La vita sulla terra è breve, dice il Cristo alla Bossis. È una considerazione molto attuale. Arriverà il momento in cui Dio ci farà sperimentare la libertà da ogni contingenza. Proveremo la gioia incomparabile di ciò che non finisce. E che assaporiamo, a piccole dosi, già da ora.
La seconda porta di Raul Montanari
Stavolta il narratore in prima persona, Milo Molteni, quarantenne pubblicitario milanese, ennesimo alter ego dell’Autore nell’umana commedia postmoderna, ha la possibilità di acquistare, a poco prezzo, l’appartamento sopra il suo, al quinto piano di una tranquilla palazzina (‘disturbata’ solo dall’antipatia dell’avvocato Vegezzini). Milo, insomma all’apice della carriera, da tempo diviso dalla moglie, può quindi allargare i propri spazi e le proprie conoscenze, a cominciare, fin da subito, da Vera, l’avvenente architetta (chiamata a ristrutturare il nuovo appartamento) con la quale è subito amore fisico passionale. Ma la conoscenza maggiore giunge inaspettata grazie o a causa della seconda porta del titolo: il diciassettenne Adam entra, da un ingresso seminascosto inutilizzato, nella vita del Molteni come un ciclone, devastandogli l’esistenza, a partire dalla disaffezione verso il proprio redditizio lavoro, tra l’altro impegnato nella pubblicità sociale. Continua a leggere
Inesauribile
La poesia della settimana. Christina Rossetti

In riva al mare
Perché il mare si lamenta senza sosta?
Escluso dal cielo leva il suo lamento,
si arrovella sul bordo della spiaggia:
tutti i fiumi della terra non possono riempire
il mare, che beve ed è assetato.
Miracoli di bellezza
si nascondono nel suo letto inviolato:
anemoni, salsi, indifferenti,
sbocciano come fiori: vivi quanto basta
per sbocciare, moltiplicarsi e prosperare.
Bizzarre conchiglie curve, o maculate, o aguzze,
occhiute incrostazioni viventi,
belle tutte e tutte diverse,
nascono senza dolore e senza
dolore muoiono, e così passano.
Christina Rossetti, Il cielo è lontano, poesie 1847-1881, Milano, Fabbri Editori, 2000, p. 245.
Un’altra storia

Potremmo desiderare la conversazione di Dio nel giardino dell’Eden, la confidenza dell’uomo e della donna del Progetto originario, che sentivano i Suoi passi, la Sua voce. Ma Gesù dice a Gabrielle che il dialogo è molto più prezioso adesso che Lui si è rivelato non solo come Creatore, ma come Salvatore. Parlare d’amore, dopo il Suo sacrificio, è tutta un’altra storia.
21 marzo circa. Tre voci

Sul pianoro
Quando al geometrico inverno subentra la primavera
con un gran pianto di morte
sento crescere la meraviglia del verde.
Pier Luigi Bacchini, Cerchi d’acqua. Haiku
*
Dopo una strage
da Lu Hsun
Le notti lunghe di primavera le passo ormai
con moglie e figlio. Fragili alle tempie i capelli.
Continua a leggere
Come pregare
Brace di porcellana, di Giorgio Stella

________________________________________
– 1 – Il parco dei giochi é per i bambini morti –
batte la mirra di seta la tela della conchiglia
col cuore dello stupro nell’amplesso di seta.
Vola bassa dal poligono al miraggio
La eco della foglia radice di mare
– 2 – Sul piano [oscuro] la candela é saldata alla
Grata della tomba pregata dall’ombra.
Una secca meteora periodica
A sé stessa in massa floreale all’asta
Del bianco [del] colore –
la luce della vita é la luce morta della luce,
ambiente lontano di un luogo presente
– 3 – [E] secco sparviero con la rupe
In grembo al seme dell’uovo –
giù, nella miniera, la trincea
stacca l’uva dalla vite
sotto la lanterna della gavetta
di pietra in tali ambienti cercata –
pare che i ruderi di contorno
vantino una linfa proprio
da tale brace di porcellana
– 4 – C’é un secchio di nervi pesati
Al netto del taglio loro
Tra i fili spinati e i grembi
Degli spaghi del filo da sparo
Negati a sé stessi –
nel mattatoio della
creatura umana, l’ a n d r o i d e
di creta filtra dalla forma
le ossa della pratica di mare
– 5 – Pianto corvino deciso fino all’occhio
Che ha visto tutto lo specchio
E poi richiuso il cartoccio
Delle meringhe per allodole –
miste nel colore, medesime
nella trasfusione della coccarda
ora rosa ora bianca
________________________________________________
[Giorgio Stella Roma 10 marzo 2020, ore 12,07 iniziato un paio d’ore prima]
Mai
I saloni dei vecchi ai tempi del Coronavirus
Articolo di Vittorio Coletti apparso su “La Repubblica”
C’è anche un luogo meno frequentato e noto da cui osservare la nostra società ai tempi della nuova epidemia. Sono le case di riposo, le residenze per gli anziani, per gli affetti da malattie neurodegenerative. Le necessarie precauzioni per limitare i contatti e quindi i contagi, diventate ora più stringenti e severe, stanno di fatto tenendo fuori da questi luoghi i parenti dei malati, con quell’insieme di attenzioni affettuose, compagnia e cure personalizzate e aggiuntive che, direttamente o attraverso badanti esterne, essi assicuravano ai loro cari. Ora, i vecchi, i dementi stanno riuniti in atroci saloni, guardano il vuoto delle ore, come una sorta di schiera dolente in attesa rassegnata della fine, per lo più in un silenzio pesante, rotto solo a intermittenza dall’urlo o dal gemito di qualcuno che sta peggio o dai vani, per quanto generosi tentativi di qualche animatore di rallegrare un po’ l’ambiente. Continua a leggere
SERGIO ROTINO – Tre testi

SERGIO ROTINO – ritratto fotografico di Alessandra Botticella (Milano)
Pubblichiamo (in formato fotografico per rispettarne la versificazione) tre testi poetici inediti di Sergio Rotino.
Queste poesie sono state premiate a dicembre 2019 alla XXII edizione del Premio Poesia di Strada – Licenze Poetiche – Città di Pollenza (MC).
***

Volontà
Luigi Maria Corsanico legge Marcello Comitini. 10
Sacrificio
Ornithology 56. Bacchini

Mappa dei voli
Quando gli astronomici migratori atterrano –
e intersecano i transiti
sulle geografie primaverili
Continua a leggere
Me lo segno

Ci arriva una grazia e non sappiamo perché. Magari ce ne prendiamo il merito, pensiamo di averla conquistata con le nostre forze. Il Cristo dice alla Bossis che le grazie arrivano per la preghiera di un altro – di Sua Madre, per esempio – per la benedizione di un prete, la Divina Misericordia… Grazie, adesso me lo segno.
La poesia della settimana. Paul Verlaine

Bibliofilia
Il vecchio libro letto e riletto tante volte!
A pezzi, straziato e straziante, coperto di lebbra
per l’uso, rieccolo nitido e giovane volto,
e fine contatto, che gli occhi e le dita rallegra.
Quel libro creduto morto, cosa d’ombra e ribrezzo,
“non meraviglia il saggio” la sua risurrezione.
Artista insieme e mago, chi sa, o Rilegatore,
di quanto la tua opera valga più del suo prezzo.
Si riprende quel libro nella sua verde età
come una vecchia amante dal tocco d’una fata
restituita intatta nella sua verginità;
Lo si rilegge come l’antica voce d’oro
della musa ascoltando, dagli anni arrochita:
ridiventata limpida, di nuovo ci ristora.
Paul Verlaine, La pioggia nel cuore, Milano, Corriere della Sera, 2012, p. 191.
Sentire e consentire
Didascalika, di Giorgio Stella

1
E alzo la maschera dalla rosa dei vetri
Come se la clessidra cassasse l’occidente –
Mi [vaso] in fiore la roccia di pietra e
Come la stazione a sé medesima
Mi raccolgo nella croce del sogno.
8 marzo

L’8 marzo fa pensare alle donne. Personalmente, credo che la donna sia indivisibile dall’uomo. Sono fatti per costruire insieme. È un cammino di purificazione, che richiede una morte. Se muoio al desiderio di autoaffermazione, all’istinto di impormi, si apre lo scenario della relazione autentica. L’altro non è più un concorrente, ma il partner di una danza che riflette l’armonia di un universo visto con altri occhi. La prospettiva è quella di una assoluta parità, perché si fa a gara a dare all’altro più importanza che a sé. L’8 marzo diventa, così, una data condivisa.








