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Il Connettivismo in video e negli studi internazionali

Qui potete trovare tutti i video tratti dalla NeXTCon (convention del movimento letterario di avanguardia del Connettivismo) tenutasi a Firenze al Pub Joshua Tree (Via della Scala, 37/r) il 14 dicembre 2011.

Colgo anche l’occasione per segnalare che del movimento connettivista si è recentemente parlato sulla rivista accademica digitale dell “California Italian Studies Journal”, facente capo all’Università della California. Giovanni De Matteo l’ha recentemente segnalato su Fantascienza.com.

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Arrivederci, Wislawa

La stazione

Il mio non arrivo nella città di N.
è avvenuto puntualmente.

Eri stato avvertito
con una lettera non spedita.

Hai fatto in tempo a non venire
all’ora prevista.

Il treno è arrivato sul terzo binario.
E’ scesa molta gente.

L’assenza della mia persona
si avviava verso l’uscita tra la folla.

Alcune donne mi hanno sostituito
frettolosamente
in quella fretta.

A una è corso incontro
qualcuno che non conoscevo,
ma lei lo ha riconosciuto
immediatamente.

Si sono scambiati
un bacio non nostro,
intanto si è perduta
una valigia non mia.

La stazione della città di N.
ha superato bene la prova
di esistenza oggettiva.

L’insieme restava al suo posto.
I particolari si muovevano
sui binari designati.

E’ avvenuto perfino
l’incontro fissato.

Fuori dalla portata
della nostra presenza.

Nel paradiso perduto
della probabilità.

Altrove.
Altrove.
Come risuona questa parolina.

Stazione della memoria (Shoah)

[youtube=http://www.youtube.com/watch?v=IqLNih8_DmM&feature=youtu.be]

da qui

Una scritta sbilenca, come un gioco
per bambini a cui servono favole
per crescere felici.
Un albero stecchito a ricordare
che se hai qualcosa di tuo,
se t’illudi d’essere qualcuno,
questa è la prospettiva che smentisce,
è l’indice di tutte le sconfitte,
anche quella finale con te stesso.
Ma saranno le facce,
gli occhi stupiti di chi non capisce,
l’attesa opaca dentro le garitte
gelide della sua disperazione,
sarà il binario che avete orientato
verso la porta dell’inferno a strisce,
saranno quelle tracce
dentro le fosse senza paragone
a dirvi chi vi aspetta,
all’ultima stazione.

Theodoros Angelopoulos (??????? ????????????), regista e poeta, 1935-2012

[youtube=http://www.youtube.com/watch?v=lWtZS3Rh-Tc]


Theo Angelopoulos viene oggi ricordato come un regista cinematografico apprezzato e premiato. 1977: Orso d’oro a Berlino per I cacciatori, 1988: Leone d’Argento al Festival del cinema di Venezia per Paesaggio nella nebbia, 1998: Palma d’oro a Cannes per L’eternità e un giorno.

Angelopoulos è stato in realtà uno dei pochissimi autori la cui arte abbia travalicato i limiti stessi del linguaggio cinematografico. Il suo è stato un lavoro epico, lirico, in una parola tragico, che ha fatto rivivere il cuore stesso della civiltà greca, inizio dell’identità di questa turgida parte di mondo che chiamiamo occidentale. Il suo è stato uno sguardo lucido e spietato, mai cinico, carico di pietas per tutti gli esseri umani.

Tutti, davvero tutti i suoi quattordici film consegnano immagini potentissime. Noi spettatori (termine inadeguato) siamo catturati in un ritmo, in una scansione narrativa che riproduce il passaggio delle stagioni naturali e umane, e il tempo del dolore.

La sublime ironia del miliziano fascista che si spoglia di fronte all’attrice, rimane nudo dimenticandosi i calzini, e si vergogna allora del suo piccolo sesso. L’intollerabile intensità del piano sequenza fisso sul telone chiuso di un camion fermo sul ciglio della strada: sappiamo che un fatto orribile si sta consumando dietro il telone, ma da lì emerge una bimba seria che pare aver accettato l’oltraggio come un sanguinoso e inevitabile rito di passaggio, ed è questo il vero dramma. Bosnia, urla e spari nella nebbia, nei Balcani le persone scompaiono quando il paesaggio si offusca. Al posto di frontiera un bambino senza famiglia corre e si rifugia tra le braccia aperte di uno sconosciuto. Lo spettatore non si limita ad assistere, ma viene pro-vocato, deve completare le storie con la sua più personale immaginazione.

Ecco, forse il cinema, se è ottava arte, non può davvero aspirare a niente di meglio.

Casa Calidonia – La casa dei racconti

Nel cuore dell’Umbria un omaggio alla parola scritta. Si parte il 24 febbraio con Luca Crovi e il noir.

Camini accesi, aria pulita, silenzio e tanti libri.

È qui, a Bettona, uno dei borghi più belli d’Italia tra Perugia ed Assisi, che Casa Calidonia, e la padrona di casa Stefania Nardini, aprirà le porte nei week end a sette scrittori tra i più apprezzati dai lettori: Crovi, i Gregorio, Magliani, De Giovanni, Suarez, Vasta, Paolacci.

Saranno infatti proprio loro i docenti dei corsi di scrittura creativa che prenderanno il via il 24 febbraio 2012 con “Leggere e scrivere suspense”.

Sponsor tecnico di Casa Calidonia sarà Perdisa Pop, la casa editrice fondata da Luigi Bernardi e ora diretta da Antonio Paolacci. Continua a leggere

L’ultimo dei grandi

Giorgio Bocca era un grande. Dalle colonne dell’Espresso ogni settimana sferzava la pessima politica italiana, e l’opportunismo, il qualunquismo, l’egoismo, che stanno alla base dell’involuzione che ha rovinato questo paese. Parlare di “italiani” è sempre rischioso, e spesso sbagliato, perché significa generalizzare, fare di tutta l’erba un fascio. Forse solo Giorgio Bocca poteva permetterselo. Nella sua scrittura essenziale, veloce, secca, vibrava tutta l’indignazione e la rabbia fredda di chi ha vissuto grandi epoche, ha condiviso grandi ideali ed è costretto ad assistere, nell’ultima fase della sua vita, alla salita al potere di personaggi meschini, corrotti, amorali, che usano le istituzioni nate dalla Resistenza per scopi privati. Ultima penna magistrale del giornalismo moralista italiano, ha denunciato per anni la falsità del berlusconismo, il suo disprezzo per la Costituzione e per la cosa pubblica, l’esaltazione del malaffare e il consenso di cui, nonostante tutto, ha goduto. Continua a leggere

Questo è l’ultimo numero di “Qui”

La chiusura di una rivista è una perdita per tutti,  per questo mi colpisce la serenità con cui il direttore Massimo Parizzi comunica che questo è l’ultimo numero di “Qui“. “Quello che la rivista poteva dare, l’ha dato” conclude Parizzi, il che in un certo senso è vero, e di questo gli siamo grati. Poche riviste sono così chiaramente caratterizzate come “Qui” da un’idea forte che sta alla base: la storia di oggi vista attraverso le scritture personali, nella convinzione che le scritture personali più di altre, nella loro immediatezza e vicinanza agli accadimenti, racchiudano una verità capace di esprimere il dato storico e di trascenderlo. Questa idea, in linea con le ricerche storiche del Novecento, l’abbiamo vista realizzata, dal 1999 ad oggi, seguendo attraverso “Qui” i fatti del presente, dalle guerre in Palestina al terremoto in Cina alle recenti rivolte arabe. Inevitabilmente ci mancheranno le “voci” di “Qui“, vivere con esse la storia che si va facendo, ma quel punto di vista accompagnerà anche nel futuro quelli che hanno avuto la fortuna di essere lettori di “Qui” in questi anni. Per gli altri, per quelli che non hanno potuto leggerla a causa della difficoltà con cui circolano i prodotti culturali autonomi e che spesso ne determinano la chiusura, c’è la possibilità di dare uno sguardo retrospettivo consultando on line l’archivio della rivista.

Questo è l’ultimo numero di “Qui”
di Massimo Parizzi

Nell’ottobre del 2009 questa rivista ha smesso di uscire. Non abbastanza soldi (cioè abbonamenti); troppo lavoro (cioè mancanza di collaboratori per i compiti più esecutivi: dalla correzione delle bozze all’impaginazione, dalla stampa degli indirizzi all’imbustamento); e anche, non ultimo, il bisogno sempre più sentito che a pensarla e comporla, dopo dieci anni in cui l’avevo fatto sempre io, partecipassero altri. Queste, allora, le ragioni della fermata. Che pensavo, temevo, sarebbe stata definitiva. Invece, nel gennaio 2011, “Qui” ha ripreso a essere pubblicata. Continua a leggere

Adieu, ItaGLia

Ho appena assistito all’intervista di Maurizio Landini, segretario FIOM, dal promoter Fabio Fazio. Un’intervista tesa, precisa, indignata. Ha espresso tutta la rabbia di milioni di lavoratori, precari, pensionati, che portano sulle spalle il peso di una crisi scatenata dalla grande speculazione finanziaria, dalle aziende che falliscono e sopravvivono grazie al denaro pubblico, alla corruzione e all’evasione fiscale, mentre i profitti dei padroni italiani sono tra i più alti del mondo. Ha fatto proposte, ha detto cose semplici, condivisibili, con irruenza, com’è nel suo stile. E si è dovuto pure sorbire le battute del promoter Fabio Fazio (ma io non dico niente, dice tutto lei! con un ghigno), e l’intervento, dopo la sua uscita, della cosiddetta comica Littizzetto (ma gliela hai fatta l’iniezione antirabbia? E’ incazzato nero!) ovviamente seguito dalle risate del promoter. Questa sarebbe la sinistra italiana? La sinistra televisiva? Un promoter che promuove, in ginocchio, Veltroni, Alfano, Baglioni, Bocelli (con intere trasmissioni e la santificazione in diretta) e una comicastra radical chic che pubblica libri finti.
La sinistra italiana in televisione.
Adieu, ItaGLia.
(mauro baldrati)

Ennio Abate, Immigratorio

Martedì 13 dicembre 2011
ore 18
alla Palazzina Liberty,
Largo Marinai d’Italia 1
Milano

Luca Ferrieri e Donato Salzarulo
parlano di

Immigratorio
di Ennio Abate
(edizioni CFR – ottobre 2011)

«Di qui, non serve dirlo, il titolo forte e attualissimo dell’opera. Questo libro non è però la storia di una migrazione interna, né solo l’allegorizzazione, per mezzo di quella, dei grandi movimenti migratori di oggi: è soprattutto la ricostruzione di una condizione stabile della civiltà moderna, e del modo in cui il soggetto ha trasformato in destino la scelta dell’emigrazione» (dalla Prefazione di Pietro Cataldi)

Immigratorio

Mai in alberghi o nei letti sontuosi della memoria.
Mai.
Per i vicoli, ti dico, fu tutta
la mia trepida lussuria. Abbandonai
la gialla casa mediterranea
palpeggiata nella malinconia
degli aranceti
sotto piogge di primavera
(un vento aspro, là a redarguirci!). Continua a leggere

Marina Massenz, La ballata delle parole vane

Lunedì 5 dicembre, alle ore 21,

alla Libreria popolare di via Tadino 18,

a Milano,

Marina Massenz presenterà

la sua nuova raccolta poetica

La ballata delle parole vane

(casa editrice L’Arcolaio)

Intervengono

Ennio Abate e Paolo Giovannetti.

Con garbo

Noi che siamo quelli che si amano
che sempre la sera si lavano i denti,

noi che rimbocchiamo il letto prima di
iniziare a litigare, serviamo

il garbo solo come antipasto. Continua a leggere

Gordiano Lupi “Scrittore toscano dell’anno” 2011

Sabato 17 dicembre, alle ore 11.30, presso la Sala del Gonfalone, l’Ufficio di Presidenza del Consiglio Regionale della Toscana, assegnerà a Gordiano Lupi il Premio Speciale come SCRITTORE TOSCANO DELL’ANNO 2011 (per la sua attività di scrittore ed editore), organizzato dall’Associazione Fiera Libro Toscano. Continua a leggere

J.R.R. Tolkien ed Edward Bach a Firenze

Firenze, venerdì 2 dicembre 2011, ore 21,00

Biblioteca delle Oblate (Via dell’Oriuolo 26)

Sala Sez. Contemporanea, 1° piano

“J.R.R. Tolkien, Edward Bach. Un percorso tra la letteratura e una visione olistica dell’uomo”

Due opere che ruotano attorno a J.R.R. Tolkien, l’autore de Lo Hobbit, Il Signore degli Anelli e Il Silmarillion.
Filo conduttore, la ricchezza mitica, psicologia e spirituale di capolavori che, pur parlando di mondi fantastici, hanno colto la sostanza intima del mondo e della vita reali. Continua a leggere

Vivalascuola. Due annunci

Mercoledì 30 novembre 2011 ore 9.00-13.00, corso di formazione Ex cattedra: mito dell’autonomia e realtà della scuola precaria, Liceo scientifico “A. Volta” (aula magna), via Juvarra 14, Torino (Zona Porta Susa).

Giovedì 1 dicembre ore 14.30, seminario su Scritture migranti per una didattica interculturale, Scuola Civica “A. Manzoni”, piazza XXV aprile, 8, Milano. Continua a leggere

Marino Magliani e la sua Amsterdam a Pavia

 

 

 

 

Segnalo con piacere la prossima presentazione del nuovo romanzo di Marino Magliani Amsterdam è una farfalla, edito da Ediciclo, in programma domenica 27 novembre alle ore 17,30 presso la libreria “Le mille e una pagina” a Pavia (C.so Garibaldi 7 – Mortara).
Introdurrà e modererà l’incontro lo scrittore pavese Angelo Ricci. Ecco la locandina.

 

I finalisti del Premio “Scrittore Toscano dell’Anno”

Riprendo con piacere un comunicato delle Edizioni Il Foglio Letterario, il cui direttore editoriale Gordiano Lupi (intervistato ieri da Marino Magliani e da me) è finalista al Premio “Scrittore Toscano dell’Anno”. Colgo anche l’occasione per segnalare la premiazione del 17 dicembre a Firenze (maggiori informazioni in fondo)

LO SCRITTORE TOSCANO DELL’ANNO

I finalisti per il primo premio e i due premi selezione

Sono ventinove, anziché venti, i finalisti del premio “Lo scrittore toscano dell’anno 2011” (primo premio e i due premi selezione), organizzato dall’Associazione Fiera del libro toscano con la Presidenza del consiglio regionale della Toscana e il Comune di San Miniato (Pi), dove la manifestazione culturale è nata nel 1993. Continua a leggere

J.R.R. Tolkien. Natura, Luce e Ombra. Ad Assisi

Vi segnalo questo seminario di studi tolkieniani (J.R.R. Tolkien. Natura, Luce e Ombra – C’è un rapporto tra il leggere, il raccontare, la natura e la salute?), aperto anche a riflessioni di inerenti alla medicina olistica, in programma presso il Convento di San Francesco a Rivotorto di Assisi sabato 12 novembre (ore 10,00-13,00), nella sala “Benedetto XVI”, organizzato da Fr. Guglielmo Spirito (scrittore e docente dell’Istituto Teologico di Assisi) e da Giovanni Agnoloni. Continua a leggere