Birgitta Trotzig, nata a Goteborg nel 1929 è una scrittrice e poetessa svedese non ancora molto nota in Italia (non almeno come meriterebbe), sebbene abbia al suo attivo diversi riconoscimenti internazionali e sia stata eletta, nel 1993, membro dell’Accademia svedese.
La Trotzig ha scritto diversi romanzi e poesie dove – spinta dalla sua forte fede cattolica e da una potente impronta visionaria – affronta temi a lei cari, quali: la morte, la resurrezione, l’amore.
Di recente la Mondadori ha pubblicato una raccolta di poesie curata da Daniela Marcheschi: “Nel fiume di luce. Poesie 1954-2008? (€ 13,00 – p. 251).
Ho chiesto a Daniela Marcheschi di mettere a nostra disposizione la sua introduzione al libro, che pubblico qui in esclusiva. Ne approfitto per ringraziarla.
Massimo Maugeri
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La zuppa
Due inediti di Fernando Coratelli

APOLIDE
Se di parole sparlai
Di silenzi non mutai
In folla eccitata
Da ipermercati Continua a leggere
Luigi Di Ruscio Cristi polverizzati
Luigi Di Ruscio Cristi polverizzati ,Le lettere, pag.319, euro 25,00 ( nella foto Luigi Di Ruscio e Massimo Raffaeli)
Con un lapidario e toponomastico “Firmum” firmava le sue poesie Luigi Di Ruscio, pseudonimo che suona non solo come trasparente omaggio alla sua città natìa, ma anche da luminosa antifrasi, quasi da manuale, rispetto alla particolare natura non solo di quei testi, ma anche del suo autore. Continua a leggere
“Un anno dal botto, 12 dicembre 1970” (estratto da SETTANTA, Marsilio editori)

[Le pagine che seguono sono state estratte dal romanzo Settanta di Simone Sarasso, in libreria da poche settimane, «secondo capitolo della “trilogia sporca”, un trittico noir sui misteri e le trame della Storia d’Italia dal dopoguerra a Tangentopoli». Ringrazio l’autore per aver gentilmente concesso la pubblicazione del testo su La poesia e lo spirito. f.s.]
“Mortacci…”, Nando schivò e si cacciò le mani in testa. Il cuore a palla: “Ma che ce so venuto a ffa a Milano?”
Nando aveva strizza, i fumogeni non li aveva mai visti.
Nando non sapeva che fare.
Era una vita che non sapeva che fare: a Milano c’era finito per sbaglio, sempre appresso alla fica e alla libertà.
Suo padre glielo diceva sempre: “Libertà è ‘na parolaccia per quelli come a te… Voialtri nun sapete un cazzo e ve credete i padroni der monno.”
Nando aveva annuito, per la centesima volta; è meglio abbassare la testa che pigliarsi gli schiaffi. Continua a leggere
STORIA CONTEMPORANEA n.12: Le sorprese della vita e le sicurezze della matematica. “Il destino delle nuvole” di Paolo Codazzi
Negli anni tra il 1896 e il 1901 (rispettivamente nel 1896, 1897, 1899 e 1901), Anatole France scrisse quattro brevi volumi narrativi (ma dal taglio saggistico e spesso erudito) che intitolò alla fine Storia contemporanea. In essi, attraverso delle scene di vita privata e pubblica del suo tempo, ricostruì in maniera straordinariamente efficace le vicende politiche, culturali, sociali, religiose e di costume del tempo suo. In particolare, i due ultimi romanzi del ciclo presentano riflessioni importanti e provocatorie su quello che si convenne, fin da subito, definire l’affaire Dreyfus. Intitolando Storia contemporanea questa mia breve serie a seguire di recensioni di romanzi contemporanei, vorrei avere l’ambizione di fare lo stesso percorso e di realizzare lo stesso obiettivo di Anatole France utilizzando, però, l’arma a me più adatta della critica letteraria e verificando la qualità della scrittura di alcuni testi narrativi che mi sembrano più significativi, alla fine, per ricomporre un quadro complessivo (anche se, per necessità di cose, mai esaustivo) del presente italiano attraverso le pagine dei suoi scrittori contemporanei. (G.P)
12. Le sorprese della vita e le sicurezze della matematica. Paolo Codazzi, Il destino delle nuvole, Faenza, Mobydick, 2009
«Viaggiava molto Fulvio e generalmente in città e luoghi dove avrebbe potuto partecipare a convegni di matematici, o visitare modesti musei istituiti nelle case abitate da alcuni dei grandi manipolatori di numeri della storia o da scienziati di altre discipline arricchite dalla loro opera anche in virtù della grande fede nella matematica come chiave necessaria per tutte le porte all’apparenza chiuse dell’universo. Qui reclutava forti emozioni osservando i semplici oggetti di vita conservati, sorprendendosi di come anche la scelta degli stessi contribuisse a completare a personalità degli studiosi digerita dalla lettura delle biografie, individuando riferimenti diretti tra le cose utilizzate e il pensiero di questi uomini, per come ogni forte personalità riesca a modellare oggetti comuni apparentemente irriconoscibili nella universale diffusione, trasferendo in essi inanimati un brandello della propria anima e restituendoli unici come un’opera d’arte all’attento osservatore» (pp. 46-47).
Un gioco da ragazzi
“Upupa, ilare uccello calunniato” – di Mauro Candiloro

Upupa, ilare uccello calunniato
dai poeti, che roti la tua cresta
sopra l’aereo stollo del pollaio
e come un finto gallo giri al vento;
nunzio primaverile, upupa, come
per te il tempo s’arresta,
non muore più il Febbraio,
come tutto di fuori si protende
al muover del tuo capo,
aligero folletto, e tu lo ignori.
Lirica appartenente alla stagione miracolosa degli Ossi brevi, si situa quasi in chiusura di sezione, in posizione estremamente marcata, quasi il poeta volesse affidarcela come exemplum della presenza animale della raccolta in questione.
L’upupa montaliana è ascrivibile alla categoria che Derrida definisce degli “animots” , intraducibile neologismo della lingua francese composto dalle parole “animaux” e “mot” (parola), coniato dal filosofo algerino per superare la tradizione filosofica (da Aristotele a Heidegger) secondo la quale l’essenza dell’animale è ontologizzabile sotto il paracadute della categoria assoluta “Animale”; premettendo che ogni discorso sull’animalità sia inevitabilmente «dell’uomo, ma per l’uomo e nell’uomo» , Derrida prova a scavalcare l’aporia proprio tramite il neologismo animot, che sorge dalla volontà di «collegare in un unico corpo verbale tre parti eterogenee» : Continua a leggere
“Fermenti”/’09: un filo rosso. Recensione di Antonino Contiliano
Questo numero 233 di Fermenti (direttore: Velio Carratoni, Roma 2009) cuce le diverse finestre di lettura – bloc notes, saggistica, arte, cultura, narrativa, poesia, aforismi (Domenico Cara: “Quel “museo delle cere” dove tutto è ostativo e applicato alla storia” […] “Le restaurazioni non fermano la storia, anzi la dettano al rovinoso gioco bellico (complice il tiranno)”,pp. 265, 269), interviste, recensioni, altra letteratura, anniversari, rievocazioni, editoria, costume, inserto Fondazione PIAZZOLLA (teatro, interventi, manifestazioni, premi e traduzioni) – con un filo rosso. Si tratta di un affilato che, come una lama di tagliente lucidità, affonda nella ricerca e nella ricognizione del pensare e dello scrivere sveglio e penetrante. Un taglio che, sventagliando nel tempo e fra i suoi intrecci, si mette a disposizione del lettore come un campo di esercizio critico e intelletto pubblico di soggetti non avvezzi al silenzio e alla “guida” altrui; soggetti di “sapere aude” e di interpret-azione – poeti, narratori, critici, artisti, recensori (Donato Di Stasi, La tecnica del montaggio atonale: “…Balestrini pare uno dei pochi poeti a poter vantare, se non un pubblico vero e proprio, almeno una certa attenzione per i suoi lavori, proprio per l’aver da sempre optato per una scrittura engagée, travalicando la poesia-refrain, tardivamente lirica e ingenuamente realistica…”, p. 303) … – che non rinunciano alla propria soggettivazione straniante, anzi. Vero è, infatti, che la rivista Fermenti/’09 (numero 233) n’è luogo di osservazione interno/esterno – dove gli altri possono s-guardare –, sonda di ricerca ed esplorazione che gli attori, conflittuali, lanciano contro lo stagno attaccandolo e scartando ogni precauzione di comodo.
Ritmo
di Barbara Gozzi
Seguo.
Resisto
Dentro oscillazioni.
Fasi che sono altalene lunghissime, rette da fili d’acciaio flessibile, quasi gommoso ma che mai – mai fin ora – si sono spezzati.
Ondeggio in continuazione.
Le maree confondono, schiacciano.
Qualche volta mi sento l’acqua ‘in’ gola. E divento furioso, disperato. Annegare continuando a fare quello che c’è da fare, mi sfinisce. L’acqua in gola è pesante, marmo liquido, e complica movimenti semplici. Se ho voglia di alzarmi mi devo organizzare per tempo. Continua a leggere
per angelo
Al momento dov’è andata non si sa
Dribbling stretti
di Carmine Vitale
I cigni lasciano una lunga scia sulla superficie dell’acqua. Sembrano ombre. Li guardo per l’ultima volta prima di addentrarmi in quella stradina che porta all’argine. All’orizzonte il cielo che si apre ha il colore dell’oro. Come il nome dell’osteria di Praga dove lui è seduto. È la seconda volta che cerco di incontrare, vedere Hrabal. Sono ostinato e felice.
In fondo alla sala i suoi occhi sprizzano di una luce azzurrina. Sorride mentre il boccale di birra scivola lungo il tavolo. Intervalli di tempo per sognare nel gioco delle parole messe tutte in fila: samizdat, pabitele, forme libere di un’arte poetica che ho amato visceralmente. Senza alcuna costrizione. In quella stretta di mano bella come una occasione perduta, alcune parole si librano nell’aria Italia, porto sepolto tradotte dalla persona che mi è accanto. Poi un breve cenno del capo indica una sedia. Inizia l’inverno Continua a leggere
L’aeroplano e le stelle. Filastrocca di Nadia Agustoni

Filastrocca. L’aeroplano e le stelle.
di Nadia Agustoni
L’aeroplano volava tra le stelle
e ogni notte andava più vicino
al volo d’ali al sogno di un bambino.
Incontro con Gabriella Sica: giovedì 11 giugno, ore 17, Firenze
Giovedì 11 giugno, ore 17, Firenze – Palazzo Panciatichi, sala del Gonfalone – via Cavour 4
presentazione del libro
Le lacrime delle cose (edizioni Moretti & Vitali) di Gabriella Sica
intervengono Maria Grazia Maramotti, Giuseppe Panella, Elio Pecora
[QUI] puoi scaricare l’invito
PROVOCAZIONE IN FORMA D’APOLOGO 115
Ho cinquantadue anni, l’aspetto decoroso e nel complesso abbastanza sano.
Eppure da qualche tempo sui mezzi pubblici uomini e donne di varia età e nazionalità, gli stessi che negano il posto a ottuagenari, storpi e incinte al nono mese, insistono per farmi sedere a ogni costo.
Dapprima non capivo, poi ho notato un particolare.
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Ci sono anche i fratelli
Il giorno prima della felicità

Erri De Luca, Il giorno prima della felicità, Feltrinelli, Milano, 2009
di Elena F. Ricciardi
“I viaggi sono quelli per mare con le navi, non coi treni. L’orizzonte dev’essere vuoto e deve staccare il cielo dall’acqua. Ci deve essere niente intorno e sopra deve pesare l’immenso, allora è viaggio”
Non tutti i libri sono un viaggio. Non tutti i viaggi, dice Erri De Luca, lo sono. Solo quando hai l’impressione di camminare sull’acqua e la tua fede che le parole possano offrirti un valido punto d’appoggio vacilla ad ogni passo e la scia lasciata dal percorso degli occhi incontro al narratore sembra svanire; quando svanisce il ricordo del punto di partenza, eppure lo senti inciso nel cuore così profondo da diventare tu stesso memoria, punto fermo, e nello stesso tempo radice sradicata che si nutre di quell’abisso spalancato dentro il nero tracciato sul foglio che ti sovrasta come un cielo rovesciato; se leggendo provi il medesimo sgomento del nomade di fronte all’infinito, lo stesso nodo alla gola di chi non può stare di notte “in mezzo alle stelle e neanche scrollarsele di dosso” solo allora il viaggio è cominciato. Continua a leggere
Video-Catalogo della mostra a Piacenza di Biagio Cepollaro “Nel fuoco della scrittura”
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Video-Catalogo della mostra a Piacenza di Biagio Cepollaro Nel fuoco della scrittura.
Laboratorio delle Arti, Piazza Barozzieri 7/a, Piacenza.
13 giugno – 4 luglio 2009
Inaugurazione il 13 giugno, ore 17.00.
Testo, immagini e video di Biagio Cepollaro, Musica Nodi e Linea, di Giuseppe Cepollaro.
Vivalascuola. La riforma dei Tecnici

Nella seduta del 4 giugno il TAR del Lazio: i provvedimenti della Gelmini sono inapplicabili. Sui precari il Tar ferma il Ministero: bocciato il metodo delle graduatorie. Controversa pure la circolare sui libri di testo. Inoltre il DPR recante il Regolamento sulla valutazione viola unilateralmente il Concordato con la Santa Sede non modificabile da uno dei contraenti… E poi si toglie il Diritto nei licei…
La riforma dell’Istruzione Tecnica
di Daniela Bertocchi
Tra bozza e bozza
Premessa: non sono una specialista né di politica scolastica né di Istruzione tecnica. L’argomento della riforma dell’Istruzione tecnica (d’ora in poi IT) mi interessa però sia come docente che si è molto occupata di progettazione curricolare sia soprattutto come privata cittadina Continua a leggere


