Lucerne nella luce, di Lucio Brandodoro

Con la Legge oltre la Legge

 

«In quel tempo, si avvicinò a Gesù uno degli scribi e gli domandò: «Qual è il primo di tutti i comandamenti?».
Gesù rispose: «Il primo è: “Ascolta, Israele! Il Signore nostro Dio è l’unico Signore; amerai il Signore tuo Dio con tutto il tuo cuore e con tutta la tua anima, con tutta la tua mente e con tutta la tua forza”. Il secondo è questo: “Amerai il tuo prossimo come te stesso”. Non c’è altro comandamento più grande di questi».
Lo scriba gli disse: «Hai detto bene, Maestro, e secondo verità, che Egli è unico e non vi è altri all’infuori di lui; amarlo con tutto il cuore, con tutta l’intelligenza e con tutta la forza e amare il prossimo come se stesso vale più di tutti gli olocausti e i sacrifici».
Vedendo che egli aveva risposto saggiamente, Gesù gli disse: «Non sei lontano dal regno di Dio». E nessuno aveva più il coraggio di interrogarlo.» [Mc 12,28-34] Continua a leggere

Cinque poesie di Ivan Pozzoni

RINO

Prima che la critica si accorga che esista

dovrò fare la fine drammatica di Rino Gaetano,

senza che l’airbag che protegga l’autista

senza che il tempo mi tenga la mano.

 

Battere, battere, battere i tasti

battere forte, battere ancora

coll’emergenza di acuti scoliasti

che cambieranno l’ordito com’è ora.

 

E io intanto scrivo, piangendo lacrime di cinnamomo,

nel cuore la donna che ha miscelato i miei cromosomi,

mi tocca vivere di chicane come in autodromo,

col coltello tra i denti a rivedere tutti i miei assiomi.

 

Non sono certo di riuscire a sopravvivere

dopo tanta sofferenza e dolore,

al massimo mi ritroveranno cadavere,

arrivando a sentire il mio cattivo odore.

Continua a leggere

5
1

Miglioramento del sito per i suoi 11 mila visitatori!

Carissimi lettori,
ci immaginiamo – e auguriamo! – che avrete notato un miglioramento nella velocità di questo sito, negli ultimi giorni.

Dopo essere stati vittime di un attacco informatico che ci ha fatti sparire per qualche ora, grazie al nostro webmaster Andrea D’Alessandro siamo riusciti a ripristinare tutto in tempi record, testando un upgrade per migliorare le prestazioni di risposta del sito che, negli ultimi tempi, era stata molto insoddisfacente. C’è da dire che La poesia e lo spirito ospita un archivio di quasi 17.000 articoli e gestire tutto questo non è davvero uno scherzo!
Dopo una settimana di prova, abbiamo  deciso di mantenere questa scelta, nonostante il costo maggiore (noi ci autotassiamo pur di non infastidirvi con la pubblicità, e speriamo che  voi lo apprezziate!)  e siamo felici di questo risultato, che condividiamo con voi oggi.
Grazie per la vostra fedeltà, abbiamo visite mensili a cinque cifre e questo ci riempie di gioia e di inevitabile orgoglio.

Dario Bellezza, Non si vedrà per tutto l’inverno

di Giorgio Stella

Non si vedrà per tutto l’inverno il mio ragazzo venire dal lattaio
con la busta del latte da mezzo litro: tutti penseranno che il radicato
nel mio cuore aspetta malato
che io arrivi con la busta in mano.

Non si vedrà per tutta la primavera il suo ritorno; le lacrime invano
scivoleranno dalle mie guance:
tutti penseranno che mi ha lasciato solo nella mia grande casa.

Non si vedrà per tutta l’estate
la sua abbronzatura cittadina,
ma al mare uguale ai più tranquilli
e solitari ragazzi lo immagineranno silenziosamente disteso sulla sabbia.

Non si vedrà in autunno alcuno
bussare alla mia porta marroncina:
tutti mi guarderanno con tristezza
perché questa è la stagione dei morti.

[da “Invettive e licenze”, Garzanti 1971].

Apprendistato alla salvezza di Pasquale Vitagliano

 

Nota di lettura di Laura Cantelmo

La intensa qualità visionaria della silloge Apprendistato alla salvezza di Pasquale Vitagliano contiene in ogni suo testo una ricchezza simbolica e immaginifica tale da sembrare, anche nell’unità tematica- la speranza di   salvezza dal caos- un’esposizione di arte figurativa.

Questa sua interessante singolarità, attribuibile a una predilezione culturale dell’Autore, si presta a una sperimentazione del linguaggio tipica di certi importanti movimenti artistici del secolo scorso, come il Cubismo o la Metafisica, nei quali la sovrapposizione di oggetti di epoche storiche differenti o di provenienze contrastanti, ottenevano un sincretismo dove l’immagine aveva una fondamentale funzione evocativa. Qui il Poeta ottiene lo stesso effetto, attribuendo all’immagine un’importanza prevalente rispetto alla parola e alle sue potenzialità semantiche. In poesia la giustapposizione di immagini su cui viene costruita l’architettura del discorso poetico vanta illustri esempi, come il Surrealismo, Ezra Pound e il suo Movimento Imagista e T.S.Eliot, per citare i più celebri. La freudiana Interpretazione dei sogni ci insegna che la funzione dell’inconscio si esplica attraverso le immagini ed è intuibile come in questa silloge esse, nell’esprimere uno stato dell’anima, abbiano uno stretto collegamento con l’Es, grazie all’atmosfera onirica nella quale appaiono.

Continua a leggere

Luigi Rigoni, Il poema di As

di Gino Scartaghiande

Anfora dello Spirito, riversa il tuo crisma su di me

(Luigi Rigoni Il poema di As)

Il ragazzo modenese di Luigi Rigoni – che è lui stesso – in una soffitta familiare beveva vino e scriveva versi, mi si dice, già a quindici anni. Così come Rimbaud, in un pagliaio di Charleville, componeva esametri latini in funzione delle sue visioni – le cosiddette Illuminazioni – un elevarsi paolino al terzo cielo.

Mansarde, pagliai e piani alti dei casermoni, sono stati abitati anche da Luigi, quasi in una trasposizione dell’Esarcato di Ravenna, prima a Modena, e di poi da questa a Roma, per vivervi le sue notti bizantine, tal quale l’affondo storico di Faenza e dei Canti Orfici di Campana, dalla Digione del Gaspard de la Nuit di Aloysius Bertrand, alle ascensioni alla Verna. Continua a leggere

Lucerne nella luce, di Lucio Brandodoro

«In quel tempo, vedendo le folle, Gesù salì sul monte: si pose a sedere e si avvicinarono a lui i suoi discepoli. Si mise a parlare e insegnava loro dicendo:
«Beati i poveri in spirito,
perché di essi è il regno dei cieli.
Beati quelli che sono nel pianto,
perché saranno consolati.
Beati i miti,
perché avranno in eredità la terra.
Beati quelli che hanno fame e sete della giustizia,
perché saranno saziati.
Beati i misericordiosi,
perché troveranno misericordia.
Beati i puri di cuore,
perché vedranno Dio.
Beati gli operatori di pace,
perché saranno chiamati figli di Dio.
Beati i perseguitati per la giustizia,
perché di essi è il regno dei cieli.
Beati voi quando vi insulteranno, vi perseguiteranno e, mentendo, diranno ogni sorta di male contro di voi per causa mia. Rallegratevi ed esultate, perché grande è la vostra ricompensa nei cieli».

[Mt 5,1-12]
Continua a leggere

11

La rimostranza della fede, passando ponte con Mario Dell’Arco

di Gian Piero Stefanoni

“Strada più amara de la tua, Signore,
nun c’era”.

Disperatamente ed eternamente umana la voce di Mario Dell’Arco, indimenticato architetto del secolo scorso e autore in dialetto di una Roma in poesia ritratta tra infermità e aspirazioni del moderno e ritagli classici, nei bagliori e nelle oscurità di una sacralità ora avversa e chiamata in causa ora rincorsa l’uomo non tornando più all’uomo. Continua a leggere

“Agatino il guaritore”: un estratto

Massimiliano Città, Agatino il guaritore (Il ramo e la foglia Edizioni 2024)

Quando viene al mondo un libro, credo ci sia una grossa responsabilità per quel gesto non richiesto che è lo scrivere; gesto in cui chi scrive si mostra agli occhi di chi legge e al giudizio di quegli occhi, alla valutazione, alla comprensione, allo smarrimento, talvolta, si consegna. Ogni parola, vagliata nelle poche ore di lettura che accompagnano la storia, vive in un rapporto sbilanciato di tempi, dello scrivere e del leggere.

Questo libro è nato in un periodo di costrizione personale e sociale, dunque è un ponte, un gesto di liberazione in cui la fantasia prova a rompere le catene del quotidiano, in quello stadio asfittico che spesso prende alla gola e stritola nei limiti di un corpo e di un ruolo che la società accoglie. Così dirò poco della storia, se non che è nata dall’incanto di un momento e si è costruita e strutturata nel tempo al meglio, per quel meglio che mi è possibile realizzare come narratore.

Agatino il guaritore, Il ramo e la foglia edizioni, 2024.

La Biforcazione – Lungo la statale che congiunge Montepicozzo Marittima a Boschetto, poco prima della vecchia stazione di servizio in disuso da anni, sulla destra, il lettore scorgerà una biforcazione. Due stradine nascoste da filari di alberi e vegetazione lasciati alle bizzarrie della natura senza che nessuno si sia mai occupato, almeno negli ultimi vent’anni, di dar loro una degna sfoltita. Le amministrazioni confinanti di Montepicozzo e Vallombrina – di cui Boschetto rappresenta una storica frazione – tramite i loro preposti assessori, si sono sempre rimpallate la responsabilità di intervenire, come avviene nelle più avvincenti partite di ping-pong. Ciascuno rimproverando all’altro che quel lembo di terra non ricade nel proprio territorio, dunque non è affare di cui avere cura. Continua a leggere

Reinaldo Arenas

di Giorgio Stella

Io sono quel bambino con la faccia tonda e sporca,
che in ogni angolo ti infastidisce
con il suo “mi dai una monetina”?
Io sono quel bambino con la faccia tonda
e sporca, certamente non voluto, che da lontano
contempla gli autobus, in cui gli altri bambini ridono
forte, e fanno salti molto grandi. Io sono quel bambino antipatico, certamente non voluto, con la faccia tonda e sporca
che sotto gli enormi lampioni o sotto le prostitute
anch’esse illuminate, o davanti alle fanciulle
che sembrano levitare, proietta l’insulto
della sua faccia tonda e sporca.
Io sono quel bambino di sempre, arrabbiato e solo,
che ti lancia l’insulto di quell’arrabbiato
bambino di sempre e ti avverte: “se
ipocritamente mi accarezzi sulla testa, io coglierò l’occasione
per rubarti il portafoglio”.
Io sono quel bambino di sempre, davanti al panorama
di terrore imminente, lebbra imminente,
pulci imminenti, di offese e di crimine imminente.
Io sono quel bambino disgustoso che
improvvisa un letto con un vecchio scatolone
e aspetta, certo, che verrai con me.

Guglielmo APRILE, Appunti eoliani. Nota di Giovanni Nuscis

Guglielmo APRILE

APPUNTI EOLIANI

FARA EDITORE 2024

 

“Ha un’anima la pietra”, titola la prima sezione della bella raccolta poetica di Guglielmo Aprile; titolo emblematico, e premessa del libro, asserzione che spiega, tra le altre cose, l’invocazione degli ultimi versi: Pietre guerriere, insegnatemi voi / a resistere ai venti e al loro oltraggio, / voi più longeve del mio breve sangue; / e che mi sia il vostro orgoglio da esempio, / infondete anche in me un po’ del coraggio / con cui sfidano i vostri corpi il tempo. Continua a leggere

Isabella Bignozzi, I bimbi nuotano forte

[ foto di Emilia Barbato]

a cura di Luca Pizzolitto

agosto

ci sono ore come laghi di sale
e albe rosse che ruotano avversità
d’insonnie limpidissime
dentro perdute case di pietra

l’anno è un migrare di navigli
fianco che ti spinge nella luce
il silenzio dei cipressi tiene
l’orma dei pensieri nell’acqua
questa fiaba nuda, battesimo
che ogni perdono prega nel vento Continua a leggere

Lucerne nella luce, di Lucio Brandodoro

Lungo la via

«In quel tempo, mentre Gesù partiva da Gèrico insieme ai suoi discepoli e a molta folla, il figlio di Timèo, Bartimèo, che era cieco, sedeva lungo la strada a mendicare. Sentendo che era Gesù Nazareno, cominciò a gridare e a dire: «Figlio di Davide, Gesù, abbi pietà di me!». 
Continua a leggere

Edoardo Sant’Elia. Filosofia delle narrazioni contemporanee. Il Mistero. 1

Il Mistero 1.   Un incontro

I luoghi nelle favole hanno sempre la loro importanza. Quelli familiari e quelli sconosciuti. Perché non sono solo luoghi: incarnano un altrove che ci portiamo dentro e che si manifesta all’improvviso, scardinando certezze, mettendoci alla prova. Sopravvivendo nel ricordo: “Ormai sono molto vecchio, e questa è una cosa che mi è successa quando ero molto piccolo: avevo solo nove anni. Era l’estate del 1914, l’anno dopo che mio fratello Dan era morto nel campo ovest, e tre anni prima che l’America entrasse nella prima guerra mondiale. Non ho mai raccontato a nessuno cosa accadde quel giorno alla biforcazione del torrente, e non lo farò mai… perlomeno non a voce”.  Continua a leggere