4. Dintorni

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da qui

Per quanto tempo ha squillato il telefono? E’ in momenti come questi che scopri la tua ansia: perché non risponde? Che sarà successo? Pensi alle evenienze più terribili, poi ti dici no, sono paure che arrivano da chissà dove, dai traumi di bambino, dalla carica emotiva di un passato sprofondato nell’oblio. Continua a leggere→

I LIBRI DEGLI ALTRI n.7: La canzone amara della metropoli e la danza della morte senza senso. Marilù Oliva, “¡ Tú la pagaras !”

La canzone amara della metropoli e la danza della morte senza senso. Marilù Oliva, ¡ Tú la pagaras !, Roma, Elliot, 2010

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di Giuseppe Panella*


«Mi arrivano, dallo stereo dell’automobile, le parole di una salsa che ho cantato allo sfinimento: tú la pagarás tú la pagarás, tú la pagarás en la vida tú la pagarás, mal agradecida. Tu la pagherai. La canzone mia e di Thomás. La canzone senza senso, machista e puritana, che relama una vendetta d’amore per il maschio che è stato abbandonato» (p. 205).

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I quattro eurofalsi


Da MICROMEGA

Di Sergio Cesaratto, Emiliano Brancaccio, Antonella Stirati e Claudio Gnesutta, da Left-Avvenimenti, 23 giugno 2012

Quattro economisti italiani smontano i quattro più importanti “luoghi comuni” che riempiono le pagine dei giornali, nei giorni precedenti al vertice di Bruxelles del 28 e 29 giugno, nel quale si deciderà il futuro dell’Europa. Tesi economiche ripetute come un mantra, eppure false sul piano teorico ed empirico. Quattro economisti “critici” ci spiegano perché le tesi fondamentali dell’economia neoliberista non sono la soluzione, ma il problema.

1. Per salvare l’euro serve un’Europa politica basata sull’austerity? NO.

di Sergio Cesaratto

Assolutamente no se per Europa politica si intende ciò che ha più volte ripetuto Angela Merkel. L’Europa che ella prefigura è assai inquietante: una definitiva espropriazione della libertà democratica dei cittadini sulle decisioni in materia di bilancio, accentrate a Bruxelles. In cambio la Germania propone un “fondo di redenzione” in cui i Paesi metterebbero in comune il debito eccedente il fatidico 60 per cento del Pil, impegnandosi a restituirlo in una ventina d’anni. Null’altro che un rafforzamento del cosiddetto fiscal compact già imposto da Berlino: due decenni di austerità assicurata in una Europa divisa fra ricchi e poveri. È questa una prospettiva inaccettabile e disastrosa. Più Europa servirebbe, invece, se l’obiettivo fosse quello di assicurare la crescita delle aree più svantaggiate. Qualsiasi soluzione deve rispondere al problema alla base della crisi: la moneta unica ha aggravato i differenziali di competitività fra le economie europee deboli e forti. Continua a leggere→

3. Dentro una storia

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da qui

Una volta mi veniva così, di getto, come suonare al pianoforte. Vedevo immagini e sbocciavano parole, come l’erbaccia nel giardino, che il vecchio giardiniere non fa in tempo a estirpare e subito spunta più robusta e indomabile di prima. Continua a leggere→

Provocazione in forma d’apologo 223

Tempo fa una scampanellata imperiosa a un’ora insolita mi ha fatto correre alla porta. Avendo ricevuto come risposta al mio “Chi è?” un bofonchio incomprensibile ho comunque aperto, e senza chiedere permesso è entrato un tale che, come conoscesse già l’appartamento, è subito andato in salotto dove si è sprofondato sul divano, guardando poi verso di me con un sorriso furbo.
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1. Fuori luogo

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da qui

E’ la prima volta che lo noti: un inciampo, una perdita di ritmo; come se le dita, all’improvviso, non rispondessero più come una volta, fossero gambe claudicanti che arrancano su una scala a gradini bianchi e neri. Dovresti parlare col medico, confidargli subito il sospetto. Continua a leggere→

Nel fare poetico di Gianmario Lucini. “Monologo del dittatore”

Nel fare poetico di Gianmario Lucini. Monologo del dittatore, Edizioni CFR, 2012 , pp. 104, € 12,00

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di Antonino Contiliano

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Una scrittura poetica che si misura con la storia e ne fa materia di elocuzione lirica con l’insieme del parco ideo–logico che denota e connota il suo esser-ci – pur nella circolarità dell’“eterno ritorno” (nietzschiano) riformulato con l’immagine calviniana rivisitata (“un viaggiatore invisibile / […] / che […] / si trovi a vivere diversi istanti // nel medesimo luogo – dove nel futuro / saranno altre presenze / indifferenti –.”, Racconto, p. 9) – non può essere letta che epicamente straniante. Epica in quanto parola che racconta l’accaduto e il travaglio dell’accordare l’empirico e il razionale, la prassi e l’ideale; epica anche nel senso di una produzione poetica che, ponendosi quale punto di vista straniante che separa e distanzia la veduta, costantemente tuttavia relaziona tra loro gli elementi costituenti la strutturazione linguistica che simboleggiandola la mima.

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99. Il cerchio

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da qui

La piazza è perfetta per uno spettacolo del genere: un cerchio circondato da palazzi d’epoca, infarcito di ristoranti e bar coi tavolini che raggiungono quasi il bordo estremo dello stretto marciapiede. Le auto scorrono lente, incuriosite dalle luci intense e dalla musica che culla in una nenia dolce le orecchie rapite degli astanti. E’ questo lo scenario in cui il romanzo raggiunge, finalmente, la sua meta. Continua a leggere→

98. E’ morto

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da qui

Non ti saresti aspettato un incontro così strano. L’uomo sparito all’improvviso, come avesse l’appuntamento più urgente della vita; lei rimasta lì davanti, pensierosa, indifferente al fatto che ti fai vicino, che ora, addirittura, le accarezzi i capelli lunghi e ricci. Cos’è successo? Provi a domandarglielo, ma non risponde nulla. Continua a leggere→

SOVRANITA’ IN CADUTA LIBERA

Il cammino verso la spoliazione totale di sovranità e di indipendenza economica del nostro Paese sta procedendo a tappe serrate.
Il Parlamento italiano sta per approvare il trattato che istituisce il MES – Meccanismo Europeo di Stabilità (ESM, European Stability Mechanism). (Questo il link per scaricare il testo integrale e leggerlo: http://www.european-council.europa.eu/media/582889/08-tesm2.it12.pdf )
I media, inspiegabilmente, non ne parlano. Le implicazioni di questo trattato sono inquietanti e facilmente intuibili, andando a incidere fortemente non solo sulle finanze e sul patrimonio pubblico del nostro Paese, ma sulle nostre  esistenze e aspettative future. Continua a leggere→

“Meditazioni al femmile”, di Michela Zanarella

Recensione di Giovanni Agnoloni

da Postpopuli.it

La poesia di Michela Zanarella sa di canto, nel senso classico del termine e in quello più letterale. Ce lo dimostra la raccolta Meditazioni al femminile (Sangel Edizioni).
Partiamo dal primo aspetto: il tema di fondo è l’amore, universale fonte d’ispirazione per tutti i poeti e, in fondo, essenza stessa dell’anelito artistico, inteso come tendere a asintoticamente, cioè avvicinandosi – senza (forse) mai raggiungerlo – a quel punto intimo in cui l’anima individuale e quella cosmica s’incontrano. È un eros in senso platonico, ma non solo.
I suoi versi, sull’onda di grandi voci classiche della poesia femminile – da Saffo a Vittoria Colonna – vanno a cogliere punti vivi e vibranti, carnosi e carnali, della relazione d’amore, in cui l’afflato umano e fisico si espande dalla coppia alla natura intera. Continua a leggere→

97. Estasi

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da qui

Hai fatto bene a lasciare Marika e tornare qui, appena in tempo per sentire bussare alla tua porta. Inutile chiederti chi sia, ormai ne sei sicuro: manca solo lei all’appello della storia, che volge al termine ed è pronta a rendere conto di ogni nodo da sciogliere, di ogni enigma da chiarire. Continua a leggere→

Gualberto Alvino. *La parola verticale. Pizzuto, Consolo, Bufalino*, Loffredo Editore 2012

Prefazione di Pietro Trifone:

Prima di copertina

Sembra che nell’orizzonte della scrittura contemporanea non possa più trovare un posto di rilievo il tradizionale lavorio della forma, la ricerca dell’espressione nobile e ornata. Messa in crisi dalla lingua di plastica e dallo stile semplice, dalle frasi fatte e dall’insolenza gratuita, dagli sms, dai tweet e dai post, la parola inusitata e difficile — la parola verticale, maestosa e impervia come una parete dolomitica — viene ormai considerata quasi alla stregua di un presuntuoso rompiscatole da tenere a debita distanza. Sorte non dissimile è toccata alla callida iunctura dei nostri cari e ormai polverosi manuali di retorica, la combinazione di parole insieme raffinata, estrosa e pregnante. Continua a leggere→

96. Due biglietti

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da qui

– Come sei arrivato fino a qui?
Mario ha la stessa faccia di sempre, da bambino muto; fissa Dante con gli occhioni grandi e neri, quasi cercando da lui la risposta alla domanda.
– E’ stato l’uomo che mi ha insegnato la canzone. Continua a leggere→

QUEL CHE RESTA DEL VERSO n.96: I versi che mai saranno prosa. Mauro Raddi, “Le cose della natura e festa!”

I versi che mai saranno prosa. Mauro Raddi, Le cose della natura e festa!, Pistoia, Tipografia Pistoiese, 2011

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di Giuseppe Panella*

“Dolcezza estrema / di sentimenti / che negli oggetti / inseguo. / Ma non aggancio: guardo / Da distante mi accosto: Così vivo / così sogno” (p. 279).
Sintetizzare criticamente il progetto che Mauro Raddi esplicita in questa che è la vera e propria summa di un percorso di ricerca condotto con forza espressiva e filosofica determinazione da un numero impressionante di anni (il suo primo libro qui antologizzato è del 1987) non è certo facile né forse fattibile senza un esame analitico in profondità.

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Cesare ODDERA, Niente parole d’amore per un fucile. Recensione di Narda Fattori

Cesare Oddera, Niente parole d’amore per un fucile, Edizioni CFR

Si può parlare dell’amore in molti modi perché ci sono diverse forme d’amore: quello carnale, sessuale, quello ermeneutico, della bellezza, quello disseminato su tutte le creature e su tutto il creato, quello platonico, quello adorativo, quello mistico, quello sofferente, quello gaudioso e trionfante,..
Tante forme d’amore possono ispirare tante forme di poesia anche se spesso quelle che ricordiamo sono i versi di Prévert o di Garcia Lorca, o di Neruda,… quelli che hanno nutrito la nostra adolescenza, struggimento dell’anima (e chi non ricorda” Barbara- Tre fiammiferi…- Posso dire le parole più tristi stasera,…”) ; sono versi del mistero dell’amore e del suo incanto, sono versi di sofferenza per la perdita o sull’incapacità di dirlo con le parole, con gli esatti gesti. Sono fulminazione di genio poetico. Sono numerosi i versi sull’amore, carnale e non; più frequentemente si parla dell’amore perduto, raramente di quello che si sta vivendo, perché è un sentimento abbastanza esclusivo: quando si ama non si scrive d’amore, semplicemente l’amore si vive. Ci sono poemi sull’erotismo, taluno prezioso, altri pencolanti pericolosamente sul volgare. Continua a leggere→

Sorteggio, di Lorenzo Chiuchiù

di Andrea Leone

Sorteggio, uscito per Marietti nella collana La Sabiana diretta da Davide Rondoni, è il secondo libro di poesia di Lorenzo Chiuchiù, e ci mostra il poeta perugino nella sua raggiunta maturità stilistica.
La poesia di Chiuchiù è eroica, impregnata di entusiasmo, romantica nel senso più stretto del termine, eppure aggiornatissima e dotata degli strumenti più moderni. Partendo dalla poesia francese dell’ottocento (Rimbaud in primis) Chiuchiù passa per Celan e Bonnefoy per arrivare a Milo De Angelis e a certe formulazioni della filosofia contemporanea. Continua a leggere→