Duemila. La tribù delle storie
Il Silenzio 5. Rumori di fondo
La radio che trasmette pubblicità e notizie; il rombo delle macchine che si inseguono nelle strade, nelle piazze, negli stretti vicoli e che si scontrano e si capovolgono; un campanello che suona, con insistenza; i passi sul pavimento, il bastone/stampella che accompagna quei passi; il crepitio infernale delle armi, armi di qualsiasi tipo; i colpi dati e ricevuti nella lotta corpo a corpo che si protrae, ferina, animalesca, di stanza in stanza. E poi il Silenzio.
Un silenzio che pervade l’intera pellicola. Che avvolge come una cappa, come un sudario luoghi e personaggi. Il silenzio di chi non riesce ad esprimersi ed il silenzio di chi non può più esprimersi. Nel giorno di Natale uno scontro tra bande, in strada, provoca la morte accidentale di un bambino e il ferimento grave del padre, che si è gettato all’inseguimento delle gang; salvo per miracolo, dimesso dall’ospedale in precarie condizioni ed ormai muto, l’uomo prepara la sua vendetta; allontana la moglie, che non riesce più a stargli accanto, riacquista il suo vigore fisico, diviene esperto d’armi e finalmente, il natale successivo alla tragedia, si mette alla caccia di coloro che gli hanno cambiato la vita. Continua a leggere


















