Agonia con viaggio, di Valeria Patera

AGONIA CON VIAGGIO

 

Ti porto a Roma le dicevo e il corpo

Sempre più lenzuolo sempre più solo intreccio di fili

Nell’intelaiatura del letto acciaio vita che non molla

San Pietro campane campane

In quel suo essere già là

L’ultima forza tutta di una scaglia che fu

Donna minuta e fragorosa

Ora sempre più verso silenzi che continua a non volere

Sempre più sempre più se ne va

Sempre meno sempre meno ne resta

Di lei però uno stupore d’orecchio.

 

Roma, 1996

Note biopoetiche di Valeria Patera

Non ho mai dovuto chiedermi cos’è la poesia per me.   La poesia è stata  la scintilla primigenia di tutta la mia pratica artistica e nella sua più ampia accezione di poiein, ha innervato tutta la mia polimorfica e versatile produzione sia letteraria che teatrale. Continua a leggere

Crederci


Credere nell’amore: è il nostro compito, la nostra missione. Tutto il resto lo fa Dio: per vie incomprensibili, talvolta, al punto che potremmo dubitare, protestare, ribellarci. Per questo compito e missione consistono nel crederci, nonostante le apparenze.

Lirico terapia. Maria Luisa Spaziani


Dev’essere passato quel passero

Dev’essere passato quel passero sulla tua casa,

che qui sul terrazzo è planato a beccare briciole.

Mi diceva di te, del tuo risveglio,

del saluto silenzioso che mi avevi mandato.

 

Saprò riconoscerlo, il passero messaggero.

Aprirà le porte dell’alba, ospite benvenuto.

In secoli remoti sarebbe stato un angelo

ma in tempi sconsacrati mi va bene lo stesso.

Ogni epoca ha i suoi angeli. Ma il cuore è sempre vigile nella medesima attesa.

Poesia italiana del XXI secolo

Prisco De Vivo è pittore, scultore e poeta, nato a Napoli nel 1971 e vive ad Avellino.  Ha pubblicato i volumi di poesie: Dell’amore del sangue e del ricordo (selezionato al Premio Pascoli 2005), Il Laboratorio/Le edizioni, 2004, prefazione di Plinio Perilli e postfazione di Raffaele Piazza), Segni e parole (In una notte oscura e uggiosa), Il Laboratorio/Le edizioni, 2006, lavoro di poesia/immagini a quattro mani con Raffaele Piazza), Dalla penultima soglia, Marcus edizioni, 2008, prefazione di Marcello Carlino, Ad Auschwitz, Il Laboratorio/le edizioni, 2009, prefazione di Enzo Rega e postfazione di Antonella  Cilento, ha ricevuto per la raccolta Il lume della follia il secondo posto del Premio Nazionale Minturnae XXIII edizione per l’inedito, 2009. Nel 2020 ha pubblicato il suo ultimo libro di poesie e opere dal titolo “Il lume della follia” Oèdipus edizioni, con una prefazione di Alfonso Guida. È stato incluso in varie antologie tra cui : Melodia della terra (Secondo Volume) 2006, Crocetti editore, a cura di Plinio Perilli, Da Napoli, Verso Kairos editore, a cura di Antonio Spagnuolo e Stelvio Di Di Spigno, 2007, Poeti e Pittori di [Secondo Tempo] 2013, Marcus Edizioni , a cura di Alessandro Carandente e Marcello Carlino. Collabora stabilmente con le   riviste come  Graphie, ‘Frequenze Poetiche e La Clessidra, e Blog letterari come Nazione Indiana e La poesia e lo spirito. Nel 2020  per le edizioni Ripostes  ha pubblicato  un  suo volume di saggistica illustrata dal titolo Rubina Giorgi, Sacrificio per la parola.

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Gioia


La causa della gioia è la presenza di Dio dentro di noi: perché non attingere al tesoro? Maria ci aiuta, è causa nostrae laetitiae. Non serve indugiare sui sintomi, bisogna risalire alle cause per risolvere il problema della vita.

Cieli augurali

I Cieli augurali di Giovanna Menegùs sono un canto alla natura, alla circolarità del tempo che alla stessa natura si adegua, in barba al tempo lineare di un positivismo occidentale che non dà tregua per l’attenzione e la cura. Questa breve raccolta di 12 poesie inedite si stringe attorno allo stupore per la bellezza del mondo, che si trova nei paesaggi e nei boschi, persino sui cigli della strada come sulle rive dei corsi d’acqua. Sono cieli augurali perché portano doni di luce, con le loro stagioni, le loro aurore che aprono l’alba e spalancano il giorno, i loro tramonti che s’inchinano al crepuscolo e raccolgono la notte.
(a&b archibiblio ferrara – Strenna Natale 2021 delle Biblioteche di Ferrara)

Immagini: AS MI, 2021 Continua a leggere

Buon compleanno Giulia (Niccolai)!

di Kika Bohr

Giulia nel 2007 al compleanno di mio padre Olaf

Oggi sarebbe il compleanno di Giulia e mi suona veramente strano non poterle mandare quel “messaggino” (sms) o brevissima mail che ero solita mandarle. Da alcuni anni eravamo d’accordo tra di noi che quel giorno non le telefonavo per non “intasarle le orecchie”. La data era facile da ricordare tanto più che nell’87 avevo tradotto Autoritratto, un “Frisbee” di Giulia per la rivista francese Doc(k)s, (che qui trascrivo nella versione originale):

Sono nata il 21 – 12 – ‘34
21 e 12 sono anagrammati
e poi abbiamo anche 1,2,3,4,
Potrebbe essere elegante morire a 56 anni
per poter fare 1, 2, 3, 4, 5, 6.
Avrò 56 anni nel ’90.
Il 1991 però andrebbe meglio.
Farebbe da pendant al 21 – 12.
In questo caso sarei favorevole
a una lapide così concepita:
Nata il 21 -12 – 1934
Morta il 3 – 4 – 1991.
Difficile scegliere tra 56 anni
e il 1991.
Ma Giulia,
non si può avere tutto dalla vita!

Questo l’ha scritto negli anni ottanta. Alla fine però è morta a quasi 88 anni, nel 2021. Continua a leggere

Lirico terapia. Cesare Viviani


Avevano ragione a dirci

Avevano ragione a dirci: non spingetevi oltre,

arrivate fino alla vigna grande e tornate.

Guardate le cose che già conoscete,

i tigli del viale,

la fila dei salici lungo il fossato,

l’orto della fonte vecchia, il boschetto,

dopo compaiono le case di San Romolo e proseguite

fino alla cappella e ai filari.

Fate il sentiero di sempre, fate

una passeggiata.

Difficile, forse impossibile non scorgere subito l’orizzonte simbolico che si apre dietro questi versi di Viviani. La strada sicura o il rischio? La poesia indica sempre il crinale della scelta.

Lirico terapia. Giovanni Raboni


Sono quello che eravate

Sono quello che eravate, sarò

quello che siete, sussurro a chi spia

i miei passi da un letto di corsia

d’un padiglione di Niguarda o

 

del vecchio policlinico di via

Sforza, mi sopravvalutate, ho

un rene solo, presto perderò

l’ultima battaglia con la miopia

 

e il cuore, eh, il cuore… No, perdono, care

anime, perdono! non posso fare

l’unto della Morte qui, non si deve

 

insegnare a morire a chi già tanto

muore o così poco spera, soltanto

un’altra primavera, un’altra neve.

Tutti dobbiamo fare i conti con la malattia e la morte. E anche con gli altri. Raboni, come sempre, dà da pensare. E da sentire.

“Il pazzo che si crede Dante”. Enzensberger sul Titanic

di Giovanna Menegùs
Pubblicato su Avamposto. Rivista di poesia, nella rubrica Odiare la poesia
Immagine: Ercole Milanese (Ostiense, Porto fluviale)

Il volume, con la bella sopracoperta bianca dei Supercoralli Einaudi macchiata, un po’ strappata, lo trovo alla vigilia del primo lockdown su una bancarella di libri usati. Lo scelgo e me lo porto a casa con il senso cupo e ansioso con cui si decidono le ultime provviste prima di rinchiudersi nel bunker. Sapendo che poi per molto (quanto?) tempo non sarà più possibile ritrovarsi così liberamente, oziosamente fra libri veri: freschi di stampa o polverosi e ingialliti che siano poco importa. Del resto essere un reperto, un oggetto salvato e consunto, per un poema dedicato all’affondamento del Titanic – 15 aprile 1912 – fa parte del codice genetico.
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Una battaglia


Dio mette alla prova, chiede una fede autentica, che affronti anche i tratti del cammino più difficili e bui. L’icona più calzante è la lotta di Giacobbe con l’angelo. La vita è una battaglia nella notte. Se ti fidi ciecamente del tuo generale, potrai farcela.

Poesia italiana del XXI secolo

Anna Bertini ha vissuto per molti anni all’estero, dove ha insegnato Lingua e Letteratura Italiana per Stranieri; nella scuola primaria ha curato laboratori di scrittura e espressività musicale e teatrale. Si è occupata per anni delle carriere di musicisti e dell’organizzazione di eventi musicali, collaborando con le più prestigiose istituzioni del settore in Italia e nel mondo. Ha scritto e/o scrive su magazine e testate, cartacee o online, quali: Exlibris20, Sdiario, Ewwa.org, Facciunsalto, La Stanzadi Virginia, Zest; un suo racconto è uscito in castigliano sulla rivista letteraria venezuelana País de Papel. È presente con sue opere in svariate antologie. Per FusibiliaLibri ha pubblicato la raccolta di poesie Profusioni, e Duende, silloge di racconti dedicati alla memoria di Antonio Tabucchi. Fuori il silenzio ad ombra è la seconda silloge poetica, uscita nel 2018 per i tipi di Caosfera. Tra le opere edite anche un libro illustrato per ragazzi, il racconto lungo “Angeli in bicicletta”, realizzato in collaborazione con Laura Lotti , illustratrice e Francesca Pace, foodblogger. Nel Dicembre 2020 è uscito per Arkadia editore il suo primo romanzo, Le stelle Doppie.

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