di
Georg Wilhelm Friedrich Hegel
Wolfram Von Eschembach
Giuseppe Segato
(puntate precedenti: I, II, III, IV, V, VI, VII, VIII, IX)

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In ricordo di Tito Maniacco.
Di Francesco Tomada
In pochi anni il Friuli ha visto scomparire una intera generazione di personalità che ne hanno attraversato la storia nel secolo scorso, segnandola in modo definitivo dall’alto della loro statura culturale e umana. Penso a Bartolini, Giacomini, Morandini e altri, ed ultimo penso a Tito Maniacco, spentosi pochi giorni fa a Udine. Di Tito a ragione molti scrivono in questi giorni e molti scriveranno ancora, ed è un bene pensare che la sua grande eredità trovi così, lo spero davvero, un modo per perpetuarsi. Io, qui, vorrei dire brevemente dell’uomo, che ho avuto la fortuna di conoscere negli ultimi anni e di cui sento la mancanza. Continua a leggere

la vecchia signora mirandolina plum aveva un giovane amante. nel castello di svendor lei si occupava del ristoro spiritofisicosensuale di lui, e lui, in cambio, si occupava degli insetti. ogni volta che la signora mirandolina plum s’accorgeva della presenza di un insetto, urlava il nome del suo giovane amante intonando un canto che impastava assieme sesso, speranza e perdono, casto perdono. a quel punto il giovane interveniva per risolvere la questione, agendo in base a un campionario di bestie striscianti che la signora stessa aveva redatto, classificando gli ospiti indesiderati in base alla forma del loro corpo. Continua a leggere
C’è grazia, come ha ben visto Maria Luisa Spaziani, nella poesia di Leone D’Ambrosio: ché di poesia si tratta, e singolare per la necessità che la spinge e per la fluidità e la limpidità del tono. (Ben sappiamo quanto sia proprio il tono a rendere alla poesia la parola che si cerca, che si pronuncia per rivelare un’emozione, per inseguire o solo accennare una verità).
Articolo di Roberto Arduini
(pubblicato su L’Unità il 7 gennaio 2010)
Soffia un vento nuovo e non viene dall’est. Se non la critica, parte degli studiosi si sono accorti che lo scrittore inglese J.R.R. Tolkien è un autore a tutto tondo, non solo per bambini, come si dice, o per nostalgici. Questo almeno per l’Italia, che colma ora una lacuna più che trentennale, e per una parte dei critici, visto che c’è chi ancora nostalgico lo è nell’anima. La sorprendente collana Tolkien e dintorni della Marietti 1820 in pochi anni ha riempito quel vuoto assordante con i migliori studi disponibili sull’autore del Signore degli Anelli: riunisce critici del calibro di Tom Shippey, allievo ed erede del Professore, e Verlyn Flieger, docente di Mitologia e Studi Medievali negli Usa. Continua a leggere
Recensione e intervista di Giovanni Agnoloni
Riccardo Ferrazzi, Gli occhi di Caino, ed. Eumeswil (€ 13,00)
Se uno non fosse mai andato in Spagna, leggendo questo romanzo di Riccardo Ferrazzi si farebbe un’idea fedele delle sensazioni che questo paese dà. Gli occhi di Caino è un libro che ha per protagonista proprio un italiano, Vittorio Fabbri, un professionista che, un ventennio dopo un intenso periodo passato a Salamanca, fa ritorno, non senza difficoltà, nei luoghi che avevano conosciuto le sue passioni e i suoi tormenti giovanili. Continua a leggere
Articolo di Marino Magliani
Due uomini, due padri, uno tedesco, uno italiano, ma di un’Italia lontana, di confine. Non oserei dire di frontiera.
Dal saggio Confine o frontiera? di Giorgio Bertone, sulla Liguria di Biamonti, il confine è una «situazione geoculturale ben delimitata da una linea che marca più o meno nettamente la divisione tra “dentro” e “fuori” , e con “frontiera” una fascia mobile che pulsa…» Le cose nette, dentro o fuori, sono le cose del padre italiano. Continua a leggere
di
Georg Wilhelm Friedrich Hegel
Wolfram Von Eschembach
Giuseppe Segato
(puntate precedenti: I, II, III, IV)

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Recensione di Alberto Pezzini
E’ un libro leggero come una ragnatela, questo.
Erri De Luca, Il peso della farfalla, Feltrinelli 2009, pagg. 70, è pensato per l’inverno, anzi per il Natale.
Lui è un cacciatore eccezionale, l’altro è un camoscio fuori dalla norma:il re dei camosci. La loro storia è un abbraccio mortale. Il cacciatore insegue la preda che regna sulle montagne, sui maschi più giovani, sulle femmine dominate e sui piccoli nati in primavera. La caccia terminerà con la più grande disillusione mai provata prima. La consapevolezza di avere quasi rubato un sogno, quello del camoscio. Continua a leggere
di
Georg Wilhelm Friedrich Hegel
Wolfram Von Eschembach
Giuseppe Segato
(puntate precedenti: I, II, III)

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di Michele Smargiassi
Tutto comincia sempre (e tutto sempre obbligatoriamente finisce) attorno a concretissimo, paleo-tecnologico tavolo ovale, un modesto Ikea comprato nel ‘ 99 coi soldi di Q, il primo folgorante romanzo della band letteraria che allora si chiamava ancora Luther Blissett. È l’ unica proprietà comune del collettivo di scrittura Wu Ming, ma è anche il suo oggetto sciamanico e rituale, come la tavola rotonda dei paladini. Ora si trova a casa di Wu Ming 1, ha cambiato indirizzo diverse volte, comunque è ancora in servizio creativo permanente effettivo. Lì attorno è stato concepito e poi partorito anche Altai, quinta recentissima opera dei quattro co-autori “senza nome”, e tutto è iniziato come le altre volte: un Wu Ming solfeggia un’ idea, un altro la riprende, uno la rilancia, il quarto l’ aggiusta… Facilea dirsi, menoa farsi, ancor meno a spiegarsi. Comodamente stesi sui divani lisi di una libreria alternativa bolognese, la richiesta di raccontare il laboratorio Wu Ming è accolta dai quattro cavalieri della tavola ovale con educato scetticismo. «Non c’ è un metodo». Continua a leggere
di
Georg Wilhelm Friedrich Hegel
Wolfram Von Eschembach
Giuseppe Segato

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Testo introduttivo e intervista di Giovanni Agnoloni
Paolo Cacciolati è l’autore di “Digestione del personale”, un romanzo – edito da TEA – che unisce ai vari attimi di una vicenda criminosa i ricordi di vita aziendale di un ‘formatore’ del personale, Marco Michichi, un personaggio che fa strada con un atteggiamento competitivo, che lo porta però anche a truffare gli stessi dirigenti d’impresa che gli danno lavoro. E che vive la sua vita personale soffocato dalla stessa aridità in cui si è autoconfinato, o comunque si è lasciato confinare.
Lo stile ironico e brillante di Cacciolati non impedisce, anzi sollecita l’emergere di tante domande, in relazione al tipo di società di cui le realtà di tante aziende sono lo specchio.
Qui proviamo ad affrontarne alcune insieme a lui. Continua a leggere
di
Georg Wilhelm Friedrich Hegel
Wolfram Von Eschembach
Giuseppe Segato
(puntate precedenti: I)

**Il sistema filosofico di Hegel**
Hegel interpreta i due processi paralleli della Natura e dello Spirito come momenti dialetticamente congiunti di un medesimo e solo processo, attraverso il quale l’Idea si realizza fino a prendere pieno possesso di sé nell’Autocoscienza.
L’idealismo diventa assoluto, in quanto tutta la realtà è ricondotta all’Idea annullando il dualismo tra Natura e Spirito.
Il principio assoluto della realtà è una unità che si viene costituendo attraverso le distinzioni, è il risultato di uno sviluppo che implica la coincidenza degli opposti: il finire di essere e il cominciare ad essere, non esser più ed essere ciò che non si è ancora. La tesi, l’antitesi e la sintesi sono i tre momenti della vita reale.
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Testo di Marco Grassano
Alla memoria di Francesco Biamonti
La nitidezza del paesaggiola trasparenza, la profondità e il miracolo di quell’incontro dell’acqua, della pietra e della luce… ecco la sola conoscenza, la prima morale. Questa armonia non è illusoria. È reale, e davanti a lei sento la necessità della parola.
Andreï Makine
I fiumi sono strade che camminano.
Blaise Pascal
L’Aurelia attraversa la Liguria come uno zigzagante schidione. Può provocare inquietudine, incutere timore persino, con l’intensità del suo traffico, oppressivamente rumoroso di giorno e sciabolante di fari la notte. Era diverso, nell’infanzia, quando l’emozione della Riviera consisteva, per me, nell’odore della salsedine, in una fila di palme e in un inedito schieramento di negozi che esponevano canotti, remi, salvagente, pinne, sacchetti di conchiglie. Sulla spiaggia giacevano, leggermente obliqui, magnetici barconi neri listati di bianco. Continua a leggere
di Riccardo Ferrazzi
Per chi vede la faccenda in questo modo, non c’è altro da dire. Eppure è un fatto che, periodicamente, gli scrittori si sentono soffocare in una camicia di forza e, di solito, la identificano nel genere letterario imperante. È così che sono nati il romanzo senza trama, il romanzo-saggio, il romanzo-in-cui-non-succede-niente, ecc. ecc. Ma è stato come fuggire da Scilla e andare a sbattere in Cariddi: cambiare genere significa evitare le caratteristiche formali di un cliché. Se però la sostanza è la stessa, a che serve vestirla di nero, di giallo o di rosa?
Uno scrittore che riflette su ciò che scrive vorrebbe raccontare storie che, invece di stare in piedi a base di metafore, siano esse stesse grandi metafore inspiegabili, come è senza spiegazioni la vita. Ma un romanzo non nasce da una scelta razionale: chi ha una storia in testa deve buttarla giù e finché non lo fa non può pensare ad altro. Solo più tardi, quando si rilegge, capisce di aver applicato questo o quello schema, e allora si guarda allo specchio e si domanda: sono contento di aver scritto un giallo (o un noir, un rosa, un romanzo storico, una tragedia borghese, un vaudeville…)? È davvero questo ciò che volevo scrivere? Continua a leggere
di
Georg Wilhelm Friedrich Hegel
Wolfram Von Eschembach
Giuseppe Segato
**Presentazione**
Ci sono stati anche in passato dei tentativi del Fumetto a invadere lo spazio della Filosofia, ma non essendo ritenuto un mezzo di comunicazione adatto ad argomenti impegnativi e culturali, i risultati non hanno avuto larga risonanza e queste sono rimaste edizioni del tutto sporadiche.
Per lo più si era cercato di rendere i concetti filosofici per immagini, restando sempre comunque nell’ambito di una scrittura filosofica.
Invece a ben pensarci, liberando la mente da pregiudizi scolastici e accademici, la faticosa esplorazione mentale di un filosofo nel vasto e in gran parte inesplorato campo della conoscenza può ben a diritto essere paragonata a un difficile e periglioso cammino in uno sterminato spazio sconosciuto irto di ostacoli logici e di imprevisti congetturali.
Intraprendere la costruzione di un sistema filosofico è un’avventura umana non dissimile, così per dire, dalla conquista del Messico fatta da Cortez o dalla Crociata di Goffredo di Buglione per liberare il Santo Sepolcro in quanto a difficoltà, contrattempi, risultati, sia nei successi che nella sconfitte. Pertanto qui si è raccontata la filosofia non come “Filosofia”, ma come un’avvincente storia di avventura paragonando il sistema filosofico di Hegel a un romanzo cavalleresco ove si descrivono intrecciati parallelamente e simultaneamente l’alternarsi delle Tesi, delle Antitesi e delle Sintesi con i vari e successivi episodi dell’eroica impresa.
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