
Lo stato dell’arte?
L’uomo contemporaneo vive in una solitudine sconfinata. Vuoto e modelli fatui sono proiezioni di una società troppo competitiva in cui scienza e tecnologie hanno esasperato la comunicazione con messaggi sempre più frenetici, molteplici, brevi. I ritmi assorbono energie e tempo e la ricerca dell’Altro è mediata dai social. Quello che si cede delsé è divorato dallo sguardo feticista dei “follower”. In questa realtà manca il vero Altro cui affidarsi che insegni. La figura solida che indichi i valori a cui aggrapparsi per vivere. I più si affidano a quello che la maggioranza dice, vuole, comanda e questo modo di esistere, di partecipare, crea dipendenze. La mancanza di valori si traduce in un senso di isolamento serrato, di vuoto. Il disagio dilaga.
La poesia ha ancora qualcosa da dire?
I versi creano un ritmo necessario tra respiro e realtà. In alcuni miei testi, pensando alla poesia, sostengo chedispiega un respiro ulteriore nel respiro, una spira mirabilis.Credo che la poesia srotoli felicità permettendo a chi scrive di ritrovare uno spazio per il pensiero, dilatando tempo e immaginario. In quanto forma di “resistenza” alla banalizzazione del linguaggio è un vero atto rivoluzionario.La poesia eleva, stilla e s’insinua dall’essere più remoto a quello più celeste. È come un seme radicato nell’uomo che sboccia dalle sue radici più antiche fino a toccare il cielo.Colma di una linfa copiosa. Non c’è strumento più perfettoche suoni sul cuore con corde così vibranti.
È uno strumento che aiuta a ritrovare la strada?
Assolutamente! È, come direbbe Henry David Thoreau, di tutti è il bosco dove ripararsi e vivere con saggezza per affrontare solo i fatti essenziali della vita, per vedere, per non scoprire, in punto di morte, che non si è vissuto.
C’è ancora una strada?
Deve esserci ancora la strada per elevarsi, per raggiungere la spiritualità in questo mondo mercificato. La poesia è la radice figurativa tra uomo e spirito.
La poesia, l’arte, la letteratura, possono risvegliare la speranza in un presente migliore?
L’uomo deve e può ritrovare l’Altro, spezzare la catena dell’isolamento attraverso il pensiero, la pausa, il respiro, riabbracciare la sua vera natura. Come direbbe H?lderling
Di un uomo io dico, se è buono
E saggio, di che abbisogna? V’è in alcun luogo una cosa
Che basti a un’anima? V’è uno stelo,
Una più matura vite sulla terra
Cresciuta, che lo nutrisca? Il senso di questo
È così. Un amico è spesso l’amata, molto
L’arte. O caro, io ti dico la verità,
Lo spirito di Dedalo e della foresta è il tuo.