Archivi categoria: Poesia

La poesia prima della fine del (o di un) mondo, a cura di Rita Pacilio. Maria Grazia Palazzo

Viviamo un tempo complesso e disorientante, perché nel caos della cronaca attuale che i media riportano, in tutto o in parte, in modo inesatto, incompleto, persino fuorviante, ci ritroviamo ad essere fruitori passivi di una narrazione ambigua, come in un loop di cui non conosciamo più bene la regia e di cui non ci sentiamo responsabili. Il nostro vivere è inestricabilmente legato a ciò che avviene nel mondo e abbiamo bisogno di interazioni diverse, per nutrire una speranza realista e sana, attraversando il presente nel modo più onesto possibile. La cultura della morte e del conflitto ci viene inoculata in ogni modo, senza soluzione di continuità. Continua a leggere→

Lorenzo Calogero

di Giorgio Stella

L’opera

L’opera
non cade mai
non si frantuma,
rimane eterna.
Gioiosa o mesta,
entusiasta e molteplice,
rimanendo immutata
ai colpi del tempo,
è testimone
di un tempo immortale.

La sua nuda fronte
rimane ferma, soda
sotto i raggi del sole che l’indora
fra pollici fissi dell’universo.

Da essa a volte cadono scintille
che indorano la bruna chioma
dei fanciulli che vanno a scuola
svegliandosi dal letargo
nel primo entusiasmo.

La poesia prima della fine del (o di un) mondo, a cura di Rita Pacilio. Salvatore Contessini

La poesia annientata

Prima della fine del mondo si consuma, lenta, la poesia. Esaurita nella sua vena significante, sterile di messaggi, inadatta nel parlare all’insieme dei nostri sentimenti, incapace di suscitare emozioni che possano scuotere l’attuale esistenza.
Questo lo status che da tempo schiaccia la mia condizione poetica. La bellezza arretra esposta esclusivamente all’immagine, all’apparire a vantaggio della supremazia dell’astio che sempre più si fa strada nel nostro senso umano, costretta a recedere nell’intimo privato più profondo per legarsi ad armonia e pace interiore dell’individuo e ritornare bellezza morale e spirituale ad uso esclusivo del singolo. Continua a leggere→

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Poesia e mistica, di Massimiliano Bardotti

Io non so se sto per morire,
perché sento una gran tenerezza
a volte, che cresce da dentro.
E mi sembra che solo alla fine
si possa sentire così.

Che solo alla fine si possa
sentirsi commossi, e intravedere,
da dietro le tende, un altro giardino.

Con tanta gente che vi cammina dentro.

Bernardo De Angelis Continua a leggere→

Giorgio Stella. Una poesia

Pamerika – il gusto della betoniera di porcellana & dopo il travaglio di cera. Una medaglia sullo scudo dell’anfora coccarda nuda dell’elmo a sonagli nel grembo post-materno/eterno. Il grasso del fiume è l’onda della boa la betoniera a venti metri da qui l’inferno orfano di paradiso (***) – l’acne nel cervello / sputa sulla passerella // il cuore della punta di una stella. V e l o c e…. Velocemente. ——————————-+

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Addio a Francesco Marotta. La sua poesia è stata una tempesta silenziosa.

 

Ci ha lasciato Francesco Marotta. Era nato settantuno anni fa a Nocera Inferiore ma ha vissuto in provincia di Milano dove ha insegnato storia e filosofia. E’ stato un poeta e un traduttore raffinato. Ha animato uno dei primi e più autorevoli blog letterari, La dimora del tempo sospeso. La sua ultima opera è Polvere, pubblicata da Anterem un anno fa. Personalmente l’ho conosciuto grazie al suo blog. Anzi, devo dire che è stato il primo che ho frequentato. L’ultima volta che ci siamo sentiti, qualche anno fa, si lamentava dello stato attuale della poesia, anzi, meglio, del mondo della poesia: rumoroso e conformista. Giustificava così il suo isolamento. Eppure, egli, con il suo blog, ha dato spazio alle voci più autentiche e promosso presenza e dialogo poetico e culturale. E’ rimasto comunque fino all’ultimo fedele alla sua vocazione, secondo cui, con le parole del suo poeta più amato René Char, la poesia se non si fa “tempesta” diventa puro calligrafismo, un “ricamo sulla pelle del nulla”. Lo associo ad un’altra figura che ci ha lasciato troppo presto, Gianmario Lucini, poeta ed editore, accomunati dalla stessa figura ieratica.

La poesia più potente è quella silenziosa.

(Pasquale Vitagliano)

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Intervista a Nicoletta Carlan. Staccarsi dalla roccia

di Massimiliano Bardotti

  1. Come e da dove nasce l’idea di questo libro? E potresti dirci qualcosa sul titolo? 

L’idea di questo libro nasce come nasce la poesia, in un momento e in molti momenti in una notte e in molte notti. Si allineano una dopo l’altra le parole e nasce un verso, poi una poesia e poi un libro. Nasce da esperienze vissute nel cammino tra i paesaggi, nei viaggi tra i paesi, nel soggiorno tra le nuvole e nella meditazione sul mistero. Nasce, come nasce ogni cosa, dalle relazioni tra le cose, le persone, e il non visibile dove il cuore, fa da ponte tra le alluvioni della vita e il profumo delle rose, delle violette e i colori della primavera. Continua a leggere→

La poesia prima della fine del (o di un) mondo, a cura di Rita Pacilio. Monica Messa

Confideremo nel miracolo seguente,
nella prossima luna nuova,
nel fondo del tè successivo,
girato tre volte
e versato nel piattino.

Bruceremo altri incensi,
leggeremo le carte del mazzo nuovo,
interrogheremo un oracolo dimenticato,
accenderemo ceri pluriennali,
cambieremo le parole nelle preghiere.

Studieremo nuovi incantesimi,
ripeteremo tutti i battesimi,
metteremo peonie nelle acquasantiere,
inaspriremo le penitenze,
elettrificheremo gli inginocchiatoi.

Ma, cascasse il cielo,
non perderemo la speranza!

Lirico terapia. Clemente Rebora

Dall’imagine tesa

Dall’imagine tesa
vigilo l’istante
con imminenza di attesa –
e non aspetto nessuno:
nell’ombra accesa
spio il campanello
che impercettibile spande
un polline di suono
e non aspetto nessuno: fra quattro mura
stupefatte di spazio
più che un deserto
non aspetto nessuno:
ma deve venire,
verrà, se resisto,
a sbocciare non visto,
verrà d’improvviso,
quando meno l’avverto:
verrà quasi perdono
di quanto fa morire,
verrà a farmi certo
del suo e mio tesoro,
verrà come ristoro
delle mie e sue pene,
verrà, forse già viene
il suo bisbiglio.

1920

20 righe (per niente) facili

 

di Pasquale Vitagliano

Il tema del Ethna, l’ultimo romanzo di Anna Bertini (Arkadia, 2025), è musicale. Anzi, è una canzone, Ethna’s Song. Intorno a questo tema, che ritorna puntualmente, come nel jazz, c’è l’imprevedibile assolo della vita di ciascuno di noi. La protagonista ritorna in un luogo, Castel Sonnino, dove aveva soggiornato in un periodo difficile della propria eistena. Si trova a dialogare con una sua doppia e a riscoprire la persona che era stata allora e che non è più. La musica tende il filo che le consente di non perdersi in questo viaggio a ritroso. “Ho cercato dentro di me un certo distacco, necessario per ripercorrere i giorni che hanno cambiato in modo radicale l’andamento della mia esistenza, e anche la mia indole”. Il jazz è il viatico per il suo rinnovamento.

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La poesia prima della fine del (o di un) mondo, a cura di Rita Pacilio. Giorgio Moio

Sòvere (1)

un tempo siamo stati anche felici
in cui non avevamo niente
dietro le barricate per difenderci
dal chiaro di luna nel mare
a litteram a libitum
nel marettil nel mutibil
zampillanti tra gli assilli
di dolore e un treno in partenza:
cu ’o tiempo e cu ’a paglia
con l’imprudenza e l’insavietà
s’ammaturano le sòvere
ma cadono dall’albero nel fango

(1) sorbo, albero da frutto

Terra d’esilio, di Luca Pizzolitto 4. Soren Ulrich Thomsen

Soren Ulrik Thomsen, Vivo (Donzelli 2004)

Esiste una nave con le luci spente,
un libro aperto
sul silenzio.
Non c’è scorciatoia per il mondo
nel primo mattino
mentre la pioggia cade
c’è un uomo,
che sono io,
nella cucina gelida.
Ma nemmeno una strada
per uscire dal mondo.

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Arianna Galli. Inediti

Arianna Galli 
Biografia:
Nata a Brescia il 29 marzo 2002, ma cresciuta a Milano, scenario principale delle sue opere, Arianna Galli è una poetessa, critica letteraria e cinematografica, illustratrice italiana di origini francesi. Dopo la maturità Classica, si è laureata presso l’Università Cattolica del Sacro Cuore in Lingue e Letterature Straniere, con indirizzo in Cinema. È autrice dei libri di poesia “Non c’erano fiori” (Ladolfi Editore) e “Il Deserto di Milano” (Edizioni Ensemble) e collabora come critica letteraria e cinematografica per le riviste Studi Cattolici e Satisfiction e come giornalista di moda per la rivista Falcon Magazine. Le sue poesie sono state tradotte in varie lingue (inglese, francese, spagnolo e portoghese), comparendo sia su riviste letterarie internazionali (Incertain Regard Revue, Revista Kametsa, Revista Vislumbre, Eufeme) che nazionali (tra cui l’edizione cartacea de La Repubblica, Il Corriere della Sera e Il Giornale di Brescia; Poesia del Nostro Tempo; Il Fatto Quotidiano; Fara Poesia; Brescia Oggi; Interno Poesia; Alma Poesia, Rivista ‘900 letterario; Atelier Poesia, Poesia di Crocetti; Poesia e lo spirito). Non sono mancati i contatti con il mondo della musica: nel 2021, la sua poesia “Piano Notes” è stata scelta per introdurre il festival pianistico internazionale Lej Festival e nel 2023 è stata scelta dal Comune di Sirmione come poetessa per omaggiare Maria Callas in occasione del centenario della sua nascita. Continua a leggere→