultura della sostenibilità nel corso di laurea di Paesaggio. La sua ricerca fonde teatro, scrittura, lettura, sensi, attraversamento dei luoghi, dell’invisibile. Conduce laboratori di sensorialità, creatività e lettura a voce alta per adulti e bambini. Ha creato www.poesiainazione.it.  Nel 2014 ha vinto il premio Gatto con 30 giorni, una Terra e una casa, pubblicato da Campanotto ed. Finalista al premio InediTo, festival delle colline torinesi 2016 con una silloge tuttora inedita, VISCERA. Nel 2018 è stata pubblicata da Spagine del Fondo Verri una sua raccolta di prose poetiche: Quel che resta del bello, e una silloge poetica Manuale di Fisica Ostica da Musicaos. Collezione di piccole felicità, pubblicato da Casalta di Firenze è un volume con suoi testi e foto di Andrea Semplici. Da marzo 2021 dirige il Festival della Parola | Abitare Poeticamente la Città. Dal 2022 è responsabile cultura e creatività del Digilab, Politecnico di Bari.

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Lirico terapia. Pietro Mignosi

 

Le scarpe

 

E poiché la Morte verrà all’insaputa come i ladri,

tu temi possa trovarmi con queste scarpe logore

– scarpe ostinate e seguaci – e raggranelli il tuo gruzzolo

perché i miei piedi non sfigurino sul mio ultimo letto.

 

Ma io penso che le scale del paradiso sono di vetro

– vetro limpido e sottile che non lo scorgi neppure –

e le scarpe che compreresti, rigide, pese e loquaci,

picchierebbero troppo sull’esile scala del cielo.

 

Lasciami ai piedi queste mie logore scarpe

queste mie povere scarpe soffici e silenziose

sì che arrivando nel cielo, la figlia nostra – se dorme –

non interrompa il suo sonno

e si risvegli serena come soleva quaggiù.

 

Delicatissimo pensiero di padre, questo di Mignosi. Se il mondo progredisce, è per dettagli come questi, degni del cielo.

Lirico terapia. Giuseppe Conte

Troppo umano un destino

Vorresti la certezza, la verità

– e sai che la verità non è che Luce –

ma vai cieco dove vanno i desideri

 

e i piaceri, dove ti conduce

troppo umano un destino. Cerca ancora.

Scegli il tuo cammino. Cerca, esplora

 

tutte le vie del finito, come chi

ha fame dell’infinito forse deve

fare, sempre veloce, sempre immemore.

***

 

Non c’è bisogno di spiegare questi versi, anche se il mistero resta intatto: quello del cammino e della meta, della scelta da fare in ogni istante, in ogni angolo.

Il dramma dell’umana conoscenza in Luca Pizzolitto, di Franca Alaimo

La poesia di Luca Pizzolitto si innesta talentuosamente nella letteratura a tema religioso rielaborandone motivi e formule, ma certamente due sono i maestri convocati in un ideale e fitto dialogo d’anima.

Essi sono Qohèlet e Davide Maria Turoldo, che nomina il misterioso ebreo in uno dei testi di Nel segno del Tau. Del primo Guido Ceronetti ebbe a dire, sintetizzando il contraddittorio del suo pensiero nel termine “qoheleticità”, che comunque la sua costante «è l’impenetrabilità delle cose, che Dio non vuole siano trovate», perché la sua sola finalità è che l’uomo viva nella sua eterna ignoranza, in ogni grado del suo piacere e del suo dolore, di quel che Dio è e fa». Del secondo Luciano Erba scrive che «Nella lotta con l’angelo del Nulla, dalla prima all’ultima prova poetica, accade per altro che l’autore riesca, creda di riuscire a divincolarsi (…), a potere avere il sopravvento: “canta” allora, come dice lui (…), il Tutto, senza che questo Tutto presuma filosofiche o mistiche alternanze, pronte ad annullarlo». È il momento in cui la vita viene lodata in un impeto irrazionale di gioia.  Continua a leggere→

Lirico terapia. Umberto Fiori

Piazzata

Se di colpo giù in piazza

in mezzo al chiasso

qualcuno alza la voce

e un’altra voce, più forte,

gliele ricanta, e si mettono a urlare

insulti e minacce, è come

se mi chiamassero per nome.

 

Si capisce ben poco, quasi niente

con gli alberi di mezzo, dal quinto piano,

ma io non chiedo al mio vicino

– anche lui sul balcone – perché lì sotto

si mangiano la faccia. Lo so bene

cosa li fa gridare. Lo riconosco

adesso, mentre mi prende

– anche me – per la gola, e mi tiene

qua sopra, senza fiato:

è grande, e non ha una ragione.

 

È che ognuno al mondo sta lì

con il suo ingombro osceno. Mento, guance,

e gli occhi in fuori, e in mezzo a quel testone

il naso a becco, dicono: così

e in nessun’altra maniera.

Ogni momento uno ti si para

davanti, ti fa vedere come,

ti fa vedere chi 

bisogna essere.

 

Così ce ne andiamo in giro

nei bar, sui tram: ognuno un santo mistero

messo in piazza, un esempio

che nessuno può seguire.

 

È questo lo spettacolo sfacciato,

la scenata che sale fin quassù.

*

Viene il respiro degli ippocastani,

col buio. L’onda ci lascia.

 

Da una finestra illuminata

anch’io lancio il mio urlo

e mi ritiro.

***

Difficile non ritrovare l’umanità quotidiana, in questi versi, la dose di violenza, la tassa da pagare a qualche forza oscura che si annida nella storia. Il “santo mistero”, tuttavia, nasconde sempre un germoglio di speranza, per chi non si arrende al proprio assurdo.

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Poesia italiana del XXI secolo

Mauro Germani è nato a Milano nel 1954. Nel 1988 ha fondato la rivista “Margo”, che ha diretto fino al 1992. Ha pubblicato volumi di poesia e narrativa e si è occupato di numerosi autori classici e contemporanei. In ambito critico ha curato L’attesa e l’ignoto. L’opera multiforme di Dino Buzzati , L’arcolaio, 2012, inoltre ha pubblicato Giorgio Gaber, Il teatro del pensiero, Zona, 2013, e Margini della parola. Note di lettura su autori classici e contemporanei, La Vita Felice, 2014. Tra le sue opere in versi Luce del volto, Campanotto, 2002, Livorno, L’arcolaio, I ed. 2008; II ed. 2013, Terra estrema, L’arcolaio, 201, e Voce interrotta, Italic Pequod, 2016. Di recente ha pubblicato il libro di racconti Storie di un’altra storia , Calibano, 2022. Il suo blog personale, “in-certi confini”, è dedicato alla poesia, alla letteratura e alla filosofia. (http://www.maurogermani.blogspot.com).

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La torta di compleanno

Una poesia di Monica Mazzitelli dalla futura raccolta “Poesia della prosa”

Io e la mia nipotina prepariamo la torta
del suo compleanno
nella cucina di casa sua.

Lei legge
e rilegge
da capo ogni volta
tutta la lista degli ingredienti
di entrambi gli strati
ogni volta da capo –
anche se glieli chiedo separati;
eterna filastrocca
con l’indice segue le parole sulla carta.

Versa troppo poco zucchero
o troppa farina
nel misurino
le dico.
Allora rilegge,
da capo.
Aspetta, ti aiuto,
faccio io.
Le dico e sorrido.

Misuro, e le sorrido.
Verso e impasto e le sorrido,
lei mi sorride, seria e intenta.
La istruisco e la guido,
decifro i simboli che non conosco
sulla manopola del forno di casa sua,
ché lei non è capace.

Ci vuole il doppio del tempo a preparare questa semplice torta
ma lei è così orgogliosa di averla realizzata,
piccina.

 

Ma non ho nipotine.
E lei non è una bambina, ma la mia cara,
cara amica
che oggi compie sessant’anni
ubriachi di Alzheimer
e di terrore.

Poesia italiana del XXI secolo

Floriana Coppola, (1961) scrittrice napoletana, docente di Lettere negli studi statali superiori, counselor professionista in Analisi Transazionale e in Psicologia Esistenziale, perfezionata in Didattica e Cultura di genere e in Scrittura autobiografica. Iscritta alla Società Italiana delle Letterate e all’Osservatorio interreligioso contro la violenza sulle donne. Scrive articoli e recensioni sulle seguenti riviste letterarie on line: Menabò on line, Lo Spazio di Atena, ReadAction Magazine. I suoi testi, poesie e racconti, sono presenti in numerose antologie poetiche.  Nel 2020 ha coordinato il workshop e curato gli Atti del convegno di studi su Beatrice Hastings, ed. Le cicale operose, con Maristella Diotiaiuti e Federico Tortora. Nel 2020 è presente con un suo contributo nel saggio su Claudia Ruggeri, a cura di Anna Maria Farabbi, edito da Terra di Ulivi. Nel 2021 è presento con il racconto Storia di Anna nel libro Che c’entriamo con la mafia, a cura di Gisella Modica e Alessandra Dino, ed. Mimesis. Nel 2021 pubblica la silloge di prosa poetica, La vertigine del taglio, ed. Terra di ulivi. In via di pubblicazione il suo quarto romanzo, La bambina invisibile, ed. Terra di ulivi.

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Giuseppe Settanni, Affreschi strappati, Ensemble 2022

di Alberto Fraccacreta

la ragnatela appesa al ramo del castagno
e i capelli genuflessi

il passaggio è aperto ma
sembra un’arpa in decomposizione 
ammutolita dal troppo rumore

la bocca si è sciolta tempo fa
nei vigneti di mio nonno
bruciati dalla fatica

un invito
a cui ora non so più rispondere 

*

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Poesia italiana del XXI secolo

Niccolò Nisivoccia, vive e lavora a Milano, dove è nato nel 1973. Avvocato e scrittore. Collabora stabilmente con varie riviste specializzate e, anche su argomenti culturali e come editorialista, con Il Sole 24 Ore e con il manifesto. È autore di tre raccolte di frammenti poetici: Sulla fragilità, Le Farfalle, 2019, con nota introduttiva di Eugenio Borgna, Variazioni sul vuoto, Le Farfalle, 2020, con nota introduttiva di Nadia Fusini e Quasi una cosmologia, Interno Libri, 2021, con nota introduttiva di Vittorio Lingiardi. È inoltre autore del saggio La rinascita del debitore, Il Sole 24 Ore, 2020 e coautore, con Adolfo Ceretti, di Il diavolo mi accarezza i capelli, il Saggiatore, 2020.

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Poesia italiana del XXI secolo

Loriana d’Ari è nata e vive a Genova nel 1979, dove lavora come psicoterapeuta. Ha pubblicato su diverse riviste e blog letterari, e ricevuto riconoscimenti in occasione di vari concorsi, tra cui il premio Gozzano, Bologna in Lettere, Poesia di Strada e la segnalazione per la raccolta inedita al Montano. La sua silloge d’esordio, silenzio soglia d’acqua, è risultata vincitrice del VI premio Arcipelago Itaca per la raccolta inedita (opera prima).

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