Poesia religiosa di tutti i tempi, a cura di Rita Pacilio. Cinzia Coppola (David Maria Turoldo)

“Il dramma è Dio” di David Maria Turoldo

Io debbo essere un segno mai visto
ipostasi del non visto prima,
goccia consapevole o perla della notte,
il lucente attimo d’Iddio
che per me solamente
così si riveli e comunichi.
Unico male l’abitudine
e la scelta tragica:
discorrere invece che intuire.
E la mente si popola di idoli
e il cuore è un deserto lunare:
solo la Meraviglia ci potrà salvare
aprendo il varco
verso la Sostanza.
Allora il medesimo silenzio dell’origine
nuovamente fascerà le cose,
o eromperà – uguale
evento – il canto.

(da Il Dramma è Dio, Rizzoli 1992) Continua a leggere

Margherita Rimi. Restitutio ad integrum

Margherita Rimi, Restitutio ad integrum Poesie 2015-2024, Venezia, Marsilio, 2025

di Gino Pantaleone

Restitutio ad integrum è un libro che assume consapevolmente un titolo esigente e non metaforico: la formula medica e giuridica non è un ornamento colto, ma la chiave di lettura di un’intera postura poetica. Le poesie di Margherita Rimi (poetessa e saggista, medico e neuropsichiatra infantile), scritte nell’arco di quasi un decennio, si muovono infatti entro l’idea della guarigione come processo imperfetto, mai definitivo, che riguarda insieme il corpo, il linguaggio e la comunità.
Come osserva con finezza Gandolfo Cascio nel risvolto di copertina, la speranza che attraversa il libro non è ingenua né consolatoria: non coincide con l’illusione di tornare “come prima”, ma con la possibilità che qualcuno – o qualcosa – torni a prendersi cura delle ferite. È una speranza vigilata, che sa quanto testa e cuore siano due blocchi esposti alla stessa violenza del mondo e che, proprio per questo, devono “tenersi d’occhio” a vicenda. Qui la poesia diventa un luogo di sorveglianza reciproca, non di pacificazione. Continua a leggere

Sandro Penna

a cura di Giorgio Stella

La vita… è ricordarsi di un risveglio
triste in un treno all’alba: aver veduto
fuori la luce incerta: aver sentito
nel corpo rotto la malinconia
vergine e aspra dell’aria pungente.

Ma ricordarsi la liberazione
improvvisa è più dolce: a me vicino
un marinaio giovane: l’azzurro
e il bianco della sua divisa, e fuori
un mare tutto fresco di colore.

Uno stesso sole

di Giampaolo Centofanti

Papa Leone sabato 10 gennaio ai giovani:

Ma tante volte la solitudine esiste e molti soffrono. Allora, osservando la solitudine, Salvatore Quasimodo scrisse questi celebri versi: «Ognuno sta solo sul cuor della terra / trafitto da un raggio di sole: / ed è subito sera». [1] Quello che sembrerebbe essere un destino senza scampo, in realtà ci chiama a destarci: l’unica terra sostiene tutti gli esseri umani e uno stesso sole illumina ogni cosa. Il raggio che ci trafigge, cioè entra nelle fenditure dell’animo, non è una luce intermittente, che sorge per poi tramontare, ma il Sole di giustizia, il sole che è Cristo! Egli riscalda il nostro cuore e lo infiamma del suo amore. Continua a leggere

Nazim Hikmet

a cura di Giorgio Stella

Montagne del sud

Sono sceso dal nord un pomeriggio in questo paese delle 
                                       [montagne del sud

vicino a me c'era una donna giovane e bianca
con gli occhi tracciati sul viso come un orizzonte azzurro 
con i capelli lisci color del fieno


sono sceso dal nord un pomeriggio in questo paese delle 
[montagne del sud 
queste montagne vivevano con gli uomini le vacche i
       camion

col suolo le mele le quercie gli abeti e già 
                             con i capelli color del fieno 
                             con la donna che è con me 
                             con le tigri e le trote
queste montagne eran coperte di neve soleggiata di 
                                     [rosso di verde scuro
queste montagne vivevano nelle pagine dei quaderni di 
                                              [scuola
nei sanatori nei magazzini di Stato 
nell'asfalto che serpeggia nei ponti di legno 
queste montagne vivevano nel sangue delle capre
                                       [selvatiche
in fondo ai laghi
e adesso c'è una donna
una donna con gli occhi tracciati sul viso come un
                                   [orizzonte azzurro
e io so già che l'orizzonte azzurro soltanto 
resterà nel ricordo di quelle montagne.

Lucerne nella luce, di Lucio Brandodoro

Senza preferenze

«In quel tempo, Gesù dalla Galilea venne al Giordano da Giovanni, per farsi battezzare da lui.

Giovanni però voleva impedirglielo, dicendo: «Sono io che ho bisogno di essere battezzato da te, e tu vieni da me?». Ma Gesù gli rispose: «Lascia fare per ora, perché conviene che adempiamo ogni giustizia». Allora egli lo lasciò fare.
Appena battezzato, Gesù uscì dall’acqua: ed ecco, si aprirono per lui i cieli ed egli vide lo Spirito di Dio discendere come una colomba e venire sopra di lui. Ed ecco una voce dal cielo che diceva: «Questi è il Figlio mio, l’amato: in lui ho posto il mio compiacimento».

[Mt 3,13-17]

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“Apokatástasis” di Barbara Dall’Idro

Recensione di Francesco Improta

Apokatástasis di Barbara Dall’Idro

“Nulla die sine poesia”

Come si legge nella quarta di copertina, Barbara Dall’Idro è poetessa, filosofa e antropologa e vive tra l’Emilia, i Castelli romani e il Salento, di cui stando al cognome dovrebbe essere originaria. Del resto, Ydrentòs, la sua seconda silloge poetica dopo Il Mantello di Urano, è l’antico nome greco di Otranto, località particolarmente cara alla Dall’Idro. Ha anche pubblicato, per la gioia dei suoi tanti estimatori, sul proprio sito barbaradallidro.it Oltre il Caos Hemera, breve silloge gratuita.  Certo queste poche notizie bio-bibliografiche non hanno la pretesa  di rivelare la sua ricca personalità né, a maggior ragione, la qualità della sua produzione poetica ma ci offrono almeno qualche chiave di lettura: l’amore per la cultura e la mitologia greca, l’attaccamento alla terra magica del Salento e la presenza assidua di Nietzsche con i due principi fondamentali su cui si basa la sua filosofia, l’apollineo, che rappresenta ordine, armonia e razionalità  e il dionisiaco, che indica caos, istinto ed ebbrezza. Del resto, già nella silloge pubblicata online c’è un riferimento al caos come buio a cui si contrappone la luce del giorno (Hemera), in un tripudio di luci e di colori. E sulla stessa linea è questo splendido libriccino dal titolo altrettanto significativo, Apokatástasis ossia ritorno allo stato originario, reintegrazione, ma più in senso stoico che escatologico: più Zenone che Origene. Non credo che si possa parlare di una silloge poetica tradizionale ma di un lungo e raffinato monologo interiore, alla maniera di Mrs Bloom e la mancanza di punteggiatura e di maiuscole favorisce il fluire ininterrotto delle idee, delle emozioni e delle immagini. Ci si rovista dentro con l’intento di liberarsi di scorie, fobie, timori e opacità per restaurare, come suggerisce il titolo, uno stato originale, primigenio e, quindi, tornare a nascere. Un incessante cabotaggio lungo i lidi rupestri dell’inconscio che prepari e legittimi una palingenesi. E in questo viaggio a ritroso, di nietzschiana memoria – a un certo punto viene citata La Gaia Scienza – vengono ripresi e sottoposti al vaglio miti, filosofi, dottrine e semplici sensazioni. Forse, rispetto ai lavori precedenti, c’è minore omogeneità ma più razionalità, per il bisogno – credo – di filtrare cultura e natura, percezioni e meditazioni. Affiora, ogni tanto, quella sua prorompente sensualità che fa di lei un fiore di carne, intriso di salsedine e di sole, esposto alle carezze del  vento. Bellissimo l’incipit, tutto giocato su un ordito di sinestesie, antitesi e paronomasie, dove viene anticipato l’obiettivo di questo viaggio che è in procinto di intraprendere. Così versi di struggente bellezza sono i seguenti:

“l’incanto freme sotto l’acacia
patisco l’assenza del silenzio della terra
dove il profumo del fico selvatico si eleva
oltre le felci nel sacro urto con il lamento del vento
ho memoria della selva che si imbatte nel cerulo
sull’ara remota di un incessante sacrificio”

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Giorgio Stella. Una poesia

Calco – la cicca della frode del fumo nasce dalla betoniere in calore, in calore della cicca nella betoniera! È appassito chi il ventre è di cosa nel seme … La mia famiglia non è mai nata dalla figlia di un padre razzista di amore – l’ angelo piange le percosse delle lacrime e risponde: ‘tu fai male a Dio’ – “ma Dio sei Tu, lo Spirito Santo non piange Maria, mia madre nell’ obbligo di stare orfano!” –

Giorgio Stella. Una poesia

Vogliamo noi gendarmi ancorarci a una corteccia antica che non sia la stessa, la stessa di prima? Sì Signore o no nel sì del tu * – quanti eravate? Non ricordo se sono nato mentre lo scordo – e il ricciolo a catena? Lo scoglio della sirena.
Lea raccoglie il mare nelle onde delle ombre! Sei stupito? No, il mosaico era la latta della betoniera di cui fu fatta –
Lea quanto costa essere Lea? Niente della corazza e la luce avanza il ciclo dell’acqua potabile cioè la razza ritrovata nel pozzo della clessidra – un uomo muore quando la morte è il paradiso della sorte!

Poesia religiosa di tutti i tempi, a cura di Rita Pacilio. Don Pietro D’Angelo

Don Pietro D’Angelo (Assistente Ecclesiastico U.C.A.I.)

Oggi é necessario parlare di come il mondo sia caduto in una grande e grave crisi esistenziale. Viviamo in un’epoca in cui le persone hanno difficoltà a farcela in tutti i sensi.
L’immagine di Dio è oscurata, e così anche quella dell’uomo. É vero, desideriamo fortemente tutti un mondo nuovo, ma un mondo migliore non esiste senza Dio. Ha bisogno che Dio lo aiuti a diventare più giusto, più umano, più bello, più santo.
Stiamo assistendo oggi alla perversione e al degrado della società umana: la disintegrazione non solo della morale dell’uomo ma anche della sua struttura fisica e biologica è sempre più forte.
Quasi tutta l’umanità si è ammalata soprattutto di idolatria. Si può dire che il demone dell’egoismo governa e raccoglie il suo tributo trovando sempre più spazio nei cuori di uomini e donne senza ideali e senza valori. Lo spirito del modernismo, del laicismo, del secolarismo e del relativismo sta guadagnando slancio ed é proprio questa la causa principale del degrado generale in cui ci troviamo a vivere.
La visione anticristiana del mondo è sempre più presente. Cosa sta succedendo con l’Europa? Vuole pian piano rimuovere le radici cristiane dalla nostra società. Ma ci chiediamo il perché e facciamo qualcosa oppure assistiamo impassibili a quest’opera diabolica?
Tuttavia, credo che potremmo essere tutti d’accordo su di una cosa: l’uomo non è mai stato più insicuro e ansioso, preoccupato e insoddisfatto, peccatore e smarrito, fragile e malato, come ai nostri giorni. Insomma, l’umanità non è mai stata in guai più seri dai tempi di Sodoma e Gomorra. Chi pensa o afferma il contrario è complice dell’autodistruzione oppure è dissociato dalla realtà…

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W.B. Yeats, Magi

a cura di Giorgio Stella

Ora li posso vedere, come sempre, con l’occhio della mente,
In quelle vesti rigide e dipinte, i pallidi
Insoddisfatti apparire e scomparire nell’azzurra
Profondità del cielo, i loro volti antichi come pietre
Battute dalla pioggia, e tutti gli elmi d’argento, che ondeggiano
L’uno vicino all’altro, e gli occhi sempre fissi, sperando
Di ritrovare ancora, insoddisfatti dal tumulto del Calvario,
Sul pavimento bestiale il mistero
Del tutto incontrollabile.

Libri 2025. Sei proposte sui generis

di Guido Michelone

Pare che – solo in nuovi titoli – di libri in Italia se ne pubblichino dai 40.000 ai 70.000 l’anno, per cui è meglio diffidare delle top ten o dei cento migliori romanzi, scelti quasi sempre in base ai tesi più venduti dalle grandi case editrici. Una scelta migliore è quella dei ‘consigli d’amico’ da parte di chi, come il sottoscritto, ‘deve’ leggere (o studiare) per lavoro libri di altro tipo (saggistica musicale), ma che non disdegna – per piacere, curiosità, svago –  volumi di altri generi.

E visto che parliamo di libri ecco l’ultimo ‘libro dei libri’, ovvero Il Biblionauta, di Luca Cena, che naviga tra le pagine di antichi codici, negli anfratti di un mare magnum di autori, tipografi, editori, e di inchiostro, pergamene, carta e caratteri mobili. Si tratta di segreti e storie incredibili, di libri maledetti, scomparsi o mai esistiti; di testi che custodiscono misteri insolubili e lingue che nessuno ha potuto decifrare; e ancora consigli utili sulla compravendita e sugli strumenti di consultazione per riconoscere una rarità bibliografica o un’edizione pregiata. Continua a leggere