“Nomen omen”, di Fabrizio Centofanti

È da poco uscito, con Photocity Edizioni, il volume poetico di Fabrizio Centofanti dal titolo Nomen omen, del quale  riportiamo qui l’introduzione del Prof. Giuseppe Panella.

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Giuseppe Panella

NOMINA SUNT CONSEQUENTIA RERUM.
La poesia di Fabrizio Centofanti

«La frase Nomen omen (o al plurale nomina sunt omina) è una locuzione latina che, tradotta letteralmente, significa “il nome è un presagio”, “un nome un destino”, “il destino nel nome” e deriva dalla credenza dei Romani che nel nome della persona fosse indicato il suo destino»
(dalla voce di WIKIPEDIA)

1. Tutto l’amore del mondo

Dopo la saggistica accademica (un libro su Calvino ateo ma affascinato da una possibile trascendenza “negata”, un saggio sulla poesia di Rebora), dopo gli scritti narrativi (in particolare una raccolta di osservazioni, aforismi e riflessioni su umano e divino), dopo la scrittura narrativa, Fabrizio Centofanti adesso approda alla poesia.
Sono testi redatti nel corso degli anni, legati spesso all’attualità del presente (eventi che collegano la contemporaneità alle sue radici profonde), attraversati dal desiderio di rendere conto della condizione umana nel suo rapporto con il trascendente e il suo mistero.
La poesia di Centofanti è sobria, con un lessico schietto e preciso, fatto di osservazioni spesso minute ma sempre con un tempo largo di apertura al futuro in cui speranza e carità si mescolano, si integrano, si ritrovano nelle azioni degli uomini e della loro (spesso) incomprensibile condotta.
Questa speranza e questa fiducia in un sogno di redenzione possibile sono giustificate dal fatto che tutte le poesie di questo libro, il primo scritto da Fabrizio Centofanti sotto veste di poeta lirico, sono poesie d’amore. Amore sacro e amore profano nelle sue liriche si intrecciano in un unico slancio amoroso nei confronto del mondo – non solo Dio, non solo ciò che va oltre il mondo ma anche (e soprattutto) le sue creature e le sue espressioni nella vita. L’uomo poeta non rifiuta nulla della realtà che gli passa sotto gli occhi di pastore d’anime. Continua a leggere→

Lezioni americane per scrivere e per vivere

http://www.rai.tv/dl/RaiTV/programmi/media/ContentItem-aae704e2-0c68-4abc-8c5f-62dd7cda3d35-radio1.html#p=0

Pubblico qui la registrazione della puntata di domenica 11 marzo della rubrica Il Viaggiatore, su Rai Radio 1, diretta da Massimo Cerofolini, che ringrazio di cuore per avermi invitato con la funzione di filo rosso tra gli interventi. Un omaggio prezioso alle Lezioni americane, capolavoro saggistico di Italo Calvino.

STORIA CONTEMPORANEA n.96: Fiori mortali. Andrea Gamannossi, “Sangue di rose. 3 noir e 13 ricette a base di fiori”

Fiori mortali. Andrea Gamannossi, Sangue di rose. 3 noir e 13 ricette a base di fiori, Firenze, Mauro Pagliai Editore, 2011

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di Giuseppe Panella*

«I fiori, nell’immaginario collettivo, sono quasi sempre associati all’amore. Questi variegati e multicolori prodotti della natura fanno parte di un binomio inscindibile fra il sentimento dell’uomo e il gentil sesso. Ma i fiori sono soltanto un simbolo di tenerezza? Oppure rappresentano anche qualcosa di veramente profondo, che va al di là della cognizione umana? Durante i funerali le chiese sono adornate di corone di crisantemi, rose, gigli e tantissime altre specie. Dunque il connubio fiori e amore non è l’unico e forse nemmeno così indissolubile. Forse ce n’è un altro

dal legame ancora più forte, un’attrazione quasi magnetica: fiori e morte. Amore e morte appartengono al destino di ognuno di noi e i fiori, forse, sono il filo conduttore del cammino terreno. L’amore e la morte. La vita e la morte. Tutti elementi essenziali che racchiudono in essi l’essenza pura del genere umano» (p. 7).

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Vivalascuola. Università: nessuna valutazione o troppe valutazioni?

Non già che mancassero leggi… le leggi anzi diluviavano… Con tutto ciò, anzi in gran parte a cagion di ciò, quelle gride, ripubblicate e rinforzate di governo in governo, non servivano ad altro che ad attestare ampollosamente l’impotenza de’ loro autori; o, se producevan qualche effetto immediato, era principalmente d’aggiunger molte vessazioni a quelle che i pacifici e i deboli già soffrivano. (A. Manzoni, I Promessi Sposi)

La valutazione nell’Università e il valore legale del titolo di studio
di Ludovico Pernazza*

Sulla valutazione nell’Università si sono pronunciati ministri, economisti, sindacati, associazioni, personalità del mondo della ricerca e dell’istruzione e – ovviamente – membri del personale universitario e degli Enti di ricerca; fare ordine nella questione è un’impresa difficile quasi quanto rintracciare nella storia l’origine delle discussioni circa l’altro tema di questo intervento, l’abolizione del valore legale del titolo di studio. Continua a leggere→

97. La parte che mancava

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da qui

Non credi ai tuoi occhi, non pensavi che nella vita potessero accadere certe cose. Stai cantando: sei matta? L’esistenza è davvero una busta di giocattoli, la possibilità di rischiare tutto, anche la pelle, in un supermercato per esempio, dove un uomo di nome Marius ti spara addosso e il proiettile ti accarezza la guancia come un amante appassionato, e prendi il tuo uomo per il braccio e lo trascini via, come se il romanzo fosse un luogo da cui evadere, un posto dove non sei al sicuro, e allora via, con i ricci al vento, i capelli rossi che lo hanno stregato, perché ognuno è vinto da qualcosa, si arrende a una bellezza, si lascia rovesciare, cambiare alla radice, non è l’amore la forza che ti cambia? Continua a leggere→

96. Dimmelo!

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da qui

Perché ti viene in mente un labirinto? Pensi che la vita ti ha fregato un altra volta. Può esserci un’uscita? Ti accucci in un canto, mentre Fawzi continua a disegnare schemi, piegato su carte sempre più scarabocchiate, come preso anche lui in labirinti in cui ogni svolta dev’essere appuntata, ogni angolo che potrebbe sbucare in uno slargo, una piazza, uno straccio di risposta a problemi di cui si perde il filo. Vorresti ritrovarti in classe, coi bambini che chiedono perché, e tu con la soluzione falsa sempre pronta. Continua a leggere→

Happening di manganelliani a Roma

Ricevo da Lietta Manganelli questo comunicato sul work in progress del prossimo raduno manganelliano.

L’evento si svolgerà in un week end, sabato e domenica, il 21 e 22 aprile 2012, abbiamo ottenuto una risposta positiva di massima dal Centro sociale Brancaleone di Roma, certamente non nuovo alla realizzazione di eventi culturali. Lo scopo è proprio quello di permettere la fruizione di un autore come Giorgio Manganelli da parte di un pubblico più giovane, pubblico che sta sempre più dimostrando un estremo interesse per questo stralunato scrittore Continua a leggere→

Narda FATTORI – Le parole agre. Recensioni di Bruno Bartoletti e Franco Casadei

Le parole agre di Narda Fattori

Riflessioni di lettura di Bruno Bartoletti

Con questo ultimo libro, Le parole agre, pubblicato da L’arcolaio, Narda Fattori compie il suo percorso di ricerca, una ricerca che fa della parola la sua essenza, il suo pensiero dominante. Un percorso che parte da lontano, già dalle sue prime pubblicazioni, direi da sempre, se compito del poeta è quello di “dare il nome alle cose”, secondo un antico principio di Mario Luzi. In uno dei suoi primi libri, L’una e i falò, pubblicato da Il Vicolo nel 1998, già Narda Fattori sentiva urgere questo rapporto come essenziale del fare poesia (“chiamare le cose per nome / è dirti presente in un luogo”) in un procedimento che tende a scardinare, a prosciugare per mostrare il pensiero nella sua nudità; così in Cronache disadorne la parola si faceva essenziale, asciutta, scarna, rigorosa. Continua a leggere→

Effekappa a Cosenza

Si è svolta nelle prestigiose sale della libreria Ubik di Cosenza la presentazione dell’ultima raccolta poetica di Franz Krauspenhaar dal titolo “Effekappa” (Zone editrice 2011). Autore tra i più prolifici e interessanti del panorama letterario italiano, di madre calabrese e padre tedesco, Franz Krauspenhaar (Milano 1960), è autore di diversi titoli narrativa, tra i quali si ricordano almeno “Era mio padre” (Fazi 2008), “Un viaggio con Francis Bacon” (Zona 2010), “1975” (Caratterimobili, 2010), e di racconti per numerose antologie. Dopo “Franzwolf, un’autobiografia in versi” (Manifattura Torino Poesia 2009), “Effekappa” è la sua seconda silloge poetica, che offre una varietà di temi e situazioni estremamente suggestive che appassionano il lettore a primo impatto. Continua a leggere→

95. Se un giorno

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da qui

– Che ne pensi?
– Abbiamo fatto il possibile.
– E’ come se mancasse un tassello, non ti pare?
– Non si può far quadrare sempre il cerchio.
– Fa male, ma è così.
– Le ho detto il nome.
– E’ proibito farlo, lo sai bene.
– La legge non basta, certe volte.
– E’ una fatica: sono stato tentato di tirarmi indietro.
– Se ci arrendiamo noi, saranno persi.
– Fausto è a buon punto: l’ho visto rifiutare la proposta del successo.
– Non si sa mai. Sono anni che il cuore si è indurito.
– Esistono i miracoli. Deve succedere qualcosa d’importante, che lo strappi alla prigione dell’io.
– A volte ho paura che non cambino, che non ci sia più nulla da tentare.
– Non dire così, Aldebaran. Siamo noi che dobbiamo sostenerli.
– Sono bambini che non vogliono crescere.
– Ci vuole pazienza, perché ritrovino la strada.
– Tu l’hai trovata?
– Che dici, Aldebaran?
– Ti sei mai sentito innamorato?
– Lo sai che non possiamo.
– E se un giorno capitasse?
– Non deve capitare.
– Ma se un giorno capitasse?
– Credi che non abbia avuto dubbi?
– Rispondimi: se un giorno capitasse?
– Pensiamo a loro.
– Certo.
– Non sei convinto?
– A volte, quando suono, mi sembra che le luci s’incontrino, facciano dei giochi, come corse, inseguimenti.
– Sei tu l’inseguitore, Aldebaran.
– Cerca di capire: si rincorrono, non sanno fare a meno le une delle altre.
– Quanto resta, della notte?
– Poco, manca poco.

Morte di un poeta sperimentatore: Elio Pagliarani

«Piove. Mercoledì. Sono a Cesena, / ospite della mia sorella sposa, / sposa da sei, da sette mesi appena. / Batte la pioggia il grigio borgo, lava / la faccia delle case senza posa, / schiuma a piè delle gronde come bava. // Tu mi sorridi e io sono triste. Forse / triste è per te la pioggia cittadina, / il nuovo amore che non ti soccorse, // il sogno che non t’avvizzì, sorella, / che guardi me con occhio che si ostina // a dirmi bella la tua vita: bella, / bella! Oh bambina, sorellina, o nuora, / o sposa, io vedo tuo marito, sento / a chi dici ora mamma, a una signora; // so che quell’uomo è il suocero dabbene che dopo il lauto pasto è sonnolento, / il babbo che ti vuole un po’ di bene»
(Marino Moretti)

Elio Pagliarani all’epoca dei Novissimi

Dopo la morte improvvisa e inopinata di Antonio Porta nel 1989, la scomparsa di Alfredo Giuliani nel 2007 e la fine improvvida di Edoardo Sanguineti nel 2010, la figura di Elio Pagliarani era rimasta a stagliarsi, quasi ne fosse stato il nume tutelare, sullo sfondo di una stagione poetica ormai tramontata, eppure ancora in grado di insegnare molto agli scrittori e ai lirici della presente generazione. Continua a leggere→

Bahman Ahmadi-Amouee – Lettera alla moglie dal carcere iraniano di Evin

Cara Jila,
mi sveglio presto in questi ultimi giorni e la prima cosa che faccio è uccidere le formiche. Tante formiche in inverno? Non so cosa sta succedendo. La cosa interessante è che c’è una lunga fila di formiche vicino al mio letto. Quindi il loro nido deve essere nelle vicinanze. Ora, dopo aver ucciso cinquanta o sessanta formiche al giorno per diversi giorni, nessuno potrà dire “Bahman è una brava persona, che non ha fatto mai male nemmeno a una formica”. Anche se non ho mai dato un tale definizione di me stesso in passato. Continua a leggere→

94. Sul muretto

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da qui

Forse è l’ultima volta che vieni qui a cercare ispirazione. Ne hai fatta di strada. Qualcosa hai capito, dopotutto. La città è un mistero che si rivela a poco a poco. Vedi il fiume che si allunga all’orizzonte, come una vena, un serpente, un braccio che stringe le case e i monumenti, le vie con i negozi, gli oggetti che ricordano, che cosa?
– Sono felice.
– Anch’io.
– Parlami di te. Continua a leggere→

Romanzo per signora, di Piersandro Pallavicini

I libri sono specchi che riflettono le nostre anime, sono scrigni che, a volte, temiamo di aprire, sono amici che ci dicono tutta la verità, sono viaggi che compiamo sui confini delle nostre vite.

I libri ci accompagnano, ci guidano, ci ossessionano, a volte. I libri si fanno trafiggere da noi che li leggiamo e, al contempo, trafiggono il nostro io, lasciando indelebili tracce: tracce di sogni, di sentimenti, di sudate vittorie, di improvvise sconfitte, di amori, di odi, di imperscrutabili e impensabili confronti con le nostre coscienze.

I libri sono dei, sono demoni, sono feticci. I libri sono la salvezza e anche la condanna, il problema e la soluzione, la preghiera e la maledizione.

I libri sono i testimoni e gli interpreti dell’insopprimibile desiderio di raccontare e di raccontarsi che l’umanità da sempre porta celato nel cuore.

E Piersandro Pallavicini racconta e ci racconta una storia. Una storia fatta di libri, di chi li legge e di chi li scrive, di chi li vive e di chi, invece, è da essi vissuto.

Una epifania picaresca, che lentamente dischiude se stessa come solo potrebbe fare un’ostrica degustata sulla Promenade des Anglais. Una epifania picaresca che attraversa una vita, che attraversa più vite, che attraversa presunti trionfi e ineludibili decadimenti, che attraversa realtà che appaiono fittizie e finzioni che invece e paradossalmente sembrano più vere della realtà stessa.

Romanzo per signora è un viaggio al termine di tutto, è una storia che tiene in sé tutte le storie, è un libro che si trasla in altri libri ed è da essi, a sua volta, traslato.

Romanzo per signora è l’irrinunciabile baedeker per comprendere i nostri tempi.

Piersandro Pallavicini, Romanzo per signora, Feltrinelli, pagine 267, euro 17,00.

La poesia al tempo della crisi

La giusta collera. Scritti e poesie del disincanto e L’impoetico mafioso. 105 poeti per la legalità. Due presentazioni per due raccolte poetiche. Sabato 10 marzo a Marsala e domenica 11 marzo a Trapani. Continua a leggere→

Apertura delle iniziative per il Centenario della nascita di Fosco Maraini

1912-2012 Fosco Maraini

Ponti fra culture

  

Lunedì 12 marzo 2012, ore 17, Firenze, Palazzo Vecchio, Salone dei Cinquecento

Apertura delle iniziative per il Centenario della nascita di Fosco Maraini

Saluti delle Autorità

Intervengono

FRANCO CARDINI Fosco Maraini e l’etica della curiosità

FRANCO MARCOALDI Fosco Maraini e la Rivelazione Perenne

Coordina

DACIA MARAINI

Promosso da:

GABINETTO SCIENTIFICO-LETTERARIO G.P. VIEUSSEUX

COMUNE DI FIRENZE

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Informazioni
Gabinetto G.P. Vieusseux, Piazza e Palazzo Strozzi, 50123 Firenze Tel. 055.288342 Fax 2396743 e-mail [email protected]

Amsterdam che luce c’era?

Introduzione di Giovanni Agnoloni, testo narrativo di Marino Magliani

Da Postpopuli.it

Prendete questo testo sulla luce di Amsterdam, di Marino Magliani – autore italiano nato nell’entroterra di Imperia ma residente da molto tempo ad IJmuiden, vicino ad Haarlem – come un’introduzione o un’ouverture del suo romanzo Amsterdam è una farfalla (Ediciclo): una storia che ha per protagonista quello che è un suo doppio, un alter ego letterario che dopo tutto è lui, incaricato, com’è veramente successo, di scrivere un libro sulla sua città. Così si è immaginato immerso in tante diverse sfaccettature e direi quasi rifrazioni luminose della capitale olandese, con i suoi canali, la sua pioggia e i suoi squarci di luce. Guidato dal suo Virgilio-Caronte, un traduttore espertissimo di storia locale, in sella a una bicicletta.

Una storia ardita e lumpen, archeologica e bolañiana, degna di una penna raffinata, che, dopo aver prodotto opere del calibro di Quella notte a Dolcedo, La tana degli Alberibelli (entrambe edite da Longanesi) e La spiaggia dei cani romantici (Instar), con questo libro torna a uscire dal suo universo d’elezione, la Liguria della sua infanzia rivisitata da lontano, per immedesimarsi in quel mondo, l’Olanda, che la vita lo ha portato a scegliere, così diverso, con la sua orizzontalità, dalle terrazze delle colline liguri.

Ne risulta un itinerario parzialmente dentro, ma soprattutto fuori dagli schemi, che lambisce la Amsterdam turistica per immergersi in luoghi che i più non conoscono, svelando retroscena storici, architettonici, sociali, urbanistici e gastronomici di quella che resta una delle capitali europee più affascinanti e imprevedibili.

Accompagnano queste righe delle foto di vari scorci di Amsterdam scattate da Bart Bokslag, fotografo olandese.

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93. Qualcosa che non va

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da qui

Cosa aspetti? Chissà se e quando lo potrai vedere. Non puoi restare qui tutta la vita. Non hai mangiato, sei stanca, senti ancora il dolore acuto sulla fronte: da un momento all’altro crollerai, anzi, sei già crollata.
– Ti ho trovata.
– Per poco mi ammazzavi.
– Lo sai che non sbaglio un colpo: se avessi voluto, l’avrei fatto.
– Hai rapinato altri negozi?
– E’ il mio mestiere. Continua a leggere→

L’illuminismo libertino di Sade républicain

Donatien Alphonse François de Sade, Ancora uno sforzo… Rivoluzioni e profanazioni del gran maledetto, Nuovi Equilibri, 2012, pp.152, 13,00 €

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di Antonino Contiliano

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L’editrice Stampa Alternativa, nella nuova collana “Fiabesca BenedettiMaledetti, curata dallo scrittore e critico Stefano Lanuzza, pubblica il suo primo volume (Français, encore un effort si vous voulez être républicains, Roma 2012, pp. 149, € 13,00). Di questo primo libro, dedicato al pensiero politico di Donatien Alphonse François de Sade – la penna della più “sfrenata immaginazione erotica” (p. 21); lo scrittore accusato (solo a causa dei suoi libri) di “empietà, oscenità e perversione” (p. 25) e proposto dallo zio abate per l’internamento in manicomio” (p. 20) perché segnalato come pazzo –, l’autore è anche lo stesso Lanuzza.
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