Un buon esordio questo di Sergio Garufi. Conoscevamo la sua scrittura saggistica, acuta, serrata, straordinariamente densa di sapienza letteraria. Ne conoscevamo anche gli esercizi da blogger (alcuni confluiti nei capitoli di questa narrazione). Ci era nota la sua attività di postatore di calibratissimi interventi ai tempi, ormai mitici ed è solo passato un decennio, di Usenet e dei newsgroup. Nulla sapevamo delle sue prove sulla carta stampata, ma l’assenso andava dato a prescindere, visti i precedenti carotaggi. Del narratore, seppure in fieri – visto che questa è la sua opera prima–, ignoravamo tutto ma dubitavamo in anticipo: non per malanimo, ma perché sappiamo che nella narrativa il gioco si fa davvero molto duro. Si sono già visti splendidi prosatori saggistici, fior fior di critici o giornalisti, afflosciarsi miserabilmente già davanti ai primi verbi narrativi che sono delle corvée fastidiose ma necessarie se devi “portare” una storia, che per di più, al passato remoto, sembrano nella nostra lingua delle vere e proprie pietre tombali: “pensò”, “uscì”, “commentò”… Li abbiamo visti smarrirsi quei bravi prosatori nell’incapacità di costruire con sagacia una narrazione che dall’inizio alla fine sappia stare in sesto come certi muri a secco o in grado di “tenere la nota” come certe, lunghe, complesse orchestrazioni musicali. Insomma, abbiamo visto molti “scrittori di pagine” fallire davanti all’opera unitaria la quale rivendica precisione e raffinatezza nel saper calibrare le parti della composizione e nel dare loro forza interna e armonia d’insieme. Continua a leggere
Archivi categoria: Critica letteraria
I connettivisti, l’avanguardia italiana
Dal Blog “Poesia“, a cura di Luigia Sorrentino, sul sito di Rai News 24
Introduzione e conclusione di Giovanni Agnoloni
“Il Connettivismo è la nuova avanguardia italiana, e forse l’unico vero movimento letterario (e non solo) presente in questo momento nel nostro paese. Si tratta di una realtà formata da scrittori che si riconoscono in un manifesto (http://www.next-station.org/nxt-ex-1.shtml) che non li costringe, ma nel quale confluiscono spontaneamente. È nata a fine 2004 da un progetto di Sandro Battisti, Giovanni De Matteo e Marco Milani. Corrente letteraria originariamente rientrante nell’alveo della fantascienza, ha da poco vinto, con la rivista NeXt (http://hyperhouse.wordpress.com/connettivismo/next), il Premio Italia 2011 come miglior rivista non professionale, ed è cresciuta stagione dopo stagione, passando per i Premi Urania di Giovanni De Matteo (2006, con Sezione ?², ed. Mondadori-Urania) e Francesco Verso (2008, con E-DOLL, ed. Mondadori-Urania) e per una serie di antologie a più voci (Supernova Express, Frammenti di una rosa quantica e A.F.O. – Avanguardie Futuro Oscuro, successivamente uscite con Ferrara, Edizioni Diversa Sintonia e Kipple Officina Libraria), nonché per la ricca serie di numeri di NeXt, culminata nella recente antologia SuperNeXt (ed. Kipple Officina Libraria, 2011) – senza dimenticare le due “case virtuali” del movimento, i due siti www.next-station.org e http://hyperhouse.wordpress.com. Continua a leggere
Due opere, un percorso – Fabrizio Centofanti tra Calvino e la vita
Recensione di Giovanni Agnoloni
Di solito le recensioni si fanno di un libro. Questa, se è una recensione, lo è di due. Ma forse non lo è nemmeno. È la fotografia di un percorso. Umano, artistico e spirituale.
Fabrizio Centofanti è uscito con un saggio su Italo Calvino (Italo Calvino. Una trascendenza mancata, ed. Clinamen, 2011 – prefazione di Giuseppe Panella e postfazione di Antonio Sparzani) e con una raccolta di pensieri, Non superare le dosi consigliate (Effata’ Editrice, 2011). Opere che sono un po’ la summa del suo itinerarium mentis (e direi anche cordis). Continua a leggere
TEORIA DELLA LETTERATURA n.14: Intreccio e coerenza narrativa. A cura di Giuseppe Panella
[youtube http://www.youtube.com/watch?v=jPIFdOi1Nns&w]
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Le lezioni di teoria della letteratura su RETROGUARDIA sono a cura di Giuseppe Panella
Realizzazione tecnica di Fausto Finocchi e Silverio Zanobetti
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Fabrizio CENTOFANTI – Non superare le dosi consigliate.
Le confessioni di uno sciamano
Di AUGUSTO BENEMEGLIO
1. La poetica degli altri
“ Non superare le dosi consigliate”di Fabrizio Centofanti , Effatà editrice, 2011,è un libro- diario, un “libro a venire” che cerca il senso della vita , come ha scritto Giuseppe Panella nella sua prefazione ; se vogliamo è un “classico” nel suo genere, per nitidezza di stile , precisione e pregnanza di concetti, e, come tutti i classici , cerca l’osso dell’osso , la nudità più sincera e spietata , insomma la sua morale, laica o religiosa, come in questo caso, trattandosi di un “cristiano-scrittore” , come lo battezzò Tiziano Scarpa, che ha sempre il coraggio di dire la verità: “Il male vero è il giudizio , sia nostro sia degli altri, l’occhio cattivo, impietoso, insofferente. Se il mondo precipita nel caos , invece di evolvere in fraternità , è a causa di uno sguardo di traverso , incapace di cogliere il bello della debolezza, la grazia struggente della fragilità” ( vds. pag134 “Muli di montagna”)….)
La poetica di Fabrizio Centofanti è , da sempre, la poetica “degli altri” , degli ultimi, dei drop out, dei barboni , dei diseredati , degli sporchi brutti e cattivi , di cui si occupa in modo fattivo, concreto , quotidiano , come Parroco di San Carlo da Sezze , parrocchia di estrema periferia . E’ la poetica dell’Evangelo, che ritroviamo intatta anche in quest’ultimo suo libro ,uguale e pur diverso dai suoi precedenti (“Guida Pratica all’Eternità”, 2009, e “Pret(re)-a-porter, la vita in cinque righe ,2010, della stessa casa editrice Effatà di Torino ). Continua a leggere
Giuseppe Panella, “Jean Jacques Rousseau e la società dello spettacolo”
[youtube http://www.youtube.com/watch?v=TYwtSYODFgI&w]
PALAZZO VIVARELLI COLONNA (Sala degli Specchi)
Via Ghibellina 30 Firenze
26 maggio ore 16
Presentazione del libro di Giuseppe Panella
Jean-Jacques Rousseau e la Società dello Spettacolo,
Pagnini editore, Firenze, 2011
Sono intervenuti Tommaso Cavallo, Silverio Zanobetti, l’autore e Stefano Berni, direttore della collana di filosofia e scienze sociali edita da Pagnini
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Donato Salzarulo, “Meteo”: le previsioni della poesia

Una lettura di Meteo di Andrea Zanzotto
di Donato Salzarulo
1. Innanzitutto il titolo. Tratto di filato dalle note rubriche televisive di previsioni del tempo. Ma anche ME-TEO, ME-DIO, conoscendo il presupposto teorico di base della ricerca zanzottiana che, a partire da La Beltà, istituisce il significante come produttore e depositario in proprio di senso. Evidente l’intento di instaurare un legame tra l’atto poetico e quello scientifico-conoscitivo del fare previsioni. Poesia come meteorologia, quindi. Come presa diretta, dal vivo, live delle alte e basse pressioni affettivo-sociali, dei loro nuclei di condensazione, della loro distribuzione, dei loro moti e precipitazioni. Continua a leggere
TEORIA DELLA LETTERATURA n.13: Intreccio e struttura del romanzo. A cura di Giuseppe Panella
[youtube http://www.youtube.com/watch?v=QEY-6JTXj6A&w]
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“1975” – recensione di Pasquale Vitagliano.
1975 Nonostante Pasolini, e purché Buzzanca non lo sappia, al liceale piacciono le donne, Franz Krauspenhaar, Caratterimobili, Bari, 2010
“Ci sono ragazzini segnati da un’epoca. E poi ci sono scrittori che segnano un’epoca”, si legge in copertina. Ragazzini e scrittori hanno bisogno di un luogo per segnare un’epoca. Il luogo di FK è la Milano di piombo degli anni ’70, rigata dalle lacrime degli scontri fra ragazzi di sponde politiche opposte – apparentemente divisi tra il gallismo di Buzzanca, che in quegli anni imperversava nei cult-movies di serie B, e la disperazione di Pasolini, scandaloso ed eretico persino a sinistra – ma accomunati dalla infantile e ingorda voglia di sesso. Sesso, droga e rock’n roll. Continua a leggere
TEORIA DELLA LETTERATURA n.12: Dentro e contro la realtà. A cura di Giuseppe Panella
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Arcadie e disincanti. Sebastiano Vassalli poeta della Neoavanguardia. Saggio di Giovanni Inzerillo
Arcadie e disincanti. Sebastiano Vassalli poeta della Neoavanguardia
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Dire non significando nulla, dunque;
ma dire, appunto, per necessità di significare.
Pochi sanno, ad oggi, che Sebastiano Vassalli uno dei maggiori scrittori in prosa della nostra letteratura contemporanea, conosciuto esclusivamente per i suoi romanzi, abbia esordito nella veste di poeta. L’esordio vero e proprio avviene nel 1965 con Lui (egli) a cui segue, nel 1968 Disfaso, raccolta di poesie di chiara impronta neoavanguardistica. L’epigrafe, tratta dalla citazione di Franco Cavallo alla raccolta, ben sintetizza lo stile poetico del primo Vassalli, fortemente attratto dai giochi funambolici della Neoavanguardia e da uno sperimentalismo capace di sfruttare tutte le potenzialità della parola.
TEORIA DELLA LETTERATURA n.11: Fabulazione e intensità libere nella scrittura. A cura di Giuseppe Panella
[youtube http://www.youtube.com/watch?v=wXIkoIkhN5k&w]
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[Qui tutte le VIDEORECENSIONI]
Punto: almanacco della poesia italiana, 1 – 2011
GLI AUTORI A CHI LEGGE
Ancora una pubblicazione dedicata alla poesia: ce n’era bisogno? . . . La poesia si esercita, da anni, a sostenere una sua battaglia silenziosa, una sua severa resistenza alla baraonda dei sistri inquietanti e stordenti della società mediatica. Continua a leggere
Nella poesia di “Calpestare l’oblio” e de “L’impoetico mafioso”. L’egemonia del “Noi-rebeldìa”. Saggio di Antonino Contiliano
Un poeta deve essere più utile di
qualsiasi altro cittadino della sua tribù.
Lautréamont
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Se è possibile, come crediamo, parlare di una assemblea dei poeti “civili” fuori mercato, raccolti in volumi antologici e collettanei anti-antologici, è anche possibile che gli stessi scendano dall’olimpo della carta dell’economia dell’io privato e dalla neutralità sociale per immettersi nell’agorà diretta degli incontri reali conflittuali e della praxis, sottoponendo la produttività economica e quella simbolica della stessa letterarietà (con la sua esteticità) ad un acre smontaggio polemico.
TEORIA DELLA LETTERATURA n.10: Menzogna romantica e realtà romanzesca. A cura di Giuseppe Panella
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TEORIA DELLA LETTERATURA n.9: La scrittura e la differenza. A cura di Giuseppe Panella
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Letteratura come lavoro
di Gualberto Alvino
Mario Lunetta, Depistaggi. Fra critica e teoria, Roma, Onyx Editrice, 2010, pp. 190, € 16.
Indigna che un umanista del calibro di Mario Lunetta — maestro di più generazioni, ininterrottamente attivo da quasi mezzo secolo quale poeta, narratore e drammaturgo d’avanguardia, polemista passionario e implacabile, antologista contre-courant, saggista umoroso e poliedrico, performer, critico d’arte, letterario e della cultura, tradotto in varie lingue europee e americane, titolare d’una bibliografia altrettanto sterminata che di primissimo ordine — non sia ferocemente conteso, come accade a pletore d’ipervalutati mediocri destinati a squagliarsi nel Lete della Storia, dai titani della nostra editoria. Spetta dunque a un piccolo marchio, il benemerito Onyx di Franco Michetti, il vanto d’aggiudicarsi l’ultimo goloso lemma del multanime romano, stavolta in veste di critico e teorico, al solito agguerritissimo e senza rivali quanto a contezza della più viva attualità in tutti i distretti del territorio lato sensu estetico e comunicazionale: una silloge di studî, articoli e recensioni selezionati (con tale compatta organicità da parer non solo or ora concepiti ma stesi in un fiato) tra i numerosi apparsi dalla metà degli Ottanta ad oggi sui periodici «Almanacco Odradek», «Hortus Musicus», «Fermenti» e «Le reti di Dedalus», la rivista online del Sindacato Nazionale Scrittori, di cui il Nostro è stato per più mandati operoso e apprezzato presidente. Continua a leggere
UNA PASSIONE LUNGA TUTTA LA VITA. Per Vittorio Vettori studioso e poeta (Parte II). Saggio di Giuseppe Panella
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4. Da Campaldino patria ideale a Eleusis forma di esperienza spirituale: nascita dello “stile etrusco”
La prima raccolta di versi veramente significativa di Vettori come poeta è Poesia a Campaldino del 1950. Sono versi legati alla tradizione novecentesca ermetica e non (in particolare alla versione cristiana di questa corrente letteraria con riecheggiamenti di autori quali Betocchi e Lisi, poeti e scrittori amati poi fino alla fine, anche se meno presenti in seguito e sostituiti nelle scelte di scrittura da altri – e certo più prestigiosi – modelli). Nella seconda delle liriche presenti in Versi per l’Italia (del 1960) è forte l’eco di una delle poesie meno “ermetiche” di Salvatore Quasimodo (la Lettera alla madre):
UNA PASSIONE LUNGA TUTTA LA VITA. Per Vittorio Vettori studioso e poeta (Parte I). Saggio di Giuseppe Panella
[Immagine: Carlo Carrà, Le figlie di Loth (1919)]
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«Non so se tra roccie il tuo pallido / Viso m’apparve, o sorriso / Di lontananze ignote / Fosti, la china eburnea / Fronte fulgente o giovine / Suora de la Gioconda: / O delle primavere / Spente, per i suoi mitici pallori / O Regina o Regina adolescente: / Ma per il tuo ignoto poema / Di voluttà e di dolore / Musica fanciulla esangue, / Segnato di linea di sangue / Nel cerchio delle labbra sinuose, / Regina de la melodia: / Ma per il vergine capo / Reclino, io poeta notturno / Vegliai le stelle vivide nei pelaghi del cielo, / Io per il tuo dolce mistero / Io per il tuo divenir taciturno / Non so se la fiamma pallida / Fu dei capelli il vivente / Segno del suo pallore, / Non so se fu un dolce vapore, / Dolce sul mio dolore, / Sorriso di un volto notturno: / Guardo le bianche rocce le mute fonti dei venti / E l’immobilità dei firmamenti / E i gonfii rivi che vanno piangenti / E l’ombre del lavoro umano curve là sui poggi algenti / E ancora per teneri cieli lontane chiare ombre correnti / E ancora ti chiamo ti chiamo Chimera»
(Dino Campana, La Chimera)
1. Un filosofare pallido e assorto
La produzione culturale (letteraria, poetica, filosofica, storico-politica, storico-artistica, finanche utopistica) di Vittorio Vettori è stata sterminata. Analizzare tutte le opere da lui prodotte nei più svariati campi del sapere umanistico è probabilmente impossibile per ora. Anche chi si è posto il compito improbo e meritorio di antologizzare le sue opere più significative non ha potuto che selezionare proficuamente i suoi testi più noti e probabilmente più duraturi. Di se stesso Vettori avrebbe scritto per interposto personaggio in un romanzo, L’amico del Machia, che forse avrebbe meritato maggior fortuna sia critica che di lettori avvertiti (1):
TEORIA DELLA LETTERATURA n.8: Nascita del personaggio romanzesco. A cura di Giuseppe Panella
[youtube http://www.youtube.com/watch?v=dR8Hmt5UIl8&w=640&h=390]
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