Down Under: Finalmente letteratura! ULISSE

Sponsorizzato dall’Ambasciata d’Italia a Wellington, dal Ministry for Ethnic Communities della Nuova Zelanda e dalla Società Dante Alighieri di Auckland, il podcast Finalmente letteratura! vede il Professor Bruno Ferraro* e Matteo Telara chiacchierare di autori, società, letteratura e cultura italiana dal lato opposto del mondo, nel cosiddetto Down Under neozelandese, tra aneddoti curiosi e brevi approfondimenti.

In questo primo episodio, Bruno e Matteo, contornati da Continua a leggere

VOCI. “Guerra di trincea” di Milo De Angelis

Voci, rubrica di poesia “partecipata” a cura di Francesco Sasso.

Leggere e condividere poesie in rete è molto bello. Questa nuova rubrica è aperta a tutti gli appassionati della poesia. 

Cosa cerchiamo? Noi cerchiamo la poesia. Potete quindi segnalare nei commenti il vostro spazio poetico in rete o copiare/incollare una vostra poesia. Noi scegliamo e rilanciamo la poesia su queste pagine e in podcast. (f.s.)

Lettura di Francesco Sasso da “Guerra di trincea” di Milo De Angelis in Incontri e agguati (Mondadori, 2015)


Tutte le puntate di VOCI su La poesia e lo spirito

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Dove trovare le letture di VOCI a cura di Francesco Sasso:

 

 


 

Graziella Tonon, La casa col tiglio

Circola molta aria ne La casa col tiglio di Graziella Tonon
di Giorgio Morale

Da anni Graziella Tonon persegue una sua ricerca di scrittura memoriale e narrativa, tenace, appartata, ma che tuttavia lascia trasparire la cultura e la consapevolezza di un percorso poetico personale, la cui poca appariscenza diventa una rara virtù. Leggiamo ad esempio la poesia di apertura della sua nuova pubblicazione, La casa col tiglio (La vita felice 2021), in cui si può cogliere un metadiscorso che enuncia la poetica della raccolta: Continua a leggere

Intervista a Maddalena Bertolini

 

Intervista a Maddalena Bertolini

 

“Infilo le valli nelle maniche/ sulle punte le dita del Brenta” (da “Sulle punte”, Publistampa edizioni 2019). Maddalena, fin dal nostro primo incontro, non riesco a pensare a te e alla tua poesia senza pensare alla montagna. L’esperienza della montagna mi pare così vicina al segreto dell’esistenza stessa: richiede coraggio e umiltà, precisione, preparazione, fiducia nelle proprie forze, ma al tempo stesso riconoscimento dell’abisso e dell’imponderabile. Un’esperienza che ci mette a nudo. Mi piacerebbe che tu ci parlassi del tuo amore per la natura, di come nasce e di come si declina. Continua a leggere

Daniela RAIMONDI, La casa sull’argine. Nota di lettura di Giovanni Nuscis

Daniela RAIMONDI

LA CASA SULL’ARGINE

La saga della famiglia Casadio

Casa Editrice Nord, 2020

 

E’ un lungo viaggio La casa sull’argine di Daniela Raimondi, saga della famiglia Casadio, dove il tempo vola leggero e si sta col fiato sospeso, emotivamente catturati. Al punto che resta al lettore un sottile dispiacere per il raggiunto capolinea, e un dolce, malinconico affetto e una vaga nostalgia per tutte le esistenze dischiuse e attraversate, coi loro grandi e piccoli accadimenti, le immagini, le molte scene confittesi nella memoria. Continua a leggere

Marco Candida, “I 69 giorni”

Estratto da I 69 giorni romanzo di Marco Candida (Autori Riuniti, 2021)

Capitolo 1

Floris lascia – Trinità al Centro Commerciale – Sangue nella vasca

Pare proprio che stasera Floris abbia l’impellenza di dire qualcosa di improcrastinabile a Lilia. Sta tergiversando o forse sta solo attendendo il momento migliore per farlo. Comunque, deve dirglielo. Lo deve fare. Non è facile. Non è facile soprattutto tenere nascosta l’ansia. Mascherare le cose dietro un tono di voce tranquillo e la solita faccia di sempre: quella del in fin dei conti pacioso e gioviale Floris, primario presso il Dipartimento Malattie Infettive all’interno del nosocomio cittadino. È come tenersi un sasso rovente nello stomaco. Anzi, un rospo rovente. Floris si aggira intorno a Lilia con questo peso nello stomaco – un peso mobile. Si chiede se abbia o meno lo sguardo torvo. Di sicuro, deve avere l’aria tormentata. Almeno quando non si sforza di sorriderle. Sì. Deve sputare il rospo. Non sa ancora quando. Ma lo deve fare. Deve dare a sua moglie la notizia di avere deciso di dimettersi dall’ospedale. Da lunedì prossimo Floris Calligaris si cercherà un nuovo lavoro.  Continua a leggere

Segni

Quanti segni della presenza di Dio, nella vita quotidiana. Tanti rimangono ignorati, come desse a vuoto, ma non per questo cessasse di donarsi. Gesù accetta d’essere misconosciuto, come quel giorno dai discepoli di Emmaus. Una bella lezione di umiltà.

Fascino


Dovremmo manifestare il fascino del Cristo, portare le persone a innamorarsi di Lui, perché solo qualcosa di più bello del peccato permette di respingere il peccato. Potrà questa bellezza rovesciare il mondo? É la scommessa più importante.

Lirico terapia. Sergio Solmi


Sopra alcuni miei vecchi temi

Una volta

era il getto sfrangiato

dal vento, screziato da tutti i colori

dell’arcobaleno. Era

l’albero che rinverdiva alla pioggia

di primavera, sotto il cielo volta

a volta rannuvolato e sereno,

azzurro o grigio secondo

calma o procella.

 

Ora il getto

si è spento, il ramo

è secco, sono cadute

tutte le foglie. Sul devastato

giardino spira

il gelo dell’inverno, e la punta

della spada sta toccando il cuore.

Dalla più alta

vetta del nero pino la nera

rauca cornacchia sguaiata ironica sghignazza

sul disastro.

Sergio Solmi lancia un tema comune che però sempre c’interpella, il cambiamento.

Lirico terapia. Giovanni Nuscis


Le fedi

Gonfie delle attese dei preganti,

immote su un fondale di tempo          

       stanno le fedi.

Non la profondità che aumenta

offusca il verbo dei profeti.

       Né l’apnea sofferta

che a galla riporta

a malapena

qualche scarna parola.

       Sono i popoli giusti

ed eletti

a essersi mangiati l’eden.

       Non resterà una sola mela

a tentare un redivivo Adamo.

       Gerarchie per nulla sante

hanno preso il largo dai vangeli.

        Alla larga, allora

da colonie di batteri,

da punteruoli rossi

che il cuore della palma,

con orrido appetito,

si son mangiati.

 

Questa poesia è tratta da Il grande tempo è ora, il libro di Giovanni Nuscis appena edito da Arcipelago Itaca, con Postfazione di Antonio Fiori. Sono versi che esprimono bene l’anima del volume, sospeso tra passione civile e risonanze di un’intimità sempre esposta alle incursioni della vita condivisa. Qui la provocazione è scoperta: sembra di vederlo, lo sguardo lungimirante di Nuscis, che non teme i potentati del mondo, a qualunque casta appartengano e a qualunque fonte si ispirino. La poesia è sempre profezia, e come tale è scomoda (aggettivo) e scomoda (verbo): chi pensa che la bellezza dell’arte sia estranea alla battaglia, leggerà con profitto quest’ultima opera del poeta sardo, ritrovandovi uno sguardo acuto e unificato; una voce, al tempo stesso, dolce e potente, mai sazia delle sfide che il “grande tempo” lancia, soprattutto “ora”.