ROCK ‘N’ROLL SUICIDE

[youtube=http://www.youtube.com/watch?v=T-cKliZ9puY&feature=related]

Intro: C G C G

E segue: C E7 F G Am…

E senti come: «Time takes a cigarette puts it in your mouth. You pull on your finger, then another finger, then your cigarette». E chi? Uno suona, uno serve, uno stona: «ma lo sai che sei gialla?». Sarà la birra, sarà la luce che sbaglia, sarai pregna: di nicotina… Sarà che siedi con la gamba stesa e scansi con le stampelle sciami di pensieri: scacci pensieri come stracci da smettere, come tristi turisti molesti – nido nocivo di neuroni. Come dire, come pregare: silenzio! Cerchi calma, dopo l’ennesima colica, nella culla di un Cuba, un altro. Giro a vuoto: lo stomaco che ti manca per l’incubo che hai scelto. È il tuo lavoro! E come puoi prestare il corpo ai copioni, lo scheletro alle scene, se sei chiaramente claudicante? L’ultimo legamento sano, dei due puntelli dati – per piegare le ginocchia e rimanere a schiena dritta. Ora che paghi: la scelta di vita che non paga. Lo sai! Anche quel burocrate/politico ti sfrutta, con l’alibi della gavetta. Lo sai, ma fai finta di non saperlo. Fai finta, da sempre. Fingi. E [ti] mascheri. Figuri. E [ti] racconti una lucida bugia: vuoi crederci, nonostante… E affoghi colui che sventola un contratto che non firma. Non firmerà. Te l’ha fatto vedere, premiata profumeria, e hai corso troppo, hai dato tutto. Nulla di vero che tu possa stringere. Continua a leggere→

L’arrampicatore di specchi – di Paolo Alessandrini

gene curvante

Sono un arrampicatore di specchi. Non un dilettante, intendiamoci, e nemmeno un allievo all’inizio del corso di addestramento. No, io sono un maestro arrampicatore, e posso dire con certezza di essere tra i primi dieci al mondo nella mia specialità.
Quando iniziai a praticare questo sport estremo ero molto giovane: un ragazzino. Gli allenamenti dei primi anni non si svolgono ancora sulle pareti di vetro: gli istruttori insistono molto sullo sviluppo della sensibilità delle mani e dei piedi, sul miglioramento della capacità di riconoscere, in ciò che si tocca, ogni minima irregolarità, ogni imperfezione che possa risultare utile come appiglio.
Si fanno i primi esercizi con materiali scabri, rugosi: le mani vengono educate a tastare le nervature del legno, a classificare le rugosità della carta vetrata, a maneggiare le cortecce degli alberi, le spine dei rovi, le punte aguzze delle pietre e le diverse asperità dei terreni.
Gradualmente si passa a superfici più levigate, e si impara a scoprire ogni difetto presente in un foglio di carta, o ad apprezzare la perfezione del marmo che risulta invariabilmente rotta da microscopiche grinze e da solchi appena distinguibili.
Soltanto i pochi che riescono a superare questa dura gavetta di anni vengono ammessi alla soddisfazione di posare, un bel giorno, le dita sul vetro, e tendere i propri muscoli nella prima vera arrampicata. Continua a leggere→

Auroralia: cinquanta racconti ispirati a una foto di Jerry Uelsmann, da un’idea di Gaja Cenciarelli. Appuntamento a Roma, alla libreria “Flexi”, venerdì 26 giugno, ore 21.

piccolaIl 6 maggio, sul blog della nostra amica redattrice Gaja Cenciarelli, è comparso questo invito:
http://www.sinestetica.net/uelsmann_invito
In sintesi, Gaja ha chiesto ad amici e colleghi – scrittori, editor, traduttori, poeti, giornalisti o “semplicemente” amanti della letteratura e della parola scritta, tra cui alcuni redattori di LPELS (Franz Krauspenhaar, Massimo Maugeri, Isabella Moroni) – un racconto, o un componimento poetico, di massimo tremila battute, ispirato a una foto di Jerry Uelsmann.
Sono arrivati cinquanta racconti (cliccate sull’elenco dei partecipanti).
Jerry Uelsmann in persona ha scritto per Auroralia.
E il 26 giugno, alle ore 21, alla Libreria “Flexi” di Via Clementina 9, a Roma ci sarà il primo reading di Auroralia. Quindici autori leggerano il proprio racconto: Continua a leggere→

Saturday night fever

SaturdayNightFever

di Johanna Combi

E ogni sabato sera, abbracciando una persona diversa, ci si fa cambiare, si muta, ci si trasforma in qualcun altro, sentendo tra le proprie braccia un cuore che palpita; diventi: Lola – con una corta gonna rossa e un dolce profumo di rose, un sorriso malizioso per una notte di passione. Continua a leggere→

La prima volta

loreto

La prima volta. A tavola da solo, e così a celebrare. Però lo vedo ancora, sulla sedia a rotelle, vedo le sue dita battere sul notes, come se il pensiero richiedesse un gesto per sentirsi vero. Lui era così: intero. Ora che non c’è, non resta niente, solo ombre che si muovono su un palcoscenico sbiadito. Ma io non mollo: lo chiamo, gli parlo, vedo il suo sguardo dolce che indica la strada. Non so perché l’ho incontrato. Non fossi andato a cercarlo, esasperato da un suo collega insopportabile, la mia vita sarebbe evaporata, scivolata nel nulla. Tutto dipende dal momento irripetibile in cui decidi di andare da lui, o da lei. Credo nel destino. Il destino è un atto cui devi dare un contributo, due piedi che si muovono precisamente in quella direzione. Il resto viene da sé. Ti rubano tutto, ma il destino ti ha toccato, con la sua ala leggera. Voli. Anche se mangi, se celebri da solo, il destino brinda con te, prega con le tue parole. Ripenso a quel momento: e se avessi avuto un contrattempo? Se qualcuno mi avesse dissuaso? Se il primo approccio fosse fallito? Il destino è destino. Andiamo, Mario, ti faccio strada io, dico alla gente di spostarsi.

Su “Rumeni” di Anna Lamberti Bocconi.

9788862220828g

di Viola  Amarelli

E’ un viaggio turbinoso e picaresco quello che ci offre “Rumeni” di Anna Lamberti Bocconi (Stampa Alternativa, 2009) ; un reportage di ladruncoli e becchini, baristi e cameriere che, in una Milano sghemba e amatissima, rispecchiano le ragioni e le passioni dell’io narrante, vero protagonista del romanzo. Se infatti formalmente la struttura ad episodi del libro rinvia alla categoria dei racconti, la voce autoriale, continua e pulsante, delinea un pellegrinaggio laico nel cuore di una realtà *altra* ricchissima e complessa che lungo il tragitto irrompe e modifica l’occhio del reporter.

Fuori di ogni schematismo – come giustamente sottolinea il risvolto di copertina – l’approccio al mondo dei migranti avviene in presa diretta, col solo ricorso a topoi letterari (la mendicante, il mangiatore di fuoco, il “branco” di ragazzi), usati peraltro come grimaldello per scardinare pre-concetti sia razzisti sia buonisti. Continua a leggere→

Giovanni Nuscis, La parola data

Una recensione di Flora Restivo e 5 poesie

La scrittura di Giovanni Nuscis, complessa, scabra e, talvolta quasi ostica, trova il suo adeguato e congeniale svolgimento in una misura poematica non colloquiale, in un codice linguistico ed espressivo, teso a superare il concetto di poesia come momento consolatorio e aggregante, per diventare strumento demistificatorio inserito in una realtà storica, che inquieta e deforma i concetti e il sentire, inserendo i suoi tentacoli anche nel privato. Continua a leggere→

Marco Rovelli libertAria a Milano

rovelli

Al Leoncavallo (via Watteau-Milano) giovedì 25, alle 23, concerto-anteprima assoluta del nuovo cd di Marco Rovelli libertAria.
Il concerto sarà preceduto dalla presentazione di Con il nome di mio figlio – Dialoghi con Haidi Giuliani (Transeuropa), alla presenza di Haidi Giuliani e di Marco Rovelli, curatore. Continua a leggere→

Caro amore, di Andrea Sartori

«Caro amore, domani accadrà. Poco prima dell’alba avremo accesso alla luce. Qui è inverno, la notte è fredda, il buio mi guarda dalla finestra della stanza in cui vivo da una settimana. Tu, però, non pensare a questo. Pensa alla luce. Sai, negli ultimi giorni ho avuto anch’io molto tempo per pensare. In fondo, in questo mio lavoro i pensieri sono più numerosi dei fatti. Ascoltiamo quotidianamente frammenti di conversazioni registrate, leggiamo carte su carte, confrontiamo tra loro miriadi di resoconti e rapporti. Spesso le nostre esistenze sono vincolate a niente più che a dei pezzi di carta: ordinanze, notifiche, vari tipi di comunicazioni scritte. Cose che finiscono in faldoni polverosi o nelle cartelle dei nostri computer. Continua a leggere→

“Il giorno prima della felicità” – Intervista a Erri De Luca

Testo introduttivo e intervista di Giovanni Agnoloni

Dopo il recente articolo di Elena F. Ricciardi, torniamo a parlare dell’ultimo romanzo di Erri De Luca, Il giorno prima della felicità (ed. Feltrinelli), con un’intervista all’autore. Continua a leggere→

ANATOMIA DEL ROMANZO-SAGGIO: IL CASO DI “FRATELLI D’ITALIA” DI ALBERTO ARBASINO – di Giuseppe Panella

fratelli d'italia arbasino

 

di Giuseppe Panella

“Allora rientrai in casa e scrissi. E’ mezzanotte. La pioggia percuote i vetri. Non era mezzanotte. Non pioveva affatto”

(Samuel Beckett, Molloy, ultima pagina)

1. La tentazione del romanzo-saggio è sempre stata endemica nel Novecento letterario.

Le grandi esperienze narrative del secolo appena trascorso possono ritrovarsi in questa categoria il cui statuto, pur essendo sfuggente, è tuttavia saldamente radicato in alcuni momenti ancora non superati della sua sperimentazione in concreto (si pensi a Musil e al suo L’uomo senza qualità o al Proust “filosoficamente” costituito de Il Tempo ritrovato).

Continua a leggere→

Il fruscio secco della luce – Marco di Pasquale

sole 

 

 il vuoto rotondo

 

l’autobus del mattino

riscuote presto i debiti

di sonno agitato

grattato da sotto gli angoli

avanzati al lavoro

 

mi alzo appena devo

ma subito il vuoto rotondo

circonda e respinge

tra le fessure del selciato

alla fine dello smog notturno

affianco al bambino che

ancora proiettile in mano

esige risposte e affetto

 

dimenticare lo snodo

soffocante della morte

ritagliare giornali

e scampoli di furore

è l’unico tributo

che mi troverà in mano

l’autobus mattutino

 

 

Continua a leggere→

Palestina, un’intervista a Suad Amiry.

suadamiryfotodidinumendbr6

(Suad Amiry)

il Manifesto, 30 maggio 2009

di Giuliano Battiston

PALESTINA, UN’INTERVISTA A SUAD AMIRY
Con le armi dell’ironia
Direttrice del Riwaq Center for Architectural Conservation di Ramallah, l’architetta palestinese, oggi a Galassia Gutenberg, è celebre anche per due libri spietati e spiritosi, «Sharon e mia suocera» e «Niente sesso in città», in cui affiora lo spirito dello «hakawati», colui che nel mondo arabo racconta storie al caffè
Nata in Giordania e vissuta tra Damasco, Parigi, Beirut, Il Cairo e, dal 1981, Ramallah, Suad Amiry è un’architetta palestinese – fondatrice e direttrice del Riwaq Center for Architectural Conservation di Ramallah – dotata di un’ironia corrosiva, depositata nelle pagine di Sharon e mia suocera. Se questa è vita e Niente sesso in città (entrambi editi da Feltrinelli e curati da Maria Nadotti). Un’ironia che gestisce con divertita consuetudine, e che le ha permesso di raccontare l’occupazione israeliana della Palestina secondo una prospettiva inedita, capace di suscitare sorrisi e indignazione, ma soprattutto di muovere a una familiare complicità con una donna che, con sguardo impietoso, descrive i dolorosi paradossi di una vita a libertà condizionata. Abbiamo incontrato Suad Amiry, che domani a Napoli parteciperà a uno degli incontri di Galassia Gutenberg, per discutere con lei del suo lavoro. Continua a leggere→

“Amnesie amniotiche” di Pasquale VITAGLIANO

amnesieamniotiche

Città III

Ostie disadorne
o tavoli duri
e ripide pance
verdastre.

Non è più mitica
la miseria lucana,
da quando non sventolano
più le bandiere.

Formattati
da rupestri infohouse,
più forte e più antica
è la durezza della pelle,
l’afrore delle parole
e la deformità degli arti.

Per vincere
le salse montagne
rinnegheremo tre volte. Continua a leggere→