Cose Nostre

emigrant

di Gaspare Balsamo

 

Alla notizia dell’ennesimo racconto su vicende e storie di famiglia, questa volta le mie zie sbottarono.

“Ma picchi stu picciotto ave a parlare sempre di storie vecchie e antiche e per giunta di fatti di famiglia. Io non lo capisco, cu tutti i fatti chi ci su di parlare, giusto, giusto di storie di famiglia? Bahh! Mi pare strano, secondo me c’è qualcosa che non va, un giovane parla di altro, di cose di oggi, si interessa a cose moderne e no a storie vecchie e antiche e a fatti di chiastini morti”. Continua a leggere→

Cairano 7x

Dal 22 al 28 giugno a Cariano, Irpinia d’oriente, si svolge un evento piuttosto originale che vede coinvolte oltre trecento ospiti: studenti, contadini, muratori, architetti, archeologi, cineasti, scultori, filosofi, musicisti, poeti, cuochi, e altri pellegrini che vogliono offri risi e offrire un’esperienza di una comunità provvisoria, forse l’unica possibile in questa stagione di autismo corale. Speriamo che la settimana di giugno e tutto il lavoro che seguirà possa far capire ai politici che i territori interni hanno bisogno di essere considerati non luoghi vuoti da riempire d’immondizia. Non pensiamo nemmeno che la soluzione sia attraversare le terre di mezzo con l’alta velocità. Non siamo paesanologi, non nutriamo nostalgie dei paesi com’erano una volta. Ci sporgiamo verso il futuro partendo da una fonte che sia solo nostra. Siamo stufi di pensare a questi luoghi con le categorie degli altri. Non cerchiamo turisti, ma nuovi residenti. E si verrà in questi luoghi non solo per lo loro bellezza, ma perché qui si può sperimentare un diverso modo di vivere, lontano dall’affollata insolenza dei centri urbani.

Franco Arminio (direttore artistico Cairano 7x)

CARTOLINE DA CAIRANO

1.Cairano guarda a sud dalla sua rupe. È un paese dove sono rimasti trecento abitanti. Alla fine di giugno, quando ad occidente c’è più luce, Cairano7x è una settimana per parlare e ascoltare, per guardare, per stare in silenzio, da soli o insieme agli altri. Continua a leggere→

La letteratura in Internet

di Guido Copes

La letteratura come noi ancora la concepiamo, nella forma libro-romanzo, mi sembra un genere morente.

Mi chiedo se nel nostro tempo frenetico ci sia ancora spazio per quegli ampi respiri che sono alla base delle grandi storie del passato. Riguardo alla mia esperienza, posso dire che da qualche tempo riesco a concepire solo storie che hanno un respiro medio o corto, e si traducono in racconti lunghi da un paio a una settantina di pagine. Sarà perché la letteratura è sempre una scommessa sul futuro e da alcuni anni ci ripetono che il mondo finirà nel 2012?… Ma se si sta svolgendo la più grande battaglia della storia, tra “innamorati dell’io” e “innamorati di Dio”, non dovrebbe essere questo il miglior periodo in cui vivere per uno scrittore?… Forse sono solo limiti personali. In effetti, devo ammettere di non essere più in grado di scrivere romanzi. Potrei farlo, ma dovrei fingere… È onesto oggi “fingere”, cioè costruire mondi alternativi, distogliendo lo sguardo dalla realtà?… Forse qualcuno è ancora capace di una “grande narrazione”, ma mi chiedo se sia giusto realizzare romanzi auto-referenziali e auto-conclusivi in una società liquida, sotto un bombardamento continuo di informazioni che rimandano ad altre informazioni; mi chiedo se sia davvero possibile portare a termine felicemente una grande storia in un mondo in cui sono stati legalizzati l’aborto e l’eutanasia, e quindi, come faceva notare André Frossard nel libro Trentacinque prove che il diavolo esiste, tutto intorno a noi abortisce o viene soppresso. Continua a leggere→

Economia

di Domenico Lombardini

(certo che si potrebbe fare

lì all’entrata un bell’archetto.

l’intonaco fresco è un

bel vedere, e anche questo

odore di calce fa

pensare al nuovo. mi

accanisco sulle asperità

levigando furiosamente

con carta vetrata la parete.

la polvere caduta la accumulo

ordinata assieme al resto).

sopra la pietà ho costruito la mia casa,

questa pietra presto friabile, fatta

poltiglia colloidale dalla volubilità

degli eventi. vagotonìa

della storia, si direbbe. o sinusalità

delle fortune. o virata capricciosa

dell’entropia del sistema, a manca,

a destra, da mane a sera, di decennio

in decennio, in secula seculorum, sui poveri dirocca. gli edifici

si trattengono in piedi grazie a un’inspirazione

trattenuta, come mantici, tutto stante in apparente docilità,

si attende la caduta,

l’eco roboante. la cecità,

il cupio dissolvi sono una

scelta coerente. ci si immerge

nell’oblio vivi, la testa nella pece bollente. ho

le unghie consumate, le mani nude.

la parete vuole essere levigata, la casa curata, tutto

pretende una speciale attenzione, e non ho pace; le cose

consumano i viventi. ho imbrattato

tutto di sangue, l’èscara alle nocche

non mi duole come dovrebbe, l’analgesia

precede di poco la morte, un millesimo di secondo

per cui: sia grazie a Dio. correnti catarrine

si frangono, lasciano rivoli sbavanti, cascano

sui ruderi da cui provengono, non

miscibili, questo è certo, con il mare

di sperma che guizza con spasmi pelvici

e spasimi riproduttivi, di là, dal mare,

in aneliti di infinito, di innocente

rabbia.

Europa: un sogno finito?

Il 57% degli europei non è andato a votare, manifestando in modo inequivocabile che i popoli europei non apprezzano questa Europa, non si riconoscono in essa, e non considerano importanti le sue istituzioni.
Lo sapevamo già, ma indubbiamente questi dati ci danno una conferma eclatante del netto rifiuto popolare di questa Europa.
Un ceto politico responsabile non si occuperebbe di altro.
Noi invece discutiamo del “trionfo” di Di Pietro e dello 0,5 in più dell’UDC.
Questioni di capitale importanza, come è evidente.
La cosa non è diversa nella Spagna di Zapatero o nell’Inghilterra di Gordon Brown.
L’Europa, come idea, come progetto, come sogno, declina, si affloscia, e si eclissa insieme alle classi dirigenti che produce.
Massimo Cerofolini ha avviato su Radio Uno un ciclo di interviste sull’identità europea.
La prima la ha fatta a me.

Potete ascoltarla qui

Il terrorista buono

il buon ladrone

Luca 23,35-43

35 Il popolo stava a guardare. E anche i magistrati si beffavano di lui, dicendo: «Ha salvato altri, salvi se stesso, se è il Cristo, l’Eletto di Dio!» 36 Pure i soldati lo schernivano, accostandosi, presentandogli dell’aceto e dicendo: 37 «Se tu sei il re dei Giudei, salva te stesso!»
38 Vi era anche questa iscrizione sopra il suo capo: Questo è il re dei Giudei.
39 Uno dei malfattori appesi lo insultava, dicendo: «Non sei tu il Cristo? Salva te stesso e noi!» 40 Ma l’altro lo rimproverava, dicendo: «Non hai nemmeno timor di Dio, tu che ti trovi nel medesimo supplizio? 41 Per noi è giusto, perché riceviamo la pena che ci meritiamo per le nostre azioni; ma questi non ha fatto nulla di male». 42 E diceva: «Gesù, ricòrdati di me quando entrerai nel tuo regno!» 43 Gesù gli disse: «Io ti dico in verità che oggi tu sarai con me in paradiso».

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Massimo Maggiari canta Roald Amundsen

Testo introduttivo e filmato di Giovanni Agnoloni

Riflessione e versi di Massimo Maggiari

[youtube=http://www.youtube.com/watch?v=C32bVnZt-pc]

In questo filmato, che ho girato alla Fiera del Libro di Torino, lo scrittore e poeta Massimo Maggiari (autore di “Dalle terre del Nord. Alla ricerca dell’anima artica”, Cda & Vivalda Editori, v. qui e qui) recita dei suoi versi con cui canta la figura del grande esploratore norvegese Roald Amundsen. Accanto a lui, potete vedere Mirella Tenderini, scrittrice e curatrice della collana “Le tracce” della casa editrice Vivalda, presso il cui stand si è tenuta questa lettura poetica.
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STORIA CONTEMPORANEA n.13: L’amore è una cosa molto dolorosa. “Sabbie” di Gabriella Maleti

Negli anni tra il 1896 e il 1901 (rispettivamente nel 1896, 1897, 1899 e 1901), Anatole France scrisse quattro brevi volumi narrativi (ma dal taglio saggistico e spesso erudito) che intitolò alla fine Storia contemporanea. In essi, attraverso delle scene di vita privata e pubblica del suo tempo, ricostruì in maniera straordinariamente efficace le vicende politiche, culturali, sociali, religiose e di costume del tempo suo. In particolare, i due ultimi romanzi del ciclo presentano riflessioni importanti e provocatorie su quello che si convenne, fin da subito, definire l’affaire Dreyfus. Intitolando Storia contemporanea questa mia breve serie a seguire di recensioni di romanzi contemporanei, vorrei avere l’ambizione di fare lo stesso percorso e di realizzare lo stesso obiettivo di Anatole France utilizzando, però, l’arma a me più adatta della critica letteraria e verificando la qualità della scrittura di alcuni testi narrativi che mi sembrano più significativi, alla fine, per ricomporre un quadro complessivo (anche se, per necessità di cose, mai esaustivo) del presente italiano attraverso le pagine dei suoi scrittori contemporanei. (G.P)

 

di Giuseppe Panella

 

13. L’amore è una cosa molto dolorosa. Gabriella Maleti, Sabbie, con una prefazione di Antonella Pierangeli, Firenze, Gazebo Edizioni, 2009

 

Questo è un libro terribile e, nello stesso tempo, rassegnato e straziante. Le Sabbie del titolo sono proprio quelle in cui sprofonda la vita, alla fine, allo stesso modo in cui affondano sempre più in profondità i sentimenti e gli amori, il piacere e il desiderio di vivere interamente la propria esistenza. I racconti di Gabriella Maleti sono situati eminentemente su un posto di frontiera, in un punto di passaggio che è quello situato a metà tra l’orrore del presente e il dolore del passato non più possibile e non più raggiungibile nella vita di ognuno. Già in Amari asili (Firenze, Loggia de’ Lanzi, 1995), Gabriella Maleti aveva espresso questo suo potente disincanto verbale (giocato eminentemente sul piano stilistico di una forma di descrizione realistica che si allarga e straborda piano piano fino ad assumere caratteri ironici e grotteschi).

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Balla Juary. Sferragliando verso Sud

di Valentina Nuccio

Un viaggio da nord a sud alla scoperta di se stessi. Ecco il perno sul quale ruota il nuovo romanzo di Fabio Izzo, Balla Juary. Sferragliando verso sud, Il Foglio editore. Corredato dalla prefazione di Gianluca Morozzi, il romanzo rientra appieno in uno stile generazionale di alto livello, arrivando a giocare con il concetto di Bildungsroman: un inusuale romanzo di non formazione.

E’ la fotografia del mondo al cosiddetto ‘anno zero’ (per citare lo stesso Morozzi) in cui sembra che tutti i mali del mondo (disoccupazione, immigrazione, gioco d’azzardo e altro ancora) gravitino nella vita vorticosa del protagonista. Tutta colpa di una valigetta dimenticata nell’ufficio del colloquio di lavoro, di 20 euro prestati e di un viaggio Milano – Avellino (via Napoli). Un amore, quasi amore, quasi delusione e una vincita, che non arriverà mai al grado assoluto di “rivincita”. Continua a leggere→

“Antidoti umani”, di Francesco Verso

Testo introduttivo e video di Giovanni Agnoloni

Recensione di Giuseppe Panella

[youtube=http://www.youtube.com/watch?v=MO3d9NEvnNk]

Lo scorso 6 giugno, presso la libreria “I’libraio”, in via Romana a Firenze, si è tenuta la presentazione del romanzo connettivista “Antidoti umani” di Francesco Verso (ed. Giovane Holden). Insieme al Prof. Giuseppe Panella, ho avuto il piacere di accompagnare l’autore in un’articolata riflessione sui contenuti di grande attualità e profondità del libro.

Segue qui la recensione del Prof. Panella, dal titolo “Il rimedio nel male”. Continua a leggere→

I racconti dell’età del jazz 6 / Ho visto Nina

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di Sergio Pasquandrea

Lo confesso: Nina Simone mi era sempre sfuggita.
Neanch’io saprei spiegarmi il perché, anzi è piuttosto strano, dato che adoro le voci femminili scure, profonde, amo Sarah Vaughan e Cassandra Wilson, Carmen McRae e Abbey Lincoln. Forse sarà per l’imprendibilità di Nina, per il suo porsi a cavallo di tutti i generi (voi come la classifichereste? jazz? pop? soul? gospel? o, volendo, folk? o, perché no, musica classica, dato che da ragazza aveva studiato a lungo Bach, Mozart e Rachmaninov?), senza mai cavalcarne davvero nessuno.
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Quel giorno al mare

di Pasquale Giannino

Quel giorno al mare pensavo a Elisa. Ero solo sotto il mio ombrellone, alcuni pescherecci in lontananza, pochi bagnanti annoiati, pochi schiamazzi. Non è mai stato un lido caotico quello di V.: spiagge ampie con una pineta in fondo, l’acqua bassa, è il luogo ideale per le famiglie con bambini molto piccoli. È rimasto il mio preferito, forse perché mi ricorda l’infanzia, le giornate trascorse sulla battigia, i castelli di sabbia costruiti… Verso le undici urlava Rocco, di passaggio con la sua carriola: “Pesce, pesce, pesce!”. Si udiva fin sotto la pineta. In pochi minuti era circondato da una folla di curiosi. Qualcuno andava per comprare. Era una presenza fissa, mi ci ero quasi affezionato. Lo avevo visto ancora dopo molti anni, ma la voce non era più la stessa. Quel giorno al mare Rocco non passò. Rimasi assorto nei miei pensieri. È il luogo ideale per chi ha voglia di rimanere solo, la gente è discreta, difficilmente si familiarizza: ognuno pensa ai fatti propri. E io pensavo a Elisa. Non la vedevo da trent’anni. Da tempo non provavo più nulla per lei, tuttavia non ero mai riuscito a dimenticarla. Non si trattava di rimpianto ma semplice curiosità: mi sarebbe piaciuto sapere cosa avesse fatto in tutti quegli anni e se fosse stata più felice di me. D’altra parte è meglio non averla più incontrata, preferisco mantenere il ricordo della sua primavera: bella, morbida e fresca come una rosa appena colta. Era pure la mia primavera… E il resto? Mediocrità. Una vita da impiegato, come tanti, in attesa della busta paga. Qualche domenica in montagna, per dimenticare i rancori della settimana. E un sogno nel cassetto mai realizzato. Continua a leggere→

Opalescenze

di Antonio Sparzani

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Era prossimo il tramonto di uno slavato pomeriggio di maggio. Nel cortile del liceo artistico il preside, finito il lavoro durato inusitatamente a lungo, intratteneva un amico, un suo caro amico, che era andato a trovarlo, come spesso accadeva, e a confidargli i casi propri. Parlarono per un po’, come svagatamente, l’amico era turbato da tempo da certi suoi casi personali. Il preside guardava le mura del cortile, gli alberi, ma senza vedere. Continua a leggere→

Gran finale ai Giovedì di Turro – I – Anna Maria Carpi

Giovedì 25 si chiuderà la prima stagione, 2008-2009, dei Giovedì di Turro: un appuntamento che è cresciuto mese dopo mese con una forza e una rispondenza che personalmente sognavo ma non mi aspettavo. Non c’era a Milano una cosa così, ogni settimana per otto mesi un appuntamento di poesia di alta qualità, variato nelle proposte, autofinanziato, libero da ogni ombra di trame di politica poetica dietro le quinte. Assolutamente gratuito nel senso più alto della parola, come gratuite sono le scelte che compiamo io e Francesca Genti sugli artisti da presentare. Quello che ci piace, né di più né di meno, in affidamento poi allo spirito, che danzi laggiù nella mitica saletta un po’ come gli pare. Dove la gente è felice di venire e di ritornare per ascoltare i poeti.
Terminiamo quindi con un doppio appuntamento col botto queste due ultime volte di giugno, per poi riprendere a settembre. Come sempre alle 21 al Circolo Arci Martiri di Turro, a Milano in via Rovetta 14. Ingresso libero.
La prima data è giovedì questo (dopodomani 18 maggio), con una serata dedicata completamente alla grande Anna Maria Carpi. Continua a leggere→

Voci lontane, voci sorelle

 

Laboratorio Nuova Buonarroti            Firenzestate 2009          Biblioteca delle Oblate

 

in collaborazione con Cooperativa Archeologia – ATI delle biblioteche,

Villa Romana, Centro di informazione letteraria (Bratislava) e Amicizia Italo-Palestinese

e con il patrocinio di APT Firenze.

                                                                                                                                                                                                      


16 – 23 Giugno 2009

Firenze poesia. Voci lontane, voci sorelle

festival internazionale di poesia

settima edizione 

 

partecipano, tra gli altri, i poeti Mario BENEDETTI, Vito M. BONITO, Zehra ÇIRAK, Brian JOHNSTONE, Paolo MACCARI, Eugene OSTASHEVSKY, Hasan ÖZDEMIR, Yüksel PAZARKAUYA, Michele PORSIA, Barbara PUMHÖSEL, Martin SOLOTRUK e Novella TORRE 

ingresso libero

 

Ecco il programma completo.