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Un e-book di Tiziana Colusso

La criminale sono io

[Il romanzo è liberamente scaricabile qui]


Dalla prefazione di Marco Palladini: 


[…] Un’ultima considerazione su questo romanzo è che, fin dal titolo, esso si presenta come una “confessione”. E allora tornano in mente in modo irresistibile le illuminanti pagine del saggio della filosofa spagnola Maria Zambrano su La confessione come genere letterario, dove l’analisi trascorre da Sant’Agostino a Rousseau, da Kierkegaard a Baudelaire, da Dostoevskij a Rimbaud, ai surrealisti etc. Dice la Zambrano che la confessione ricuce la frattura drammatica della Cultura Moderna, incapace di connettere “la verità della ragione e la verità della vita”. La confessione che si verifica dentro il tempo reale stesso della vita, subisce la sua confusione, il suo caos, la sua frammentarietà ed incompiutezza. Essa è, allora, la massima azione che si può compiere con la parola su se stessi, sul proprio essere/esserci. Con la confessione l’uomo cerca la parola che, a viva voce, possa gridare la verità della vita, spesso opposta a quella della ragione, cerca la definitiva intimità con sé, il punto in cui si cessa di sentirsi estranei nella propria casa-anima. Ecco, immergendosi nel flusso rammemorante della confessione, Tiziana Colusso è come se si fosse riposizionata presso se stessa, identificandosi per via espressiva con una donna sotterranea, una dostoevskijana donna “del sottosuolo” che, dopo la catabasi, è in attesa di poter compiere la sua agognata anabasi.

romapoesia 2010 * poEtiche * 11-17 ottobre 2010

La quattordicesima edizione del festival romapoesia, diretta da Maria Teresa Carbone e Franca Rovigatti, si intitola poEtiche, ed è dedicata alla poesia delle donne. Quest´anno infatti il festival si propone come luogo di confronto per le autrici che, dal dopoguerra a oggi, hanno partecipato con la poesia – e spesso con una presenza attiva nella società – al farsi dell´Italia in cui viviamo e sulla quale intendiamo riflettere. Il programma prevede letture, conversazioni, proiezioni, ascolti, performance, presentazioni di libri, con la partecipazione di circa settanta poetesse di varie generazioni provenienti da tutta Italia.
Nella sezione Genealogie, alcune autrici contemporanee renderanno omaggio alle grandi poetesse della seconda metà del Novecento italiano: Amelia Rosselli, Patrizia Vicinelli, Anna Malfaiera, Rossana Ombres, Alda Merini, Nadia Campana, Cristina Campo, Claudia Ruggeri, Paola Febbraro, Piera Oppezzo.
La sezione Passaggi sarà invece dedicata al tema della traduzione e al confronto con autrici straniere come Anne Sexton, Sylvia Plath, Ingeborg Bachmann, Hélène Cixous.
Il festival si tiene nella settimana tra l´11 e il 17 ottobre, con disseminazione in varie zone di Roma, dal centro storico a San Lorenzo, da Trastevere a Marconi, dal Tiburtino a Monteverde, in centri culturali, librerie, biblioteche, scuole, locali.
È prevista, mercoledì 13 ottobre alla Casa internazionale delle Donne, una giornata di convegno alla quale parteciperanno, insieme alle poetesse, studiose di diverse discipline.

Il programma (ricchissimo) qui:
romapoesia.blogspot.com/2010/09/finalmente-il-programma.html

Con l’occasione colgo il piacere di invitare romane, romani, e chi altri lo volesse, al mio Laboratorio di Scrittura Poetica, sempre all’interno del festival, giovedì 14 e venerdì 15 ottobre, ore 15-17.

I dettagli per partecipare, qui:
romapoesia.blogspot.com/2010/09/buongiorno-poesia.html

Un Nobel per tutte le stagioni (Mario Vargas Llosa)

Vargas Llosa e la passione per la scrittura

«Le seul moyen de supporter l’existence, c’èst de s’étourdir dans la littérature comme dans une orgie perpétuelle»
(Gustave Flaubert, lettera del 4 settembre 1858 a Mademoiselle Leroyer de Chantepie)

1. La vocazione del narratore

In un piccolo libro del 1997 il cui titolo fa il verso a quello, certo più celebre, di Rainer Maria Rilke, Lettere a un aspirante romanziere, Mario Vargas Llosa, oggi fresco Nobel per la Letteratura, si concedeva delle affermazioni abbastanza provocatorie e, nello stesso tempo, non prive di buon senso psicologico riguardo la natura della scrittura letteraria. Al suo interlocutore fittizio che gli chiedeva consigli su come scrivere buoni romanzi, lo scrittore di Arequipa rispondeva con una certa baldanza: Continua a leggere

Storie di ordinaria periferia

Un nuovo libro edito da Vibrisselibri

Storie di ordinaria periferia

di Antonio Maria Logani

liberamente scaricabile qui

Una narrazione fluviale, avventurosa, brutale, comica, patetica; una vita piena di espedienti, di mezzucci, di furti, di eroismi da quattro soldi, di tradimenti, di generosità vere, di amori, di fughe, di galera, di notti all’addiaccio, di stamberghe malmesse. Storie di ordinaria periferia di Antonio Maria Logani ha per protagonista, più che il narratore Ernesto, la città di Roma: quella Roma degli anni Sessanta e Settanta che tanti hanno conosciuto dai romanzi e dai film di Pasolini, e che Logani ci presenta con una vista dal basso: senza epicismi, senza romanticismi, senza estetizzazioni. Continua a leggere

Latitudini del giallo

Vi segnalo questi interessanti appuntamenti sul giallo in diverse letterature mondiali, curati dal Gabinetto Scientifico Letterario G.P. Visusseux, che si terranno nella Sala Ferri di Palazzo Strozzi (Piazza Strozzi) a Firenze, martedì 5 e martedì 12 ottobre alle 15,30. Allego il programma.

Liberami dal male – Mario Gelardi

[youtube=http://www.youtube.com/watch?v=9PwI_JHa9j4&fs=1&hl=it_IT]

Il primo romanzo di Mario Gelardi (Ad Est dell’Equatore, 2010).
Siamo in Sicilia. All’inizio degli anni ’90. Marco ha 12 anni e si appresta a varcare la soglia di un istituto religioso perché vuole diventare un prete. Comincia così Liberami dal male, come un classico romanzo di formazione in cui il protagonista è costretto a crescere e ad attraversare la propria linea d’ombra, cercando conforto ai mille dubbi della sua età, nella fede. Ma sarà proprio qui, tra le pieghe di questa fede, che Marco scoprirà che crescere può voler dire precipitare in un tunnel di abusi e sopraffazioni. Don Sergio gli ripete l’unica cosa che potrebbe calmarlo “Non devi parlarne con nessuno, il nostro è un rapporto unico e non è peccato”. Gelardi ricostruisce la vera storia di un bambino prigioniero della sua fiducia negli adulti. Ed è così che il romanzo, pagina dopo pagina, si trasforma in un’impietosa denuncia delle ipocrisie del sistema ecclesiastico. Oggi Marco ha ventisei anni e ha trovato la forza di varcare quella linea. (da IBS)
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Italo Calvino (1923 – 1985)

Italo  Calvino, Le città invisibili.

A Eudossia, che si estende in alto e in basso, con vicoli tortuosi, scale, angiporti, catapecchie, si conserva un tappeto in cui puoi contemplare la vera forma della città. A prima vista nulla sembra assomigliare meno a Eudossia che il disegno del tappeto , ordinato in figure simmetriche che ripetono i loro motivi lungo linee rette e circolari, intessuto di gugliate dai colori splendenti, l’alternarsi delle cui trame puoi seguire lungo tutto l’ordito. Ma se ti fermi a osservarlo con attenzione, ti persuadi che a ogni luogo del tappeto corrisponde un luogo della città e che tutte le cose contenute nella città sono comprese nel disegno, disposte secondo i loro veri rapporti, quali sfuggono al tuo occhio distratto dall’andirivieni dal brulichio dal pigia-pigia. Tutta la confusione di Eudossia, i ragli dei muli, le macchie di nerofumo, l’odore di pesce, è quanto appare nella prospettiva parziale che tu cogli; ma il tappeto prova che c’è un punto dal quale la città mostra le sue vere proporzioni, lo schema geometrico implicito in ogni suo minimo dettaglio.
Perdersi ad Eudossia è facile: ma quando ti concentri a fissare il tappeto riconosci la strada che cercavi in un filo cremisi o indaco o amaranto che attraverso un lungo giro ti fa entrare in un recinto color porpora che è il tuo vero punto d’arrivo. Ogni abitante di Eudossia confronta all’ordine immobile del tappeto una sua immagine della città , una sua angoscia, e ognuno può trovare nascosta tra gli arabeschi una risposta, il racconto della sua vita, le svolte del destino.
Sul rapporto misterioso di due oggetti così diversi come il tappeto e la città fu interrogato un oracolo. Uno dei due oggetti,- fu il responso -, ha la forma che gli dei diedero al cielo stellato e alle orbite su cui ruotano i mondi; l’altro ne è un approssimativo riflesso, come ogni opera umana.
Gli àuguri già da tempo erano certi che l’armonico disegno del tappeto fosse di fattura divina; in questo senso fu interpretato l’oracolo, senza dar luogo a controversie. Ma allo stesso modo tu puoi trarne la conclusione opposta : che la vera mappa dell’universo sia la città d’Eudossia così com’è, una macchia che dilaga senza forma, con vie tutte a zig-zag, case che franano una sull’altra nel polverone, incendi, urla nel buio.

Un’intervista a Tolkien

Ricordo che oggi ricorre il trentasettesimo anniversario della morte di J.R.R. Tolkien. Fantasy Magazine l’ha ricordato, con un link a un’intervista mandata in onda dalla BBC nel 1968. Si tratta di una testimonianza viva e commovente, che ci fa vedere lo scrittore così com’era di persona, semplice e suadente. Sono compresi anche dei commenti di studenti oxfordiani alle sue opere, e in particolare al Signore degli Anelli.

Addio a Panikkar teologo del dialogo

di Vito Mancuso

Cosmoteandria. In questa difficile parola è racchiuso il nucleo del pensiero di Raimon Panikkar (morto ieri a 92 anni nella sua casa in Catalogna), uno dei più grandi teologi della nostra epoca, destinato a diventare sempre più una permanente sorgente di luce per tutti i cercatori sinceri della verità. Cosmoteandria è il termine coniato da Panikkar per esprimere la sua intuizione filosofico-teologica fondamentale, cioè che l’Assoluto (teo) è attingibile solo in unione con il mondo (cosmo) e in unione con l’uomo (andria) e, simmetricamente, che l’uomo viene a capo della sua essenza solo in armonia con il mondo naturale e con il divino. Continua a leggere

Le Pagelle di Pizzuto

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XV. O dolce legno

in privilegiata esistenza indomito contro insidie a germoglio radica foglioline, assetando, ancora nel fracido, sotto rosura, e se oppresso, o guasto, distrattine coltelli titirei, capre, saette, albero senz’altra sorte, ceduo, ingenerativo, sol ricco di cicatrici. Discostivi uccelli, in scanso la lucertola: bosco retrorso all’inaridire da presso. Tribolati stuoli concorrenti ascoltando avidi mai sempre inopinabile verbo, appena inteso legge eterna; poi accolti in giro, non che accegge, pane azzimo cibo sospeso, interrogativi chi tu? Amare nemici. Pur meccanica una giustizia di qua. Lode al prevaricatore furbo. Nel pergere accalcati dattorno, limpida effondendosi l’aramaica favella oltre plaga, eminente spesso, più o meno lungi, come agile campanile esso fusto in crescita: l’òcchiola scure ben prossima a reciderlo.

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Frammenti di un progetto

Caro Morgan,
è un po’ che mi gira un pensiero per la testa e te lo comunico così com’è, senza troppi filtri.
Alcuni di noi sono sinceramente interessati alla scrittura e sbattono ogni giorno la testa contro il muro (si fa per dire) per raffinare gli strumenti relativi.
Ti va di lanciare insieme una grande operazione nel web per raccogliere coloro che navigano sulla nostra stessa linea?
Ovviamente bisognerebbe fare una selezione garbata, ma ne verrebbe fuori una grande scuola di scrittura aperta e democratica, senza gli snobismi insopportabili di certi “maestri” che si danno arie da iniziati.
E’ anche un modo per unire le forze e non lasciare tutto il campo ai Grillo, ai Di Pietro e ai
Blogo.it. Continua a leggere

Luciano Erba 1922-2010

A tale told by an idiot… avrei voluto usare il verso di Shakespeare come sottotitolo per questa mia raccolta di poesie, completa o quasi: ma se lo usassi, oltre a non dire niente di nuovo, finirei per cadere nell’iper-limitativo, come vorrebbe la poetica di servizio di uno che non si è mai preso troppo sul serio; peggio ancora e all’opposto, rischierei di passare per presuntuoso, vista l’autorità della fonte. Al massimo, nei casi più fortunati, si dovrebbe poter entrare con le mie poesie nella terra di nessuno, o nella “terra di mezzo”, vedi il mio ultimo libro, sempre con la speranza che dietro il nulla si nasconda qualcosa. In realtà è il nulla stesso che gioca a nascondersi, altrimenti che nulla sarebbe? il nulla si nasconde, diceva infatti un mio verso clausola che ho sempre lasciato nel cassetto per certa sua intollerabile solennità e altrettanto intollerabile facilità a favorire l’arzigogolo, nel gusto di certe controversie teologiche. Continua a leggere

Pro/vocazioni, rubrica di interviste di Lpels. Da oggi.

Dieci domande secche (o delle 100 pistole) a scrittori e poeti italiani. Sempre le stesse domande per tutti, non si scappa. Scrittori e poeti giovani e meno giovani, famosi e poco conosciuti. Domande provocatorie (forse) sulla vocazione letteraria. Uno spaccato, un ritratto, un modo di vederci più chiaro, uno spunto per approfondire una conoscenza. Uomini e donne che fanno della loro vita un romanzo non solo da continuare a vivere ma anche da continuare a scrivere. O sotto altre forme della scrittura, come la poesia. Un modo per essere al mondo ed esprimere non solo se stessi ma proprio questo mondo che noi siamo e allo stesso tempo ci contiene.

Oggi la prima intervista a un grande della nostra letteratura, “diversamente giovane”.

A più tardi!

FK


Vivalascuola. Esce “Gli asini”

Domenica 18 luglio ore 19 e 30
Santarcangelo 40

Festival internazionale del teatro in piazza

Speakers’ corner – Giardino di casa Franchini.
Santarcangelo di Romagna

Presentazione del primo numero
della rivista Gli asini

intervengono Luigi Monti, Goffredo Fofi e altri componenti della redazione

Gli asini è una rivista bimestrale di inchiesta e ricerca pedagogica e sociale. Luogo d’incrocio, uno spazio di riflessione tra esperienze e analisi, pratiche e teorie di chi in Italia, in Europa e nel mondo si occupa di educazione e intervento sociale. Continua a leggere

Incontri sul confine

STAZIONE DI TOPOLO’ – POSTAJA TOPOLOVE
XVII EDIZIONE

sabato 3 luglio

verso le cinque della sera
apertura e incontro con gli artisti presenti

presso Casa Juljova
Pinacoteca Universale di Topolò
inaugurazione e apertura con Guido Scarabottolo

nel buio
Natura VI
progetto interattivo LOST di luce, musica e danza
con Giorgia Minisini, Brice Desault,
Alessandro F.Damiani, Federico Petrei Continua a leggere