Giselda Pontesilli, “La città antica” e la poesia odierna

1) Come risponde, ora, la poesia all’abbandono d’ogni persona, ogni casa, ogni cosa? Al nostro vivere, azzerato, internato, non in borgate, quartieri alti, monti, campagne, ma in campi-profughi ormai, campi di erranti: – isolati, macchinizzati, numerizzati?

Ora -ancora- la poesia ridice, ridesta ciò che resta, la realtà cioè, effettiva, effettuale: comunità per vivi e “morti”, figli e avi, “futuri”/ presenti / ”passati”.

MA: come fa, come può, se tutti! ormai sono espropriati d’ogni esperienza, comunità ovvero realtà? e gli avi (in cimiteri precari macchinizzati), insepolti, isolati, smembrati?

«All’ombra de’ cipressi e dentro l’urne / confortate di pianto» fu meno dura la nostra vita, anzi fu celeste… 

e celeste, era la terra: «questa / bella d’erbe famiglia e d’animali».

MA ormai, che ne resta? Continua a leggere→

Desideri

Gesù desidera incontrarci. Trovarci nel silenzio, stare con noi, è qualcosa a cui tiene più di quanto immaginiamo: lo priveremo di una gioia? Lo faremo aspettare inutilmente? Stringersi a Lui è il segreto della vita.

La ragazza con gli occhi vuoti

Immagine di Mikael Moiner

Un racconto di Annika Danz, tradotto da Monica Mazzitelli

La ragazza con gli occhi vuoti

Un giorno era lì, davanti a me. Mi fissava con uno sguardo vuoto. La guardai chiedendomi chi fosse, con quegli occhi vuoti. Era dall’altra parte di uno specchio, inaccessibile. Eppure sentii un senso di appartenenza, istintivo; in qualche modo, eravamo unite. Ma come era possibile, se non ci eravamo mai incontrare?
Come vivessimo in mondi diversi. Lei immobile su un prato, circondata solo da un prato infinito. Io, dall’altra parte – anche io su un prato, ma pieno di vita. Il tempo era fermo e io mi sentivo al sicuro, ignara della tempesta in arrivo per entrambe. Continua a leggere→

Poesia italiana del XXI secolo

Antonietta Gnerre è nata ad Avellino nel 1970, è poetessa e scrittrice per ragazzi. Ha pubblicato le sillogi poetiche: Il Silenzio della Luna (Menna,1994), Anime di Foglie (Delta 3, 1996), Fiori di Vetro – Restauri di Solitudine (Fara, 2007), Preghiere di una Poetessa (Lo Spirito della Poesia, Fara, 2008), Pigmenti (Edizioni L’Arca Felice, 2010), I ricordi dovuti (Le Gemme, Edizione Progetto Cultura, 2015), Quello che non so di me, Interno Poesia, 2021. I Saggi: Meditazione poetica e Teologica in Mario Luzi (Delta 3, 2008),  Cristina Campo – Il viaggio silenzioso e spirituale e Forme di pensieri, saggi di Diritto e Letteratura, a cura di Felice Casucci (ESI, Napoli, 2013 – 2015). Ha curato insieme a Rita Pacilio l’Antologia poetica Una luce sorveglia l’infinito sul tema del Giubileo della Misericordia (La Vita Felice 2016). Ha curato, insieme alla famiglia Bellofatto, l’antologia Abbracci (D&P 2016). Consulenza e postfazione del libro di Andrea Fazioli La beata analfabeta. Teresa Manganiello, la sapienza delle erbe (San Paolo, 2016. Collana Vite Esagerate). La favola La storia di Pilli (Scuderi Editrice, 2019). È Presidente del PREMIO Internazionale PRATA, la cultura nella Basilica, giunto alla quindicesima edizione, e Direttore artistico della Festa dei Libri e dei Fumetti di Avella. Collabora come opinionista con quotidiani e riviste religiose. Come critico letterario e intervistatrice, invece, con riviste cartacee e on line di cultura poetica.

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Identitù

Faccio una proposta: definire l’identità in modo più preciso. Se è vero che possiamo conoscerci soltanto specchiandoci in un altro, sarebbe utile riconoscerne tutta l’importanza: è la persona da cui siamo amati, con la quale abbiamo confidenza, da cui ci sentiamo conosciuti. Per me, questa persona è Gesù: è Lui che mi dice chi sono, come posso ritrovarmi, com’è  possibile essere  me stesso. Non si tratta più di identità, ma di identitù: perché è il tu a definirmi, a rivelarmi chi sono. Se questo è vero, perché non trarne le conseguenze necessarie? Il mondo farebbe un passo avanti.

Educazione sentimentale #5

di Antonio Sparzani


Più volte ho scritto qui e altrove su quella cosa che ho chiamato, forse un po’ troppo genericamente “educazione sentimentale” e che comunque credo rivesta un’importanza fondamentale nella vita di ognuno di noi. Ho parlato delle letture giovanili, che ritengo siano state importanti per me, “I ragazzi della via Pal” di Ferenc Molnár e, qualche anno dopo, “Tre camerati” di Erich Maria Remarque. Ma più invecchio e più mi convinco che questa cosiddetta educazione sentimentale prosegua in verità per tutta la vita, con forme varie, letture, frequentazioni, relazioni amicali ed amorose, sventure e avventure.
Verso la fine degli anni ’90, più di vent’anni fa e già ero cinquantenne, ho scoperto uno scrittore italiano ormai celebre Continua a leggere→

Lirico terapia. Bartolo Cattafi


Inquilini

Sbatter di porte

girare di chiavi nella toppa

morti nel vostro letto

dietro le vostre porte

e morte intermittente

entrare e uscire

mani irose impazienti

al pomo delle porte

passi

i nuovi arrivati

con valigie e fagotti

con otri di vento

inquieti portatori

di mistero nelle stanze

a voi morti a voi vivi

con filo ritorto appunto

speranza e fiducia

chiedo clemenza

creature del mio piano

a metà o del tutto

interrato.

Cosa succede in un condominio? Quali stratificazioni di eventi, anche drammatici, la storia registra, magari a nostra insaputa? Solo il poeta può restituire spessore a un’umanità dimenticata.

Abbraccio


Gesù scende in mezzo a noi. Questo ci stupirà fino a quando lo vedremo faccia a faccia. Allora potremo dirgli  il nostro grazie. Quanto avremo atteso per pronunciarlo guardandolo negli occhi; quanto avremo desiderato ascoltare la risposta, ricevere il suo abbraccio.

Lirico terapia. Nelo Risi


Da “Pensieri elementari”

Il contromemoriale

VI

Il coro dice “lo prevedevo”.

Tutto facile, sì, tutto scritto

ben chiaro ma con il sangue

con il mio seme

con le mie lacrime

e con l’aiuto dell’altro

anche nel bene.

Quello che si dice “il senno del poi”. Ma il poi si costruisce con il prima, spesso con dolore, faticosamente. Nelo Risi ce lo ricorda con questo “pensiero elementare”, ma non troppo.

Lirico terapia. Alessandro Parronchi


A quel filo di luce

A quel filo di luce

che filtra nella camera fugando

i fantasmi notturni


a quel filo di luce

che rivela a chi giudica il tormento

d’una realtà più vasta

 

a quel filo di luce

che non trova più cuori in cui specchiarsi

né in tanti volti un solo sguardo vero

 

a quel filo di luce

che vagola in riflessi tra le molte

costruzioni dell’ombra

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Il diario del sonno, di Paola Silvia Dolci

A cura di Guido Michelone

 

Dopo sette libri di poesia – Bagarre, NuàdeCocò, Amiral Bragueton, I processi di ingrandimento delle immagini, Bestiario metamorfosi – la scrittrice cremonese approda alla narrativa, o meglio alla prosa in una forma consolidata storicamente – il diario nel senso della confessione e dell’autobiografia – e frequentata soprattutto dai letterati più vicini alla lirica che al romanzo o al racconto.  Continua a leggere→

Poesia italiana del XXI secolo

Abele Longo è nato a Depressa (Lecce) nel 1963, si è laureato in Dams all’Università di Bologna e ha proseguito gli studi in Inghilterra, conseguendo un Master in Television and Film Studies presso l’Università di Westminster e un dottorato in cinema italiano, con una tesi sulla rappresentazione di Palermo nel cinema di Ciprì e Maresco, presso la Middlesex University di Londra. Insegna alla Middlesex University di Londra traduzione audiovisiva e letteraria. Tra le sue pubblicazioni: Danilo Dolci – Environmental Education and Empowerment (Springer 2020); ‘Roma, viandanza dell’esilio. Rafael Alberti tradotto da Vittorio Bodini’ in N. di Nunzio and F. Ragni (2014) “Già troppe volte esuli” Letteratura di frontiera e di esilio, Morlacchi Editore, Perugia; ‘The Cinema of Ciprì and Maresco: Kynicism as a Form of Resistance’, in W. Hope (2010) Italian Film Directors in the New Millennium, Cambridge Scholars Publishing, Cambridge; “Subtitling the Italian South”, in J. Díaz-Cintas (2009), New Trends in Audiovisual Translation, Multilingual Matters, Bristol; “Palermo in the Films of Ciprì and Maresco”, in  R. Lumley and J. Foot (2004) Italian Cityscapes, Culture and Urban Change in Contemporary Italy, Exeter University Press, Exeter. Co-autore della pièce teatrale Il Valzer di Vittorino, messa in scena da Ippolito Chiarello nel 2009. Ha pubblicato per le Edizioni Accademia di Terra d’Otranto – Neobar: la raccolta Reversibilità (2012); come co-autore Pugliamondo (2010); e con il collettivo “Poeti per don Tonino Bello”: La Versione di Giuseppe (2011) e Un sandalo per Rut (2014). Fa parte, con la silloge “Terra di nessuno”, dell’antologia, a cura di Giorgio Linguaglossa, Il rumore delle parole Poeti del Sud, Edilet Edizioni Letterarie, 2015.

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Il mosaico nella chiesa di Santa Pudenziana a Roma, di Raffaela Fazio

Il mosaico nella chiesa di Santa Pudenziana a Roma

Il mosaico dell’abside nella chiesa di Santa Pudenziana è una delle testimonianze musive cristiane più antiche della città di Roma, essendo preceduto solo dai mosaici del Mausoleo di Santa Costanza. Esso risale alla fine del IV secolo, probabilmente iniziato sotto il pontificato di Papa Siricio (384-399). Nel corso dei secoli sono avvenuti naturalmente restauri e modifiche architettoniche, come quelle del 1588, a cui va attribuito il rifacimento di alcuni dettagli: le figure sulla sinistra di Cristo (tranne la testa di S. Pietro e la corona), la mano di S. Paolo, parte della testa e della spalla dell’apostolo vicino a S. Paolo, parte del trono di Cristo. Inizialmente il mosaico era più grande di quello visibile attualmente.

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