A cura di Guido Michelone
Nei giorni appena trascorsi si è parlato a lungo di Mani Pulite e di Tangentopoli per i trent’anni appena trascorsi di un episodio storico oggi definibile simbolicamente dall’inizio di un megaprocesso (peraltro mai conclusosi) intentato da un gruppo di magistrati verso l’allora classe politica italiana: vi furono centinaia di arresti e condanne e ben quarantasette suicidi, dei quali il più tristemente famoso resta quello dell’imprenditore Raul Gardini (1933-1993). E oggi il caso viene per così dire riaperto dal romanzo L’ultima notte di Raul Gardini, scritto da Gianluca Barbera, con cui si è intrecciato un lungo dialogo per capire le forme e i contenuti del libro medesimo.
C’è da supporre che il Marco Rocca del tuo romanzo non sia il giornalista che scrive di automobili su Quattro Ruote. Si tratta di un personaggio di pura fiction o ti sei ispirato a qualche cronista d’assalto dell’epoca? E di suo fratello Riccardo? Continua a leggere

















