“A Neopoli nisciuno è neo” di L. R. Carrino

Napoli l’ho scoperta da poco, affettivamente; non avendola concettualmente mai visitata o saputa prima, in due brevi visite l’ho trovata tutta diversa e tutta uguale a quella che pensavo, e ci ho cucito dentro quel sentimento che ti strappa per forza, se hai occhi sentimentali sulla bellezza. Chissà che effetto mi avrebbe fatto questa lettura, altrimenti, questa galoppata di nomi, situazioni, quartieri strade, alti e basci, questa puzza e questo profumo, queste speranze tritate che spremute hanno più succo di quello che il concetto di “neomelodico” riesce a esprimere mai.

Premetto che non amo il genere, e non lo amerò mai, perché sulla musica ho gusti totalmente diversi, ma è stato interessante capire cose c’è/c’era dietro, quante contraddizioni, per chi le vede tali non conoscendone i meccanismi, e quanto fluido senso invece contenga il mondo che questa musica esprime, così ancorata alla sua realtà da essere folcloristica nel senso più profondo del termine, ché “popolare” è più ambiguo.

Questo testo, scritto da Carrino con l’aiuto di Ettore Petraroli, esce dalla sua ottima penna come una lunga narrazione di persone, più che di personaggi: ognuno di loro ha poco del divo, è legato al luogo dove canta come avesse delle radici, ogni quartiere le sue ugole, come una spartizione, e il tributo dell’umiltà, il tributo ai fans, tutti o quasi lo devono e vogliono pagare, anche se non dà ricchezza ma spesso chi canta lo fa a feste private, più che a concerti, e spesso guadagna poco, a volte niente, sull’ingaggio. Cantare sembra davvero più una questione di vocazione che di soldi, di prestigio, di fierezza, di affermazione, di legame con la terra e la propria vita/famiglia, obbedienti a un comando di sentimento.

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Il sistema ciellino in Lombardia

Propongo un articolo uscito sulla rivista «Lo Straniero», a. XVI, n. 144, giugno 2012, pp. 55-60.

Il sistema ciellino in Lombardia
di Giorgio Morale

Canzoni e fumo
ed allegria
io ti ringrazio sconosciuta compagnia.
Non so nemmeno chi è stato a darmi un fiore
ma so che sento più caldo il mio cuor
so che sento più caldo il mio cuor.

Questa canzone piaceva ai ragazzi di Comunione e Liberazione (CL), che sul finire degli anni Ottanta la cantavano in apertura dei loro raduni. Era il pretesto per l’intervento di don Giussani, che metteva i puntini sulle i: a chi ha sete non basta un succedaneo. Continua a leggere→

93. Orsa maggiore

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da qui

Pensi di non poter più fare a meno della luce blu che ormai è una cosa sola con le immagini che tenti di tradurre in parole sullo schermo, sapendo che il lettore cercherà altro rispetto a quello che vuoi comunicare, perché ognuno insegue un proprio sogno, e il libro è un pretesto per risvegliare un desiderio, un ricordo, una paura. Continua a leggere→

La formula Krugman per uscire dalla crisi “Insegnanti e welfare contro la depressione”

 Da REPUBBLICA

 

NEW YORK – “Calma, calma, sono solo un economista”. Paul Krugman è divertito, un po’ imbarazzato, ma anche abituato: una sua apparizione in pubblico a New York suscita le ovazioni e urla di approvazione degne di una rockstar.

La scena si ripete quando sale sul placoscenico del centro culturale 92Y sulla Lexington Avenue per discutere il suo nuovo libro. Ressa da stadio, folla in delirio. In fondo il tifo popolare se l’è meritato, questo premio Nobel dell’economia trasformatosi in opinionista del New York Times (e Repubblica), censore dei tecnocrati dell’eurozona, keynesiano a oltranza, guru della nuova sinistra americana. Si è conquistato questa “base di massa” perché osa spingersi dove altri non vanno. Continua a leggere→

Aperitivo beat

IL BARDO PSICHEDELICO DI NEAL
romanzo di Dianella Bardelli

L’autrice trae spunto per il suo romanzo dalle ultime ore di Neal Cassady. Immagina il suo ultimo viaggio tra visioni, pensieri e ricordi. Neal si ritrova nello stadio intermedio tra la morte e la rinascita: il suo Bardo. Il deserto del Messico si colora, si trasfigura e si anima di incontri… Jack Kerouac e Allen Ginsberg, arrivano a bordo dell’autobus psichedelico di Ken Kesey, invitano Neal a salire e a ripartire con loro ma lui rifiuta. Un romanzo psichedelico, denso, poetico e musicale, con illustrazioni di Matteo Guarnaccia. Neal Cassady, grazie a Jack Kerouac ed al suo libro On the Road, è stato uno dei simboli della Beat generation. Infatti sotto il nome di fantasia di Dean Moriarty si celava proprio Neal che ispirò a Kerouac anche un altro lavoro, Visioni di Cody.

Presentazione del romanzo martedì 19 giugno alla Libreria Modo Infoshop

di Via Mascarella 24/b Bologna, ore 19.

Al sax Antonio Sovrani

con Dianella Bardelli
Mauro Baldrati

PENSIERI DI PIPISTRELLO

Mi sveglio e subito sono pronto. Le dita si tengono ben salde, mentre sto felicemente a testa in giù e distendo le ali. Ho una certa fame, ma sento ancora il calore del sole sul corpo e mi rendo conto che c’è anche luce. Non troppa, credo che siamo verso il tramonto.
Non ho il dono di una vista acuta, come tutti i pipistrelli, ma non me ne sono mai lamentato. Perchè mai dovrei farlo? Distinguo comunque la notte dal giorno e mi basta.
Io «vedo» anche senza vedere, non mi sfugge nulla. Continua a leggere→

91. Il tuo nome

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da qui

Romolo, Romolo. Le hai provate tutte: lo scrittore, lo psicologo, l’uomo dagli occhi grandi e azzurri che hai visto svanire nel nulla, sulla torre. Ti chiedi se sia possibile trovare uno spiraglio, la via d’uscita a un muro che inibisce ogni finale. Sei in un vicolo cieco, l’esito previsto della tua vita inconcludente, trascorsa a inseguire una bambina che non ha voluto rivelarti il nome. Continua a leggere→

Fosco Maraini e i viaggiatori americani al Gabinetto Vieusseux

Segnalo due appuntamenti culturali fiorentini di grande interesse, presso il e curati dal Gabinetto Vieusseux.

Il primo, lunedì 18 giugno alle ore 17 a Palazzo Strozzi in Sala Ferri: un incontro con Dacia Maraini imperniato sul ricordo dei viaggi di suo padre. Titolo: Viaggiando con Fosco. Introdurrà Gloria Manghetti.

Il secondo, martedì 19 giugno alle ore 17,30, sempre a Palazzo Strozzi in Sala Ferri, nell’ambito della rassegna “Americani a Firenze”: Camere con vista: gli spazi della scrittura creativa, con Gigliola Mariani.

“Zoo – Scritture animali”, una collana innovativa

Recensione di Giovanni Agnoloni

Una collana a sé, nel mondo editoriale. “Zoo – Scritture animali”, di :duepunti Edizioni, ha per filo conduttore, appunto, gli animali. Curatori, Giorgio Vasta e Dario Voltolini. Vi sono ospitati scrittori di pregio, come Giuseppe Genna, Giulio Mozzi, Nicola Lagioia, Fulvio Abbate e, last but not least, i due di cui ci occupiamo oggi: Marino Magliani e Vanni Santoni, autori rispettivamente de La ricerca del legname e Tutti i ragni.
I due libri, piccoli e trascabilissimi, come tutti i “capitoli” di questa collana, hanno un elemento in comune – sia pur in sensi diversi –: la discesa nel profondo. Continua a leggere→

Monti svende l’Italia per tutelere gli interessi delle banche d’affari e delle multinazionali di Massimo Ragnedda

 
L’avevamo detto sin da subito: Monti tutelerà gli interessi di chi l’ha voluto al governo di uno stato, ovvero le banche d’affari e le multinazionali. È un dato di fatto ed è inutile prenderci in giro o far finta di non vedere. Monti è l’uomo delle banche, membro della Trilaterale, del gruppo Bildeberg, proviene dalla Goldman Sachs, presidente di Università privata che sforna manager per multinazionali, il figlio lavora alla Morgan & Stanley con la quale lo stato italiano lo scorso 3 Gennaio ha negoziato la chiusura di un contratto di strumenti finanziari derivati pari a 2.567 milioni di euro, più o meno i soldi risparmiati, per il 2012 dalla riforma delle pensioni. Continua a leggere→

90. Naufragio

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da qui

Hai avuto paura: bastava un nulla per farle una carezza, spogliarla, accompagnarla fino al letto sospeso come i progetti e i sogni, insomma rovinare tutto, anche il romanzo che ti costa più fatica, ora che il lavoro è aumentato e le ore per dormire si sono ridotte quasi a zero. Continua a leggere→

I LIBRI DEGLI ALTRI n.6: La dimensione del vuoto e l’amore che non torna. Lia Tosi, “Il signor Inane”

La dimensione del vuoto e l’amore che non torna. Lia Tosi, Il signor Inane, Firenze, Mauro Pagliai Editore, 2011

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di Giuseppe Panella*


Che cos’è l’inane secondo i versi di Lucrezio posti in esergo al romanzo di Lia Tosi (namque est in rebus inane, De Rerum Natura, libro I, v. 329) ?

E’ il vuoto tra gli atomi che, scivolando e seguendo la loro naturale inclinazione (clinamen), vanno a realizzare i corpi che compongono l’universo da essi costituiti e che non è, di conseguenza, compatto e pieno (come si potrebbe pensare) ma in gran parte libero e senza obblighi necessitanti in modo da permettere la libera scelta di movimento agli esseri che ne fanno parte. L’inane è, per questa ragione, il vuoto intorno agli esseri, la dimensione profonda in cui essi navigano alla ricerca di una rotta adeguata alla realizzazione dei loro intenti e dei loro sogni passati.

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“La vita e lo sguardo”. Intervista a Emerico Giachery

Recensione e intervista di Giovanni Agnoloni

da Postpopuli.it

La vita e lo sguardo (ed. Fermenti) è un’opera di grande pregio del Prof. Emerico Giachery. Di pregio non tanto perché è l’opera di un grande accademico (qual pure egli è), ma sopratutto di un profondo umanista. Questo saggio è un viaggio tra gli autori che popolano la sensibilità di un fine osservatore, italianista e comparativista, nonché viaggiatore, che alterna meditazioni letterarie su temi attinenti allo spirito dell’uomo a ricordi personali di diversi luoghi d’Italia e d’Europa in cui quello spirito l’ha vissuto personalmente, percependolo nei paesaggi e negli incontri con le persone.

Abitare poeticamente la terra, s’intitola il primo capitolo, come un suo libro precedente e sembra un manifesto letterario: coglie l’energia, l’anima del mondo, in un dialogo che spiriti sottili come quelli di Carl Gustav Jung e James Hillman hanno saputo intuire.
Poeti e filosofi tedeschi, come Rilke e Heidegger, e poi Leopardi, Montale, Ungaretti, Czes?aw Mi?osz e tanti altri cantori del cosmo e dell’intimo sono gli interlocutori ideali del Prof. Giachery.
Ma c’è di più. La dynamis intima di questo percorso attinge a riflessioni di un pensatore come Benedetto Croce, ma anche di mistici come Karol Wojty?a e di scienziati come Rita Levi Montalcini, e alle pagine di narratori come Giovanni Verga e Italo Calvino. Senza dimenticare i musicisti, tra cui Ludwig van Beethoven e Richard Wagner. Continua a leggere→

89. Un giorno caldo di giugno

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da qui

Ti viene un dubbio: che tutta questa storia sia un modo per fare i conti col passato, che dentro te ci sia qualcosa che non riesci ad accettare e hai bisogno di tradurre in racconto, per vedere le scene da vicino e convincerti una buona volta che ciò che è stato è stato e nessuno ha il potere di cambiarlo. Continua a leggere→

88. Sul lungofiume

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– E’ più forte di te, Dante, non sai scegliere.
– E’ questo l’aiuto che mi dài?
– Ti ho portato qui per capirci qualcosa, per associare anima e paesaggio, l’unico modo, a volte, per strappare una notizia in più dal pozzo dell’inconscio.
Quai des Celestins si affaccia sulla Senna. Ti ha chiesto di guardare, e basta. La prima cosa che noti è il muretto grigio che separa la strada dall’ansa verde del fiume. Continua a leggere→

La bellezza della scrittura o la scrittura della bellezza secondo Fabrizio Centofanti

di Guido Michelone

Per chi ancora non conosca l’opera di Fabrizio Centofanti, vale la pena leggere dapprima il nuovo e terzo romanzo È la scrittura, bellezza!, per Clinamen, e poi salire a ritroso tra l’abbondante bibliografia; ci sono i precedenti narrativi, Ecco l’uomo e Nessuno è più importante di te, e soprattutto tanta critica come i saggi sugli scrittori Clemente Rebora e Italo Calvino che rappresentano antinomicamente i numi tutelari di una ‘penna’ anomala per la letteratura italiana. Ma è importante scoprire una sorta di trittico ideale composto, fra il 2008 e il 2011, per Effatà, da Prêt(re) à porter, Non superare le dosi consigliate, Guida pratica all’eternità: i tre volumetti, solo in parte ascrivibili alla forma dei racconti, sembrano un po’ la premessa culturale (e forse anche teorica) a quanto si legge ora appunto in un libro che, giocando su una frase tipica del mondo mediatico – ‘è la stampa, bellezza’ – più volte citata nei film americani, appare con umoristica intelligenza non solo un monito alla riflessione, ma soprattutto un elogio profondo alla ‘bellezza della scrittura’ e specularmente un invito fraterno alla ‘scrittura della bellezza’. Continua a leggere→

Il futuro dell’uomo non è solo nella scienza

di Vito Mancuso

Non guardo con sfavore al progresso scientifico, dei cui benefici godo come essere umano e le cui acquisizioni teoretiche cerco di introdurre nella mia modalità di vedere il mondo (filosofia e teologia) e di coltivare la dimensione contemplativa della vita (spiritualità). Però diffido della scienza e della tecnologia quando manifestano un complesso di superiorità culminante in una sorta di gelosa autarchia che si può riassumere così: gli scienziati hanno il potere di intervenire sulla natura umana, l’umanità si deve fidare perché grazie a loro la vita sarà migliore. Continua a leggere→

87. Da oggi

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da qui

Ti senti solo. Scendi dalla torre pensando sia tutta un’illusione: l’estasi là in alto, l’immaginazione di te morto sul selciato, l’idea che finalmente possa concludere qualcosa, la domanda di Fofner, la macchia blu del fiume in mezzo alla massa bianca e grigia delle case. Continua a leggere→