Archivio mensile:Dicembre 2012

“AMIANTO”, DI ALBERTO PRUNETTI

Da Amianto, di Alberto Prunetti (ed. Agenzia X)

Amianto

Ma che freddo fa

Avrei voluto che questa storia non fosse davvero accaduta. Come si dice? Frutto della fantasia dell’autore. Invece è la realtà che ha bussato alle porte di queste pagine. L’immaginazione ha riempito i buchi come uno stucco di poco pregio e ha ridisegnato certi episodi per meglio riprodurre la vicenda di una vita e di una morte. Di una biografia operaia.

Il racconto dovrebbe tenere come un raccordo di tanti tubi diversi. Lui lo diceva sempre: mettici il canapone, regge più del teflon. Stai solo attento a rispettare il senso della filettatura e lega il tutto con un dito sporco di mastice verde. Poi stringi con forza, ma senza cattiveria. Non deve perdere.
Ho fatto così, con la penna. Ho cercato di rispettare la filettatura della storia, senza forzare il passo degli eventi, senza strozzature. Ho usato il mastice della fantasia e stretto senza cattiveria ma con decisione l’ordine del discorso. Non gocciola: ci ho messo un cartone sotto e le lacrime si sono asciugate. Bisognava saldarle così, l’idraulica dei grandi impianti e la memoria degli uomini che hanno unito chilometri di tubi e acciaio per una vita. Per portare la pressione del sangue nei canali dell’esistenza, per pomparla nei serbatoi della memoria e vederla gocciolare giorno dopo giorno a fertilizzare una pagina. Continua a leggere→

“LA SAGGEZZA DELLA CONTEA”. NOBLE SMITH, GLI HOBBIT E LA VITA

di Giovanni Agnoloni

da Postpopuli.it

Gli Hobbit sono ormai personaggi universalmente noti di J.R.R. Tolkien. Soprattutto adesso che sta arrivando nelle sale il primo atto della trilogia filmica di Peter Jackson ispirata al romanzo Lo Hobbit del Professore di Oxford.

Ma c’è anche un’altra opera, un saggio di grande bellezza e profondità, che riguarda l’argomento. L’autore, americano, è Noble Smith, scrittore e drammaturgo oltre che produttore cinematografico. Da poco uscito in Italia, il suo libro è La saggezza della Contea (ed. Sperling & Kupfer), dedicato alle lezioni di semplice filosofia della vita che ci vengono proprio dagli Hobbit. Noble mi ha gentilmente concesso un’intervista.

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Giovanni: Ciao, Noble, siamo felici di averti qui sul nostro blog! Per me è stato un lavoro piacevolissimo tradurre il tuo libro The Wisdom of the Shire (La saggezza della Contea) in italiano per Sperling & Kupfer, e specchiarmi nella tua esperienza del mondo fantastico di Tolkien. La mia prima domanda è: quando e perché hai deciso di scrivere questo saggio?

Noble: Ciao, Giovanni! È fantastico poter rilasciare un’intervista al traduttore italiano del mio libro! Sono elettrizzato all’idea che ci sia una versione italiana di The Wisdom of the Shire. Amo l’Italia, dove ho fatto uno dei miei viaggi più belli. Per rispondere in breve alla tua domanda, l’idea di scrivere un libro sugli Hobbit mi è venuta mentre guidavo verso casa sull’autostrada dopo un lungo colloquio presso i Microsoft Studios. Ero di cattivo umore, e mi facevo delle domande sul mio posto nel mondo. Avevo l’impressione che mi stessi vendendo, cercando di ottenere un lavoro con quell’impresa così grande e insensibile. E mi chiesi, “Che cosa ti ispira?” e “Come vuoi veramente passare il resto della tua vita?”. Le risposte mi colpirono come se fossi stato percosso in testa dal bastone di uno Stregone: “Tolkien mi rende felice; e, per quanto posso, voglio cercare di vivere come un Hobbit.” Andai a casa, scrissi la proposta e nel giro di sei settimane il mio agente l’aveva piazzata a New York e a Londra. E adesso stanno traducendo il libro in otto lingue. E tutto questo è successo in meno di un anno. Che strana è la vita! Continua a leggere→

Due limpide voci femminili della poesia italiana contemporanea: Giovanna Sicari e Gabriela Fantato

Giovanna Sicari

di Rosa Salvia

Poetessa intensa e schiva è Giovanna Sicari, nata a Taranto nel 1954 e morta a Roma, dopo lunga malattia, nel 2003. Una voce non chiassosa, appartata e cordiale nel panorama letterario del secondo Novecento. Il suo stile fatto di accostamenti, di sincerissime confessioni e di essenziale rigore, lo si vede già dai suoi testi d’esordio, Decisioni del 1986 e Ponte d’ingresso del 1988 e più compiutamente nelle raccolte maggiori, come Sigillo del 1989, Uno stadio del respiro del 1995 e successivamente nella sua opera più importante Epoca immobile del 2003, scritta durante il tempo della sua malattia e uscita poco prima della sua morte. Un’ opera ricca di profonda emozione e umanissima pietà in cui il senso dell’inesorabilità della sorte atteggia l’animo della poetessa a una accettazione esistenziale lontana dal grido incomposto e dai languori elegiaci, lungi da ogni alchimia celebrale. Continua a leggere→

14. Sulla soglia

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da qui

Dovresti fare più attenzione alla vita dentro casa, che hai archiviato col ricordo delle partite di calcio sotto il tavolo. In realtà, sei assediato dai dettagli che si affollano tutti in una volta, a cominciare dalla porta a vetri chiusa a chiave, per vietare l’accesso al salotto cosiddetto buono, destinato agli incontri ufficiali dei vostri genitori. Continua a leggere→

MAPPE SULLA PELLE in ControCanto

MAPPE SULLA PELLE in ControCanto

di Massimo Maugeri

Editpress è una casa editrice che si rivolge a tutte le forme della comunicazione e della ricerca scientifica: monografie, testi didattici, atti, periodici. Di recente, però, l’interesse di Editpress ha abbracciato la letteratura per ragazzi, la saggistica e la fiction.
Tra i nuovi progetti di questa casa editrice, figura la collana di letteratura ControCanto (anche indicata con la sigla CC) diretta dall’associazione culturaleTessere Trame. Leggiamo dalla scheda editoriale che “CC non sta per Comitato Centrale: la centralità spetta solo alla buona letteratura, ed è quella che noi proviamo a promuovere. CC è la consolazione di una buona lettura. CC è un’impresa Civile, e in qualche modo un Codice: i nostri libri parlano la lingua della comunità e hanno la civiltà della cultura. CC è un Contro Canto, un coro di voci sole che prendono posizioni e le mettono in parole“.
Narrativa, poesia e generi ibridi: Contro Canto non si pone limiti particolari, se non quello (naturale) di rimettersi al giudizio letterario delle editor (tra le quali ci sono scrittrici e autrici). Giudizio basato sui seguenti presupposti: “la lettura è un piacere, i mondi dell’immaginazione un viaggio, le scritture il mezzo per attraversarli“.

Tra le pubblicazioni di ControCanto, primeggia “Mappe sulla pelle“, un volume dove dodici artiste “si raccontano” prendendo in prestito la penna da altrettante scrittrici… “impersonificandole”. Continua a leggere→

I LIBRI DEGLI ALTRI n.23: Lezioni di libertà, esperienze di fuga. Vittorio Curtoni, “Dove stiamo volando”

OLYMPUS DIGITAL CAMERALezioni di libertà, esperienze di fuga. Vittorio Curtoni, Dove stiamo volando, postfazione di Giuseppe Lippi, Milano, Mondadori, 2012

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di Giuseppe Panella

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La produzione letteraria lasciata in eredità ai suoi lettori da Vittorio Curtoni risulta piuttosto esigua se paragonata a quella, molto ampia e di eccellente qualità, accumulata negli anni grazie al suo lavoro di traduttore, di redattore, di direttore di collana per le case editrici (La Tribuna di Piacenza, Armenia e Sperling & Kupfer di Milano) di cui è stato per lunghi anni l’animatore. Si riduce, tutto sommato, a un romanzo di media misura[1], a quattro brevi raccolte di racconti[2], a un saggio di ricerca e ricostruzione storiografica[3] e a un esile libretto che raggruppa i suoi elzeviri (con qualche incursione narrativa) pubblicati sul quotidiano “La Libertà” della sua città natale, Piacenza (il luogo in cui ha trascorso tutta la sua vita di intellettuale e di uomo[4].

Se si eccettuano alcuni racconti di nitida espressività (come, ad esempio, il più classico “La sindrome lunare” o il complesso tentativo di psicoterapia letteraria compressa in “Luce”), la narrazione pubblicata nel 1972 costituisce il suo lascito letterario più significativo. E anche se si tratta di un romanzo un po’ datato nei temi e nelle ossessioni che espone e che esplora, si tratta pur sempre di un testo narrativo di straordinaria forza espressiva proprio grazie alla ricerca formale che Curtoni ha condotto in esso e, soprattutto, attraverso di esso.

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Vivalascuola. Buone feste, buon anno, buone letture!

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Arriva sul finire del 2012 la notizia che riassume la storia degli ultimi anni della scuola italiana. All’indagine Pirls (Progress in International Reading Literacy Study) in lettura i bambini delle quarte elementari italiane passano dal sesto posto del 2006 al sedicesimo del 2011. Sono le prime rilevazioni internazionali che registrano l’effetto della “cura Gelmini“. “La cosa è gravissima in sé. E ancor di più, considerando che uno degli obiettivi di Ue 2020 è l’aumento delle capacità di lettura dei sedicenni scolarizzati e la diminuzione della dispersione scolastica. Il rapporto tra incapacità di lettura dalla terza elementare e propensione alla dispersione è attestato da vari studi” (vedi qui).  Negli anni prossimi non potrà che aggravarsi l’allarme lanciato da Tullio De Mauro: “il 70 per cento degli italiani non possiede le competenze ‘per orientarsi e risolvere, attraverso l’uso appropriato della lingua italiana, situazioni complesse e problemi della vita sociale quotidiana‘“. E nel frattempo l’Italia continua a scendere nella classifica di Transparency International dei Paesi meno corrotti, posizionandosi nel 2012 al 72° posto tra 176 Paesi. Se pensiamo all’Italia, coglie nel segno la presidente di Transparency International, quando afferma che la corruzione “si traduce in sofferenza umana… Inoltre comporta il fallimento di servizi di base come l’istruzione o le infrastrutture pubbliche“. E’ ancora una volta dimostrato che corruzione e ignoranza vanno a braccetto. Il nostro augurio è di buone feste, buon anno, buone letture.

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Don Lorenzo Milani, La parola fa eguali
di Nadia Agustoni

Don Lorenzo Milani, priore di Barbiana, parroco di una quarantina d’anime e maestro di una scuola per bambini e ragazzi poveri, cercò in ogni modo di far capire la funzione del suo modello formativo. La parola fa eguali, Libreria Editrice Fiorentina 2005, a cura di Michele Gesualdi della Fondazione Don Lorenzo Milani, raccoglie lettere e documenti, di cui alcuni inediti, in cui si coglie la tensione e passione morale ed etica del parroco di Barbiana e il coraggio della parola autentica, concretamente in azione.

Parto dalla fine perché vi si riporta un episodio che spiega Don Milani.

Tre giovani cattolici, studenti e dirigenti DC, lo raggiunsero a Barbiana da Reggio mentre Don Lorenzo correggeva le bozze di Lettera a una professoressa. Continua a leggere→

Ti dirò tutto quanto, di Cristina Bove

Porta

Ti dirò tutto quanto
di questi miei anni
perdenti
ti dirò perché preferirei esser morta
e non dismessa
perché vorrei che la mia assenza
ti ricordasse
all’incrocio dei tempi miei supplementari
ciò che non dissi mai
per non ferirmi da me stessa.
Voglio
indossare un burqa riguardoso
restarmene nascosta
e il vero addio
scriverlo adesso nella luce scarsa
che già mi adombra il corpo
e lo sottrae.
Posso
negare ogni costanza
lo stare alla finestra
quando s’accende il luogo della festa
quando obbligata dalla lontananza
apro le braccia a stringere parole
un rapido respiro e l’aria intorno
intanto che s’appressa la scadenza.
E mi allontano
sai
per non sentirti chiudere la porta.

***

[immagine tratta da qui]

«Più libri più liberi» dicono a Roma – anche se tanti libri li fanno gli editori a pagamento

 

 

di: Guido Tedoldi

 

All’edizione 2012 di «Più libri più liberi», fiera della piccola e media editoria che si è svolta per l’11ª volta a Roma dal 6 al 9 dicembre scorsi, c’erano oltre 400 espositori che presentavano 60?000 titoli. Tra di loro c’erano anche 26 Eap, cioè editori a pagamento (li ha contati Carolina Cutolo per PubblicoGiornale, qui il link al suo articolo online).

La cosa è sembrata incongrua anche a Marco Polillo, presidente dell’Aie, cioè dell’Associazione italiana editori che riunisce e rappresenta le aziende che intraprendono nel settore librario. Secondo lui gli Eap non hanno titolo di chiamarsi «editori» perché non credono nei libri che producono: infatti non li distribuiscono secondo i canali tradizionali della vendita in libreria, da cui ottenere i proventi con cui pagare autori e collaboratori, bensì fanno pagare tutte le spese agli autori. Ovvero, si comportano da meri stampatori.

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Da “Trilogia dello zero”, di Antonio Bux

antonio bux

Non c’è nessuno scampo
dal catalogo della carne;

che poi più in basso
nel costato dell’anima

tutto è contenuto, in bilico
appartato nella confusione

in un ritmo spezzato
(tentata anatomia

di un pensiero solido)
caleidoscopio parallelo

da cui si sottrae di per sé
l’assenza e a sé rinviene

dall’atmosfera di un’intesa
l’alchimia del perdono.

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Vivalascuola. Gli Asini n. 12/13. Benvenuto tra noi

Benvenuto tra noi.
Pratiche e riflessioni intorno alla nascita e al parto


Numero speciale della rivista “Gli asini”

Raccontare il parto e la nascita significa spingersi in quel territorio misterioso e primigenio dove la natura incontra la cultura, luogo di passaggio tra i più determinanti e misconosciuti nella vita di una persona, quello che ne definisce l’eredità biologica e inaugura, dandogli forma, il suo percorso di crescita. Continua a leggere→

Axis Mundi. Racconti della Brianza

gianni 2

 

di Gianni Fumagalli

 

SEM

 

Porti un nome importante e hai saputo esaltare la vita degli amici e delle donne che ti hanno frequentato perché l’hai resa divertente, esilarante, eccessiva,  mai ordinaria. Ti ho conosciuto in quel periodo della vita dove l’amicizia è un bene primario che cresce e si rafforza per inerzia naturale, mantenendosi poi indipendentemente dall’intensità e dalle frequentazioni. Il mio primo ricordo è legato al binomio Samuele-Ermanno. In quella fase dell’età dove la forza fisica è un valore epico, avere un fratello alto e forte costituiva una garanzia aggiuntiva. Infatti fu proprio in un contesto di rivalità tra bande che vidi per la prima volta Ermanno. Alcuni balordi stavano minacciando i tuoi compagni, senza farti notare sei andato a chiamarlo; dopo pochi minuti comparve un gigante dal sorriso buono al quale bastò dire : “se sucess” per disperdere i piccoli teppisti. Nel tuo immaginario Ermanno rimase sempre l’emblema della bontà offesa, dello spirito puro incapace di affermare il proprio valore, del fratello, come deve essere un fratello. Morì a trentasette anni, come a trentasette anni morì l’altro fratello Mauro, alto e bello da fare invidia.

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Non sta succedendo anche a te?

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La maschera l’ho messa lì perché mi è sempre sembrata viva.
L’ho appesa subito dopo esserci trasferiti, eravamo così sommersi da scatoloni e imballaggi, e la casa pareva talmente spenta, con tutte quelle file vuote di scaffali ad arrampicarsi fino al soffitto… e poi è stata la prima cosa a saltar fuori dalle casse. Prima ancora dei vestiti, prima ancora delle pentole o dei quadri o delle antichità.
“Per lei voglio un posto speciale” ha detto mia moglie osservandomi mentre la posavo sul pavimento.
Poi non è successo più nulla. Nel senso che c’eravamo noi due, che poi è come dire che non succedeva nulla: noi che posizionavamo oggetti e svuotavamo cartoni, metodici e concentrati come dei professionisti del disimballaggio, noi che discutevamo solo di quel tanto sufficiente a ricordarci d’essere ancora lì, e d’esserci insieme.
“Per cena cucino le lasagne” le avevo sentito dire mentre stavo continuando ad ammucchiare cose sul pavimento.
A ripensarci, non saprei dire a chi si stava parlando.

L’ho appesa accanto alla libreria, di fianco ad alcuni Continua a leggere→

Le monetine del Raphael

le monetine del raphael

di Riccardo Ferrazzi

Caro Franz,
ho letto Le monetine del Raphael e ti ho ritrovato: il Franz di Le cose come stanno e di Era mio padre. Con uno sviluppo specifico: tanta gente, con l’avanzare dell’età, perde la voglia di incazzarsi. Per stanchezza, per disillusione. Tu invece hai la rabbia nel DNA e se non ti incazzi ti manca l’aria.
In questo tuo ultimo libro la rabbia c’è tutta, apparentemente concentrata sulla storia italiana, dalla guerra a mani pulite. In realtà è una rabbia cosmica, sistemica, totale, espressa in pagine a rettangolo pieno, praticamente senza dialogo (un azzardo stilistico, ma anche una scelta obbligata); non un flusso di coscienza ma un lungo ragionamento alla Thomas Bernhard, costellato di osservazioni acute, intelligenti, in gran parte condivisibili. Continua a leggere→

11. Così presto

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da qui

Cerchi di capire se la maniera più fedele di descrivere questi anni sia prendere al volo le schegge impazzite dei ricordi o rendere conto del tessuto, della nota di fondo che ne fa un succedersi di sogni, sensazioni, desideri, ognuno collegato a tutti gli altri, Continua a leggere→

IL SAPORE CONCRETO DELLA POESIA. Il nuovo tempo di Pasquale Vitagliano.

martini2«Dicono alcuni che amore è un bambino e alcuni che è un uccello, /
alcuni che manda avanti il mondo e alcuni che è un’assurdità /
e quando ho domandato al mio vicino, che aveva tutta l’aria di sapere, /
sua moglie si è seccata e ha detto che non era il caso, no. /
Assomiglia a una coppia di pigiami o al salame dove non c’è da bere? /
Per l’odore può ricordare i lama o avrà un profumo consolante? /
È pungente a toccarlo, come un prugno o è lieve come morbido piumino? /
È tagliente o ben liscio lungo gli orli? /
La verità, vi prego, sull’amore»
(Wystan Hugh Auden, La verità, vi prego sull’amore)

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IL SAPORE CONCRETO DELLA POESIA. Il nuovo tempo di Pasquale Vitagliano

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di Giuseppe Panella

1. Vitagliano ci riprova

 

Il nuovo libro di Pasquale Vitagliano pro-segue, secondo una cadenza che sembra ormai consolidata di due anni in due anni, il cammino del precedente Il cibo senza nome (Faloppio (Como), Lieto Colle, 2011) e ancora prima dell’importante e felice Amnesie amniotiche, uscito per la stessa casa editrice nel 2009, con una densa Introduzione di Giovanni Nuscis.

In quel volume, arricchito dalla riproduzione di un quadro di Mark Rothko a mo’ di colophon della raccolta, la poesia di Vitagliano risultava un’immersione nel profondo del liquido amniotico della Storia in nome di una vicenda umana che si vedeva come realizzazione esistenziale di se stessa ed espressione feconda della volontà di continuare a dire, a recitarsi e a farsi conoscere come vera. Le parole sono forme espressive di un rapporto corpo a corpo con una realtà che vorrebbe, invece, sfuggire, farsi immagine, icona, pura rappresentazione estranea ed esterna.

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Il pensiero compromesso. Gottfried Benn e il nazionalsocialismo

benn

di Stefanie Golisch

 

                                                                    Vivere nel buio, fare nel buio ciò che si può

                                                                    Gottfried Benn

 

 

La riflessione poetologica accompagna la produzione poetica di Gottfried Benn.

Dagli anni venti in poi, fino alla sua morte nel 1956, la poesia viene affiancata da una vivace produzione saggistica che tratta non solo dei problemi della lirica ma espone anche  la sua visione del mondo, la sua Weltanschauung.

Contro Hegel e con Nietzsche, Benn predilige una visione della vita umana biologistica e quindi pessimista. In aperto confronto con i teorici marxisti, vede nel presunto progresso storico una figura del pensiero assurda che non smetterà mai di combattere. L’idea che la storia in qualche modo sia destinata a progredire è per lui una specie di wishful thinking di stampopiuttosto piccolo borghese. (1)

Poesia e saggistica  dunque: una squisita mescolanza di due generi letterari che a priori si rivolgono a una minoranza di lettori colti, in grado di accompagnare Benn nei suoi viaggi provocatori attraverso millenni di cultura umana.

Viaggi provocatori, ieri come oggi, poiché Benn sostiene apertamente idee antimoderniste, idee che contraddicono quasi tutti gli ideali della tradizione umanistica occidentale e del materialismo storico che da essa nasce.

Può questa  negazione programmatica dei valori traditi spiegare il fatto che Benn, pur per un assai breve periodo, si dichiari pubblicamente a favore dello stato nazionalsocialista? Continua a leggere→