
Bisogna prendere la croce, non solo portarla: una bella differenza. Quando lo starets Zosima raccomanda ad Aleša di cercare la felicità nel dolore, non lo esorta al masochismo, ma gli svela il mistero indicibile dell’essere.
Archivio mensile:Novembre 2022
La voce degli ultimi. La storia

Vorrei proporre nei prossimi interventi alcuni passaggi del libro “Perciò”, uscito pochi mesi fa. All’inizio del libro sottolineo che “questo libro scaturisce da una storia e da una poesia. Da entrambe dipende e di entrambe è debitore”.
La storia
La storia proviene dagli ultimi del mondo, proviene cioè dal mondo dei dimenticati, da quelli che mai hanno avuto uno storiografo che ne raccontasse la dura vita, la debolezza fisica, mentale e sociale nelle quali sono avviluppati, le ingiustizie strutturali che li opprimono, le sofferenze subite, le morti assurde, lente per fame e miseria o rapide per violenza brutale. Sempre nel silenzio e nell’abbandono: il silenzio e l’abbandono sono gli eterni, tristissimi, compagni di vita e di morte dei poveri. Continua a leggere
Già qui
Poetry Kitchen Antologia di Poesia contemporanea
Nota di lettura di Gino Rago
Giorgio Linguaglossa (a cura di)
AA. VV. Poetry Kitchen Antologia di Poesia contemporanea
Edizioni Progetto Cultura, Roma, 2022, pp.277, 18 euro
Nel postscriptum della risposta a una domanda di Roberto Bertoldo sulla natura della Poetry kitchen, a proposito della recentissima Antologia di poesia contemporanea, Giorgio Linguaglossa scrive: «Il fatto è che oggi parlare di «autenticità», di centricità dell’io, di «identità», di «soggetto», di «riconoscibilità» della scrittura poetica implica porre al centro dell’attenzione critica la questione di un’altra «rappresentazione», di un «nuovo paradigma». Il discorso poetico della poetry kitchen passa necessariamente attraverso la cruna dell’ago della lateralizzazione dell’io, della presa di distanza dal parametro maggioritario del tardo Novecento incentrato sulla metastasi dell’io egolalico e su una «forma-poesia riconoscibile». Il capitalismo cognitivo in crisi di identità e di accumulazione genera ovunque normologia e riconoscibilità, quello che occorre è l’«irriconoscibilità», una poiesis che abbia una forma-poesia irriconoscibile, infungibile, intrattabile, refrattaria a qualsiasi utilizzazione normologica». Continua a leggere
Cristo Re

quando ti ho visto con la faccia grigia
amico
mi sono chiesto tutto in una volta
mi sono fatto tutte le domande
ho sognato di morire
da sveglio
di risorgere in un mondo
dove non bruciano la gente
paradiso dove l’odio si stempera
e l’ira e la follia sono ricordi sbiaditi
come vecchi film
né posso dire che mi manchi
perché sei qui più di tante persone
morte prima del tempo
sei diventato voce
suono
vento di novembre
Spirito Santo delle ore più comuni
Padre Elia Spezzano. Una poesia
Tu sei la mia ferita più profonda,
La spina più acuta che ho dentro;
Ferita aperta dentro l’anima,
Spina viva nel cuore sanguinante.
Ed insieme sei stella luminosa
Nel mio cielo, e pesce più lucente
Nel mare sopra cui sto navigando,
Che nuota libero nelle sue acque.
E metterò un’esca su un amo,
Getterò una rete per pescarti,
E quando salirai sulla mia barca,
Scioglieremo le vele per andare
Spinti dal vento, in mare aperto
Verso terre alla fine del mondo.
E vivo nel dolore di amarti, di tenere vivo il tuo ricordo;
Nella gioia di renderti presente
Sapendoti ogni giorno lontana.
Intervista a Raffaele La Capria (Interzona)
Raffaele La Capria (Napoli, 3 ottobre 1922) è uno scrittore, sceneggiatore e traduttore italiano. Autore di Ferito a morte, si è imposto come una delle voci più significative della letteratura italiana del secondo ‘900.
Per miracolo
Poesia italiana del XXI secolo

Elisabetta Stragapede vive a Ruvo di Puglia e lavora nel campo dell’editoria. Ha fondato l’Associazione culturale In folio, per la quale si occupa dell’organizzazione di eventi, manifestazioni culturali e della realizzazione del format “Passeggiate letterarie”. Le sue poesie sono presenti su diverse antologie e enciclopedie poetiche. Ha partecipato all’album Anche se parto domani con il testo della canzone Se tornasse primavera, Osteria del mandolino Edizioni musicali Flipper/Cosmica (2020). Ha pubblicato La misura del tempo, Secop edizioni (2018) e La variabile umana Liberaria Editrice (2022).
Un’altra cosa
David Maria Turoldo. Maniaco di Dio
di Alida Airaghi
Vent’anni fa l’editore Rizzoli ha dedicato alla figura di Padre David Maria Turoldo un prezioso volumetto, Nel lucido buio, ormai recuperabile solo tra i Remainders o negli outlet di qualche libreria online. Vi sono raccolte brevi prose liriche e i versi scritti dal frate poeta pochi mesi prima della morte, avvenuta a Milano il 6 febbraio del 1972 per un tumore al pancreas. Continua a leggere
Ogni giornata
Frammenti di Cinema # 57

L’antropocene al cinema si declina in catastrofi o fantascienza. Impressionante è vedere il letto del Tevere completamente prosciugato nell’ultimo film di Paolo Virzì, Siccità (2022). La trama è meno inedita. L’aridità è quella dei sentimenti. Quando riscopriremo la nostra umanità comincerà a piovere (ma può essere il contrario, comincerà a piovere quando ritroveremo la nostra anima autentica). Ridley Scott gioca con una suggestione opposta in Blade Runner (1982). Nel suo futuro piove sempre. Nel sequel, invece, Blade Runner 2049 (2017) di Denis Villeneuve, sopravviene la neve a ricoprire ogni residua traccia del nostro passaggio. Il mondo di Waterworld (1995) di Kevin Reynolds, poi, sembra un contrappasso: le guerre di oggi hanno l’acqua quale oggetto del contendere (Le guerre dell’acqua, Vandana Shiva, 2003). Il film, come si sa, fu un flop, ma non impedì allo sceneggiatore David Twohy di ritornare sulle catastrofi climatiche, questa volta da regista di The Arrival (1996). Con un particolare non secondario: il riscaldamento globale è stato provocato dagli alieni.
La luce
Down Under: Finalmente letteratura! ITALO CALVINO (seconda parte).

Sponsorizzato dall’Ambasciata d’Italia a Wellington, dal Ministry for Ethnic Communities della Nuova Zelanda e dalla Società Dante Alighieri di Auckland, il podcast Finalmente letteratura! vede il Professor Bruno Ferraro* e Matteo Telara chiacchierare di autori, società, letteratura e cultura italiana dal lato opposto del mondo, in leggerezza, nel cosiddetto Down Under neozelandese, tra aneddoti curiosi e brevi approfondimenti.
Nel primo episodio dedicato ad Italo Calvino, Bruno e Matteo avevano conversato dell’arte combinatoria, la struttura letteraria usata da Calvino in alcuni dei suoi libri, quali Le città invisibili e I tarocchi.
Calvino scrisse anche saggi teorici, tra i quali Cibernetica e fantasmi, tratto da una serie di conferenze fatte nel 1967 in varie città italiane, sulla narrativa come processo combinatorio. Calvino era molto interessato alla Continua a leggere
Matera in alcune poesie di Danila Marchi
Danila Marchi è un’insegnante imperiese di scuola primaria. Come poetessa, ha ricevuto il riconoscimento della giuria nel concorso poetico letterario del ponente ligure ( Arma Di Taggia) “Ossi di Seppia” negli anni 2015, 2016 e 2017, e quello al concorso Engels Von Bergeiche nel 2015. Nel 2016 e nel 2017 è entrata tra le finaliste al concorso Magnificat a Falconara Marittima e, nel 2016, ha conseguito il primo premio per il racconto “La ragazza del blues”in Basilicata. Ha partecipato al premio Poseidonia Paestum e nell’estate del 2022 ha ottenuto una menzione di merito per una poesia in vernacolo.
Seguono alcune sue poesie ispirate da Matera.
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LE ANIME TRA I SASSI
Mentre raminga vago tra i sassi
smuovo dalle rocce nitidi i ricordi
candore di anime scolpite sulla pietra
Vedo ancora grandi quegli occhi assorti
indugiare invocando ai piedi delle grotte
pane pietà e la misericordia di Dio
Avvolti nello spesso specchio vitreo bianco
assenti al vagito che fluisce dal mondo
agli sguardi ignari ai volti indifferenti
Malati di vita nel glaucoma antico
che opacizza il limpido cristallo
mentre moscerini mosche e pece
si posano sulle pupille imbrunite
retine vuote di laghi prospicienti
orli di anime senza sensibile sentire
E in quegli sguardi madidi mi perdo
tra quei destini amari avari mi protendo
nella viuzza all’uscio della spelonca al chiuso
che il buio della notte ingoia e inghiotte
E mi sento addosso gli affanni di quelle brevi vite
di quei tempi di quegli anni nelle rocce intrise
di quei corpi dolci amati avvolti di incolore
su quegli usci aperti in quelle vite acerbe di dolore Continua a leggere
La sorgente
Intervista di Marie Laure Colasson a Giorgio Linguaglossa sul libro “Critica della ragione sufficiente”
Intervista di Marie Laure Colasson a Giorgio Linguaglossa sul libro “Critica della ragione sufficiente (verso una nuova ontologia estetica)” (2018)
1) È scomparsa la critica militante?
2)È ancora valida la linea dicotomica tracciata da Gianfranco Contini: la «Linea innica» e la «Linea elegiaca» del Novecento?
3) La Nuova Ontologia Estetica?
4) Il Grande Progetto
Domanda: Ho letto il tuo libro, Critica della ragione sufficiente (verso una nuova ontologia estetica (Progetto Cultura, 2018 pp. 512 € 21), un lavoro monumentale di indagine ermeneutica sulla poesia italiana e sui nuovi orientamenti della «nuova ontologia estetica». Perché quel titolo? Continua a leggere
Un mondo nuovo (II)
Certi giorni ho l’impressione di essere su un treno che corre rapido verso un ponte crollato. Si sa che ci vuole tempo e spazio per fermarlo, ma non si capisce bene chi è ai comandi, nessuno sa quale sia la leva del freno, ammettendo pure che ce ne sia una (non c’è, o non è stata finora trovata), tutti, o quasi tutti, pensano alle loro faccende personali e di famiglia, e che in qualche modo se la caveranno. Dopotutto, gli esseri umani attualmente viventi se la sono comunque cavata, fino a oggi, anzi, fino a ieri. Il treno accelera, le porte sono sbarrate.
(Fuor di metafora – e dàgli con gli stilemi della civiltà del libro, le convoluzioni del pensiero sono costrette da molti ceppi – il ponte crollato è il mondo di ieri, e il mondo di ieri, così esplorabile e disponibile alle umane necessità, se pure in modi e gradi diversi, potrebbe essere, di qui a poco, l’unico mondo che la specie umana ha abitato, prima di annientare sé stessa.)
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